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Autore Topic:

Il delirio degli "Avariati"

(Letto 2034 volte)

Il delirio degli "Avariati"

« del: 01 Settembre 2013, 14:14:14 »

Ciao a tutti,
Questo post è un po' più indirizzato a coloro i quali, superata una certa età, si stanno divertendo ma cominciano a sentire che al giocherello "manca qualcosa".
Come nei corsi di salsa o di subacquea chiamiamoli "Avanzati."
Anzi, no. Dato che non abbandonerò mai la mia vena del cazzaro, chiamiamoli "Avariati". Tanto un nome non è nulla, non cambia niente. Smile
Nei thread sul "seduttore" di Termynator si ponevano degli interrogativi circa la finalità della seduzione e di come la dimensione del seduttore stesso, nel tempo, sia destinata a cambiare.
A smettere di specchiarsi di continuo e, una volta capito come sia possibile far combaciare i pezzi di tutti i propri "io", capire quale è la donna, ma forse anche il momento giusto per arrivare a fare certe scelte.

Intervenii con una considerazione che reputavo OT, fuorviante e che rischiava di minare la poesia e l'ispirazione avventurosa che stanno dietro a quel viaggio che chiamiamo "seduzione".
Sicuramente avrebbe un po' sporcato quel trhead, che aveva altre finalità.
Ma dietro alcuni importanti incoraggiamenti, alla fin fine non c'è nulla di male e di sbagliato per gli "Avariati" dare uno sguardo verso questa porta aperta, verso questo nuovo viaggio che inizia quando se ne è appena concluso uno. E i "Giovani Eroi", che li invidio perché forse sono meno alle prese con beghe esistenziali, saranno animati da quell'incoscienza che non li spaventerà guardando da lontano questa porta aperta per noi e ancora socchiusa per loro.

La considerazione che feci era sulla "contrattualità" del rapporto. Soffermiamoci su quello fra uomo e donna, e sulla fascia d'età che inevitabilmente è scandita dai rintocchi che l'impietoso orologio biologico di entrambi gli attori (uomo e donna) fa risuonare nelle orecchie e nella mente di entrambi.
Il buon Termy lo ha sottolineato per primo, come fine ultimo della seduzione pone il riconoscimento di "lei" e del "momento giusto" per il lascito di un'eredità genetica.
Io ho aggiunto che, per tutta una serie di considerazioni psicologiche, quando ciò avviene ci troviamo anche davanti ad una serie di incastri di "bisogni reciproci e coincidenti".

Ma fino adesso sono stato sul vago, ho usato parole d'accademia e non è da me, uomo della strada, quindi arriviamo al sodo, facciamo gli esempi pratici.
So che la domanda sarà estremamente banale, ma è questa:

Cedere completamente a Serena, una dolcissima bambola, carina, con le curve al posto giusto, che non manca ogni sera del suo saluto e di ogni occasione di farmi sentire importante fuori e dentro dal letto?

Impazzire dietro a Patrizia, non arrendermi ai suoi tira e molla, assecondare il mio orgoglio di doverla fare completamente mia ad ogni costo, pur sapendo cosa è, cosa fa, e sopratutto con chi e magari poi di mandarla a fare in culo solo per il gusto di questo?

Continuare a giocare con gli sguardi di Valeria ogni mattina al bar sotto l'ufficio per capire fino a dove vuole arrivare?

Proseguire le mie escrementate con Anna al parcheggio della stazione, e non avere il coraggio di guardare in faccia il suo uomo ogni volta che ci si organizza una pizzetta al centro?

Continuare a far stare appesa Julia che, da buona donna dell'est, forse capisce meglio un uomo italiano più delle quattro teste di caxxo di cui sopra messe insieme? (E sicuramente se lo ingoia già al primo giro) E senz'ombra di dubbio è quella a cui bisognerebbe dare il premio nobel per la dignità.

La domanda non è per me, perché io forse alla risposta ci sono arrivato. (forse-forse-forse).
La domanda è per tutti noi "Avariati".
Perché anche per ognuno di voi "Avariati" c'è una Serena, una Patrizia, una Valeria, un'Anna, una Julia, tutte quelle che volete.
E vorreste averle tutte in una sola, perché ognuna di loro vi rimanda un pezzo di quello che siete, un ragazzo della porta accanto, un diavolo, un poeta, un animale, un avanzo di galera o un angelo.

