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Autore Topic:

Ansia da approccio: i gradi della paura.

(Letto 16641 volte)

Ansia da approccio: i gradi della paura.

« del: 20 Luglio 2008, 15:04:14 »

Salve Marpioni.
Leggo sempre più spesso report fotocopia, con le stesse frasi, quattro battute, e due finali: "se n'è andata",
oppure "ho ejectato".
Il motivo di questi "approcci" dovrebbe essere il superamento dell'ansia da approccio.
Ora, nel mio solito irriverente e politically incorrect modo di fare, dico la mia sulla questione.

Cos'è l'ansia da approccio?
Una paura folle di andare li e dire due cazzate.
Per capire perchè sorge, sarebbe utile capire da dove viene, però.
Potrei azzardare uno schema, lineare, nel quale si passa per gradi dalla totale chiusura alla
temerarietà, ovvero la totale assenza di paura:

1) Paura di affrontare chiunque-> AA nei confronti di uomini e donne, totale convinzione di non essere all'altezza degli altri.
2) Paura di affrontare le donne-> AA nei confronti delle sole donne, scarsa accettazione di se stessi, paura del sesso.
3) Paura di essere accettati->AA nei confronti delle donne per scarsa fiducia nel proprio Fisico/Carattere
4) Paura di non saper cosa dire-> AA nei confronti del proprio verbale, con accettazione della propria immagine.
5) Spigliatezza-> Buona accettazione di se stessi, nessuna ansia tranne in casi eccezionali.
6) Sfrontatezza-> totale fiducia in se stessi, con leggero scollamento dal reale.
7) Temerarietà-> Sindrome istrionica o narcisismo patologico accompagnato da manie di grandezza e totale, accompagnati da un distacco dall'oggetto sessuale, con scollamento dalla realtà.

Suddivisa la paura in gradi, discutiamo un po' di quello che interessa noi, ovvero i gradi dal 2 al 4, e su come risolvere il problema.
E' evidente che io ritenga la paura del rapportarsi con le donne la causa di questo tipo di ansia.
E' altrettanto evidente che parlando di "rapporto" non intenda l'affrontare le donne sparando frasi fatte, una soluzione al problema.
Per rapporto, si intende lo scambiare informazioni intime, il mettersi in gioco esibendo se stessi, non una maschera.

Il grado 2, si supera quindi rapportandosi, e cercando di separare il relazionarsi dall'aspetto sessuale.
Il praticante, quindi, avrà come compito il conoscere donne (o meglio il parlare con donne gia conosciute),
ponendosi come obbiettivo il parlare di se, ed il ricevere consigli.
In questo fare, dovrà imporsi di non poter e non dover arrivare al sesso: il suo scopo è parlare, non rimorchiare.
Il dover per forza avere un atteggiamento rimorchiante è una condizione limitante nell'esporsi, quindi, visto che
il fine è ricevere feedbacks per migliorare, l'atteggiamento rimorchiante va quindi eliminato.

Superato il livello 2, otterremo dei  praticanti di livello 3.
A costoro, che avranno gia acquisito confidenza con le donne, consiglio di migliorare il proprio approccio verbale.
Tecnica delle Corrispondenze per non cadere in buchi dialettici, e leggere cose divertenti per sviluppare storielle
da raccontare. e portate sulla conoscenza della psicologia dei nostri simili.
Questo sia per parlare in modo fluido, sia per avere un buon numero di argomenti passe partout.
Sebbene le routines possano aiutare, ne sconsiglio vivamente l'uso: non sono altro che strumenti per saltare
temporaneamente il problema di una dialettica imperfetta, per riproporlo quando meno ve lo aspettate.
In pratica, le routines vi impediscono di crescere.
Parallelamente, il praticante dovrà intraprendere un percorso di riscoperta di se stesso.
Inutile dire che la prima parte da amare, è il proprio aspetto fisico.
Dedicarsi a se stessi in questo senso (diete, palestra, parrucchiere etc) è fondamentale per generare amore per se
stessi, e fierezza nel porsi di fronte ad una donna.
Non mi si venga a dire che è difficile: se non si ha la volontà di modificare il proprio fisico, come si può
pretendere di modificare la propria volontà?
Lo specchio è fondamentale in questa fase: parlate al telefono di fronte ad uno specchio, rivivete le vostre
interazioni, guardatevi e correggetevi: un seduttore è innanzitutto un buon attore, che come palcoscenico ha la
vita di tutti i giorni.

