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Relazioni a distanza: può funzionare?

(Letto 543 volte)

Relazioni a distanza: può funzionare?

« del: 14 Maggio 2017, 10:37:24 »

Dopo aver letto in alcuni topic delle affermazioni lapidarie sulle relazioni a distanza (riassumibili in: ‘non funzionerà mai’), ma anche di una recente e illustre conversione sul tema, spezzo una lancia a favore, in base alla mia personale esperienza.
In sintesi: la LTR a distanza può funzionare, e ha anche alcuni lati positivi suoi peculiari; certo bisogna avere ben chiaro ciò che si vuole, e volerlo in due, altrimenti è una strada in salita.

Quanta distanza
C’è chi dice di avere una relazione ‘a distanza’ quando vive a un’ora di auto dall’amato/a. Io un po’ sorrido, perché i km che dovevamo sobbarcarci io e il mio compagno erano svariate centinaia, con ore e ore di viaggio per tratte collegate poco e male dai mezzi pubblici. Conosco anche chi ha affrontato distanze tra continenti, quindi tutto sommato non mi posso lamentare. Insomma, deduco che la percezione della distanza sia piuttosto soggettiva, e che stabilire una soglia di tollerabilità a priori (‘entro 40 km o niente!’) non sia possibile.
Quello che ricordo all’inizio della mia storia, è che tale era lo slancio reciproco, che la distanza non fu mai argomento di discussioni, se non per questioni puramente logistiche. Insomma, se hai davvero ‘perso la testa’ la distanza è solo un fatto, un accidente, una contingenza come il meteo del giorno, e non ti viene neanche in mente di chiedere consigli tipo “piove, che dici? La chiamo lo stesso?”. Se la distanza sembra immediatamente un problema insormontabile, forse sono l’entusiasmo o la reciprocità a essere carenti.

‘Vantaggi’ della distanza
Sugli svantaggi neanche mi soffermo, perché ricevono già ampia pubblicità.
Sui vantaggi, l’idea che mi sono fatta (a distanza di tempo, e dopo l’avvenuto ricongiungimento) è che effettivamente ci siano. O se non li vogliamo proprio chiamare ‘vantaggi’, che è un po’ esagerato, diciamo dei risvolti positivi:

  • Entrambi i partner conservano le rispettive vite sociali, interessi, attività extralavoro. È meno facile che ci si appiattisca sul partner annullando completamente le proprie esperienze individuali, come capita a volte dopo lunga convivenza soprattutto se la si inizia da molto giovani.
  • Il fatto di essere lontani, e di volersi sentire vicini nonostante la distanza, spinge a trovare modi sempre nuovi e creativi di far sentire la nostra presenza. È come dare e avere continue conferme di essere desiderati e speciali, quindi continuamente re-innamorarsi della stessa persona.
  • Poiché il tempo passato insieme è preziosissimo e non lo si vuole contaminare, nei periodi di lontananza si mette il turbo per risolvere eventuali scazzi di altra natura e per raggiungere i propri obiettivi.
  • Tutte le volte che si sta insieme, è sempre e solo perché lo si è desiderato e scelto e compiuto in modo deliberato, non esiste fare le cose per abitudine, o per mancanza di alternative. Nel bene e nel male, è come se la relazione fosse sottoposta a un continuo test, perché deve sempre ‘valere la pena’ per entrambi.

Poi certo, ci vuole chiarezza reciproca su quel che si vuole, e sobbarcarsi la fatica fisica degli spostamenti e della logistica. Per me è stata una distanza ‘a termine’, nel senso che fin da subito sapevamo che a un certo punto avremmo voluto vivere davvero insieme. Ma anche questo non è stato fatto per sfuggire alla distanza, anzi dopo un primo ricongiungimento in condizioni non ottimali abbiamo preferito accollarci di nuovo gli N km pur di garantire a entrambi l’autonomia e la soddisfazione personali senza le quali il rapporto non sarebbe sopravvissuto. E quando siamo riusciti a creare le condizioni giuste, ci siamo finalmente accopp… ehm, accasati. Conosco comunque coppie che si sono formate in un’età più adulta (over 30) che non solo vivono a distanza ma non intendono volutamente ricongiungersi perché stanno benone così.