Io preferisco essere un Angelo. Perché si sa che gli angeli hanno le ali e come Icaro possono volare a loro piacimento (se non sono coglioni di avvicinarsi troppo al sole perché la cera che le tiene assieme può sciogliersi e possono cadere nel baratro più profondo). Oppure, per chi ci crede ma la storia è affascinante ugualmente, l'Angelo prediletto dal Padreterno venne scagliato nelle viscere dell'inferno per il suo narcisismo, per il suo ardore e per la sua arroganza.

Curiose storielle, quante similitudini: non ci si accontenta di quella felicità immediata e ci si avventura sempre di più per sbatterci la testa. Nulla di nuovo sotto il sole.

Apriamo il laboratorio di idee: Per quanto mi senta di essere un Angelo, voglio essere quello "affamato, brutto, cattivo e che si sporca"… perché non sono sicuro di volere andare in paradiso se da li non si vede il mare, e preferisco l'inferno: immagino sia più probabile che ci siano spettacoli di lap dance, culi e ette di fuori.
Ditemi la vostra se ve la sentite.

Altrimenti fate finta di niente. Smile

Ps: mi aspetto, come prima domanda, "Ma dove vuoi andare a parare?"
Eh no amico mio, su questo devi arrivarci da solo. Wink

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #1 del: 01 Settembre 2013, 19:58:53 »

Citato da: Spartacvs il 01 Settembre 2013, 14:14:14

E vorreste averle tutte in una sola, perché ognuna di loro vi rimanda un pezzo di quello che siete, un ragazzo della porta accanto, un diavolo, un poeta, un animale, un avanzo di galera o un angelo.

Ok mi sembra una bella cosa, ma già mi ero accorto che dentro di me ci sono tanti, o meglio che la mia persona è ricca di sfaccetatture. Me ne accorgo quando rispondendo alle persone avverto che a farlo è l'amico di infanzia o il vecchio maestro di teatro ecc. ecc.
E' il bello di imparare a conoscersi meglio........poi c'è chi va ancora oltre a scavare, eppure lo trovo molto interessante.

Scusami ma sono cosi' putrefatto e inadeguato che non saprei come scegliere la donna giusta. Anzi è un problema che non si pone, visto che per il momento vorrei innanzitutto chiavare di più  Smile

Perdonami se ti ho rovinato la poesia.

Questo è più un post per Tizzone, Shark.......

Mi eclisso.

Buone chiavate a chi può

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #2 del: 01 Settembre 2013, 23:22:37 »

Citato da: ilmaredinemo il 01 Settembre 2013, 19:58:53

Scusami ma sono cosi' putrefatto e inadeguato che non saprei come scegliere la donna giusta. Anzi è un problema che non si pone, visto che per il momento vorrei innanzitutto chiavare di più  Smile

Perdonami se ti ho rovinato la poesia.

 Laughing ... ma figurati, anzi è un tuo punto di vista ed è contributo "deciso" che in ogni caso arricchisce i concetti. Magari li riporta pure nella dimensione giusta. Smile

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #3 del: 03 Settembre 2013, 18:43:59 »

Mi riconosco perfettamente nel termine "avariato", perchè non posso certo definirmi un seduttore avanzato, salvo che nell' età anagrafica .  Buck

Sai, io quella sensazione che hai descritto, del tipo "sto bene con questa ragazza, di cui mi piace questo, ma non vorrei rinunciare a quella, e quell' altra, di cui mi piace quello e quell' altro", la provo.

La verità è che, come hai segnalato, l' orologio biologico, seppur meno pressante, esiste anche per noi, e del fatto che si avvicina il momento del "ritiro", ci girano vorticosamente le palle.