Giunti al livello 4, avrete superato sia la paura delle femine, sia la paura di non saper continuare l'interazione
verbale dopo l'apertura.
Ma tutte le volte che vedrete una donna, vi troverete in quel momento cruciale nel quale pensate:
"Come vaccio ad attaccar bottone?"
La soluzione è semplice, e si chiama Confidenza in Vitro (e leggitelo 'sto TermYpensiero... Smile ).
Osservandola, soffermandoti sui dettagli, ti verrà una idea, e su quella idea costruirai la tua apertura.
Sai gia che potrai proseguire grazie alle tue acquisite capacità, ed ora hai anche il rompighiaccio: non ti resta
che andare e conquistare. Ora potete cominciare a rimorchiare: i C&B saranno molto ridotti, e le positive
impressioni che riceverete dalle interazioni faranno si che aumenti la stima in voi stessi.
Per ora, mi fermo qui.

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« Ultima modifica: 21 Luglio 2008, 00:43:28 da zlatan »

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #1 del: 20 Luglio 2008, 15:18:23 »

Citazione

parlate al telefono di fronte ad uno specchio, rivivete le vostre
interazioni, guardatevi e correggetevi: un seduttore è innanzitutto un buon attore, che come palcoscenico ha la
vita di tutti i giorni.

Questo è il tipo di post che aiuta a crescere.

Best Of assolutamente!  Cool
...e +1 per il Prof.  Wink

« Ultima modifica: 20 Luglio 2008, 15:20:24 da Acqua »

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #2 del: 20 Luglio 2008, 15:25:39 »

Bellissimo..Best Of e il +1 no perchè te l'ho dato anche prima  Grin
Grazie Termy

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #3 del: 20 Luglio 2008, 16:10:13 »

Bellissimo Post! Termy!

volevo aggiungere sul punto 1

1) Paura di affrontare chiunque-> AA nei confronti di uomini e donne, totale convinzione di non essere all'altezza degli altri.

Questo particolare è anche dovuto dal fatto di una Adolescenza o infanzia di "Sofferenza" involuta da parte del ragazzo...quindi iper protezione della famiglia ( che sbaglia )  nei confronti dell'adolescente , con conseguenze Paura della vita e rapporto con gli altri

Cosa ne pensi piero della seduzione : ) .......

questo è 1 problema che molti ragazzi che conosco hanno... e che io nel mio passato ho avuto...

ma fortunatamente con la bestia che ho avuto dentro..ne sono uscito ; )

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #4 del: 20 Luglio 2008, 16:24:08 »

Citato da: lu il 20 Luglio 2008, 16:10:13

Bellissimo Post! Termy!

Grazie Fratè.

Citazione

volevo aggiungere sul punto 1
1) Paura di affrontare chiunque-> AA nei confronti di uomini e donne, totale convinzione di non essere all'altezza degli altri.
Questo particolare è anche dovuto dal fatto di una Adolescenza o infanzia di "Sofferenza" involuta da parte del ragazzo...quindi iper protezione della famiglia ( che sbaglia )  nei confronti dell'adolescente , con conseguenze Paura della vita e rapporto con gli altri

Cosa ne pensi piero della seduzione : ) .......

Penso che hai ragione, è sicuramente una delle cause del punto 1.
Il terrore di rapportarsi dovuto al fatto che abbiano impedito ad un ragazzo di farlo,
chiudendolo in un guscio "protettivo", è una delle più comuni cause di AA assoluta.
Come dici, è colpa delle famiglie.
Ovviamente rimuovere questo tipo di AA, esula dallo scopo di questo post:
qualcuno ne è uscito mostrando di avere palle da gigante, per altri,
non dotati di questo attributo è ancora più dura...  Smile

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #5 del: 20 Luglio 2008, 17:43:27 »

Citato da: TermYnator il 20 Luglio 2008, 16:24:08

Grazie Fratè.