Insomma, le coppie sono come le persone, non ne esiste una uguale a un’altra. Noi stessi ci trasformiamo nella relazione e nel tempo. Quindi stabilire a priori che una relazione a distanza non funzionerà mai, è un’idea quanto meno limitante. Se vi sentite il cuore pronto a partire (in due, e nella stessa direzione), partite!  (ma se vi sentite così, probabilmente non siete qui a perdere tempo leggendo questo post, ma sarete già al binario o al check-in…).

Disclaimer: sì, lo so, questi sono i vantaggi percepiti da una femina. Per obiettività ho chiesto al mio uomo stamattina ‘Oh, ma secondo te non essere stati vicini per tanti anni ci ha fatto bene in qualche modo?’. La risposta è stata ‘No’. Richiesto di approfondimento ha argomentato: “Se fossimo stati vicini avremmo trombato di più”.
Tanto vi dovevo.

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #1 del: 14 Maggio 2017, 12:35:05 »

Dipende dalla distanza, da come la si vive e da quanto ci si vede.
Una distanza che ti consente di vederti ogni fine settimana non è una distanza. Una distanza che ti costringe a stare lontano un mese è una iattura.
Io ho avuto una relazione di 3 anni con una ragazza, ci vedevamo ogni 15 giorni e nelle feste. Eppure è stata la storia migliore che io abbia mai avuto. Finita per scelta mia, ma per altre motivazioni, non quelle "chilometriche".
Penso che in una relazione dove non ci si vede ogni giorno serva una buona maturità, e soprattutto servono due persone che fanno una vita autonoma; se uno dei due cerca "dipendenza" nell'altro partner, finirà per tradirlo e appoggiarsi ad un'altra persona.
In ogni caso, credo che le distanze pericolose - che causano rotture e fratture nelle coppie - non siano quelle fisiche, bensì quelle mentali. Quelle sono insanabili.

El mudo

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #2 del: 14 Maggio 2017, 22:01:00 »

Citato da: El mudo il 14 Maggio 2017, 12:35:05

Penso che in una relazione dove non ci si vede ogni giorno serva una buona maturità, e soprattutto servono due persone che fanno una vita autonoma; se uno dei due cerca "dipendenza" nell'altro partner, finirà per tradirlo e appoggiarsi ad un'altra persona.
In ogni caso, credo che le distanze pericolose - che causano rotture e fratture nelle coppie - non siano quelle fisiche, bensì quelle mentali. Quelle sono insanabili.

Quoto tutto!

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #3 del: 15 Maggio 2017, 11:41:59 »

Tutto dipende da cosa ci si aspetta dalla relazione : io credo che se si ha un progetto di vita in comune, per alimentarlo ci si possono anche sobbarcare i disagi logistici dovuti alla distanza, sapendo che appena possibile finiranno. Diversamente, se entro un certo periodo di tempo, di solito max un paio di anni, ancora le cose non vanno né avanti né indietro,  il rapporto finisce inevitabilmente per logorarsi. Anche perché una donna, se è a ridosso dei 30, viene pressata dall' orologio biologico e non può aspettare all' infinito.
Mi disse una volta un mio amico napoletano : "Con tutta la fica che c'è in giro, farsi 500 km in macchina è proprio da imbecilli". Per certi versi aveva ragione : se vivi una storia con una persona lontana, e la cosa non va da nessuna parte, è inevitabile che inizi a guardarti intorno sotto casa o poco più là.

P.S. I miei per anni sono stati lontani, lei a Pisa, lui a Milano, poi si sono sposati. Ma erano altri tempi... Rolling Eyes

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #4 del: 15 Maggio 2017, 13:29:58 »

Citato da: Shark72 il 15 Maggio 2017, 11:41:59

"Con tutta la fica che c'è in giro, farsi 500 km in macchina è proprio da imbecilli". Per certi versi aveva ragione

Shark, queste frasi da sergente Hartman della figa sono un insulto per tante persone di questo forum, uomini e donne... Evitiamo di scatenare flames da parte di indignati che produrrebbero inevitabili ripercussioni, ok?

« Ultima modifica: 15 Maggio 2017, 14:52:43 da Barrett.51 »

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #5 del: 16 Maggio 2017, 18:13:28 »

@Shark: pur concordando sulla premessa che sia necessario avere 'un progetto di vita' condiviso per far funzionare la relazione (ma questo in generale, mica solo per quelle a distanza...), nel resto del tuo post leggo proprio quelle affermazioni che considero aprioristiche e quindi limitanti.
Ad esempio:

Citato da: Shark72 il 15 Maggio 2017, 11:41:59

se entro un certo periodo di tempo, di solito max un paio di anni

Chi lo stabilisce questo 'di solito'?

