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Autore Topic:

Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

(Letto 3012 volte)

Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« del: 10 Febbraio 2011, 14:55:45 »

L'argomento che vorrei trattare è l'aspettativa, intesa come interesse e curiosità sviluppatasi nell' HB precedentemente al DAY2.
L'aspettativa si va creando lentamente ed inconsciamente nelle fasi successive all'apertura del SET, diciamo superato lo scoglio dell' "accettazione" nel SET, quindi dalla fase di Confort in poi.
Non ho mai dato molta importanza a questa fase, fino a quando mi sono accorto che la totale assenza di essa quanto la presenza massiccia potevano essere utilizzate a proprio favore. In seguito vi dirò come.

Premetto una cosa per me essenziale, ed utile a chiarire bene il ruolo del seduttore.
Creare aspettativa non significa doversi mettere in una posizione di dover fare salti mortali per rispettare le attese dell'HB, ma non significa nemmeno essere incoerenti e contraddittori con il proprio personaggio, mostrandosi brillanti all'apertura e deludenti al DAY2.

Il trick sta nel convogliare la curiosità del target, mantenerla viva e poi direzionarla infinitamente da un argomento ad un altro, senza mai soddisfarla ma rinnovandola, restaurandola, distraendola fino a deviarla nuovamente.

Pensate all'euforia di un bambino che attende di scartare il regalo da sotto l'albero... quella stessa impazienza rimarrà viva SOLO fino a quando non avrà scartato il regalo. A quel punto l'euforia e la curiosità si trasformeranno in felicità oppure in delusione a seconda di ciò che troverà nel pacchetto, giusto ?
Bene, il nostro scopo è quello di prolungare questa attesa fino a quando non sapremo cosa sarà necessario mettere in quel pacchetto affinché la sua reazione sia POSITIVA.

Questa è la seduzione. Semplicemente "condurre a se".

Prima ho accennato alla possibilità di sfruttare a proprio favore anche "l'assenza di aspettativa"... cosa significa ciò ?
Tornando al nostro esempio del bambino...
Supponiamo non sia Natale ma un giorno qualunque, nessuno si aspetterebbe un regalo, non c'è aspettativa, quindi non c'è euforia ne curiosità, non ci sono potenzialità per essere delusi ma nemmeno per essere felici.
Cosa succederebbe quindi se quello stesso bambino si trovasse improvvisamente davanti ad un regalo da scartare ?
A fronte di pochi secondi di aspettativa (trascurabili... il regalo lo scarterà subito), avremmo una possibilità infinitamente più alta di soddisfare le sue aspettative, in quanto praticamente nulle.

Ri-addentrandoci in ambito seduttivo potremmo derivarne una regola semplice ma molto utile:

-> Minori sono le aspettative, maggiore sarà la possibilità di creare sorpresa e positività, minore sarà l'interesse in un DAY2.
-> Maggiori sono le aspettative, minore sarà la possibilità di stupire positivamente, maggiore sarà l'interesse in un DAY2.

Da ciò ne deriva che l'esatto studio e comprensione del SET può determinare la quantità approssimativa di aspettativa che dovrete creare affinché vi sia abbastanza curiosità e desiderio di un DAY2 da parte dell'HB, ma non eccessiva al punto da crearvi un problema aumentando a dismisura la possibilità che l'HB rimanga delusa.

Passiamo alla praticità.

Ci sono tre modi di creare aspettativa:

1- Esplicitamente - "promettendo", accennando, introducendola in un discorso, proponendo... ad esempio "Vorrei mostrarti qualcuno dei miei quadri !", oppure "Ho una bella sorpresa per te !".
Questo genere di aspettative è molto forte, immediato, è molto funzionale ed efficace ma difficilmente gestibile in quanto ci espone alla reale necessità di soddisfarle per evitare la delusione del target.
Io le uso di rado e solo quando so di poterle onorare, oppure quando conosco a priori una scappatoia che mi consenta di posticipare all'infinito o se non altro fino a quando cessi di essere un aspettativa.
La potenza di ciò risiede nell'implicito impegno che mi sto prendendo nel (ad esempio) volerle mostrare il quadro, quindi nell'implicito impegno che prende il target nel volerlo vedere, ciò sottintende a priori un progetto per il futuro e se il target reagisce positivamente allora potrete contare su un terreno solido per un DAY2.

