Il rispetto che ci si guadagna per se stessi va per forza di cose tolto agli altri. Non vedo altre soluzioni.
no, non ci sono altre soluzioni... o forse si':
l'ascetismo, la meditazione pura, il totale distacco dalla realta' per sposare la non-violenza (non solo fisica intendo) e vivere di Buddhistica virtu', in uno stato superiore che nulla danneggia perche' nulla fa piu' male... e si sorride anche al dolore.
Visto da fuori pero', questo assomiglia all'altra faccia della medaglia:
togliere "rispetto" a se' stessi per donarlo agli altri, facendosi piacere il "rispetto" tolto a se'.
Tertium non datur.
Credo che questa storia della piramide in realtà sia una grande farsa.
Ognuno si sbatte per arrivare in cima ma non vi è nessuna cima. Se ti piace giocare a biglie puoi sperare di comprarne un po' e non perderle tutte. Se ti accorgi di essere bravino, vuoi vincere le biglie dei tuoi amici. Una volta sottomesso il vicinato nel gioco delle biglie, cercherai i giocatori di biglie a livello regionale, poi nazionale, poi mondiale. Quando sarai diventato il campione mondiale del gioco delle biglie, quasi ti senti stupido per quanto tempo ci hai dedicato. Ti ritroverai ad invidiare i giocatori di un-due-tre-stella, o di nascondino. Se per assurdo diventi campione oltre che di biglie ma anche di tutto il resto, finisce per forza di cose a noia. Mi è stato spesso fatto notare: "però ti sei divertito a giocare a biglie"! Io rispondo: "col cazzo, per vincere mi sono dovuto fare un mazzo così."
Quindi? Tutto ciò è di un non-sense che personalmente mi fa tremare le gambe.
Qualcuno mi può aiutare? Per favore.
hai scoperchiato il vaso di Pandora 
Questo discorso tocca argomenti di una profondita' e vastita' insondabile, cui non ho la presunzione di saper rispondere...anche perche' su cose simili ci si interroga da quando l'umanita' esiste.
Pero' tra le migliaia/milioni di volte che mi son posto queste domande, mi son dato anche qualche risposta.
La mia.
Quando ero giovane, giustamente avevo molti sogni, speranze, valori... ero un idealista e speravo (o meglio, mi illudevo) che la realta' esterna ed interiore potesse aderire a questi ideali "perfetti".
Poi pian piano ho ridimensionato mio malgrado queste aspettative...
Per esempio, crescendo ho scoperto che essere stato "il migliore" nel contesto ristretto in cui avevo vissuto, non significava essere migliore altrove, ne' rispetto ad altri (una volta uscito dal contesto locale).
Di piu': ho capito in seguito che umanamente non si puo' essere il migliore di tutti, in tutto e per tutto...ma che anche questo concetto e' soggetto a relativita' ("migliore del luogo", "migliore di altri", "migliore dell'anno").
Si puo' essere il migliore di tutti per un tempo limitato e in una specialita' molto ristretta (vedi ad esempio, record del mondo nei 100m di corsa).
Ma devi fare SOLO QUELLA COSA, PER (QUASI) TUTTA LA VITA. Con tutto te stesso.
Ho capito molto bene che non saro' mai Il Migliore, non ci sono tagliato. Non daro' mai il 100% di me stesso a niente e a nessuno.
Concetto: poliedricita' contro eccellenza, adattabilita' contro specializzazione.
Ecco lo sgretolarsi della piramide:
lascio volentieri che altri si facciano un culo cosi' a costruire la loro piramide dei sogni, io me ne costruiro' un'altra piu' bassa, meno bella, ma nel frattempo faro' anche dell'altro, e salendo sulla modesta vetta mi guardero' intorno, godendomi il panorama 
Ecco allora un altro concetto: quello del godersi il viaggio, non solo la meta...
Perche' il percorso dura molto piu' dell'arrivo. E la soddisfazione e' effimera per umana natura.
Si puo' anche deviare, cambiare percorso strada facendo...
E allora, in virtu' di quel rispetto per se' stessi (che si puo' guadagnare togliendone un po' agli altri, ma anche imparando ad auto-volersi bene), si puo' scegliere di diventare migliori nel senso di stare meglio (di prima, di altri).
Per chi ancora non trova pace, posso solo dire che probabilmente non la trovera' (e forse e' meglio cosi', altrimenti la vita si fermerebbe).
Nel dubbio, una frase di un mio amico potrebbe aiutare:
"se non esistesse la figa, mi sarei gia' sparato (cit.)" 
Due paroline sul Forum.
Capisco chi voleva essere leader, per aver dato la sua anima ad un forum, e non è stato ripagato dei suoi sforzi. Non lo poteva pretendere.
esatto.
Dimostri onesta' ancora una volta 
Capisco chi è schiavo dell'immagine che proietta sul forum, magari perchè nella realtà nessuno gli regala delle attenzioni così. Sa di dover tenere la realtà al pari dell'immaginazione, probabilmente desiderava fosse l'inverso.
succedono strane cose sulle cosiddette "comunita' virtuali" come i forum: che gli altri percepiscano un'immagine piuttosto differente da cio' che realmente sei (questo accade anche dal vivo, ma meno) e allora spesso ti trovi a dover decidere se alimentare questa scissione (magari traendone personale vantaggio), oppure tenere bene a mente chi sei, correggendo e puntualizzando continuamente la tua presenza sul forum... oppure semplicemente fregandotene.
Io alterno queste due ultime situazioni, con preferenza per la chiarezza:
e allora conosco i membri del forum, mettendoci la mia faccia, posto i miei report anche quando fallisco l'obiettivo, pubblico i miei numeri che non hanno niente di fenomenale, rendo noti i miei dubbi, le mie debolezze ecc...
Eppure, nonostante cio', a volte mi vedo citato in mezzo ai PUA, qualche volta ho letto cose come "il grande eFFe" (mi fa un po' ridere ma vi voglio bene), ho 75 punti di karma e a 100 vinco il navigatore per la macchina
, ricevo un +1 per aver scritto delle considerazioni che mi credevo ovvie, anziche' per aver scopato una HB10 che non avro' forse mai...
E' cosi', bisogna accettarlo oppure ignorarlo. Purche' si rimanga onesti almeno con se' stessi.
Capisco che posso sembrare negativo, che mi pongo spesso come l'anti-eroe della seduzione e che posso far abbassare il morale invece di incoraggiare tutti. Me ne sbatto, le mie scuse sono di circostanza.
Diciamoci la verita':
chissene frega del morale della truppa, se la minestra e' fredda bisogna dirlo apertamente, e fare qualcosa perche' la prossima volta sia meglio 
Per pomparsi il morale esistono manuali, video, audio e corsi di coaching specifici; noi non siamo qui (solo) per questo.
Onesta' prima di tutto.
La strada e' lunga, faticosa e densa di insidie, ma da' anche tante soddisfazioni.
Non gratis.
Per concludere, io comprendo tutto questo.
La visione complessiva però mi manca, sembra uno di quei rebus fatti di figure semplici che nascondono parole impossibili.
Quindi fondamentalmente, non capisco un cazzo.
Io a volte non vedo nemmeno il rebus... 