Penso che hai ragione, è sicuramente una delle cause del punto 1.
Il terrore di rapportarsi dovuto al fatto che abbiano impedito ad un ragazzo di farlo,
chiudendolo in un guscio "protettivo", è una delle più comuni cause di AA assoluta.
Come dici, è colpa delle famiglie.
Ovviamente rimuovere questo tipo di AA, esula dallo scopo di questo post:
qualcuno ne è uscito mostrando di avere palle da gigante, per altri,
non dotati di questo attributo è ancora più dura...  Smile

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #6 del: 20 Luglio 2008, 18:42:04 »

Bellissimo post termy!!

Citato da: TermYnator il 20 Luglio 2008, 15:04:14

Superato il livello 2, otterremo dei  praticanti di livello 3.
A costoro, che avranno gia acquisito confidenza con le donne, consiglio di migliorare il proprio approccio verbale.
Tecnica delle Corrispondenze per non cadere in buchi dialettici, e leggere cose divertenti per sviluppare storielle
da raccontare. e portate sulla conoscenza della psicologia dei nostri simili.
Questo sia per parlare in modo fluido, sia per avere un buon numero di argomenti passe partout.

Hai qualche consiglio su come sviluppare questo punto per chi non ha un vissuto come il tuo?

Citazione

Sebbene le routines possano aiutare, ne sconsiglio vivamente l'uso: non sono altro che strumenti per saltare
temporaneamente il problema di una dialettica imperfetta, per riproporlo quando meno ve lo aspettate.
In pratica, le routines vi impediscono di crescere.

Straquoto e +1!  Smile

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #7 del: 20 Luglio 2008, 19:54:21 »

io sono decisamente arrivato al livello 4.. Termy sei un grande..era da un pò che pensavo di trovarmi in una fase di "stallo" (il tuo 4o livello appunto) e sono convinto che questo post sarà una spinta per superarmi ancora.. grande mitico Thumbs Up

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #8 del: 21 Luglio 2008, 01:17:10 »

io mi so rotto il caxxo di darti i +1

perchè non fai iscrivere qualche tuo amico e fai il ghost writer eh? No! Sempre a postare roba buona! tutto lo santo giorno! Hai rotto! Wink

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #9 del: 21 Luglio 2008, 03:05:58 »

Ottimo post! Come al solito!
Aspetto pero' anche il seguito (quel per ora mi fermo qui è a dir poco sborrante!) Coolsmiley

CIà

P.s. che famo? lo diamo sto plus 1??
Ma si va!! Afro

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #10 del: 21 Luglio 2008, 03:07:14 »

Citato da: sombrero il 20 Luglio 2008, 18:42:04

Bellissimo post termy!!
Hai qualche consiglio su come sviluppare questo punto per chi non ha un vissuto come il tuo?

Grazie.
Come consigli, penso che l'allenarsi nella Tecnica delle Corrispondenze sia gia una gran cosa.
E' una tecnica estremamente semplice, che consente di unire le proprie argomentazioni in modo da non fermarsi praticamente mai.
Non è necessario aver un vissuto particolarmente avventuroso: raccontare non significa necessariamente raccontarsi.
Creare voli pindarici non significa necessariamente conoscere posti nuovi: basta un po' di fantasia.
Così, una discoteca, nel parlare con una ragazza giocosamente, può trasformarsi in una spiaggia, il tizio seduto al tavolino X
diventa il tipo del salvataggio per la sua corporatura, etc...
Un buon esercizio per inventare al volo giochi di ruolo, è l'analizzare situazioni reali, e confrontarle con altre cercando dei paralleli,
o dei punti in comune. Ti faccio un esempio con relativo schema logico.
Lo schema logico è il seguente:
osservi una situazione;

1) per prima cosa devi avere una idea di cosa le somigli.
Es: Stavo a San Pietro, e vedendo dove dicevano messa, ho notato ai lati delle sedie due
giganteschi parallelepipedi mobili con dentro ciascuno un organo. Mi è venuto subito in
mente che quelle erano le "casse" della cattedrale. Da li, l'idea di virtualizzare il territorio
reale, per creare un gioco di ruolo con la tipa che era con me.

