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Autore Topic:

dove c@zzz@ va questo paese?

(Letto 6469 volte)

dove c@zzz@ va questo paese?

« del: 29 Marzo 2012, 10:42:39 »

Ore 11.15 mi collego a FB dall ufficio e pupula di escrementate pubblicate da 25/35 anni che non lavorano/non studiano/hanno perso il lavoro, a casa con mammà e babbo tutti i giorni dell' anno come fossero le vacanze estive delle superiori: passano le giornate chiusi in casa su internet (cercano anche lavoro li') a sperare che il cellulare chiami per un colloquio.

Alla stessa età una generazione prima si era tutti sistemati lavorativamente ( a parte pochi scappati di casa) e probabilmente già con qualche frugoletto a gattonare per casa.

Poi arriva il weekend e si mescolano agli altri, con i soldi di nonna un paio di drink o l' ingresso al cinema si riesce ancora pagare: la nota risparmiosità delle famiglie italiane ha fato da cuscinetto.. ma quanto può durare?

Lungi da me aprire una discussione politica sulle cause (tante,storiche/recenti) che hanno portato a questa situazione: scopo della discussione analizzare le conseguenze di questi cambiamenti sociali.

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Donna de quarant'anni buttela a fiume co' tutti li panni. (proverbio romano)

maxcavezzi

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Re: dove c@zzz@ va questo paese?

« Risposta #1 del: 29 Marzo 2012, 17:16:41 »

Credo che questa situazione che tu descrivi sia assolutamente corrispondente al vero e che, per quello che interessa a noi su questo forum e quindi per ciò che riguarda la seduzione, possa essere proficuamente usata a nostro vantaggio.
Per chiunque abbia un minimo di esperienza e anche solo un paio di amiche carine è di tutta evidenza un aspetto: sono rarissimi gli uomini di valore. Una ragazza si trova normalmente a scegliere tra prototipi di ragazzi molto ripetitivi e con degli evidenti limiti: estremamente immaturi, inaffidabili, oppure pallosi, se non addirittura uomini violenti (più spesso di quanto non si creda), con le più disparate patologie comportamentali, oppure ancora trascurati, immaturi, e via dicendo.
In particolare, molto ampia la categoria dei perenni immaturi, che vivacchiano con qualche lavoretto o inserendosi nell'azienda di famiglia senza alcuna passione.
Noi ci lamentiamo spesso su questo forum delle donne, ma anche per loro non è facile trovare una persona che le soddisfi sotto tutti i profili, in questo periodo storico particolarmente.
Il vantaggio per un seduttore, e quindi per una persona che - nel mio modo di vedere le cose - se è su questo forum si sta sbattendo CONCRETAMENTE per migliorarsi aspirando ad un livello superiore, investendo tempo ed energia per questo scopo (non parlo di chi si iscrive per chiedere come riconquistare la tipa e poi sparisce), è che con un po' di impegno scava facilmente un solco con i concorrenti.
Secondo me un ragazzo carino, equilibrato, vestito bene, piuttosto sicuro di sé, con qualche passione e sufficientemente maturo e inserito nel mondo lavorativo per pagarsi una bolletta a 30 anni e stirarsi una camicia senza chiamare mammà, si pone già anni luce avanti a molti e non avrà grossi problemi a scegliere tra più ragazze.
Poi per l'eccellenza servono anche altre cose, ma questo è un altro discorso.

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Edward Bloom

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Re: dove c@zzz@ va questo paese?

« Risposta #2 del: 29 Marzo 2012, 17:49:52 »

Citato da: Edward Bloom il 29 Marzo 2012, 17:16:41

Secondo me un ragazzo carino, equilibrato, vestito bene, piuttosto sicuro di sé, con qualche passione e sufficientemente maturo e inserito nel mondo lavorativo per pagarsi una bolletta a 30 anni e stirarsi una camicia senza chiamare mammà, si pone già anni luce avanti a molti e non avrà grossi problemi a scegliere tra più ragazze.

sono tendenzialmente d'accordo;

aggiungo una cosa: deve essere fortemente individuo (nel senso che jung dava all'individuazione) con tutte le crisi e le difficoltà che comportano l'esser tale; se si è avventurato lungo questa strada, è caduto più e più volte, ed è riuscito per virtù di non so quale forza a rialzarsi, ed a trovare un qualche equilibrio di sè (come dici tu), allora si, vale quello che dici tu.

