Dal mio "rientro", che tanto infastidisce il povero Lu, ho postato poco, e praticamente solo in spazi strettamente dedicati all'applicazione delle mie teorie, o alla mia persona, come il the Well "TermYnator".
Mi sono volutamente astenuto dal postare contenuti generali, in linea con quanto scrissi nella mia ultima riflessione.
Ogni tanto però, vedo rifiorire la tendenza alchemica, che vede alcuni aspiranti marpioni cercare la "Pietra ficosofale", ovvero la panacea a tutti i problemi, la tecnica risolutiva che renderà il morto di pippe rimorchiante.
Io che sono un vecchio disilluso, so che si chiama "farsi il culo" imparando a parlare, ad argomentare ed a muoversi, ma ciò è tremendamente faticoso, noioso, e demoralizzante per i tempi che ci vogliono.
Ma i giovani vogliono tutto e subito, e da vecchietto, mi sento di metterli in guardia. Poi, il culo è il loro, e ovviamente ne fanno quello che gli pare.
Quindi i miti come il diretto, l'errato interesse verso i feromoni, gli incredibili effetti dell'ipnosi e via dicendo.
Ultimamente, sento sempre più parlare di "meditazione".
Bene, dirò la mia sull'argomento.
Ci sono vari tipi di pratiche che vengono associate a processi meditativi.
Si parte dal training autogeno, al recitare gonghio, al catà respiratorio, fino alla meditazione vera, quella dove la pratica di tecniche preparatorie serve solo ad alleggerire al massimo gli input corporali, per lasciar libera la mente.
C'è poi chi supera questi stadi iniziali, e vive meditando.
Lo scopo della meditazione, è la percezione, ovvero un processo di "conoscenza" ascientifica dell'universo, che porta ad una sensazione che viene comunemente definita "illuminazione".
Ciò che viene percepito, non è raccontabile, e non è trasmissibile. La verità derivante dall'illuminazione, non è come una legge fisica esprimibile in variabili: è una verità globale che si manifesta in un attimo che non ha tempo.
L'illuminazione è quindi un'esperienza personale, non si insegna, non si racconta, ma soprattutto non si impara.
In tutte le forme di ascetismo (ovvero l'aspirare alla ricerca della verità, con forme meditative, di cui anche la preghiera può essere una forma iniziale), c'è un sostanziale distacco dai beni terreni, primo fra tutti il proprio corpo.
Sono i bisogni del corpo e gli input che manda a separare l'uomo dalla percezione.
Si pensi che nei monasteri dove ancora si pratica lo zen, se gli allievi entrano in meditazione profonda sensa avere l'esperienza per uscirne, dimenticano completamente il loro corpo. A tal punto, che per farli uscire dallo stato meditativo, si riportano "al terreno" generando forti sensazioni di dolore bastonandoli.
Se il meditare richiede il totale distacco dai beni terreni, la prima cosa che si deduce è che figa e meditazioni appartengono a due universi opposti, e non è un caso che tutte le caste tendenti all'ascetismo, impongano la castità.
Nello Zen, gli allievi vengono instradati con dei quesiti sui quali meditare, ma non per cercare un nesso logico, quanto per percepire la verità che si nasconde dietro al quesito.
Questi quesiti sono i Koan, e sono quesiti spesso assurdi, facenti riferimento a culture che non ci appartengono. Spesso il senso del Koan, e la conseguente risposta, sono basati su assonanze, o comunque su percorsi sensoriali sconnessi da un senso logico: sono corrispondenze.
Cio, li rende poco comprensibili a noi europei.
Un esempio è un famoso coan sul cane Nu, figura allegorica del teatro Noh. Per un giapponese ha un senso, per noi non significa un cazzo. Il Maestro di meditazione, si presume sia un illuminato. Ora, gli illuminati sono persone che meditano 8/10 ore al giorno da... una trentina d'anni. Non hanno tempo d'imparare l'italiano, ne tantomeno di tradurre i simbolisnmi di una cultura millenaria per dei poveri fessi che cercano sempre una spiegazione trasmissibile come noi.
Quindi, tranne clamorose smentite, dubito fortemente che avremo mai maestri in grado di illuminarci, a meno che non decidiamo di imparare il giapponese, il cinese, o il tibetano, e recarci per una ventina d'anni a meditare da loro.
( a loro, di venire a meditare da noi, non gliene importa una cippa)
Per capire meglio cosa sia la ricerca dell'illuminazione, cito a memoria un vecchio racconto zen.
Un saggio samurai, dopo aver meditato per anni infruttuosamente, abbandonò la spada per cercare l'illuminazione in un altro luogo.
Decise di impegnarsi completamente nello scavo di una galleria, con piccozza e pala, da solo e su una montagna, in povertà. Scavo per anni nel ventre della montagna, costruendo una lunghissima galleria.
Un giorno, tornando sconsolato alla sua baracca, prossimo a desistere, la sua piccozza urtò contro un bambù.
Il suono emesso gli rese tutto chiaro, ed ebbe l'illuminazione. Tutto da quel momento gli fu chiaro.
Morale.
Dentro di noi, c'è tutto, ma non ce ne rendiamo conto, perchè siamo schiavi dei nostri desideri. La verità, che è in realtà a portata di mano, spesso scaturisce da un elemento insignificante, che come il pezzo mancante di un intricato puzzle, rende leggibile il tutto. Il pezzo può essere un qualsiasi cosa: un suono, un colore al momento giusto, una serie di movimenti ripetuti fino alla perfezione estetica, o il contatto con l'essenza interna, eludendo la parte pensante.
La ricerca di questi pezzi, non è una pratica alla portata di chiunque, anche se chiunque può ricevere delle piccole illuminazioni (io ne ho avute un paio)*.
Meditazione e figa, non hanno nulla a che vedere: non bisogna infatti confondere pratiche che servono a concentrarsi, con le pratiche meditative VERE, che servono invece ad estraneare la propria razionalità, e che nulla hanno a che vedere con l'azione.
A tal proposito, faccio notare che sebbene si associ alla pratica delle arti marziali la meditazione, tale pratica si associa allo stesso modo a tutte le forme che presentano rituali estetici come i Kata, ovvero lo stesso Noh, l'ikebana e... la cerimonia del tè.
*La prima in palestra.
La seconda scolpendo per la decima volta la cassa della stessa chitarra elettrica.
TermYnator
« Ultima modifica: 27 Maggio 2009, 00:44:55 da TermYnator »
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