2) Individua gli oggetti che si corrispondono.
Nle mio caso, gli organi erano le casse, le coriste erano cubiste, il prete era il vocalist, e, attaccata in alto davanti l'altare,
c'era una cabinetta coperta di vetri dove ho collocato il "dj" virtuale.
A quel punto, San Pietro era diventato la più grande discoteca del mondo.

3) Caratterizza i personaggi, e crea dei ruoli.
In realtà, nell'esempio l'ho gia fatto, ma in generale, in questa fase, si prendono personaggi che per corporatura ricordano un fisico tipo.
Nell'esempio che ho fatto, a seconda del fisico del prete che arrivava, dicevo "questo è un rapper" oppure "questo farebbe blues"...

Spero sia chiaro, che so un po' stanco...  Wink

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #11 del: 21 Luglio 2008, 03:18:28 »

Citato da: Acqua il 20 Luglio 2008, 15:18:23

Questo è il tipo di post che aiuta a crescere.
Best Of assolutamente!  Cool

Grazie Acqua: spero vivamente che qualcuno possa trarne beneficio! Wink

Citato da: Mik il 20 Luglio 2008, 15:25:39

Bellissimo..Best Of e il +1 no perchè te l'ho dato anche prima  Grin
Grazie Termy

Ma grazie di che? Piuttosto, di origini genovesi o scozzesi? Laughing

Citato da: jack sparrow il 20 Luglio 2008, 19:54:21

io sono decisamente arrivato al livello 4.. Termy sei un grande..era da un pò che pensavo di trovarmi in una fase di "stallo" (il tuo 4o livello appunto) e sono convinto che questo post sarà una spinta per superarmi ancora.. grande mitico Thumbs Up

Grazie Jack,
ne sono certo. Piuttosto, come vanno i tuoi esercizi di Ferotecnica?

Citato da: Dante1982 il 21 Luglio 2008, 01:17:10

io mi so rotto il caxxo di darti i +1

Disastro!!! Ed ora come farai col pisello ingessato per colpa mia?  Laughing

Citato da: Reaper il 21 Luglio 2008, 03:05:58

Ottimo post! Come al solito!
Aspetto pero' anche il seguito (quel per ora mi fermo qui è a dir poco sborrante!) Coolsmiley

Grazie Reaper,
per il seguito, aspetto i feedbacks negativi: così calibro sui problemi che emergono.
(Sempre io sia in grado di dar delle dritte, s'intenda!!) Wink

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #12 del: 21 Luglio 2008, 11:45:22 »

Citato da: TermYnator il 21 Luglio 2008, 03:07:14

1) per prima cosa devi avere una idea di cosa le somigli.
Es: Stavo a San Pietro, e vedendo dove dicevano messa, ho notato ai lati delle sedie due
giganteschi parallelepipedi mobili con dentro ciascuno un organo. Mi è venuto subito in
mente che quelle erano le "casse" della cattedrale. Da li, l'idea di virtualizzare il territorio
reale, per creare un gioco di ruolo con la tipa che era con me.

2) Individua gli oggetti che si corrispondono.
Nle mio caso, gli organi erano le casse, le coriste erano cubiste, il prete era il vocalist, e, attaccata in alto davanti l'altare,
c'era una cabinetta coperta di vetri dove ho collocato il "dj" virtuale.
A quel punto, San Pietro era diventato la più grande discoteca del mondo.

3) Caratterizza i personaggi, e crea dei ruoli.
In realtà, nell'esempio l'ho gia fatto, ma in generale, in questa fase, si prendono personaggi che per corporatura ricordano un fisico tipo.
Nell'esempio che ho fatto, a seconda del fisico del prete che arrivava, dicevo "questo è un rapper" oppure "questo farebbe blues"...

Ammazza, altro che seduttore impenitente!! Non riesci a trattenerti neanche in San Pietro!  Grin

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #13 del: 22 Luglio 2008, 14:02:43 »

Citato da: TermYnator il 20 Luglio 2008, 15:04:14

Salve Marpioni.
> ....