Viceversa mi vengono in mente tizi all'apparenza con le caratteristiche da te elencate, quindi che hanno un lavoro, vivono da soli, badano a sè, magari non male esteticamente e con qualche hobby, ma che ciononostante possono, a meno di botte di culo, avere grosse difficoltà a trovarsi una donna soddisfacente (se non addirittura difficoltà totali con l'altro sesso)

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Naddolo

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Re: dove c@zzz@ va questo paese?

« Risposta #3 del: 29 Marzo 2012, 18:05:31 »

Verissimo, hai fatto bene a sottolinearlo.
Sinceramente non conoscevo il significato di individuazione per Jung, ma ho capito cosa intendi. Non so se è necessario essere caduti più volte, cioè è probabile ma non necessario, come imparare a sciare, prima di diventare bravo qualche volta cadrai quasi sicuramente, ma non voglio dare troppa valenza ai momenti negativi, credo sia un errore comune, se uno riesce a crescere senza grosse cadute tanto di cappello. Personalmente quando "cado" penso sempre che ok, imparerò la lezione, ma se fossi stato più accorto sarei potuto arrivarci senza bisogno di sbattere i denti per terra.
Di certo è fondamentale l'essere individuale, l'essere autoalimentato economicamente ma soprattutto emotivamente, e questo si traduce nella giusta dose di dipendenza dagli altri: parlo di giusta dose, non di assenza di bisogno, perché è sbagliato anche porsi come esseri totalmente indipendenti dalla propria donna, forti e invincibili, per una donna è bello sapere di avere importanza e potere su di noi, nella giusta dose è giusto lasciarglielo, perché no, è bello anche per l'uomo.
Alla fine più cresco più mi rendo conto che conta davvero tanto l'equilibrio, in tutte le cose, né troppo né troppo poco, essere grigi sapendo all'occorrenza essere bianchi o neri, e non è semplice, anche perché gli estremi sono più affascinanti e facili da perseguire.

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Edward Bloom

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Re: dove c@zzz@ va questo paese?

« Risposta #4 del: 02 Aprile 2012, 17:27:06 »

Citato da: Edward Bloom il 29 Marzo 2012, 18:05:31

Non so se è necessario essere caduti più volte, cioè è probabile ma non necessario, come imparare a sciare, prima di diventare bravo qualche volta cadrai quasi sicuramente, ma non voglio dare troppa valenza ai momenti negativi, credo sia un errore comune, se uno riesce a crescere senza grosse cadute tanto di cappello.

si e no, gli esempi che fai sono un pizzico fuorvianti. Sicuramente quando dico" deve essere fortemente individuo  con tutte le crisi e le difficoltà che comportano l'esser tale" parto dal mio punto di vista, vincolato dal tipo di personalità che mi appartiene, e che in genere è più soggetta di altre a questa problematica; quello che dirò non è quindi universalizzabile

ma quando dico "diventare individuo", il "diventa ciò che sei " di nietzscheana memoria, mi riferisco a quel processo di sviluppo ed inevitabile adattamento al mondo che non infici però il tuo essere di base, che non ti faccia tradire te stesso in una logica di ubbidienza e appiattimento sulle norme e sui comportamenti collettivi. L'appiattimento in realtà è più il pericolo degli estroversi, mentre il pericolo per gli introversi, che non vogliono snaturarsi, è di isolarsi, chiudendosi in uno sterile misantropismo, fatto di rimpianti e recriminazioni.

Ma a parte queste distinzioni, è questo quel che intendo con diventare individuo, e che da un rigida osservazione di comportamenti esteriori non è sempre deducibile; per questo ho in parte criticato quello che dicevi qualche post più su, quando affermavi

" un ragazzo carino, equilibrato, vestito bene, piuttosto sicuro di sé, con qualche passione e sufficientemente maturo e inserito nel mondo lavorativo per pagarsi una bolletta a 30 anni e stirarsi una camicia senza chiamare mammà, si pone già anni luce avanti a molti e non avrà grossi problemi a scegliere tra più ragazze."

e da li il mio dire che si, è possibile, probabile, ma forse anche no e non basta, perchè dipende da quale ottica, da quale spirito abbia animato il nostro tizio a fare queste cose; che se avesse fatto tutto ciò solo "perchè così si fa", come tanta gente fa l'università perchè così si fa, si trova una ragazza perchè così si fa, si sposa perchè ad una certa età così si fa, mette al mondo figli perchè così si fa, beh ci sarebbe ben poco di personale in tutte queste cose; questo è più vicino al "voi mi dite cosa devo fare, e io lo faccio", come recitava un comico a zelig qualche anno fa

Finisco. Quando parlo di cadute, di crisi, mi riferisco a quel periodo di disallineamento tra sè e le istanze del mondo che ci circonda, a quel periodo in cui ti rendi conto che le tue passioni, le tue ambizioni, i tuoi valori, non per forza (quasi mai) collimano con quelle che ti circondano; da qui a deprimersi il passo è breve.

