Nuova riflessione...
Cambiare per piacere a chi?
Cambiare è normale, ogni persona cambia, anche solo impercettibilmente, non solo a livello fisico, ogni giorno.
Ogni nuova esperienza, porta in se il germe di un cambiamento, perchè il nostro cervello è fatto per imparare e limitare il numero di errori che possiamo commettere, ecco perchè "sbagliando s'impara", l'esperienza negativa, è positiva per capire cosa non fare, evitandoti la ripetizione di un errore.
Quindi già questo è un modo di cambiare, ma a volte, non comprendiamo di aver commesso un errore, perc hè non ci accorgiamo di aver compiuto un'azione sbagliata, succede spesso nelle relazioni sociali, in questo forum con le donne.
Ruttare, scoreggiare e magari puzzare pure, sono tre errori che ci impediscono di rimorchiare, soprattutto se li facciamo contemporaneamente, ma siamo sicuri di capirlo?
"se non mi apprezzano, non mi meritano; io sono così e sto bene, sono loro a rimetterci; io voglio essere, non apparire; prima o poi troverò la donna che mi apprezza per quel che sono realmente".
Sostituite rutti, scoregge e puzza, che ho messo solo perchè sono universalmente cose che in compagnia, anche se solo maschile, non sono di certo richieste, con altro, forse vi troverete nella situazione in cui ero.
Quelle sopra sono frasi che ho usato anche io, non capendo che alcuni miei comportamenti non sono socialmente utili, anzi a volte sono dequalificanti, sbagliavo senza capire di sbagliare, ecco dunque che mi trovavo emarginato, sempre più chiuso in me stesso, sempre più fuori rotta, ma convinto di essere nel giusto.
Qui dentro ho trovato concetti, molti concetti, troppi concetti.
Alcuni li conoscevo bene, ma li sottovalutavo, altri li ritenevo "roba da patacca", altri semplicemente, ignoravo che esistessero, quindi ecco che, nella carta nautica su cui traccio la rotta della mia vita, compaiono dal nulla zone di tempesta, isole a me sconosciute, porti prima ritenuti non buoni, ora riqualificati ed addirittura cercati.
E, per di più, ho nuovi strumenti, che mi permettono di calcolare meglio la mia rotta, di segnarla più precisa, di seguirla con minor margine di errore, sebbene debba imparare ad usarli meglio, per ottenere di più ma non è tutto.
Anche la nave sta mutando, non è più composta solo da varie possenti corazze, armi di distruzione di massa, cannoni precisi e di lunga gittata, armi corte che spuntano da ogni parte, mascherate si, ma con il letale colpo in canna.
Qualche arma lunga è stata tolta, qualche corazza si è rivelata inutile e l'ho levata, non tutte le armi corte hanno il colpo in canna, ne ho pure levata qualcuna.
Ora quindi, sono più leggero ed agile, più aperto ad idee che prima avrei affondato solo se inquadrate nel radar, ho nuove vele, che mi permettono di navigare meglio, più in fretta, ma anche più sicuro.
Certo però, che tutto questo, mi sta portando a delle difficoltà di gestione, troppe novità tutte assieme, a volte sono indigeste, richiedono tempo per essere metabolizzate, per trovare tutti i loro possibili usi ed essere collocate nel modo più corretto.
Quindi in quel tempo, che può essere una settimana come un mese, ti sale a galla nella mente "la" domanda...
Perchè?
Perchè, o meglio, per "chi" sto facendo questo?
Lo sto facendo per (com)piacere gli altri o me stesso?
Non è facile come sembra rispondere, occorre tempo, per discernere tra tutta la ridda di pensieri, quelli fugaci, quelli fasulli, quelli illusori e quelli reali, trarsi in inganno ed autoconvincersi non è una eventualità da scartare.
Io sono giunto alla conclusione che, se "devo" cambiare, lo devo a me stesso e per me stesso, non per altri...
Se scelgo di cambiare per compiacere una persona, quando questa si stuferà, chi sarò diventato e come mi sentirò davanti a quella realtà che avevo scelto di non vedere?
Sicuramente sarà una esperienza estremamente negativa, non solo dal punto di vista sociale.
Ma se scelgo di cambiare per ME, per compiacere solo me stesso, ecco che non avrò ne rimpianti ne rimorsi.
A quel punto, io sto meglio con me stesso, vivo meglio in me, quindi sono e sembro più sereno, ciò mi renderà più adatto a ricevere stimoli positivi, a non crollare per uno stimolo negativo, sarò quindi più sicuro di me, di conseguenza starò meglio con gli e soprattuto le altre.
Ciò mi porterà ad accrescere la mia autostima e sicurezza in me, che sarà percepito sia dagli altri che dalle altre, aumentando le mie possibilità sia di sargiare, che di intessere nuove amicizie, cosa che migliorerà la mia vita in ogni caso.