Sono molto d'accordo con la classificazione e ritengo che spesso, a distanza di tempo, ci si possa muovere avanti e indietro per i vari gradi in base a come ci si sente e ai particolari momenti della propria vita.
Farei un'ulteriore analisi sperando di non andare OT ed estendendo il concetto di ansia di approccio alla fase successiva: gestione del rapporto.
Lo faccio partendo da quella conquista 'travagliata' che ti ho raccontato, riepilogandola, schematicamente, per tutti:

a) Conosco, sul posto di lavoro - brevemente e distrattamente, una donna estremamente attraente: mi piace talmente tanto che non sento alcuna ansia di approccio;
b) La perdo di vista per un po', poi la rivedo - sempre in sede: ha un atteggiamento scostante, ma anche in quest'occasione l'attrazione nei suoi confronti non mi frena. Mi stacco dalla comitiva di colleghi, attraverso l'androne e davanti a tutti faccio un approccio magistrale.
c) L'interazione continua nei giorni a venire, in un'escalation travolgente per entrambi: finirà bene ma durerà molto poco. E' un'esperienze che comunque non sarà avara di insegnamenti.

Ora però viene il bello, ed in passato non mi era capitato così: durante l'escalation descritta al punto 'c' succedeva qualcosa di simile quello che viene descritto nel punto 4 dell'ansia di approccio. Se nella fase di apertura non mostravo alcun segno di ansia, denotando una sana sfrontatezza, spigliatezza ecc ecc, nel momento della prosecuzione dell'interazione succedeva il contrario: cresceva in maniera esponenziale l'attenzione a non fare errori, a calcolare la mossa giusta, i tempi corretti. Stranamente, man mano che la conoscevo e potevo giocarmi certe mosse (... confidenza in vitro? Smile ), la strada mi sembrava in salita, quando in realtà, non avrei dovuto vederla cosi'. Sapevo cosa fare e dire, lo facevo sforzando sicurezza e naturalezza, ma, lo confesso, sempre con quel timore di stare a sbagliare il tiro della vita.

Se da una parte ciò mi ha premiato (sopratutto dai successivi feedback ricevuti), dall'altra rischiava di farmi mandare a prostitute tutto quanto: spesso per colpire la palla al volo sul cacio d'angolo e segnare, oppure per fare un'esecuzione magistrale di chitarra elettrica, è anche necessario 'non pensarci troppo'.

Sono convinto che l'esperienza potrà senz'altro aiutare a migliorare quest'aspetto, e a non cascarci troppo... E/O forse conviene avere sempre una dose di 'chi va la' per calibrare meglio il gioco.

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Re: Ansia da approccio: i gradi della paura.

« Risposta #14 del: 22 Luglio 2008, 16:05:40 »

Citato da: Spartacvs il 22 Luglio 2008, 14:02:43

Se nella fase di apertura non mostravo alcun segno di ansia, denotando una sana sfrontatezza, spigliatezza ecc ecc, nel momento della prosecuzione dell'interazione succedeva il contrario: cresceva in maniera esponenziale l'attenzione a non fare errori, a calcolare la mossa giusta, i tempi corretti. Stranamente, man mano che la conoscevo e potevo giocarmi certe mosse (... confidenza in vitro? Smile ), la strada mi sembrava in salita, quando in realtà, non avrei dovuto vederla cosi'. Sapevo cosa fare e dire, lo facevo sforzando sicurezza e naturalezza, ma, lo confesso, sempre con quel timore di stare a sbagliare il tiro della vita.

Quando imposto una relazione con una donna, ho imparato per esperienza che il primo ad essere contento devo essere io.
Se, l'impostare una relazione mi costa rinunce, o limitare la mia personalità, o (che è lo stesso) il dover pesare ogni gesto, io personalmente, mollo l'osso.
Non c'è donna che valga la mia libertà intellettuale.
Se ho voglia di scoreggiare vestito di verde cantando "O sole mio", perchè cio' mi libera la mente, la femina deve capirlo.
SE non è in grado di capirlo, vuol dire che non è quella giusta.
E dato che mi fido molto delle mie capacità rimorchiatorie, non ho alcun problema a chiudere con lei,. ne verrà di sicuro una migliore.

Tutto qui!

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