2- Implicitamente - lasciando che il target se la crei da sola e sia essa stessa artefice delle proprie aspettative... ad esempio "Mi piace dipingere, mi capita spesso di realizzare quadri per me stesso", quindi se il target sarà interessato all'argomento sarà molto probabile che chieda di poterli ammirare. Oppure, accennando in un discorso il proprio piacere nel sorprendere le persone, nel vedere la loro espressione stupita, quindi non impegnandosi con una promessa ma lasciando che il target crei inconsciamente la propria aspettativa su una possibile sorpresa che potrei farle.
Questo genere di aspettativa è la più utilizzata inconsciamente, in quanto è quella che meno di tutte può apparire pilotata dal seduttore... ma nell'effettività lo è.
E' primavera, fa caldo, state parlando di un posto stupendo in riva al fiume in cui andavate da bambino, narrate di quanto tempo sia passato dall'ultima volta che ci siete stati, di quanto vorreste tornarci, le chiedete se ha mai fatto il bagno in un fiume, aggiungete quanti altri contorni desiderate ed avrete creato un aspettativa... senza aver dovuto necessariamente esplicitare "ti va di venire al fiume con me ?".

3- Con dissonanza - Qui si apre una parentesi a parte, spero di poter trasformare egregiamente i miei pensieri in parole per spiegare bene questo concetto.
Esiste una sottile linea che delimita il confine tra l'essere (negativamente) "incoerenti", ed utilizzare le proprie incoerenze per generare curiosità ed interesse.
La discrepanza tra due azioni banalmente esplicitate ed in totale antagonismo può si, generare confusione e fraintendimento, ma se usata con ingegno può consentire beneficio di dubbio ed espandere questo beneficio ad ogni affermazione ed ogni azione che il seduttore intraprende.

Passiamo agli esempi.

Affermo di non amare gli animali --> Per strada accarezzo un cane
Esplicito di non amare le sorprese --> mi mostro entusiasta per un piccolo pensiero o per una cortesia ricevuta
Descrivo la mia goffaggine e mancanza di tatto in passate situazioni --> mi mostro sensibile alle confidenze private del target
Mi mostro poco attaccato ai formalismi ed alle tradizioni --> Al DAY2 mi presento con una semplice rosa in dono

ce ne sarebbero infiniti di esempi, per lo più si tratta di creare in aspettativa DLV e restituire invece DHV.
Questa pratica, se ben calibrata genera confusione nelle aspettative del target, annientandole di fatto ma conservando quella capacità di incuriosire, non più da attribuire al potere dell'aspettativa, bensì all'imprevedibilità del risultato delle stesse.

Maggiori discrepanze creerete, maggiore sarà la possibilità che le aspettative del target diventino volubili, malleabili, incerte... a quel punto potrete comodamente decidere quali SODDISFARE e quali NON SODDISFARE, a seconda dell'immagine che volete dare di voi.

Spero di essermi spiegato come avrei voluto, in ogni caso mi rendo conto che per quanto a volte possano sembrare concetti banali, se si è intenzionati ad utilizzarli a proprio favole la complessità aumenta.

Ma... questo fa la differenza tra un seduttore ed il "rimorchiatore della domenica"   Wink

E dato che non si finisce mai di imparare, sotto con domande e critiche... costruttive mi raccomando eh !!!  Grin

p.s. non l'ho riletto, sono un po di fretta, se c'è qualche errore di ortografia mi scuso.

A.