Io ho avuto la bravura e la fortuna, come altri di voi, di essere invecchiato piuttosto bene rispetto alla media dei miei coetanei, me ne accorgo ogni volta che entro in un bar, ristorante, locale o negozio dove lavorano ragazze e ragazzi giovani, e non accade mai di sentirmi dare del "lei", questo qualcosa vorrà pur dire. Ma mi rendo conto che dalla mia "ridiscesa" in campo, avvenuta 5 anni fa, molte cose sono cambiate. Vado in certi posti dove ho rimorchiato, e creato le premesse per ulteriori rimorchi, e vedo ragazze poco più grandi di mia figlia; vedo che, ragazze che ho conosciuto giovanissime, quando avevano da poco cominciato l' università, sono andate via, e iniziano a preoccuparsi di cose serie riguardanti il loro futuro ( e hanno al massimo 26-27 anni, ben 15 di meno del sottoscritto!). Vogliamo continuare? Da un paio di anni non faccio più gioco di club, perchè a differenza di qualche anno fa, dopo aver trombato tutto il pomeriggio e/o la prima serata, e riportato la ragazza a casa, non ce la faccio più a raggiungere gli amici e tirare fino alle 4-5 di mattina, e poi alle 9 alzarmi per andare a prendere mia figlia. Quando sono le 00-01, ho già un sonno da morire, anche perchè ho la tendenza a dormire poco. Ad uscire ogni sera, girare più di 2-3 posti, presidiare il territorio, colonizzare (si veda "Pane e Salame" parte 5), ammetto che non ce la faccio più come prima, mi limito allo stretto necessario per non uscire del tutto dal giro, in caso di fine LTR. E anche se parlare di acciacchi fisici sarebbe oggettivamente fuori luogo, devo prendere atto con sana obiettività che il mio fisico non risponde più come prima, l' unica cosa che risponde benissimo senza alcuna flessione, per fortuna, è proprio lì.

Di tutto ciò si deve prendere atto : non si può competere con gente di 15-20 anni di meno, che ha un' altra energia, un altro passo, altre motivazioni (io ormai sono "avariato"). E allora che fare, abbassare il tiro, pardon, alzarlo, in termini di età del target, e andare in quei dancing dove ci sono milf e over 40 vogliose di caxxo, attorniate da babbioni over 50? Si può qualche volta , per passare una serata tra amici facendo due risate, ma se diventa un' abitudine, è triste. Poco meglio dare la caccia a trentenni nevrotiche perchè pressate dall' orologio biologico a trovare il loro "principe azzurro". E allora, sono arrivato alla conclusione che è molto meglio curare il mio orticello, che ho coltivato in questi anni con tanta cura, fatica ed amore. Sto felicemente con Ludmila, non escludo un futuro insieme, ma se la cosa dovesse finire, ci sarà Irina o Natalia, perchè come appena detto, l'orticello lo continuo a curare.

Inoltre ricordo un post del TermY di tanto tempo fa, che recitava più o meno così : "ricordati che tra qualche anno, tutte queste giovani gnocche che oggi ti fanno sognare, un domani, altre simili non ti cacheranno più nemmeno di striscio, perchè sarai vecchio,  e allora se non avrai costruito nulla, rimarrai con un pugno di mosche in mano".

Meditate, avariati, meditate.

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #4 del: 03 Settembre 2013, 19:28:25 »

beh c'è chi all'età degli avariati deve ancora cominciare Confused

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #5 del: 03 Settembre 2013, 20:41:09 »

Citato da: Shark72 il 03 Settembre 2013, 18:43:59

La verità è che, come hai segnalato, l' orologio biologico, seppur meno pressante, esiste anche per noi, e del fatto che si avvicina il momento del "ritiro", ci girano vorticosamente le palle.

E iniziano ad esserci "due" dentro i noi.
Una che dice "E' il momento di scendere dalla giostra.."
Una che dice "Sti cazzi, sta sfida non finirà mai!"
Chissà quanto si riescano a a far convivere fra loro (e se ci stai riuscendo... forse stai un gradino sopra, fratello...).
O forse sta "sfida" per certi non finisce mai, perchè (non so se il concetto è originale) forse sta cosa della seduzione è proprio la sfida per eccellenza: quella con noi stessi.
Tutte ipotesi - in tema col delirio - deliranti.

