Kierkegaard non era un Mystery o un Casanova, non ebbe un'esperienza diretta da seduttore, tale da dare valore a questo scritto ma, come per ogni cosa bisogna valutare i diversi punti di vista filosofici e psicologici che possono essere di stimolo allo studio di un arte come la seduzione.
Contesto vivamente!
Il buon Kierkegaard è il reale teorizzatore della vita estetica, così come sarà poi portata avanti dai dandy decadentisti, dal buon D'annunzio, da Wilde e da tutti gli altri! Questa in realtà è teorizzata, nel suo complesso, non solo nel diario del seduttore, che come tale è solo una parte di enter/eller, il quale è composto, inoltre, da In vino veritas, dagli stadi sul cammino della vita, dallo studio sul don giovanni di mozart( oltre ad altro che ora mi sfugge). Lo stadio estetico è incarnato dalla figura del seduttore, che dedica la sua intera esistenza alla conquista dell'animo femminile, per il puro piacere della conquista stessa. La vita estetica, infatti, è incentrata sul desiderio e sul godimento. L'esteta non esce dalla sfera della sensualità :per questo il personaggio che meglio lo rappresenta è il Don Giovanni di Mozart. La musica è infatti la più sensuale delle arti, poiché in essa l'espressione è totalmente immediata, senza far ricorso alla parola, che invece comporta una dimensione concettuale e riflessiva.
Analogamente il seduttore vive nell'elemento dell'immediatezza: egli non compie mai una scelta definitiva, non si impegna mai in nulla, la sua filosofia è il motto graziano del "carpe diem".
L'unico elemento costante nella sua vita è la ricerca del nuovo e del rifiuto della ripetizione, considerata come fatale principio di noia. Il suo unico compito è la ricerca dell'eccezionalità , nell' esasperata volontà di diversificarsi da tutti gli altri individui, così come da tutte le proprie esperienza passate.
Ora, Kierkegaard ebbe un periodo della propria vita in cui sperimentò il vivere estetico, ed era il periodo universitario e quello immediatamente dopo; in quel periodo aveva fama di flaneur, se non di dandy, frequentava i caffè, l'opera, il teatro; era uno spirito libero, apprezzava le compagnie femminili ed il vino; era figura ben diversa da quella che ci trasmettono i libri di filosofia, incentrati invece sulla seconda parte della sua vita, quella in cui si faceva sentire la cosiddetta "spina della carne" (cosa fosse ancora non risulta chiaro).
Questo per dire: non era uno sprovveduto,sapeva di cosa parlava; per capire in toto il suo pensiero circa il vivere estetico, bisogna avere un panorama piu' ampio del solo diario del seduttore; bisogna sempre pensare che descriveva una società ben diversa da quella attuale, in cui i ruoli di maschjo e femmina erano profondamente diversi! Certo, non ha dato un metodo, ma i suoi contributi sono egualmente eccezzionali!
Nad84