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=> Se ti sei sentito infastidito da questa mia risposta,
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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #1 del: 10 Febbraio 2011, 15:35:31 »

Ammazza ma quant'è complicato scopare in Italia!

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ArturoBandini

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #2 del: 10 Febbraio 2011, 15:48:24 »

Citato da: ArturoBandini il 10 Febbraio 2011, 15:35:31

Ammazza ma quant'è complicato scopare in Italia!

spero che il tuo sia solo sarcasmo...
nell'ipotesi non lo fosse, beh devi sapere che, come è già emerso più volte in questa community, esiste una componente pratica atta ad aiutare chi si presenta con richieste e necessità... ed una componente teorica, che si pone come obiettivo quello di capire e scavare un po più a fondo nella psiche femminile e soprattutto nelle relazioni interpersonali.
Non è detto che ci riesca... ma ci prova...

Questo 3d è della seconda specie... quindi se la tua domanda è "ma stasera come posso evitare di masturbarmi ?" beh...la risposta non è in questo 3d... ma ce ne sono tanti altri che ne parlano eh !!!  Wink

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #3 del: 10 Febbraio 2011, 16:00:46 »

Citato da: Maschio Alpha il 10 Febbraio 2011, 15:48:24

spero che il tuo sia solo sarcasmo...

Era ironia. Questa sconosciuta.

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ArturoBandini

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #4 del: 10 Febbraio 2011, 18:41:22 »

Ok Arturo, ma mettiti nei panni di chi ha impiegato almeno un'ora per pensare e scrivere un thread così approfondito (ovviamente frutto di anni di riflessioni sull'argomento) e poi si vede liquidare con una battuta sarcastica. Ececaxxo.

A me il post è piaciuto, il plusone arriverà quando mi loggherò dal computer.

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #5 del: 10 Febbraio 2011, 20:29:29 »

Bel post..ma alla fine il terzo punto (la dissonanza) non è altro che un'applicazione della "teoria dei contrasti".. o mi sbaglio?

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jamescobain85

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #6 del: 11 Febbraio 2011, 12:29:09 »

Citato da: jamescobain85 il 10 Febbraio 2011, 20:29:29

Bel post..ma alla fine il terzo punto (la dissonanza) non è altro che un'applicazione della "teoria dei contrasti".. o mi sbaglio?

Non saprei, forse bisognerebbe chiederlo a chi l'ha studiata ed applicata...
Nei miei 3d mi limito sempre e solo a tradurre in parole ciò che penso e deduco col ragionamento e, quando possibile, con un po d'esperienza diretta.
Ma non mi sentirei mai di affermare che "ho inventato qualcosa"... penso che tutto già esista e penso che, soprattutto per quanto riguarda la seduzione, non vi sia nessuno che scopre nulla... al massimo ne prende coscienza, lo applica e qualche volta lo condivide. Io l'ho condiviso.  Smile

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #7 del: 11 Febbraio 2011, 13:09:38 »

Bel post Alpha man!!! +1!
l'unica cosa che ti vorrei chiedere è:

Citazione

Affermo di non amare gli animali --> Per strada accarezzo un cane
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Descrivo la mia goffaggine e mancanza di tatto in passate situazioni --> mi mostro sensibile alle confidenze private del target
Mi mostro poco attaccato ai formalismi ed alle tradizioni --> Al DAY2 mi presento con una semplice rosa in dono

questa potrebbe essere considerata incoerenza; non pensi che essere incoerenti possa influenzare negativamente la nostra preda?

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #8 del: 11 Febbraio 2011, 13:49:44 »

Citato da: - Mc - il 11 Febbraio 2011, 13:09:38

Bel post Alpha man!!! +1!
l'unica cosa che ti vorrei chiedere è:questa potrebbe essere considerata incoerenza; non pensi che essere incoerenti possa influenzare negativamente la nostra preda?

Certo, potrebbe... potresti trovarti davanti ad un Target che usa questa tua incoerenza per NEGgarti, per questo è così importante la calibrazione (durante) e fare cold reading (prima).

