Non so se è già stata risposta comunque...
diverse volte hai ricordato come affrontare lo specchio sia un ottimo punto di partenza per controllare non solo le espressioni ma più in generale il lunguaggio del corpo e fare in modo che ci sia favorevole..
puoi approfondire? come iniziamo e come si procede?
Lo specchio è un ottimo strumento per cionstatare cio che facciamo, e come lo facciamo.
La finalità dell'allenamento allo specchio è quella di sapere cio che stiamo facendo, in modo da gestire il nostro movimento anche quando lo specchio non c'è più.
La seconda finalità dello specchio, è l'ottenimento della perfezione del movimento.
La prima fase di allenamento, consiste nell'esercitarsi al rifare movimenti imparati davanti allo specchio, anche senza guardarsi. Se, ad esempio, imparo a muovere la faccia in un certo modo, dovrò star attento alle sensazioni facciali che provo, in modo da associare a quelle sensazioni le immagini che la mia faccia assume.
In seguito, si possono fare delle espressioni frapponendo fra il viso e lo specchio degli oggetti che mascherino lo specchio (come una cartellina).
Una volta che si pensa di aver fatto l'espressione che si vuole raggiungere, si toglie la cartellina e si vede effettivamente la faccia che stiamo ottenendo. Questa prassi va fatta regolarmente, finchè non si ottiene l'effettivo controllo della mimica facciale senza poterla correggere in tempo reale.
La seconda fase, è l'ottenimento di espressioni ( e movimenti ) fighe.
Il primo requisito da considerare per attuare questa prassi allo specchio, è l'educazione al riconoscere ciò che è figo da cio che non lo è. In mancanza di questa capacità, occorre scegliersi dei modelli universalmente riconosciuti come fighi, e riutilizzare le loro espressioni.
Una volta sviluppato un certo senso estetico, si procederà al creare le proprie espressioni fighe, correggendosi in tempo reale, sino all'ottenimento del risultato voluto. Grazie alla capacità acquisita di memorizzazione delle espressioni dovuta alla prima fase, non sarà difficile replicare i risultati raggiunti durante le interazioni.
La terza fase, è il parlare al telefono davanti allo specchio, per controllare le nostre reazioni a seguito di stimoli provenienti dall'esterno.
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