Nella prima parte ho introdotto l'argomento della crescita ed i suoi tramite. Oggi parlerò invece dei pregi della generazione giudicante.

I favolosi anni ...anta.
Quante volte l'avrete sentito? E vi sarete chiesti: ma che facevano di così figo? In realtà non facevano una sega.
Gia, avete sentito proprio bene. Stiliamo un panorama della generazione precedente la mia e poi della mia.
Quelli prima di me, si vantavano di aver fatto il '68. Gran momento di rivolta giovanile nella quale lo strapotere del Padre finisce, e comincia quello della madre. A dieci anni dalla chiusura dei casini, i vecchi padri allupatissimi vedono le amiche delle figlie prima in minigonna poi vestite da "indiane metropolitane". E siamo gia ai moti del '76. Si favoleggia della libertà sessuale, ma io che c'ero posso garantirvi che senz'altro non era come negli anni 50 ( a dir d'altri), ma le mani callose le avevamo tutti.: vecchi e giovani.
Ma perchè dunque queste generazioni avevano una marcia in più?

La socializzazione al primo posto
Per quanto MdP, il primo pensiero di un uomo ogni lasso di 27 secondi in quel periodo era sicuramente rivolto alla passera. Non me ne vogliano per cotal linguaggio le gentil donzelle che leggono questo loco preno di loschi avventurieri, ma mi preme ricreare fedelmente quel clima. Il pensiero erotico durava almeno 10 secondi, nei restanti 17 l'uomo poteva però fare un sacco di cose. Ma la prima di esse era cosa inventarsi per potersi procacciare più topa. La fame ( e che fame) aguzza l'ingegno, così l'omo settantaseinus studiava ogni stratagemma per riuscire nel suo intento. La prima cosa che veniva in mente era imparare a suonare uno strumento. Nel diabolico piano deì MdP dell'epoca, il cantautore era sempre il centro della festa. Bastava quindi una chitarra, quattro accordi ed un filo di voce (i cantautori dell'epoca rantolavano più che cantare) ed il gioco era fatto. Così, praticamente tutti avevano una chitarra. I più fortunati un pianoforte. Ma non avevano Hulk a portarglielo in spalla.  I falò, le sedute nei giardini pubblici, l'immancabile "muretto" dove ritrovare la comitiva  erano i terreni di caccia dei medioguy dell'epoca. E li, giocando di circolo sociale, si macinarono le prime gesta eroiche: http://seduzioneitaliana....a-prima-volta-30-anni-fa/

I temi caldi al secondo posto
L'Omo semper erectus dell'epoca non tralasciava però i temi caldi per entrare in empatia con le donne dandosi nel contempo un tono: i discorsi politici e l'etichetta erano fondamentali. La gente si informava per poi poter raccontare. Certo, le fonti erano poche è molto schierate, ma lo sforzo c'era. E c'era anche sul fronte musicale, perchè poter intavolare una dissertazione sulle differenze di lunghezza nei peli pubici fra Barry White ed il ben più quotato Jim Morrison o gli allora nascenti inti illimani, garantivano una platea sicura.
Insomma signore e signori, l'unico gioco al quale si voleva giocare era il sesso. E ci si preparava come meglio si poteva al riuscire ad interessare la partner di turno con tutti i sistemi consentiti.

La ricerca di una identità
Se dovessi riassumere in un solo termine la differenza fra la mia e le generazioni attuali, sicuramente scriverei che è la ricerca di una identità. Noi eravamo blastati dai sessantottini e ci siamo inventato quel gran casino del '76 per pareggiare i conti. Ci andò male persino nella scelta dell'anno: settantaseino suona come una puzzetta involontaria ad un appuntamento galante. Ma la voglia di riscatto della mia generazione era così forte da spingere i più ad emergere. L'università fece molte vittime, la politica un po' meno, le mogli come sempre ebbero invece la meglio nel decimare quei baldi giovani.
Ma quella voglia di fare, di aggregarsi e di mettersi in piazza ancora si respira. Ed è proprio animati da quella voglia che i settantaseini spesso si indirizzano ai giovani d'oggi. Come a dirgli:
"Minchione, ti rendi conto che fra 10 anni sarà tutto finito ed avrai una buzzicona di 120 kili alle calcagna che ti dissanguerà peggio dei due piccoli bastardi che hai messo al mondo? E tu stai qui a cazzeggiare coll'ifòn? VAI A TROMBARE!" E qualcuno, noncurante del politically correct che non c'era quando ha imparato a parlare, aggiunge anche: "FINOCCHIO!"   Exclamation ...

Segue...