In linea di massima però, se ci pensi bene, il trailer di un film può invogliarti a guardarlo... ma se è troppo lungo può rovinartelo e farti passare il desiderio.
Allo stesso modo, le tue azioni nel SET rappresentano il trailer del tuo DAY2, se mostri troppo o troppo poco puoi diventare noioso o scontato, al contrario se sai ben calibrare l'aspettativa dell'HB puoi risultare parecchio interessante... figuriamoci poi se aggiungi anche incoerenza ed imprevedibilità al tuo trailer, il tuo spettatore sarà confuso e maggiormente invogliato a voler soddisfare le proprie perplessità.

Quando devi fare supposizioni e non hai abbastanza elementi per giudicare, prova a chiedere a te stesso come reagiresti ad una situazione.
Quanto saresti intrigato da una donna che di se non dice NULLA ?
e di una che invece ti dice vita morte e miracoli ?
...e di una che ti dice abbastanza ma poi noti disarmonia tra le sue parole e le sue azioni ?

La seduzione è un gioco... e non esiste gioco che non abbia come prerogativa quella di intrattenere e divertire.
Crea il tuo e poi testa quanto piace alle persone che hai attorno  Wink

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #9 del: 11 Febbraio 2011, 14:03:21 »

Citazione

La seduzione è un gioco... e non esiste gioco che non abbia come prerogativa quella di intrattenere e divertire.
Crea il tuo e poi testa quanto piace alle persone che hai attorno  Wink

ci proverò!  Thumbs Up  Wink

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #10 del: 11 Febbraio 2011, 19:49:02 »

Citato da: Maschio Alpha il 11 Febbraio 2011, 12:29:09

Non saprei, forse bisognerebbe chiederlo a chi l'ha studiata ed applicata...
Nei miei 3d mi limito sempre e solo a tradurre in parole ciò che penso e deduco col ragionamento e, quando possibile, con un po d'esperienza diretta.
Ma non mi sentirei mai di affermare che "ho inventato qualcosa"... penso che tutto già esista e penso che, soprattutto per quanto riguarda la seduzione, non vi sia nessuno che scopre nulla... al massimo ne prende coscienza, lo applica e qualche volta lo condivide. Io l'ho condiviso.  Smile

A.

Certo, la mia era solo un'osservazione Smile

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #11 del: 11 Febbraio 2011, 23:38:21 »

Dunque, sulla esigenza di creare curiosità, sono perfettamente d'accordo: da quando scrivo, non faccio che spiegare che non si crea "attrazione", ma si stimola la curiosità per attrarre gli esseri umani.

Ma la modalità che descrivi, è un po' limitata, e IMHO relativa a femine piuttosto giovani, trattenute da attrazione pregressa, oppure a ragazze un po' "semplici".
Quello che suggerisci, è infatti una strategia basata su frasi aperte (o open loops, come li definì qualcuno qualche anno fa) e incoerenza fra messaggio verbale e azione.
Sulle frasi aperte, c'è da dire che una femina smaliziata, alla seconda frase aperta inevitabilmente esordisce con commenti tipo: "Sisi, sei uno che vuole fare il misterioso".
Da qui, l'esigenza dei tarli (cfr TermYpensiero). (1)

Riguardo invece alle contraddizioni fra azione e messaggio verbale, il forte rischio è di installare il dubbio di trovarsi di fronte ad una persona che mente per principio, e quindi ad una persona inaffidabile. Cosa che non succede invece con i contrasti, che a differenza di una contraddizione palese, inducono a chiedersi il perchè
un determinato atteggiamento, non sia espresso tramite l'azione.