Citato da: Shark72 il 15 Maggio 2017, 11:41:59

ancora le cose non vanno né avanti né indietro,  il rapporto finisce inevitabilmente per logorarsi.

Idem se si sta vicini o se si convive. Dove vogliono andare i due partner? Con chi ci vogliono andare?

Citato da: Shark72 il 15 Maggio 2017, 11:41:59

Anche perché una donna, se è a ridosso dei 30, viene pressata dall' orologio biologico e non può aspettare all' infinito.  

Tacciamo delle donne che non vogliono fare figli, di quelle che non possono farli, di quelle che possono ma il loro partner no, di quelle che si sentono pressate dal fattore anagrafico a 38 anni e non a 30, ... mi fermo.

Citato da: Shark72 il 15 Maggio 2017, 11:41:59

P.S. I miei per anni sono stati lontani, lei a Pisa, lui a Milano, poi si sono sposati. Ma erano altri tempi... Rolling Eyes

Eh beh, io sono una donna di altri tempi evidentemente. Ringrazio il karma di aver trovato un uomo pure lui d'altri tempi, che ha ritenuto evidentemente che io non fossi uguale a tutta la patata circostante il paesello natale.
La differenza tutta qui sta: che se c'è un amore ricambiato, il pisello di lui e la patata di lei non sono scindibili dal resto di lui e dal resto di lei, e quindi non sono intercambiabili con altri potenziali partner che vivono vicini.
Come ha scritto El Mudo, al netto della distanza le relazioni finiscono o proseguono per motivi che non hanno a che fare con i km.

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #6 del: 16 Maggio 2017, 18:42:55 »

Citato da: Whiteout il 16 Maggio 2017, 18:13:28

@Shark: pur concordando sulla premessa che sia necessario avere 'un progetto di vita' condiviso per far funzionare la relazione (ma questo in generale, mica solo per quelle a distanza...), nel resto del tuo post leggo proprio quelle affermazioni che considero aprioristiche e quindi limitanti.

Io direi più semplicemente "fondate sul comune sentire"... Rolling Eyes

Citato da: Whiteout il 16 Maggio 2017, 18:13:28

Ad esempio:
Chi lo stabilisce questo 'di solito'?

E' soggettivo, io ho detto la mia. Ma non conosco nessuno che ha mantenuto una relazione a distanza per più di tale lasso di tempo.

Citato da: Whiteout il 16 Maggio 2017, 18:13:28

Idem se si sta vicini o se si convive. Dove vogliono andare i due partner? Con chi ci vogliono andare?

Lo sapranno loro, mica io. La stragrande maggioranza delle relazioni finiscono, a maggior ragione quelle in cui coesiste la complicazione logistica relativa alla distanza.

Citato da: Whiteout il 16 Maggio 2017, 18:13:28

Tacciamo delle donne che non vogliono fare figli, di quelle che non possono farli, di quelle che possono ma il loro partner no, di quelle che si sentono pressate dal fattore anagrafico a 38 anni e non a 30, ... mi fermo.

Sono eccezioni del tutto irrilevanti sul piano statistico, quindi è legittimo "tacere" . Altrimenti, ragionando con il medesimo criterio, dovremmo mettere i segnali stradali anche in lingua pashtun per farli comprendere a qualche pakistano o afghano che non conosca l' italiano o l' inglese.

Citato da: Whiteout il 16 Maggio 2017, 18:13:28

Eh beh, io sono una donna di altri tempi evidentemente. Ringrazio il karma di aver trovato un uomo pure lui d'altri tempi, che ha ritenuto evidentemente che io non fossi uguale a tutta la patata circostante il paesello natale.

Ma te poi ti sei accasata, quindi avevi un progetto di vita in comune e rientri perfettamente nella casistica che ho delineato!

Citato da: Whiteout il 16 Maggio 2017, 18:13:28

La differenza tutta qui sta: che se c'è un amore ricambiato, il pisello di lui e la patata di lei non sono scindibili dal resto di lui e dal resto di lei, e quindi non sono intercambiabili con altri potenziali partner che vivono vicini.
Come ha scritto El Mudo, al netto della distanza le relazioni finiscono o proseguono per motivi che non hanno a che fare con i km.

