Ho comprato questo libro in cerca di ispirazione per modificare il mio modo di discutere, e in generale di reagire alle situazioni di tensione. Non avevo per target specifico il rapporto di coppia, ma dopo la lettura capisco meglio come mai il litigio fra due partner meriti una considerazione particolare. L’autore ha fondato un centro specializzato nella gestione dei conflitti, e ha pubblicato parecchio sul tema, per lo più rivolgendosi ai genitori di bambini e adolescenti. In soldoni, il suo pensiero è che sia importante saper gestire il conflitto, e vederlo come un’occasione di evoluzione personale.
Provo a fare una sintesi dei concetti che mi hanno colpita, magari a qualcuno potrà interessare.

Il conflitto di coppia è tanto particolare e potenzialmente esplosivo a causa della intimità fra i due partner, che regrediscono quasi a una condizione infantile nel momento in cui le emozioni prendono il sopravvento. Questo succede soprattutto nelle coppie più ‘fusionali’, quelle che condividono tutto e sognano un idilliaco e illusorio ‘essere sempre in sintonia’. L’effetto è tanto più dirompente quanto meno si ha consapevolezza dei propri ‘tasti dolenti’ infantili. Questi meccanismi fanno sì che l’oggetto reale della discussione (una macchia sulla tovaglia, o che so io) venga completamente soppiantato da una massa oscura di emozioni che risalgono a molto indietro nel tempo.
Il cuore del libro è proprio dedicato a spiegare in cosa consistano questi ‘tasti dolenti’, e come sia importante ristabilire fra i partner una giusta distanza, al posto della ‘romantica’ e malsana fusione emotiva. Ci sono poi dei consigli pratici, che non hanno l’aspetto di formulette magiche sempre buone per tutte le occasioni, ma sono piuttosto degli spunti di riflessione e necessariamente di autocritica. Ad esempio imparare a prendersi del tempo, invece di voler far cessare immediatamente la tensione, abituandosi a ‘starci dentro’ e usandola come un’occasione rivelatrice sulla natura del rapporto e delle persone. Smettere la frenesia di voler risolvere il problema, e riflettere invece sulle questioni più profonde che il conflitto solleva intorno a un pretesto pratico. Non mettersi per ogni pretesto alla ‘ricerca del colpevole’ pensando di risolvere qualcosa, etc.
L’autore prende anche in considerazione le differenze di genere nella modalità di comunicare (facendo in pratica una sintesi del libro di Deborah Tannen, ‘Ma perché non mi capisci’), ma attribuisce alla loro comprensione un ruolo non così rilevante nella gestione efficace delle discussioni. Io che pensavo di essere un passo avanti da che mi sforzo di evitare i classici discorsi indiretti a regìa ovarica, ho dovuto un attimo ripensare la cosa…!

Citazione

La pervasività dell’esperienza infantile, nel contesto di coppia, è determinante: la vita sentimentale è proprio l’ambito in cui, più che in altri, le figure genitoriali del passato tendono in qualche modo a ricomparire e portare scompiglio. A fronte di bisogni emotivi forti, che affondano le radici nella storia personale, che invocano ascolto e a volte anche un risarcimento in forme debite o indebite, il richiamo a intervenire sulla comunicazione, sulla chiarezza e la cura di questa, può risultare piuttosto prescrittivo e poco efficace. Le emozioni sono l’ingrediente principale delle relazioni di coppia, e non possono essere dimenticate”.