Ci si rialza quando si trova la forza di non buttare via il bambino con l'acqua sporca, ma si cerca di capire cosa e in quale misura è necessario adeguarsi al mondo, conformarsi, in modo da poterci vivere ed in una certa misura realizzare, senza buttare a mare se stessi

E' trovare la forza di provare a plasmare il mondo (la parte di mondo in cui viviamo) a nostra immagine e somiglianza, piuttosto che rifiutarlo dicendo che fa schifo, o aderirci irriflessivamente, dicendo che il mondo (inteso nel senso di sentire attuale, senso comune) è giusto, e il resto è da buttare

La realtà esterna è organizzata in maniera tale da incoraggiare la mediocrità,  convincendoci che essa è funzionale alla nostra sopravvivenza; ed in una certa misura è vero. Ma diventare individui, diventare adulti implica uscire dal luogo comune, dalla chiacchiera, dal faccio così perchè si fa così, ed assumersi la responsabilità delle nostre scelte. Non troveremo nessuno che inciti lungo questa strada, che è pericolosa, ad alto tasso di fallimento. nessuno ci rimprovererà mai di esser persone modeste ed ubbidienti. Ma questo è vivere da personalità regredita, da chi potrebbe, ha tante potenzialità, ma non le mette in atto.

Cimentarsi lungo questa via, lungo quella via che fa per te, e non è la via quotidianamente battuta, in genere comporta sofferenza e rifiuto. Per questo parlavo di crisi, di cadute. Essere capaci di incamminarcisi implica carattere, solidità e forza d'animo; goethe da qualche parte diceva " il carattere consiste nel fatto che l'uomo persegua con ferma costanza l'opera di cui si sente capace" non di più, non di meno

Non è facile, non è forse neanche consigliabile, ma essere qualcuno implica niente meno che questo; e se ci riesci, allora si, hai una marcia in più su chi vive ancorato a terra, e non è salpato verso la sua isola che non c'è; ed a quel punto, anche se prendi 1000 euro al mese, non hai il ferrari o chissà quali mezzi economici, e hai trovato il modo di comunicare in modo efficace questo tuo profondo lavoro interiore (che non è più solo interiore, ma si vede fuori), probabilmente affascini, seduci, e forse rimorchi più di tanti altri; perchè a quel punto hai qualcosa che non in tanti hanno, hai un mondo, un mondo da poter offrire alla ragazza di turno(quando i più hanno tutt'al più cose da poter offrire); hai un mondo perchè sei un mondo

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Naddolo

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Re: dove c@zzz@ va questo paese?

« Risposta #5 del: 05 Aprile 2012, 10:17:16 »

Non sono del tutto d'accordo con te, nel senso che a mio avviso l'ideale di uomo che tratteggi è ben superiore al mio esempio, nel senso che tu delinei un uomo maturo, completo, deciso e maestro di se stesso: questa figura è rara, estremamente rara, è il massimo a cui un uomo possa aspirare a livello seduttivo, e non avrà sostanzialmente problemi con l'altro sesso (sempre ragionando in astratto e per modelli, ogni singolo caso è a sè).

Io mi sono riferito a un ideale di uomo che "non avrà grossi problemi a scegliere tra più ragazze", specificando però che "per l'eccellenza servono anche altre cose", quindi mi sono riferito, diciamo, ad un modello "minimo" di ragazzo comunque rimorchiante senza eccessivi problemi, come tanti ragazzi normali che non hanno mai studiato seduzione eppure hanno una vita di relazione "normale": qualche ragazza, qualche amante, qualche amico. Per ottenere questo non credo serva essere l'uomo che descrivi, ma basti essere ciò che ho descritto io, con la giusta  precisazione che mi hai suggerito riguardante il fatto di essere, comunque, sufficientemente "autoalimentati".

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Edward Bloom

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