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L'utopia dell'approccio pefetto

(Letto 1559 volte)

L'utopia dell'approccio pefetto

« del: 03 Giugno 2011, 16:25:27 »

Immaginate di essere in strada o in qualsiasi altro luogo..vedete una che vi piace...la volete approcciare...ma cominciate a pensare cose del tipo "Oggi non mi sento abbastanza figo", " La situazione non è quella giusta" etc. oppure "Non mi viene in mente nulla di particolare da dire" o simili. Cosa fate? Ci provate lo stesso anche se siete consapevoli "di non poter dare il 100%" (e probabilmente non potrete mai darlo dato che l'idealità non è la realtà) oppure ci provate solo quando siete pienamente convinti di ciò che state andando a fare? Come fare a superare in questi casi la "giustificazione a non agire" tipica di un MdP (come me  Exclamation) ? Spero di essere stato abbastanza chiaro Smile

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Re: L'utopia dell'approccio pefetto

« Risposta #1 del: 03 Giugno 2011, 16:48:36 »

L'approccio perfetto lo cerchi quando non ti senti abbastanza figo per andarci a provare sciolto; è li il problema; se ti sentissi tale, sapresti che qualsiasi cazzata può andare bene (se la sai dire), sopratutto se ti muovi di statistico. E in quel caso si fa casino giusto perchè ti va di farlo.

sembra proprio che ci sia una relazione inversa tra quanto  ti senti figo, e la necessità che senti di trovare frasi geniali, quasi a dimostrare agli altri e a te stesso che lo sei;

è un po' la differenza tra una persona intelligente e acculturata, conscia di esserlo, e una che sa poco, ma che vuole a tutti i costi far vedere di sapere: il primo non ostenterà nulla, anzi cercherà di volare basso; il secondo invece, sforzandosi e arrampicandosi, farà solo la figura del saccente, dell'arrogante

quindi: se sai di valere, non senti più il bisogno di convincere gli altri in ogni modo...e ritorniamo quindi sempre allo stesso punto: acquisire consapevolezza del proprio valore, cioè di esser trombanti

e allora: come acquisisci questa consapevolezza? nello stesso modo in cui una squadra di calcio, che faccia una grossa campagnia acquisti durante l'estate, pensa di poter competere per la vittoria, ma non l'ha ancora dimostrato sul campo; tale consapevolezza gli verrà dal campo stesso, dalle partite, dalle vittorie, dalle sconfitte (inevitabile) dal risolvere situazioni mano a mano più complicate; tanto più vince, tanto più acquisirà la mentalità del vincente

allora: inizia dal basso, buttati, fai più esperienze che puoi, senza cercare l'approccio perfetto, tantomeno la figa perfetta che ti tira a belva; mettiti in gioco, e vedrai che pian piano passerai da tipe inutili arrivando sempre più alto  Thumbs Up

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Re: L'utopia dell'approccio pefetto

« Risposta #2 del: 03 Giugno 2011, 18:22:04 »

Citato da: jamescobain85 il 03 Giugno 2011, 16:25:27

Immaginate di essere in strada o in qualsiasi altro luogo..vedete una che vi piace...la volete approcciare...ma cominciate a pensare cose del tipo "Oggi non mi sento abbastanza figo", " La situazione non è quella giusta" etc. oppure "Non mi viene in mente nulla di particolare da dire" o simili. Cosa fate? Ci provate lo stesso anche se siete consapevoli "di non poter dare il 100%" (e probabilmente non potrete mai darlo dato che l'idealità non è la realtà) oppure ci provate solo quando siete pienamente convinti di ciò che state andando a fare? Come fare a superare in questi casi la "giustificazione a non agire" tipica di un MdP (come me  Exclamation) ? Spero di essere stato abbastanza chiaro Smile

La filosofia da adottare in questi casi, è la stessa che si usa nello sport:
se vai a fare una gara e vedi che sono tutti più muscolosi, la fai lo stesso sperando in una botta di culo (si azzoppano tutti, sulla tua corsia hai il vento a favore, gli altri diventano improvvisamente gay e si aggrovigliano fra loro alla partenza).
Quello che deve rimanere in caso di vittoria/sconfitta, è però la memoria del fatto che ti sei trovato impreparato.
E che quindi devi lavorare affinchè tu sia preparato la prossima volta che gareggi, senza dover sperare nella botta di culo.
La maggior parte degli uomini, ragiona diversamente: se gli va bene una volta, si buttano pensando che il culo possa ripresentarsi. Questo è giocare d'azzardo (o di statistico puro, che dir si voglia), e non porta che a grosse delusioni.

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Re: L'utopia dell'approccio pefetto

« Risposta #3 del: 03 Giugno 2011, 23:39:10 »

In effetti, Termy, leggendo i tuoi post traspare sempre il tuo essere favorevole all'approccio "studiato e ragionato" piuttosto che statistico...e d'altronde il tuo metodo si basa su questo...ma come si fa a coniugare un approccio del genere con la necessità di fare esperienza e di  imparare a osservare e conoscere le persone?

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Re: L'utopia dell'approccio pefetto

« Risposta #4 del: 04 Giugno 2011, 01:13:18 »

Citato da: jamescobain85 il 03 Giugno 2011, 23:39:10

In effetti, Termy, leggendo i tuoi post traspare sempre il tuo essere favorevole all'approccio "studiato e ragionato" piuttosto che statistico...e d'altronde il tuo metodo si basa su questo...ma come si fa a coniugare un approccio del genere con la necessità di fare esperienza e di  imparare a osservare e conoscere le persone?

Seguendo la regola indicata: finchè non sei un minimo funzionante, ti prepari.
Poi, cominci a sperimentare partendo da target medio bassi.
L'errore che fanno tutti (tranne i tanto decantati "natural", che hanno scopato di tutto), è invece il fissarsi sul fatto che avendo dedicato del tempo allo studio della seduzione, si debbano per forza rimorchiare figoni spaziali.

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Re: L'utopia dell'approccio pefetto

« Risposta #5 del: 04 Giugno 2011, 14:10:26 »

Per "minimo funzionante" intendi dire aver sviluppato:
-creatività
-dialettica
-aspetto fisico
-social proof
-altre cose che adesso non mi vengono in mente?
?

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Re: L'utopia dell'approccio pefetto

« Risposta #6 del: 04 Giugno 2011, 14:21:58 »

Citato da: jamescobain85 il 04 Giugno 2011, 14:10:26

Per "minimo funzionante" intendi dire aver sviluppato:
-creatività
-dialettica
-aspetto fisico
-social proof
-altre cose che adesso non mi vengono in mente?

Più meno, il concetto è quello.

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Re: L'utopia dell'approccio pefetto

« Risposta #7 del: 04 Giugno 2011, 14:40:28 »

Perchè più o meno? Potresti essere più chiaro? (a meno che non sia un qualcosa riservato ai membri della AdM..)

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Re: L'utopia dell'approccio pefetto

« Risposta #8 del: 04 Giugno 2011, 14:48:06 »

Citato da: jamescobain85 il 04 Giugno 2011, 14:40:28

Perchè più o meno? Potresti essere più chiaro? (a meno che non sia un qualcosa riservato ai membri della AdM..)

Più che ai membri adm, ci soono punti che tengo per il libro.
Come la descrizione dei fondamentali, ovvero ciò che ti rende funzionante.
Il tuo schema comunque, pur se non organico ai fini della crescita, va bene.

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