Recensione dell' ebook "I segreti che il seduttore conosce e che invece tu ignori" di Elia Gelmini acquistabile su lulù:
http://www.lulu.com/produ...ext=center_search_results
Iniziamo con il dire che la lettura è stata piacevole. Ultimamente informarmi in materia stava diventando un lavoraccio (ho una serie di video di David Deangelo che ho scaricato più di un anno fa ma non riesco mai a vederli perchè il nostro David è piuttosto palloso, diciamocelo chiaro, e diventa una faticaccia arrivare alla fine ).
Per uno come me che ha iniziato a leggere libri in materia nel 2005 e che quindi ne ha letti parecchi, diventa difficile trovare qualche idea non trita e ritrita e non scopiazzata e riciclata.
Invece in questo libro ho trovato non meno di 30 nuovi spunti, idee, consigli ecc. mai sentiti prima d'ora.
Forse ciò dipende dal fatto che l'autore è italiano mentre il 99% dei libri da me letti sono in inglese. Però a differenza degli altri libri da me letti in italiano (tutti penosi, basti pensare a Bruno Meirana, maldestro scopiazzatore di Ross Jeffries) questo è veramente di alto livello, lo metterei sicuramente tra i primi 4-5 prodotti sulla seduzione da me provati (e ne avrò visto non meno di 170-200).
C'è molta roba e l'autore non si dilunga eccessivamente su di un concetto per "allungare il brodo" come capita spesso.
Leggendolo mi sono venuti in mente alcuni tipi che conosco che rimorchiano moltissimo. Ho sempre cercato di capire a cosa fosse dovuto il loro successo ma mai come ora, dopo aver letto questo libro, mi è chiaro quali sono gli elementi che, nella loro diversità, li accomunano.
Un classico concetto della pnl è quello secondo cui "il successo lascia tracce" per cui si dovrebbero modellare i vincenti per ottenere gli stessi risultati. Credo che sia vero ma la difficoltà sta nel capire cosa modellare e infatti tutti noi probabilmente abbiamo provato a scimmiottare qualcuno che cucca parecchio non ottenendo però i suoi risultati...).
Sono convinto che l'autore debba essere sui 35-40 anni perchè si nota una certa esperienza e lo stile è diverso rispetto ai libri scritti da uni c 19-23enne (con tutto il rispetto).
Un' ultima cosa che mi è piaciuta è che non è solo teorico ma ci sono molti esempi pratici.
L'unico difetto che ho trovato è che è interamente dedicato a quello che potremmo definire indirect game e si parla pochissimo del direct game che fino ad oggi ho sempre preferito. Ma tutto sommato è sempre meglio avere più armi al proprio arsenale così se una non risponde ad uno stile si prova con un altro (così come per un calciatore è meglio sapere usare entrambi i piedi...).
Comunque ho intenzione di scrivere all'autore e di chiedergli se ha già scritto altri libri o ne sciverà in futuro sul direct game.