Quasi tutte le relazioni finiscono. Se io ho avuto, dico così per dire, cento storie, l' unica "viva" è quella attuale, quindi la percentuale di storie finite è il 99% . Se tra di esse vi sono situazioni in cui sussisteva il problema della distanza, è stato sicuramente una concausa.

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #7 del: 16 Maggio 2017, 19:15:41 »

Non è che le opinioni fondate sul comune sentire siano necessariamente fondate, me ne darai atto...  Cheesy
Le eccezioni che cito ad esempio non sono affatto irrilevanti, statisticamente parlando, visto che 1 coppia su 5 non riesce ad avere figli, le madri over 40 sono raddoppiate negli ultimi anni, e via dicendo con tutte le altre possibili combinazioni.
Non conosci 'nessuno che ha mantenuto una relazione a distanza per più di tale lasso di tempo' (2 anni) eppure io 'rientro perfettamente nella casistica' (altro che 2 anni...)... quindi come vedi c'è un gap fra l'esperienza tua e quello che può comunque succedere. Io solo questo volevo dire, e cioè che non si può decidere sulla base del 'senso comune' se una cosa funzionerà o meno, e se andrà bene per noi o meno, ma che bisogna concedersi di provare, e anche di sconfessare ogni tanto le previsioni altrui.

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #8 del: 16 Maggio 2017, 19:26:45 »

Forse sarà che con il passare degli anni passa la fantasia, ci si impigrisce, e si diventa pure più cinici e stronzi.  Razz 
Poi sarà anche che io, facendo nella vita l' operatore finanziario (anche subendo non poche batoste) quando imposto un'operazione cerco sempre di ottimizzare il rapporto rischio/rendimento, e se il quadro delle probabilità sulla base di serie storiche non è a mio favore, mi astengo dal porla in essere.
Ciò non toglie che chi ha la voglia e la fantasia di provare e sconfessare le previsioni dei "dinosauri", lo faccia .

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #9 del: 17 Maggio 2017, 00:22:24 »

Citato da: Whiteout il 14 Maggio 2017, 10:37:24

...
Disclaimer: sì, lo so, questi sono i vantaggi percepiti da una femina. Per obiettività ho chiesto al mio uomo stamattina ‘Oh, ma secondo te non essere stati vicini per tanti anni ci ha fatto bene in qualche modo?’. La risposta è stata ‘No’. Richiesto di approfondimento ha argomentato: “Se fossimo stati vicini avremmo trombato di più”.
Tanto vi dovevo.

Laughing
Intanto +  Thumbs Up
Il parere di una femina in un forum composto prevalentemente da maschi che teorizzano sulle femine è la ciliegina sulla torta da un lato e la prova del nove dall'altro. Se non c'è, si parla del nulla.
Entrando nel merito:

Citato da: Whiteout il 14 Maggio 2017, 10:37:24
  • Entrambi i partner conservano le rispettive vite sociali, interessi, attività extralavoro. È meno facile che ci si appiattisca sul partner annullando completamente le proprie esperienze individuali, come capita a volte dopo lunga convivenza soprattutto se la si inizia da molto giovani.

Vero. Il problema subentra però nel momento in cui uno dei due dovesse trasferirsi dove vive l'altro.
Che succederà? Se a fare il passo lungo è una persona molto intraprendente, si potrebbero scatenare gelosie da parte del partner "indigeno". Peggio ancora se a fare il passo è il partner "debole" che verrebbe a dipendere in ogni momento dal partner "forte".  Questo apparente pregio diventa può diventare quindi un pesante handicap nel momento in cui la storia prosegue senza distanza.
Il rischio, è quello di prolungare una storia che non sopravviverebbe alla quotidianità.

Citazione
  • Il fatto di essere lontani, e di volersi sentire vicini nonostante la distanza, spinge a trovare modi sempre nuovi e creativi di far sentire la nostra presenza. È come dare e avere continue conferme di essere desiderati e speciali, quindi continuamente re-innamorarsi della stessa persona.

OK

Citazione
  • Poiché il tempo passato insieme è preziosissimo e non lo si vuole contaminare, nei periodi di lontananza si mette il turbo per risolvere eventuali scazzi di altra natura e per raggiungere i propri obiettivi.

