Ho visto recentemente un filmato estremamente interessante, che sosteneva una teoria razionalmente accettabile.
Abstract.
Quando si vuole costruire un vaccino, si prendono dei virus, si allevano in una coltura a base di materie
organiche (plasma, cellule etc di origine animale), si bombardano di radiazioni per togliere vitalità
al virus, poi si filtra il tutto e lo si inietta nel paziente.
Il paziente sviluppa anticorpi al virus, e quando viene in contatto con il virus vivo, è in grado di
ucciderlo. Ci possono essere dei problemi nel devitalizzare il virus: non tutti reagiscono alle radiazioni
allo stesso modo, quindi il tasso d'esposizione di pende dal virus.
Il fatto.
Quando venne messo a punto il vaccino dell'antivaiolosa, furono usate delle colture a base di rene
di macaco e babbuino. Specie che contengono pochi virus trasmissibili all'uomo.
Ma una ditta farmaceutica, sperimentò le colture anche sugli scimpanzè, che invece sono molto
affini all'uomo. L'AIDS, ad esempio, ce lo hanno pure loro.
In Congo, furono prodotti vaccini antivaiolosa a partire dai reni una quarantina di scimpanzè,
e ci furono fatti milioni di vaccini. La maggior parte di questi, furono usati in Africa, e successivamente
in Nord America (i due focolai nei quali si è inizialmente manifestato l'AIDS).
In pratica, il retrovirus dell'AIDS, sarebbe sopravvissuto al bombardamento, e sarebbe stato inoculato vivo
in un certo numero di pazienti, per un errore.
Questo spiegherebbe lo strano alone di mistero che circonda questo virus: non è un errore della natura, ma
un errore umano. E motiverebbe anche le strane vicessitudini del vaccino antivaiolosa.
Riguardo ad una delle frasi del testo che cita Saku, c'è da fare una osservazione:
Il test sull'aids, non rivela il virus, ma gli anticorpi a questo.
Se il soggetto non riconosce il virus, non produce anticorpi, e risulta negativo al test, anche se è in
aids conclamato. Indicativo della sindrome è però il contenuto di linfociti T, che sono il bersaglio
del virus: esso infatti ne impedisce la replicazione (è un retrovirus, non un virus).
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