Smile

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #6 del: 03 Settembre 2013, 20:43:49 »

Citato da: erdolce77 il 03 Settembre 2013, 19:28:25

beh c'è chi all'età degli avariati deve ancora cominciare Confused

Ma quella (tranquillo) è un'asticella spostabile...... Wink

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #7 del: 03 Settembre 2013, 21:54:06 »

caxxo, tra quindici-vent'anni voglio essere come voi!! E pensare che molti miei coetanei dicono che a 30 anni sei vecchio (!)  Uglystupid

Io credo che i tempi siano traslati ,indicativamente, di una decina d'anni rispetto  a qualche generazione fa: se qualche anno fa a 30 anni erano tutti pressoché ammogliati, ora sposarsi intorno ai 40 è abbastanza normale.
Sempre secondo me - naturalmente è solo la mia fantasia che me lo fa dire - la vocina che iniziate a sentire, pian piano si farà sempre più insistente finché non sentirete più quel bisogno i cercare nuove sfide. Mio padre sostiene fermamente di no,qui dentro  l'unico che può dare conferme è il TermY.

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"Perché è di questo che si tratta: di maestria. Le donne vanno sapute trattare al primo approccio, bisogna entrare nella loro mente e nella loro anima, cercare la situazione giusta, capire se è l'ora di mille fiori o se è il momento di battere in ritirata. Ma quando la porta è socchiusa è inutile metteri a bussare: bisogna entrare."

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #8 del: 10 Settembre 2013, 12:13:45 »

Faccio una piccola premessa: questo post probabilmente avrà poco senso. Volevo rispondere da tempo ma sono presissimo questo periodo. Mi scuserete per errori e imprecisioni. E' più uno sfogo.
Ho 33 anni, due storie serie e coinvolgenti alle spalle e mi rivedo molto nelle parole dei miei "colleghi".
C'è una piccola differenza, forse: avverto - spesso - un profondo senso di angoscia pensando a cosa sono diventate le relazioni.

Mi trovo ad essere un seduttore mio malgrado: sono di indole fortemente conservatrice, fondamentalmente, provengo da famiglia tutta d'un pezzo e cattolica, quando anni fa mi immaginavo 30 enne mi vedevo spostato con una moglie carina, bimbi, buon lavoro, station-wagon e vita regolare. Era il mio sogno.
Ora ho solo un buon lavoro, ma il resto...beh...tra quelli che mi conoscono forse solo gli amici più stretti riuscirebbero ancora a rintracciare quanto del vecchio Tizzone è rimasto. La rottura della mia ultima storia mi ha fatto conoscere il mondo della seduzione e...forse stavo meglio quando non sapevo. Certo, il vantaggio ora è che mi risparmio ulteriori delusioni...

Chi non mi conosce mi vede come una specie di Califano, allergico a legami che possano compromettere la mia libertà, sciupafemmine, un inguaribile avventuriero. E' la maschera che indosso per difendermi da quello che ho attorno. Non mi piace per niente quello che ho attorno. Non mi piace questa società in cui viviamo. Non mi piace questa falsa libertà che è data dall'illusione di avere molteplici e infinite scelte. Non mi piace questo tarlo che è sempre bene cercare di meglio. Non mi piace illudermi che il fatto che una donna mi apra le gambe significhi che provi una qualche stima per me. Non mi piace non capire mai fino a che punto uso o sono usato. Non mi piace rimanere sempre in una zona grigia. Non mi piace illudermi di scegliere quando in realtà non scelgo un fico secco.

L'unica consolazione è che solo in parte dipende da me. Si può andare contro il sistema e contro le convenzioni? No, almeno per quanto riguarda le relazioni, dato che la relazione è una cosa a due che implica alterità e dove, in una certa misura, manca assolutamente il controllo. E, al contrario di quello che ci vogliono far credere, la morale predominante non è più certo quella di 30 anni fa. Non è la "famiglia ipocrita" dove c'erano pubbliche virtù e vizi privati. No. Il modello dominante ora è quello di trattare i sentimenti come beni di consumo. Si rompono o semplicemente diventano obsoleti e si passa ad altro. Non ci sono più emozioni? NEXT. Lei è una rompicaxxo? NEXT. Lei non mi capisce? NEXT. Conviene più buttarsi in altro, magari con una donna più giovane, piuttosto che combattere assieme per resistere. La cosa vale per tutti, me in primis. Vale per gli uomini come per le donne. E' chiaro che una società del genere è destinata a implodere, prima o poi. Ma non è nemmeno quello. E' il senso di vuoto che, alla fine della fiera (e non negatelo, caxxo!) è presente in ognuno di noi.