La differenza è semplice. Prendiamo ad esempio i preti, che predicano la castità.
Se uno di loro , scopa come un riccio, non attua un contrasto ma una contraddizione palese fra messaggio verbale ed azione. Per questo, dai più viene indicato come un falso, o come persona spregevole ed inaffidabile.
Se prendiamo invece un prete figo, che ha un atteggiamento da seduttore pur restando assolutamente onesto nei confronti delle donne che vorrebbero scoparlo, dai più sarà considerato un figo.
Il secondo prete, ha attuato un contrasto: tutti si aspettano che possa scopare, ma lui non scopa.
La gente si chiederà come mai uno così si è fatto prete, e parlerà di lui. Ma non ne parlerà male, cosa che fa invece del primo prete.
.
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(1) Il rimando alla lettura del TermYpensiero senza fornire il link (come faccio invece ogni volta che rimando a qualcosa che ho scritto), è un esempio del senso di fastidio che destano le frasi aperte.
Il lettore per capire, è infatti costretto a cercarsi il TP appropriato. Ammesso e non concesso che il lettore lo faccia, se avessi usato due o tre rimandi del genere in un post, al secondo rimando il lettore si sarebbe stufato, ed avrebbe perso interesse per il post. In un discorso, un rimando del genere equivale ad una frase aperta. La prima, suscita domande. La seconda fastidio, ed alla lunga rifiuto. Smile

« Ultima modifica: 11 Febbraio 2011, 23:44:04 da TermYnator »

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #12 del: 12 Febbraio 2011, 12:12:19 »

Citato da: TermYnator il 11 Febbraio 2011, 23:38:21

Dunque, sulla esigenza di creare curiosità, sono perfettamente d'accordo: da quando scrivo, non faccio che spiegare che non si crea "attrazione", ma si stimola la curiosità per attrarre gli esseri umani.

mmhhh se devo prenderti alla lettera allora forse non sono molto d'accordo, io al contrario sostengo che sia possibile, in determinati casi, anche creare attrazione facendo leva su alcuni "punti sensibili".
Penso anche che "sedurre" sia proprio l'arte di ricercare questi punti sensibili e stimolarli al punto da trasformare repulsione o indifferenza in una forma, anche leggera, di attrazione.
La curiosità, come anche l'aspettativa di cui parlo in questo 3d, non sono altro che una forma di "carburante" che permette di proseguire nell'opera seduttiva... evitando appunto di rimanere "a piedi"  Smile

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Ma la modalità che descrivi, è un po' limitata, e IMHO relativa a femine piuttosto giovani, trattenute da attrazione pregressa, oppure a ragazze un po' "semplici".
Quello che suggerisci, è infatti una strategia basata su frasi aperte (o open loops, come li definì qualcuno qualche anno fa) e incoerenza fra messaggio verbale e azione.
Sulle frasi aperte, c'è da dire che una femina smaliziata, alla seconda frase aperta inevitabilmente esordisce con commenti tipo: "Sisi, sei uno che vuole fare il misterioso".

Questo l'ho dovuto rileggere un paio di volte ma non sono ancora sicuro di averlo capito bene.
Se puoi spiegarmi meglio ciò che intendi provo a risponderti  Wink

Citazione

Riguardo invece alle contraddizioni fra azione e messaggio verbale, il forte rischio è di installare il dubbio di trovarsi di fronte ad una persona che mente per principio, e quindi ad una persona inaffidabile. Cosa che non succede invece con i contrasti, che a differenza di una contraddizione palese, inducono a chiedersi il perchè
un determinato atteggiamento, non sia espresso tramite l'azione.

Se dico "Vorrei mostrarti qualcuno dei miei quadri !" non è un openloop, anzi, il cerchio è bello chiuso dato che il mio invito è piuttosto esplicito e non lascia molto spazio a chissà qualche chiusura del cerchio... c'è un OK oppure un NO GRAZIE, magari può esserci una risposta implicita ma di sicuro non rimane aperto alcun cerchio.

