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La fabbrica del Fascino

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Autore Topic:

Una storia

(Letto 182 volte)

Una storia

« del: 21 Agosto 2017, 16:06:47 »

Premetto che ho desistito abbastanza prima di scrivere, sono abituato a chiedere raramente aiuto onde non sembrare appiccicoso o una palla al piede, mi scuso della lunghezza dello scritto e di conseguenza ringrazio chi ha avuto il tempo di leggere ciò.

Nasco l'ultimo di 4 figli, di cui sono l'unico maschio, fratello più piccolo di tre sorelle, con la terza mi sbaglio di 11 anni, vi lascio immaginare.
Appena nasco, vuoi la sfortuna di trovarsi nel turno sbagliato vuoi il pessimo sistema italico fatto di raccomandati incapaci, l'ostetrica mi spezza il braccio sinistro causando una paralisi ostetrica, restando questo condannato a restare piegato a vita non potendolo distendere completamente, faccenda insabbiata all'epoca; con le non molte possibilità della mia famiglia vengo operato all'età di 5 mesi in un centro specializzato salvando il salvabile e dandomi la possibilità di poter distenderlo quel tanto che basta per poter avere una vita abbastanza normale, ho fatto fisioterapia fino all'età di 12 anni quando lo stesso chirurgo che mi operò disse che più di così non si poteva andare e un'eventuale operazione avrebbe potuto compromettere il mio braccio, in quel momento ebbi quel pizzico di maturità da accettare il fatto capendo che ci sono una marea di persone con condizioni di gran lunga peggiori delle mie: difatti ho portato il motorino tranquillamente quanto porto ora la macchina (nonostante scaramucce burocratiche legate all'essere giuridicamente invalido);
di fondo ciò mi ha condizionato sul fatto di non poter competere alla pari sul piano fisico contro altre persone, dunque sono stato costretto dallo stato delle cose a imparare a giocarmela diplomaticamente evitando gli scontri fisici e ad affinare la mia parte intellettiva, e nell'infanzia e nella prima adolescenza è un fattore negativo.
Col tempo ho imparato a nascondere questo difetto, perchè non mi ritengo assolutamente invalido, mettendo ad esempio la mano in tasca facendolo apparire come un gesto voluto.
Durante l'adolescenza, quando ci si inizia a relazionare col gentil sesso mi trovo in difficoltà niente abbracci o contatti fisici, incapace a chiedere un numero di telefono, cosa che si è protratta sino alle soglie dell’età adulta.
Stavo nel branco di quartiere, tutti ragazzi e zero ragazze, ogni tanto qualche fidanzata, passavamo il tempo a fare scorribande con i motorini, sempre nella piazzetta e il sabato sera a bere in mezzo alla movida, non male ma l'attitudine Mdp di fondo pesava; non vi erano alpha, al massimo qualcuno più prestante fisicamente e indicato come quello forte, essendo io l'unico liceale del gruppo ero bombardato di sfottò ma ho saputo sempre rispondere.
La Batosta, di quelle con la b maiuscola, mi arrivò all'età di 17 anni, mio padre ebbe un incidente e io mi ritrovai orfano di padre, capii in quel momento che non dovevo sbandare e non potevo permettermi di deprimermi, e sono andato subito avanti creandomi una mia visione delle cose, ho mantenuto il sorriso e non ho mai fatto vittimismo, coltivando la mia autoironia, tuttavia la mancanza di un punto di riferimento maschile mi è pesata molto, dovendo dare una mia risposta, anche sbagliata, a molti interrogativi, pensandoci sarebbe stato bello poter avere una donna al fianco con cui confidarmi, ma certe situazioni vanno affrontate da soli.