Quindi, almeno per il mio modo di vedere, ben venga l'orologio biologico, ben venga la panzetta, il caxxo che tira meno e la voglia di famiglia. Il problema è che non è per niente facile trovare gente di cui fidarsi e con cui costruire qualcosa, presi come si è nella bulimia delle emozioni e nel consumismo dei sentimenti(nella mia esperienza, posso dire che ormai anche l'orologio biologico delle donne- per lo meno qui a Milano - si è spostato. Ormai la crisi arriva a 36-38 anni).  Concludo con una citazione di un libro che ho letto, molto lucido ma anche molto "amaro" nelle conclusioni:

La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia. Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l'ansia. L'amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile.

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tizzone

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #9 del: 10 Settembre 2013, 15:13:21 »

Citato da: tizzone il 10 Settembre 2013, 12:13:45

L'unica consolazione è che solo in parte dipende da me. Si può andare contro il sistema e contro le convenzioni? No, almeno per quanto riguarda le relazioni, dato che la relazione è una cosa a due che implica alterità e dove, in una certa misura, manca assolutamente il controllo. E, al contrario di quello che ci vogliono far credere, la morale predominante non è più certo quella di 30 anni fa. Non è la "famiglia ipocrita" dove c'erano pubbliche virtù e vizi privati. No. Il modello dominante ora è quello di trattare i sentimenti come beni di consumo. Si rompono o semplicemente diventano obsoleti e si passa ad altro. Non ci sono più emozioni? NEXT. Lei è una rompicaxxo? NEXT. Lei non mi capisce? NEXT. Conviene più buttarsi in altro, magari con una donna più giovane, piuttosto che combattere assieme per resistere. La cosa vale per tutti, me in primis. Vale per gli uomini come per le donne. E' chiaro che una società del genere è destinata a implodere, prima o poi. Ma non è nemmeno quello. E' il senso di vuoto che, alla fine della fiera (e non negatelo, caxxo!) è presente in ognuno di noi.

Benvenuto al delirio

Decadenza.

Mi trovi d'accordo e io sono uno di quelli che dice sempre "I bei tempi non ci sono mai stati" quando qualcuno mi apostrofa "Ah... ai miei tempi".
Ora andiamo veramente oltre ma credo proprio che quel "Vuoto" sia una mancanza di spiritualità che deve necessariamente completare l'individuo, dargli l'equilibrio rispetto alla sua esistenza materialistica che con il tuo esempio "usa e getta" ti regredisce come individuo.
Non si tratta di religione, ognuno può vederla a suo modo, in maniera zen, buddista ecc ecc.
E' un concetto che anche io non ho ben chiaro in mente ma credo di esserci vicino e corrisponde, per alcune riflessioni, a quello che ho scritto all'inizio del post: ma uno, davanti alla vita, cosa vuole?
E se non c'è quella completezza individuale, diventa veramente dura perchè, come sottolinei, "siamo circondati".
C'è un altro aspetto che spesso mi fa riflettere. E se la vacuità degli individui fosse una maschera per non uscire allo scoperto?
Anche questo fa scopa con una società condizionata, molto spesso, dal timore, dalla paura, dll'incitamento alla competitività perchè sennò quello che hai accanto ti incula quel poco che hai.
Ho fatto un intervento breve più ricco di spunti che di approfondimenti.
"Chiamale, se vuoi, sensazioni" Smile

Comunque Tizzone/ Califfo Smile : "vivo la vita così alla giornata, con quello che da. Sono un'artista  questo mi basta è la mia libertà".. ognuno ci vede quello che vuole, ma rifletti quanto corrisponde alla scanzonata disillusione di non avere le aspettative che ci incatenano in modo terribile, e di aspettare le occasioni, coglierle senza illusioni future. "Qui ed ora". E per la sua libertà gli basta essere quello che è (un'artista, che per certi versi è pure un nevrotico!). Completamente in antitesi con materialismo che ti qualifica per quello che hai.

Se qualcuno vuole delirare...

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #10 del: 10 Settembre 2013, 15:41:23 »

Citato da: Spartacvs il 10 Settembre 2013, 15:13:21

Benvenuto al delirio

Decadenza.

