Il rifiuto e a noi ? Nostro valore o alla nostra performance

Aperto da Pain, 31 Luglio 2025, 19:49:07

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Pain

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Il rifiuto per chi è ? A noi al nostro valore o alla nostra performance ?
Attraverso il perpetuo ed infinito dolore io sono maturato un passo oltre l'essere umano...
Da uomo sono diventato un Dio.
Provate il dolore. Contemplate il dolore. Accettate il dolore. Conoscete il dolore. Coloro che non conoscono il dolore, non sapranno mai quale sia la vera pace.

"Anche il bambino più ignorante e innocente alla fine crescerà imparando cos'è il vero dolore. Colpisce ciò che dicono, ciò che pensano... e diventano persone reali".

AlterEgo

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Sono del parere che gli aspetti che hai citato sono tutti collegati. Le nostre performance (non solo fisiche) mostrano come siamo fatti e il nostro valore. Se la performance non è un gran che non riusciremo a mostrare chissà quale valore.
Una volta però che riusciamo ad essere delle persone con delle qualità sarà facile fare delle ottime performance e dimostrare il nostro valore  :) 


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TermYnator

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Citazione di: Pain il 31 Luglio 2025, 19:49:07Il rifiuto per chi è ? A noi al nostro valore o alla nostra performance ?
Il rifiuto ha principalmente due origini:
la prima è che la persona corteggiata ha investito tempo ed energie in altro (uomini, università, impegni vari) e non ritiene che una storia con il pretendente abbia senso: perderebbe più che guadagnare.

La seconda è che nell'interazione (quindi con la prestazione seduttiva) il pretendente non è riuscito a raggiungere il livello necessario alla corteggiata, per farsi considerare abbastanza valido da far si che lei voglia una storia con lui. Il livello percepito può infatti essere radicalmente diverso da quello realmente posseduto. E non sempre tale livello è ricevuto per difetto: a volte, per questioni di status, alcune persone vengono sopravvalutate, per essere poi abbandonate una volta che il loro reale valore viene percepito.
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Candace

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Ciao! Spesso il rifiuto non riguarda il nostro valore personale, ma piuttosto una specifica situazione o performance. Le persone possono rifiutare un'idea, una proposta o una prestazione senza per questo giudicare il nostro valore come individui. È importante non identificarsi totalmente con i propri risultati: il valore personale non dipende solo da performance o successi.

Shark72

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Citazione di: Candace il 22 Gennaio 2026, 14:13:50Ciao! Spesso il rifiuto non riguarda il nostro valore personale, ma piuttosto una specifica situazione o performance. Le persone possono rifiutare un'idea, una proposta o una prestazione senza per questo giudicare il nostro valore come individui. È importante non identificarsi totalmente con i propri risultati: il valore personale non dipende solo da performance o successi.

Nella singola circostanza può essere così, ma nel lungo periodo emerge il reale valore. Come dire che se un atleta una volta può essere sfortunato, se perde sempre è scarso.
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TermYnator

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#5
Citazione di: Candace il 22 Gennaio 2026, 14:13:50Ciao! Spesso il rifiuto non riguarda il nostro valore personale, ma piuttosto una specifica situazione o performance. Le persone possono rifiutare un'idea, una proposta o una prestazione senza per questo giudicare il nostro valore come individui. È importante non identificarsi totalmente con i propri risultati: il valore personale non dipende solo da performance o successi.
Mi ricorda molto l'errata interpretazione della frase "La mappa non è il territorio".
In questo contesto, tu sei quello che gli altri percepiscono di te.
E la percezione di te deriva dalle tue manifestazioni esteriori.

Ergo, se quando sei con lo spazzolino in bocca reciti a memoria le equazioni di campo di Einstein, ma quando sei nel club ti comporti come Forrest Gump, sei forrest gump.
"Stupido è chi lo stupido fa",
nella sua estrema semplicità descrive proprio questo atteggiamento.

Il problema della filosofia che riporti è che porta alla edificazione di bias cognitivi.
Ogni nostra manifestazione porta inevitabilmente ad una reazione degli iterlocutori. La reazione degli interlocutori porta con se un messaggio digradimento della prestazione e conseguentemente, un giudizio su chi la compie.
Se si ignora il feedback perchè si vuole convincersi che "una persona non è ciò che fa", si normalizzano atteggiamenti e comportamenti sbagliati, svincolandoli dalla loro valenza. Spesso finendo con il confondere comportamenti errati e modificabili, con necessità intrinseche della persona e della sua unicità.
L'esito finale è che l'individuo non riesce più a distinguere se le persone rifiutano la singola prestazione o l'intera persona.

Perciò, ogni volta che una prestazione riceve valutazione negativa (in realtà, anche camminare in una stanza o stare seduti senza far nulla sono prestazioni), l'individuo deve rendersi conto del perchè è arrivato quel giudizio.
Se la causa è nota e gestita, va benissimo e non serve farsi ulteriori domande.
Ma se la causa non è gestita, è bene ricorrere ad una sana autocritica in modo da focalizzare l'origine della critica.

Esempio:
Una persona va in un bar e la guardano male.
Il feedback va analizzato perchè negativo. La prima domanda è: "Perchè mi guardano male"?

Analisi con BIas: "Mi guardano male perchè sono invidiosi: io sono così (bellissimo NDR), quindi perfetto."

Analisi senza bias: "Ci deve essere qualcosa che non va nel mio comportamento o nel mio modo di essere
A questo punto scatta una check list delle cose più ovvie, comparando se stessi agli altri, per scorgere la differenza che genera il feedback negativo.

Una volta trovata la differenza, sta all'intelligenza sociale dell'individuo continuare nell'atteggiamento che crea rifiuto o smettere.

Ad esempio: la persone dell'esempio ha corso pesantemente, è vistosamente sudata ed emana un cattivo odore.
La deduzione in questo caso dovrebbe essere "in queste condizioni, sarebbe meglio non entrare in locali pubblici".
La persona che invece non ragiona correttamente penserà: "Io sono uno sportivo, quindi è normale che io sia così".
Le persone che guardano male penseranno invece: "guarda questo incivile, ma dove si crede di stare?"

L'errore non è nel ritenere normale che uno sportivo possa sudare, bensì nel ritenere corretto che in quella condizione si facciano cose diverse da quelle nelle quali quella condizione è considerata normale.


Ultima modifica: 26 Gennaio 2026, 12:31:08 di TermYnator
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