Vero, ma c'è anche un rovescio pesante: l'accumulo di cose che normalmente si evadono nel tempo libero, che non hanno più il tempo di essere evase. A meno che non hai la fortuna di trovare un partner che si porta dietro le cose da fare. Ad esempio in questi we io e la mia ragazza pur condividendo lo stesso tetto, facciamo cose diverse pur godendo degli spazi comuni. Io ho lavori impellenti ed irrinunciabili (robe pratiche in casa) lei studia. Ma non tutti hanno questa fortuna, e se uno dei due riomane indietro con i "compiti" il vedersi rischia di diventare un dovere. E li finisce la storia.

Citazione
  • Tutte le volte che si sta insieme, è sempre e solo perché lo si è desiderato e scelto e compiuto in modo deliberato, non esiste fare le cose per abitudine, o per mancanza di alternative. Nel bene e nel male, è come se la relazione fosse sottoposta a un continuo test, perché deve sempre ‘valere la pena’ per entrambi.

Ni... Ho visto storie a distanza finire proprio per la routine che quei due giorni di euforia inevitabilmente propongono.

Citazione

Insomma, le coppie sono come le persone, non ne esiste una uguale a un’altra. Noi stessi ci trasformiamo nella relazione e nel tempo. Quindi stabilire a priori che una relazione a distanza non funzionerà mai, è un’idea quanto meno limitante.

Questo è verissimo. E io per primo ho dovuto rivedere le mie convinzioni sulle relazioni a distanza.
Ottimo post.

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #10 del: 17 Maggio 2017, 00:57:59 »

Sul resto:

- L'ISTAT sancisce che la durata media di un fidanzamento prematrimoniale è passata da 3 anni e 7 mesi a quasi 5. Non sono riuscito a trovare dati statistici che comparino storie a distanza con storie "locali".
Tuttavia, mentre sono convinto che una storia a distanza fra ventenni sia assolutamente sconsigliabile, vedo diversamente le cose se le persone godono di un minimo di maturità. Le cose rispetto a 20 anni fa sono cambiate: ora ci sono mezzi che consentono persino una sorta di quotidianità avvicinando le persone molto più di quanto non faccia lo stare in una stessa città. Lo dico perchè lo vivo di persona.

-Non mi risultano durate di due anni per le storie a distanza, così come non mi risultano per le storie indigene.
Probabilmente però, la durata media delle storie a distanza è addirittura più lunga di quella delle storie indigene: se si prende infatti il classico flirt estivo che continua in storia a distanza, ci troviamo di fronte ad una scelta sentita dei due partner. Se così non fosse, sarebbe molto più comodo sfruttare la scusa della distanza per troncare li per li. Ricordiamoci sempre infatti che una storia a distanza è tutto tranne che comoda, costa una enormità ed è un grandissimo sbatti. Per farla, deve veramente valerne la pena, e questa forte motivazione non può che portare più a lungo la storia rispetto ad una storia che continua per inerzia.

- Donne che sentono l'orologio biologico. Vero fino ad un certo punto. anzi, talmente relativo che l'età media delle primipare in Italia è di ben 31 anni!
Sebbene quindi sia noto che dopo i 39 i rischi dovuti alla gravidanza aumentino esponenzialmente, il
sentire comune delle donne è di molto cambiato: ad oggi una ventenne in cinta è vista come una sorta di pazza e quasi compatita dalle colleghe di età media 31. Pertanto, tale concetto relativo al chiudere i giochi, per quanto possa essere sentito è smentito dall'ambiente sociale. Direi quindi senza tema di smentita che le donne che si sentono nel pieno a 31 anni, sono tutt'altro che irrilevanti sul piano statistico: sono invece l'elemento di riferimento statistico.

In tutto ciò, Whiteout ha sottolineato un fattore fondamentale di qualsiasi storia sentimentale:
il partner è unico, e per questo si decide di fondare un qualcosa con lui/lei. Concetti quali:
"Con tutta la fica che c'è in giro, farsi 500 km in macchina è proprio da imbecilli",
in un topic del genere suonano quasi come una provocazione. Capisco che esista gente che ancora sta alla fase del "ogni buco è buco". La lieta notizia è che c'è anche dell'altro...

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #11 del: 17 Maggio 2017, 08:01:23 »

Grazie Termy  Wink

Per completezza e curiosità mia, puoi argomentare meglio questa cosa?

Citato da: TermYnator il 17 Maggio 2017, 00:57:59

(...) sono convinto che una storia a distanza fra ventenni sia assolutamente sconsigliabile (...)