Se al contrario dico "Mi piace dipingere, mi capita spesso di realizzare quadri per me stesso", probabilmente nel TM questo lo chiami "Tarlo" ma io non ragiono per TM, le mie azioni ed il mio sarge non seguuono la logica lineare del TM ma un mio preciso schema mentale che esula da qualunque metodo ed ha un elasticità non equiparabile ad alcun metodo... per il semplice fatto che è MIO, creato da me e per me.

Ora che mi hai spiegato cosa sia la Teoria dei Contrasti posso rispondere a jamescobain85.

Direi proprio che ciò che ho scritto non è un applicazione pratica della teoria dei contrasti.
Le "incoerenze programmate" che utilizzo io sono volte a non dare un preciso punto di riferimento al target, a creare una costante situazione di imprevedibilità implicita, tutt'altro che palesata.

Se nei contrasti  "a differenza di una contraddizione palese, inducono a chiedersi il perchè
un determinato atteggiamento, non sia espresso tramite l'azione."

Nelle mie dissonanze lo scopo è quello di costringere il target a crearsi e distruggersi da solo le proprie aspettative, portarlo a non identificare con precisione "cosa può aspettarsi e cosa non deve aspettarsi" da me.
Ciò ha un enorme potenziale nel momento in cui il target rinuncia al tentativo di "catalogarmi" e si abbandona a vivere momento per momento ciò che le offro e ciò che le nego... senza poterlo prevedere, quindi si, SENZA ASPETTATIVA ma potenzialmente con tutte le aspettative del mondo.

E' evidente quindi che ciò di cui parlo io non solo non centra con i contrasti, ma si occupa di altro, di una fase differente dell'opera sargistica che così su due piedi non saprei dove collocare rispetto ai contrasti.

Citazione

La differenza è semplice. Prendiamo ad esempio i preti, che predicano la castità.
Se uno di loro , scopa come un riccio, non attua un contrasto ma una contraddizione palese fra messaggio verbale ed azione. Per questo, dai più viene indicato come un falso, o come persona spregevole ed inaffidabile.
Se prendiamo invece un prete figo, che ha un atteggiamento da seduttore pur restando assolutamente onesto nei confronti delle donne che vorrebbero scoparlo, dai più sarà considerato un figo.
Il secondo prete, ha attuato un contrasto: tutti si aspettano che possa scopare, ma lui non scopa.
La gente si chiederà come mai uno così si è fatto prete, e parlerà di lui. Ma non ne parlerà male, cosa che fa invece del primo prete.

ehm, l'esempio calza a pennello... solo che il primo caso non è ciò di cui parlo io  Smile

In ogni caso...
Se uscendo con un HB , ad inizio serata, chiacchierando le dico che ho smesso di bere alcolici perché sono diventato Buddhista, poi a metà serata al pub ordino un martini, lei me lo fa notare ed io rispondo semplicemente "tesoro, la religione è cosa buona quando permette e non preclude"... come puoi immaginare anche questa è una bella contraddizione ma non sono di certo una persona spregevole ed inaffidabile.

L'esempio dei preti era un po forte, per questo calzava... prendendo al contrario situazioni terrestri e non esasperate l'esempio non calza più.

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #13 del: 12 Febbraio 2011, 12:31:57 »

Citato da: Maschio Alpha il 12 Febbraio 2011, 12:12:19

Se uscendo con un HB , ad inizio serata, chiacchierando le dico che ho smesso di bere alcolici perché sono diventato Buddhista, poi a metà serata al pub ordino un martini, lei me lo fa notare ed io rispondo semplicemente "tesoro, la religione è cosa buona quando permette e non preclude"... come puoi immaginare anche questa è una bella contraddizione ma non sono di certo una persona spregevole ed inaffidabile.

non mi piace per nulla quest'esempio, e se me lo facesse una persona penserei d'istinto di trovarmi di fronte ad uno superficiale come un sasso, dal momento che cerca di darsi un certo di immagine di persona che tiene alla spiritualità e la incalana lungo un ben preciso percorso da un lato cognitivo e dall'altro di prassi, entrando a far parte di una comunità, di cui accetterà i precetti di comportamento e quindi anche i precetti di continenza (che hanno valore fondante), e che invece si rimangia questo impegno (che sembrava aver valore vitale) dopo 3 secondi per atteggiarsi al j.bond de noantri, col martini shaked not strirred

se proprio si volesse utilizzare la tua frase, io la metterei così:

"sai, non bevo alcolici, sono uno sportivo, l'alcool nuoce, e per di più seguo una dieta piuttosto ferrea dalla quale ho eliminato gli alcoolici"
quando dopo mi chiede spiegazioni sugli alcoolici, dirò che uno sgarro ogni tanto (e che sia davvero una tantum) è concesso, e serve come ricarica, per reggere meglio a livello mentale la pesantezza della dieta

in questo modo si elimina l'idea negativa che dai di te con l'esempio del buddista

Per il resto quoto termy (tanto per cambiare): quello che proponi te sono contrasti e tarli in versione più schematica, e che sembrano avere il grosso difetto di presentare un immagine di te incoerente e contraddittoria, non potendo poi garantire che la femina si faccia la consueta e determinante domanda: chi mai sarà sto tipo?  cioè la volontà di conoscerti più a fondo, non essendo riuscita a comprendere che razza di bestia rara tu sia

Poi magari quello che hai scritto trova riscontro dalla tua esperienza e su di te funziona, ma quello che dici non pare abbastanza generale da potersi applicare in modo tranquillo; difetto invece che i concetti di tarlo e contrasto non presentano

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Naddolo

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Re: Il potere dell'aspettativa, un passo verso il DAY2

« Risposta #14 del: 12 Febbraio 2011, 16:16:03 »

Citato da: Maschio Alpha il 12 Febbraio 2011, 12:12:19

mmhhh se devo prenderti alla lettera allora forse non sono molto d'accordo, io al contrario sostengo che sia possibile, in determinati casi, anche creare attrazione facendo leva su alcuni "punti sensibili".
Penso anche che "sedurre" sia proprio l'arte di ricercare questi punti sensibili e stimolarli al punto da trasformare repulsione o indifferenza in una forma, anche leggera, di attrazione.

Il punto, è che rimani vago sul concetto di "attrazione". Quando si modellizza un processo per capirne le cause, è infatti fondamentale isolare il più possibile le singole componenti, darne una definizione, ed arrivare ad una rappresentazione che sia il più possibile aderente alla verità di Popper.
Se non lo fai, falsifichi la verità, e definisci un processo falsificato (che non significa falso), ma che ha una validità puramente soggettiva. Ovvero, valido solo per contesti sperimentali particolari.
In questo caso, i contesti sperimentali sono persone con determinate caratteristiche (in questo caso, le tue).

Per "attrazione", tu definisci un atteggiamento che in realtà può essere definito in molti modi.
I principali, sono:

a) attrazione fisica, ovvero un stato mentale della femina per i quale sei stato valutato papabile.
b) desiderio di rivalsa: tipico dell'instaurarsi di un rapporto di sfida, nel quale si instaura una competizione, e quindi il desiderio di prevaricare l'altro.
c) Curiosità pura: ovvero il desiderio di saperne di più su una persona, non riuscendo a collocarla negli abituali schemi mentali.
d) Curiosità riguardo ad un dato particolare: ad esempio una capacità che manifesti.
e) Gelosia nei confronti di una rivale: quindi interesse condizionato all'affermarsi sulla rivale.
E ce ne sarebbero ancora...