Ora andiamo veramente oltre ma credo proprio che quel "Vuoto" sia una mancanza di spiritualità che deve necessariamente completare l'individuo, dargli l'equilibrio rispetto alla sua esistenza materialistica che con il tuo esempio "usa e getta" ti regredisce come individuo.
Non si tratta di religione, ognuno può vederla a suo modo, in maniera zen, buddista ecc ecc....

......C'è un altro aspetto che spesso mi fa riflettere. E se la vacuità degli individui fosse una maschera per non uscire allo scoperto?.......
Anche questo fa scopa con una società condizionata, molto spesso, dal timore, dalla paura, dll'incitamento alla competitività perchè sennò quello che hai accanto ti incula quel poco che hai.
Ho fatto un intervento breve più ricco di spunti che di approfondimenti.
"Chiamale, se vuoi, sensazioni" Smile

Comunque Tizzone/ Califfo Smile : "vivo la vita così alla giornata, con quello che da. Sono un'artista  questo mi basta è la mia libertà".. ognuno ci vede quello che vuole, ma rifletti quanto corrisponde alla scanzonata disillusione di non avere le aspettative che ci incatenano in modo terribile, e di aspettare le occasioni, coglierle senza illusioni future. "Qui ed ora". E per la sua libertà gli basta essere quello che è (un'artista, che per certi versi è pure un nevrotico!). Completamente in antitesi con materialismo che ti qualifica per quello che hai.
Se qualcuno vuole delirare...

Continuiamo col delirio. Il problema è proprio che ognuno la vede a modo suo. Fino a 50-60 anni fa non era così. E non voglio fare il solito discorso politically correct che fanno tutti: c'erano anche allora i problemi, ora si è più liberi, prima c'era ipocrisia. Per come la vedo io, ERA MOLTO MEGLIO PRIMA. Non mi sembra che la società moderna o "liquida" in cui viviamo ci abbia dato libertà o risposte o più felicità. Anzi, secondo me sono aumentate le nevrosi e il senso di solitudine.

Sul fatto che la paura dell'inculata sia un grosso alibi, sono d'accordissimo. E' un cane che si morde la coda. Infatti siamo tutti vittime e carnefici allo stesso tempo. Il mio pessimismo nasce dal fatto che non ci può essere redenzione individuale, a meno di non fare la vita da asceta e andare a vivere da solo su un cucuzzolo del Tibet. Posso anche mettermi in gioco davvero, posso anche cercare il compromesso e tentare con tutte le mie forze di far andare avanti il rapporto in nome dei miei valori...ma troverò dall'altra parte una persona che si meriti l'investimento? Beh, noi che sappiamo cosa c'è lì fuori, non possiamo che essere ultra-scettici. Quindi, si investe poco perchè poi è molto più semplice uscirne con il minor danno possibile. Ma forse è anche vero che le cose finiscono perchè si investe poco. Ma io, individuo, posso fare davvero poco (se non rompermi le corna contro la realtà) se la società continua a lobotomizzare e creare dei mostri e degli handicappati emotivi. Quindi - per difendersi - a propria volta si diventa handicappati.

Sul Califfo: per me è un mito, ma non credo proprio sia un esempio da seguire. E' morto come uno escremento da solo, sul divano, non c'è stato nessuno della famiglia che ha pagato la tomba. Gliel'ha pagata l'avvocato. Ora, io sono avvocato, e se la tomba te la paga il tuo legale significa che sei alla frutta. E il personaggio, che tutto era tranne che un coglione, era consapevole. Una cosa mi ha colpito tantissimo. Se andate su youtube c'è una intervista al suo pianista, Giaretta. Giaretta era un Franchiano DOC, gran femminaro.
Anni fa trova una ragazza sua coetanea...ci sta qualche tempo. E il Maestro gli disse: "Ora ti devi sposare". Giarretta, evidentemente confuso, obbietta: "Ma Maestro, e tutto quello che mi ha insegnato, che l'amore e la passione finiscono dopo un anno, tutte le parole sulla libertà?" E Califano, ormai anziano, risponde: "Sì, ma quando hai l'età giusta e trovi la donna giusta, ti devi sposare. Alla fine la mia teoria non è perfetta".

