Vero, la donna in famiglia è frustrata.
La donna si realizza come non mai quando è madre ed è la cosa che più le piace essere.
Ma per un determinato tempo, e cioè finchè i figli sono piccoli. (esattemente la storia dei 7 anni)
Dopodichè il ruolo di angelo del focolare inizia a starle stretto...
...(cut)...
Quando una donna inizia a sentirsi frustrata in casa perchè i figli sono grandi non si sente cosi perchè è costretta a dipendere da un uomo, e perchè le è negata la possibilità di provvedere a se stessa in maniera autonoma,
ma soffre perchè smette di essere seduttrice, e quindi non le è più concesso cercare nuovi partner e variare le combinazioni genetiche.
Eh, Kantaccio (+
) ! Quando scrivevo in ambienti più goliardici ed ero molto più libero nel formulare ipotesi senza dover dimostrare che un pelo di 2 cm è lungo 2 cm, scrissi un articoletto, dove arrivavo ad una conclusione praticamente identica alla tua. Ora mi tocca essere più prudente, e rimanere sempre sul seminato. Però...
Riporto il link, ed il testo integrale del pezzo:
http://groups.google.com/...d/thread/7e0fb0f0866b7357
Femina con prole e Teoria del Montone. (6-6-2007)
La finalità della teoria del Montone, è quella di rendere comprensibili alcuni dei meccanismi che legano la donna all'uomo e vicerersa. Altra finalità è quella di dare una spiegazione al dimorfismo che esiste fra i due
sessi nell'approccio alla sussualità. Ho scritto tale teoria, nell'ottica di facilitare la seduzione rapida delle
donne che considero "libere", ossia prive di storie definitive, e del loro naturale esito.
Difatto, sul "mercato" esistono donne libere che sono reduci da storie che hanno portato al raggiungimento del ciclo naturale, ovvero la riproduzione della specie. Tali donne, sono libere, ma hanno figli.
Questa aggiunta, è tesa a spiegare il perchè io inserisca questa categoria di femine nel binomio RmP / FRM, anche se, apparentemente, esse possano essere considerate una categoria a parte.
L'unione fra maschio e femina, se è vera la poligamità del maschio come suppongo,non può essere eterna: se la naturale pulsione del maschio è l'incessante ricerca di nuove femine con le quali riprodursi, il numero
delle femine che deve proteggere diventa infinito, cosa che per natura è impossibile. Altrettanto improbabile è l'esistenza di un numero fisso di femine che caratterizzi il montone. Infatti, in gruppi sociali che non impongono un limite al numero delle femine che un maschio può avere in moglie, raggiunto il limite critico oltre il quale il potere del maschio non può più garantire adeguata sussistenza, per soddisfare l'incessante desiderio del maschio, si ricorre alla pratica del concubinaggio.
Si tenga presente, che in tali società, ad una ventina di mogli possono aggiungersi oltre 200 concubine, che oltretutto sono soggette a ricambio periodico...
E' evidente che questa sia un'artefazione impossibile da realizzarsi in ambiente naturale, Pertanto, onde consentire ad entrambe i sessi di differenziare ulteriormente la specie con nuove mutazioni deve esistere un meccanismo naturale che consenta ad entrambe, nel rispetto della propria tipologia di ricerca delle mutazioni, di cambiare partner. ,
Devono quindi esistere meccanismi che rendano possibile la fuga di una o più femine, senza che il montone possa recuperarle. Inoltre, una volta riprodottasi con il maschio ideale, la femina, se restasse con questo, vedrebbe comunque limitate le proprie chances di produrre mutanti. E' quindi fisiologico intuire induttivamente, che esiste un momento nel quale la femina tende a staccarsi dal montone, per rimettersi
in cerca. E' altrettanto evidente che questa fase, si realizzi *solo* dopo essersi riprodotta con quel montone, e nel momento in cui la prole diventa autosufficiente, stadio che è stato individuato per la specie umana nel settimo anno di vita. Mettendo tutto insieme, si capisce quindi il perchè le donne con prole, tendono ad avere stadi di disinteresse per il proprio partner dopo 6/7 anni dall'ultima nascita, che nel caso di coppie con un solo figlio, coincidono con la decantata "crisi del settimo anno". Tale problema è stato risolto nelle società umane, segregando la donna, in modo che potesse essere insensibile all'influsso di altri maschi, onde continuare a gestire la prole oltre l'età di indipendenza naturale. Detto questo, passiamo ad analizzare il comportamento che la femina assume nella fase di transizione. L'inizio della fase, non è mediato, quindi si manifesta con il disinteresse sessuale. In questa fase, la femina, non desidera essere posseduta, e comincia a staccarsi dal montone. Essendo "indissolubilmente" legata al montone, ma non subendone più l'ancestrate attrazione, dopo poco ella inizia una fase di "pulizia razionale" interna:
in questa fase, essa analizza il montone, e lo paragona con ciò che vede negli altri montoni.
Quindi, comincia una fase di comparazione tra il montone, e la *categoria* dei montoni, ovvero con un essere ideale che prende solo il meglio di quanto appare dadi tutti gli uomini che la circondano. In questo impari confronto, l'ormai ex montone esce quasi sempre sconfitto, mutando in MdP. Questo stadio è fisioligico alla crescita della femina per separarsi dalla vecchia immagine, e porsi sul mercato per cercarne una nuova. Questo è ciò che realmente salvaguarda la specie. Nelle coppie senza prole, la crisi del settimo anno può non manifestarsi mai, ma spesso si manifesta comunque, essendo la donna programmata per
staccarsi in ogni caso dal montone ad intervalli regolari. Di fatto, una donna che grazie a questo processo supera il proprio montone, diventa a tutti gli effetti una donna FrM, ma senza che ci sia un montone
presente...
A differenza però di una donna frM senza prole, essa ha gia avuto delle grandi soddisfazioni dalla vita, ha gia parzialmente assolto il suo dovere biologico. Questo implica che il suo desiderio di montone, non è mediato da fattori come la fretta. Diventa a questo punto evidente la differenza fra una donna separata con
prole, da una separata senza prole: la seconda non ha le certezze della prima, essendo ancora pressata dal fattore fretta. Questo implica che sia molto più facile una donna separata senza prole rispetto ad una donna sola con prole. Con questo ampliamento, penso di aver colmato i dubbi di coloro che si interrogavano sulla natura delle donne con prole.
« Ultima modifica: 05 Febbraio 2012, 23:16:32 da TermYnator »
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