Durante gli anni del liceo mi son preso qualche cotta, ma mai dichiarandomi finendo molto spesso nella “zona amico” con frustrazione e un’invidia malsana verso chi riusciva perché più spigliato, nonostante fossero persone rispettose nei miei confronti; questa attitudine mdp si protrarrà sino all’università, in cui ho dovuto fare i conti con il mio pesante gap provando goffamente ad eluderlo, mi ero innamorato di una mia collega, ho provato a dichiararmi malconciamente tentando un bacio fallito, da quel fallimento nacque un’amicizia, o per meglio dire diventai quasi un facchino della figa, in una friend-zone che ho deciso di chiudere pochi mesi fa, il giorno dopo il tentativo sbagliato stavo davanti alla playstation, mi chiesi tra me e me che cazzo stessi facendo piuttosto che stare fuori o leggere un buon libro, smontai tutto e andai a venderla, non si torna indietro!
Ho sempre maldigerito il fatto di restare sempre nello stesso posto, passare il tempo a giocare a biliardo nel baretto fumoso pieno di soli uomini l’ho sempre visto come una attività in più ma non come stile di vita, dicevo sempre di volermi spostare ma vendendomi rispondere “e che ti sei scordato le scarpe” alle mie proposte di andare in altre città a conoscere nuove persone e fare nuove esperienze, così non mi feci problemi a prendere l’autostrada da solo il sabato sera per andare dai miei colleghi universitari nella città, tuttavia la mia incapacità nell’entrare in intimità con le donne non mi ha spinto oltre, e peccato poiché socializzavo con nonchalance con tutte le persone, non sapevo dare risposta a come faccio a parlare a quella sconosciuta al bar o ad andare oltre un rapporto di colleganza?
L’anno scorso decisi però di alzare l’asticella e iniziai a frequentarmi con una mia collega, stava vicino alla mia città e la andavo a prendere con la macchina, nonostante fosse innamorata oltre qualche bacio non si andò, inoltre si rivelò abbastanza pazza tanto quanto io ero inesperto. L’estate dopo venne una svolta, rifrequentai dei miei vecchi amici d’infanzia, dello stesso quartiere ma divisi nel corso dell’adolescenza, nessun mdp, solo io, nuove conoscenze, soprattutto femminili, stessi miei gusti, vita sociale allargata, amicizia e rispetto reciproco, la mia autostima era salita e di molto, tuttavia il fatto di tornare a casa solo mentre ognuno di loro aveva una scopata già organizzata mi pesava e non molto, trovando conferma, che la radice del problema stava nell’incapacità mia.
Mi sono sempre chiesto se fosse possibile trovare un mentore, o qualcuno che capisca realmente il mio problema senza rispondere e mandare in caciara con i classici luoghi comuni, e ho avuto la fortuna di conoscere questo forum, ho letto (ma non studiato, e devo) il TermYpensiero con annessi editoriali, e per me che leggo saggistica è stata una rivelazione al pari di altre opere, scorrendo i vari post ho visto l’evoluzione del forum, ho letto del cambiamento dei vari membri vedendo come non sia roba da film o da miracolo, vedendo come esista un posto in cui gli uomini sono solidali gli uni con gli altri, vorrei imparare seriamente il TM ed alzare definitivamente l’asticella, perché non sono una persona arrendevole e vorrei che tutto ciò che ho passato e visto, quei valori miei, i miei pensieri, riflessioni e tutto ciò che compongono lamia persona non siano vani, voglio il mio riscatto.