Califano ha vissuto con coerenza e fino in fondo il mito del seduttore. Perchè era molto molto consapevole di cosa siano le relazioni e quanta ipocrisia ci sia dentro (basta citare "tutto il resto è noia"). Eppure, ormai al tramonto della vita, ormai vecchio, ha avuto l'umiltà di ammettere che le cose non sono mai bianche o nere e che nessuno ha la ricetta perfetta. Per questo Califano è un mito.Ha pagato in prima persona le sue scelte controcorrente. Per me resta un esempio. Ma da non seguire. E credo che lui - se potesse parlare- mi darebbe ragione.

Il problema è uno solo: io non vedo soluzioni, non vedo ricette....è tutto un grosso rischio. L'unica speranza che ho di salvarmi è di trovare una che mi faccia davvero perdere la testa e non pensare a nulla. Con tutti i rischi che ne conseguono. Ma mi sto stufando di trovare facili vie di mezzo.

« Ultima modifica: 10 Settembre 2013, 16:00:25 da tizzone »

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #11 del: 10 Settembre 2013, 17:20:38 »

leggendo questo topic sono scoppiato a piangere. Ho 25 anni e non ho mai vissuto, ho solo baciato due volte in vita mia. Sento la vita che fugge via e io non sono capace di vivere, ancora pochi anni e sarò troppo vecchio per tutto.

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Emmett

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #12 del: 10 Settembre 2013, 17:33:04 »

Citato da: Emmett il 10 Settembre 2013, 17:20:38

leggendo questo topic sono scoppiato a piangere. Ho 25 anni e non ho mai vissuto, ho solo baciato due volte in vita mia. Sento la vita che fugge via e io non sono capace di vivere, ancora pochi anni e sarò troppo vecchio per tutto.

E per così poco ti metti a piangere? Conosco gente che è arrivata a 30 anni senza mai limonare...pensa meno alla patata e più a te stesso e alla tua vita, vedrai che poi la gnocca è una conseguenza. E cmq se sei ancora vergine ci sono le "professioniste" per svezzarti.

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #13 del: 10 Settembre 2013, 18:42:26 »

Citato da: tizzone il 10 Settembre 2013, 15:41:23

[...]

Califano ha vissuto con coerenza e fino in fondo il mito del seduttore. Perchè era molto molto consapevole di cosa siano le relazioni e quanta ipocrisia ci sia dentro (basta citare "tutto il resto è noia"). Eppure, ormai al tramonto della vita, ormai vecchio, ha avuto l'umiltà di ammettere che le cose non sono mai bianche o nere e che nessuno ha la ricetta perfetta.
Il problema è uno solo: io non vedo soluzioni, non vedo ricette....è tutto un grosso rischio. L'unica speranza che ho di salvarmi è di trovare una che mi faccia davvero perdere la testa e non pensare a nulla. Con tutti i rischi che ne conseguono. Ma mi sto stufando di trovare facili vie di mezzo.

vedi?
Torniamo al punto di partenza del post.
Capire "quando", e quando accade rendersi conto del vuoto, gettarsi in quel telo che credevamo di aver compreso fino in fondo ma dopo essersi lasciati dal trapezio gioioso del circo, rendersi conto di certe cose mentre siamo in caduta libera. E' vero, ci sarà la rete, ma sarà solo un temporaneo palliativo per quando ci rimetteremo in piedi e saremo circondati da quella vacuità

E allora si, dovremo mettercela tutta, ma forse dovremo anche essere fortunati.
Fortunati di accettare o fortunati di incontrare.

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Re: Il delirio degli "Avariati"

« Risposta #14 del: 10 Settembre 2013, 18:43:51 »

Citato da: Emmett il 10 Settembre 2013, 17:20:38

leggendo questo topic sono scoppiato a piangere. Ho 25 anni e non ho mai vissuto, ho solo baciato due volte in vita mia. Sento la vita che fugge via e io non sono capace di vivere, ancora pochi anni e sarò troppo vecchio per tutto.

Era una delle remore che avevo quando mi incoraggiarono a fare questo post.
Ti chiedo scusa se ho scatenato delle reazioni emotive, ma hai tutto il tempo per fare una fine diversa.
credimi, ce la farai Wink

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