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #12 del: 17 Maggio 2017, 12:01:17 »

Citato da: Whiteout il 17 Maggio 2017, 08:01:23

Grazie Termy  Wink

Wink

Citazione

Per completezza e curiosità mia, puoi argomentare meglio questa cosa?

Ovviamente è una mia opinione suffragata dalla mia personale esperienza con i corsi.
Il punto è questo: se sei nato nel 1997, quando i tuoi genitori scoprivano che esiste ICQ e usano mirc ed Altavista per ottenere le prime informazioni dal tavolo di sala, e raccontano agli amici tramite cellulare cosa vedono, nasci in un secolo dove tutto è a portata di mano e dove tutto sembra raggiungibile dalla tua stanzetta.
Questo genera enormi differenze rispetto ad un matusa come me, cresciuto cercando di imparare a stupire la gente suonando un quatro e la musica degli Inti Illimani per differenziarti dal volgo che suonava Venditti. Questi ragazzi vogliono tutto e sono abituati ad averlo subito.
va da se che alla prima mancanza tendano a sostituire immediatamente l'oggetto mancante. E' anche più facile far sesso: noi tribolavamo abbastanza a 20 anni. Non che le tipe non ci stessero, ma volevano impegnarsi etc etc.
Ora è diverso: fanno le sportive. Sempre più si sentono ragazzine (19/20) che si prefiggono un personaggio indipendente da sentimenti che fa sesso quando lo desidera. Per poi piangere in un angolino, ma tant'è. Questo distrae enormemente i maschi che sono molto meno motivati al tenersi una donna.
E molti maschi non pensano che ogni donna sia unica: la maggior parte dei ventenni la pensano come l'amico partenopeo di Shark.
Si ha quindi un cocltail esplosivo: l'ambiente spinge affinchè ci sia più libertà sessuale, le coppie di giovanissimi tendono a non sopportare la mancanza e le privazioni, e la possibilità di essere rimorchiate arriva persino se le tipe fanno la cacca: basta guardare nel telefonino e vedere che Gigio 96 ti ha mandato una richiesta di messaggio. Con l'esperienza si matura e le cose cambiano... Ma ogni cosa ha il suo tempo  Smile

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #13 del: 17 Maggio 2017, 16:42:00 »

Citato da: TermYnator il 17 Maggio 2017, 12:01:17

Il punto è questo: (...)

Ah vedi che ho fatto bene a chiedere, perché la frase si poteva interpretare in altri modi, e non avevo proprio inteso il riferimento generazionale, leggevo 'ventenni' in senso lato.
Quindi diciamo che i ventenni attuali non sembrano avere 'la stoffa' per reggere la distanza, tanto meno come prima esperienza e in una prospettiva a lungo termine. Quindi più che sconsigliarli attivamente, mi par di capire che rinuncerebbero anche da soli dopo poco...

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Re: Relazioni a distanza: può funzionare?

« Risposta #14 del: 17 Maggio 2017, 17:08:20 »

Citato da: TermYnator il 17 Maggio 2017, 00:57:59

-Non mi risultano durate di due anni per le storie a distanza, così come non mi risultano per le storie indigene.
Probabilmente però, la durata media delle storie a distanza è addirittura più lunga di quella delle storie indigene:

Non ho dati per confutare, però su questo non ci giurerei : io e te si abita vicini, se ti guardi intorno, nel paesello vedi le stesse coppie ingessate da una vita. E' il motivo per cui in realtà come le nostre, o ti fai la ragazza fissa, o non trombi. A meno  di non essere uno con delle ambizioni e dei numeri a cui questa prospettiva sta stretta.
Anche fatto salvo che per le nuove generazioni, a causa dei cambiamenti della società degli ultimi vent' anni da te ben descritti, lo scenario è un po' differente.

Citato da: TermYnator il 17 Maggio 2017, 00:57:59

- Donne che sentono l'orologio biologico. Vero fino ad un certo punto. anzi, talmente relativo che l'età media delle primipare in Italia è di ben 31 anni!
...........................................
 Direi quindi senza tema di smentita che le donne che si sentono nel pieno a 31 anni, sono tutt'altro che irrilevanti sul piano statistico: sono invece l'elemento di riferimento statistico.

