L'Aquila, è una cittadina graziosa, con il corso, tante casette carine, la
neve intorno, e pure qualche topa. Poche , per la verità.
Avevo una marea di cose da fare, dovevo parlare con praticamente tutte le
persone importanti del posto, o perlomeno quelle che avessero più di una
ventina di dipendenti, o soci.
Pensavo al troione, ma non avevo il tempo materiale per soffermarmici.
La prima sera uscii con una ragazza che avevo conosciuto a pranzo, faceva la
rappresentante, e scoprimmo di essere separati da un muro in albergo.
Praticamente la sua stanza era adiacente alla mia.
Mi dise che in quell'albergo fatiscente (non c'era stato verso di trovarne
un'altro), aveva paura a dormire da sola.
Capii che era una scusa, chi fa quel lavoro dorme più notti fuori che a
casa, ma non avevo voglia di impelagarmi in storie strane, ero stanco,
dovevo essere al top, mi pagavano un sacco di soldi e non mi potevo
permettere brutte figure. Così l'accompagnai in stanza, la salutai, e le
dissi che se avesse avuto problemi durante la notte, non aveva che da bussare
al muro. Non so se bussò, io crollai come un sasso. Una trombata in meno, ma
un giorno di lavoro produttivo in più.
Volevo finire presto, subito dopo mi toccavano Grosseto e Terni.
Grosseto è vicino al mare, e preferivo dilungarmi di più in quella zona che
non sulle montagne. Terni non è un gran che, ma è relativamente vicina a
Perugia, dove avevo delle tresche certe, che non avevo portato a termine
perchè all'atto della conoscenza stavo con Sacha.
A Terni fu un semifiasco lavorativo, però trombai un monte a Perugia. Mi
resi conto che non potevo sostenere quei ritmi, se uno va a letto alle 5,
sbrandellato, non può mettersi in macchina alle 7.30 ed essere operativo in
prima mattinata...
Sospesi il sesso.
Chiamai casa, e mia Madre mi disse che Sacha aveva richiamato.
Per educazione, e perchè in fondo speravo sempre che qualcosa fosse
cambiato, la chiamai.
Decidemmo di passare il Week-End insieme.
Sembrava tutto ok, dovevamo dormire a casa mia in Toscana, al Kaiman's Klub,
e così fu.
Con timore mi misi al letto, il mio letto è un letto a due piazze, non
correvo il rischio di "appuntamenti" involontari, ma faceva freddo...
Dopo un po' si avvinghiò come un cucciolo alla mamma.
Pensai che era finito il periodo nero. Le detti piacere, lungamente e
ripetutamente, carezzandola e assaporandola, era una cosa che adorava, ma
quando ritenni giunto il momento di prenderla, si irrigidì...
Disse che avrebbe preferito di no.
In un'altra situazione non avrei chiesto, e non ci sarebbero stati problemi,
ma ero ormai stufo di risse, incazzature, urla, mi stesi guardando i
travetti del soffitto, lasciai che si ributtasse sulla mia spalla e non la
toccai più.
Mi resi conto che quella sera era veramente finita.
Tempo prima, una mia "capa", (anche le cape fanno il filo ai dipendenti...)
mi disse :
"il sesso è il termometro dell'amore: se non c'è sesso non c'è amore".
Il proverbio descriveva esattamente quel tipo di situazione.
Tornai al lavoro, lei ripartì.
Mi sono sempre sempre chiesto perchè venne, forse aveva ancora qualche
dubbio, forse pensava che la sua vita le piaceva, ma non riusciva a rinunciare
completamente a me, forse voleva guardarsi intorno mantenendomi in
frigorifero, non l'ho mai capito.
Di fatto, cominciò a telefonarmi alle ore più strane, almeno una volta a
settimana, spesso era ubriaca, mi chiedeva della mia vita sentimentale, di
cosa facessi.
Da parte mia, non le ho mai chesto nulla, ero sempre freddissimo, e tutte le
volte quel tremore che mi coglieva quando sentivo che al telefono era lei,
si tramutava in rabbia, esigevo una spiegazione. Disse che mi avrebbe scritto,
ma era troppo assorbita dalla sua vita mondana per trovare la concentrazione
per farlo.
Le sue telefonate durarono 6 anni...
Per sei anni, sempre più di rado mi chiamò, una volta ubriaca fradicia ebbe
addirittura il coraggio di dirmi "sei tu che te ne sei andato da Londra"...
Poi smise.
L'ultima volta che mi ha chiamato è stato circa sette anni fa per Natale, mi
disse che sarebbe venuta a Roma, ma non le chiesi quando...
Fu la prima volta che mi trovò rilassato, nel frattempo il suo fantasma era
stato superato, il dialogo era ormai quello di due estranei, e se ne rese
conto.
L'ho riincontrata due mesi fa, in un supermercato. Non mi sembrava neanche lei.
Mi ha fermato, chedendomi come andasse, poi è arrivata la mia donna.
L'ha vista, gliel'ho presentata. Ha fatto una brutta faccia, oltretutto perchè
fra di loro ci sono 11 anni di differenza...
MI ha detto "é carina", ma ha rosicato come una bestia. Mi ha invitato a
prenderci un caffè, dicendomi "Hai sempre lo stesso numero di telefono?"
Le ho risposto che basta consultare l'elenco telefonico per trovarmi, il numero è
lo stesso da 20 anni... Non ha chiamato, e comunque non ci sarei uscito.
Ormai sono guarito. Sacha è solo una brutta cicatrice ormai rimarginata che
non fa più male.
Ma da questa esperienza, sto sempre attento, perchè dietro ogni angolo,
si nasconde una Sacha.
Fine.
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« Ultima modifica: 19 Giugno 2008, 16:26:39 da TermYnator »
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