Si da il caso, che per costruire un modello di utilità oggettiva, qualsiasi soluzione debba avere un comportamento dedicato, o che quantomeno i comportamenti di base portino a trasformare la causa dell'atteggiamento che trattiene la femina in loco, in un altro atteggiamento, più vicino all'attrazione vera: quella fisica.
Questo modo di procedere, è quello che genera un modello efficace, perchè descrive una realtà oggettiva, e quindi replicabile su un numero massimo di soggetti.
Ecco perchè, al tuo schema comportamentale, ho apposto un insieme di definizione rappresentato dalle categorie:
"femine piuttosto giovani, trattenute da attrazione pregressa, oppure a ragazze un po' "semplici"."
Sulle altre, temo che sortisca risultati poco piacevoli Smile

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Questo l'ho dovuto rileggere un paio di volte ma non sono ancora sicuro di averlo capito bene.
Se puoi spiegarmi meglio ciò che intendi provo a risponderti  Wink

Il passo è chiaro: cos'è che non capisci?

Citazione

Se dico "Vorrei mostrarti qualcuno dei miei quadri !" non è un openloop, anzi, il cerchio è bello chiuso dato che il mio invito è piuttosto esplicito e non lascia molto spazio a chissà qualche chiusura del cerchio... c'è un OK oppure un NO GRAZIE, magari può esserci una risposta implicita ma di sicuro non rimane aperto alcun cerchio.

Non lo è la prima volta che lo dici. Ma non a caso scrivi:

Citazione

Ci sono tre modi di creare aspettativa:
1- Esplicitamente - "promettendo", accennando, introducendola in un discorso, proponendo... ad esempio "Vorrei mostrarti qualcuno dei miei quadri !", oppure "Ho una bella sorpresa per te !".
Questo genere di aspettative è molto forte, immediato, è molto funzionale ed efficace ma difficilmente gestibile in quanto ci espone alla reale necessità di soddisfarle per evitare la delusione del target.Io le uso di rado e solo quando so di poterle onorare, oppure quando conosco a priori una scappatoia che mi consenta di posticipare all'infinito o se non altro fino a quando cessi di essere un aspettativa.

Ovvero, se hai qualcosa di figo da mostrare, dici di mostrarlo. E fin qui, siamo a quello che fa chiunque.
Ma nel momento in cui posticipi cercando di creare aspettativa, entri nella mentalità della frase aperta.
Ovvero, riesci a far crescere l'aspettativa solo posticipando...

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Se al contrario dico "Mi piace dipingere, mi capita spesso di realizzare quadri per me stesso", probabilmente nel TM questo lo chiami "Tarlo"

Non è un tarlo: è una banale affermazione  Smile

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Nelle mie dissonanze lo scopo è quello di costringere il target a crearsi e distruggersi da solo le proprie aspettative, portarlo a non identificare con precisione "cosa può aspettarsi e cosa non deve aspettarsi" da me.
...
Se uscendo con un HB , ad inizio serata, chiacchierando le dico che ho smesso di bere alcolici perché sono diventato Buddhista, poi a metà serata al pub ordino un martini, lei me lo fa notare ed io rispondo semplicemente "tesoro, la religione è cosa buona quando permette e non preclude"... come puoi immaginare anche questa è una bella contraddizione ma non sono di certo una persona spregevole ed inaffidabile.

E quella penserà:
"Ecco, il solito cazzaro che si atteggia a buddista per fare il figo, e poi con i buddisti non c'entra un fico secco".
Fai tre volte la stessa cosa, e quando alla quarta gli dirai "Mi piacerebbe farti vedere i miei quadri",
corri il serio rischio che ti risponda:
"Si, i quadri sono come il buddismo, lo xxx, e l'YY?"
Ti ha bollato, e ormai si aspetta da te solo cazzate. Quindi, o gli piaci a priori, o ti scarica, CVD.
Questo atteggiamento, può effettivamente funzionare in un solo caso: ovvero quello in cui instauri un gioco di ruolo sul tuo personaggio, giocando in modo estremamente ironico, ed esprimendo ogni frase con la voluta intenzione di non far capire se è vera, o piuttosto se è una cazzata per creare un po' di stupore, e successiva ilarità. Wink
Insomma, più o meno "l'Umorismo caxxone" di De Angelo.

« Ultima modifica: 12 Febbraio 2011, 16:21:33 da TermYnator »

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