Corretta la premessa che l' età media delle primipare è 31 anni, tuttavia questo dato conferma quanto ho affermato, ovvero che a quell' età l' orologio biologico esercita una forte pressione. La media è composta da coloro che partoriscono prima (a 25, 26, 28), per le quali ovviamente l' asserto non è in discussione, e da coloro che partoriscono a 33, 35, 37, che per coronare quest' obiettivo, è evidente che ci hanno "lavorato" da qualche anno. Per cui le trentenni che non pensano ai figli o che non si sentono ancora pressate dall' orologio biologico restano comunque una minoranza poco rilevante. Del resto non conosco nessuna che a 31 anni dice "chi se ne frega, ancora c'è tanto tempo" , perché il tempo c'è, ma non tanto da poter essere sprecato : se poi ti va male la storia su cui hai puntato e a 35 anni ti ritrovi sola, la situazione si complica notevolmente.

Citato da: TermYnator il 17 Maggio 2017, 00:57:59

Concetti quali:
"Con tutta la fica che c'è in giro, farsi 500 km in macchina è proprio da imbecilli",
in un topic del genere suonano quasi come una provocazione. Capisco che esista gente che ancora sta alla fase del "ogni buco è buco". La lieta notizia è che c'è anche dell'altro...

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Preciso che quella frase mi fu detta a fine anni 90 quando frequentavo una ragazza che abitava sul litorale del basso Lazio, una distanza non proprio siderale ma che comunque creava disagi, è ovvio.
Il problema non è se ogni buco sia buco o meno, bensì se sia davvero impossibile trovare quel qualcosa che hai trovato a 500 km ad una distanza più maneggevole, visto che la distanza comporta spese e sbattimenti.
E soprattutto oggi, dubito di poter rispondere affermativamente, proprio per i motivi da te stesso esposti :

Citato da: TermYnator il 17 Maggio 2017, 12:01:17

;)Ovviamente è una mia opinione suffragata dalla mia personale esperienza con i corsi.
Il punto è questo: se sei nato nel 1997, quando i tuoi genitori scoprivano che esiste ICQ e usano mirc ed Altavista per ottenere le prime informazioni dal tavolo di sala, e raccontano agli amici tramite cellulare cosa vedono, nasci in un secolo dove tutto è a portata di mano e dove tutto sembra raggiungibile dalla tua stanzetta.
Questo genera enormi differenze rispetto ad un matusa come me, cresciuto cercando di imparare a stupire la gente suonando un quatro e la musica degli Inti Illimani per differenziarti dal volgo che suonava Venditti. Questi ragazzi vogliono tutto e sono abituati ad averlo subito.
va da se che alla prima mancanza tendano a sostituire immediatamente l'oggetto mancante. E' anche più facile far sesso: noi tribolavamo abbastanza a 20 anni. Non che le tipe non ci stessero, ma volevano impegnarsi etc etc.
Ora è diverso: fanno le sportive. Sempre più si sentono ragazzine (19/20) che si prefiggono un personaggio indipendente da sentimenti che fa sesso quando lo desidera. Per poi piangere in un angolino, ma tant'è. Questo distrae enormemente i maschi che sono molto meno motivati al tenersi una donna.
E molti maschi non pensano che ogni donna sia unica: la maggior parte dei ventenni la pensano come l'amico partenopeo di Shark.
Si ha quindi un cocltail esplosivo: l'ambiente spinge affinchè ci sia più libertà sessuale, le coppie di giovanissimi tendono a non sopportare la mancanza e le privazioni, e la possibilità di essere rimorchiate arriva persino se le tipe fanno la cacca: basta guardare nel telefonino e vedere che Gigio 96 ti ha mandato una richiesta di messaggio. Con l'esperienza si matura e le cose cambiano... Ma ogni cosa ha il suo tempo  Smile

Heart

Oggi viviamo in un mondo, come giustamente da te evidenziato, che vuole tutto, lo vuole subito, e io aggiungo, senza fare rinunce, sacrifici e sbattersi troppo. E secondo me questo non vale solo per i ventenni (e le ventenni), ma anche per fasce di età più adulte. Non immagini quante impiegate trentenni e pure quarantenni conosco che stanno sempre a smanettare su smartphone e palmari a vedere se qualche bel manzo le ha invitate a uscire sulle app dei siti di incontri.
Oggi è enormemente più facile rimorchiare rispetto agli anni 80 e 90, poco da fare su questo. E ciò determina inevitabilmente la scarsa motivazione a portare avanti la storia con una donna : tanto se smetto con una, un' altra se non la trovo domani è dopodomani.

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