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Re: Una storia

« Risposta #1 del: 22 Agosto 2017, 09:43:44 »

Citato da: Meursault il 21 Agosto 2017, 16:06:47

ho letto del cambiamento dei vari membri vedendo come non sia roba da film o da miracolo, vedendo come esista un posto in cui gli uomini sono solidali gli uni con gli altri, vorrei imparare seriamente il TM ed alzare definitivamente l’asticella,

Hai ragione, devo aggiornare il mio "punto della situazione Confused

Beh, se hai finito di lamentarti, puoi cominciare a studiare con attenzione il TM e cominciare a provare a praticarlo, quando sarai uscito dall'uovo, invoca il termy e chiedigli del suo corso ADM, che te sei giovane ed impari molto prima.

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per la forza di volontà che ci metti nel superarti sempre©beeblebrox
Sono convinto che ce la farai©^X^
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mi piaci, uno che dice le cose dirette come stanno, fanculo il politically correct @Kleos
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Re: Una storia

« Risposta #2 del: 23 Agosto 2017, 12:13:20 »

Citato da: Micione il 22 Agosto 2017, 09:43:44

Hai ragione, devo aggiornare il mio "punto della situazione Confused

Beh, se hai finito di lamentarti, puoi cominciare a studiare con attenzione il TM e cominciare a provare a praticarlo, quando sarai uscito dall'uovo, invoca il termy e chiedigli del suo corso ADM, che te sei giovane ed impari molto prima.

Non mi sembrava una lamentela, se così fosse mi scuso per la lagna, mi sà che mi sono fatto incoraggiare troppo dal post di TermY riguardo all'outing. In ogni caso, grazie per il consiglio.

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Re: Una storia

« Risposta #3 del: 23 Agosto 2017, 14:26:29 »

Citato da: Micione il 22 Agosto 2017, 09:43:44

Beh, se hai finito di lamentarti...

Un braccio rotto quando nasci che ti compromette il resto dell'esistenza ed un padre morto in un incidente d'auto in una età in cui non sei ne carne ne pesce ti sembrano una lamentela? boh...

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Re: Una storia

« Risposta #4 del: 23 Agosto 2017, 15:25:08 »

Citato da: TermYnator il 23 Agosto 2017, 14:26:29

Un braccio rotto quando nasci che ti compromette il resto dell'esistenza ed un padre morto in un incidente d'auto in una età in cui non sei ne carne ne pesce ti sembrano una lamentela? boh...

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Lo sai com'è il Micione, non se ne è uscito così con cattiveria : è che quando tu stesso hai alle spalle un vissuto particolarmente duro, e per molto tempo, la percezione del tutto cambia...

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Re: Una storia

« Risposta #5 del: 23 Agosto 2017, 20:52:29 »

Citato da: Meursault il 23 Agosto 2017, 12:13:20

Non mi sembrava una lamentela, se così fosse mi scuso per la lagna, mi sà che mi sono fatto incoraggiare troppo dal post di TermY riguardo all'outing. In ogni caso, grazie per il consiglio.

Nessuna lagna, anzi   +:up: per aver sputato il rospo.
La vita è stata un po' dura con te. Un bel po' direi. Se vuoi ti vedo e parliamo un po' (gratis).

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Re: Una storia

« Risposta #6 del: 24 Agosto 2017, 14:47:12 »

Ciao Meursault,
La tua storia mi ha colpita e anche un po' commossa (senza nessun pietismo, sia chiaro - ma avendo un bimbo piccolo, sentire racconti di 'errori' ostetrici è più che sufficiente a farmi ribollire l'organo dell'empatia).
Neanch'io ho trovato lamentoso il tuo messaggio, anzi da quello che scrivi mi sembra che tu abbia dimostrato carattere nel reagire nel miglior modo che trovavi di volta in volta agli ostacoli che ti sono capitati in sorte.
Non è per niente facile venir su senza un padre. Come dici tu, ci si deve dare da soli delle regole e una concezione del mondo, ci si ingegna da soli su quali criteri adottare nel prendere le proprie decisioni. Forse saranno criteri non sempre efficaci, ma allo stesso tempo incontrare delle difficoltà quando si è così giovani ci addestra, volenti o nolenti, a trovare un modo personale di fare le cose, e a sviluppare una grossa resistenza e cocciutaggine. Certo qualcosa si perde, nel doversi fare grandi prima del tempo, ma si acquisiscono anche delle risorse non comuni.
Tu sei molto giovane, hai il tempo e le forze per fare i cambiamenti che desideri ed eventualmente modificare quei criteri di valutazione e scelta che hai dovuto per forza crearti ma magari ora ti sembrano poco efficaci. Ti auguro proprio che su questo forum troverai ispirazione e sostegno!  Wink

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Re: Una storia

« Risposta #7 del: 26 Agosto 2017, 22:28:33 »

Ringraziando per gli interessamenti,volevo dire che  in questo momento faccio 4 giorni che ho smesso di fumare, e senza sentirmi privato, almeno sino adesso, ed oggi spinto da un vento propositivo ho smesso di procrastinare e sono andato a correre, 5 km non saranno molti però lo considero un inizio.

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