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Autore Topic:

Sulla paura del rifiuto

(Letto 2500 volte)

Sulla paura del rifiuto

« del: 22 Aprile 2015, 11:02:33 »

Per quale motivo molti uomini con le donne con concludono nulla? Semplice : perché non ci provano praticamente MAI. Per costoro, quindi, non è nemmeno dato di sapere se piacciano o meno alle donne, dal momento che non si mettono mai in gioco, non si espongono, e se hanno avuto qualche esperienza è stato solo grazie a fortunate circostanze in cui la tipa di turno gliela ha in pratica sbattuta in faccia o giù di lì. Il problema di questi uomini sta non tanto nella loro timidezza o insicurezza di fondo (se riuscissero a sedurre solo i “duri” alla John Wayne o Clint Eastwood, o l’ uomo che non deve chiedere mai della pubblicità Denim, si estinguerebbe la specie!), quanto piuttosto nella paura del rifiuto, che da loro viene vissuto come un’ offesa intollerabile, anzi, una ferita mortale al loro ego.

In tanti, attorno ai trent’ anni o più, raccontano di averci provato con due, tre, al massimo cinque donne : i più “fortunati” con una o due ci sono stati, altri invece sono rimasti a bocca asciutta, e allora si sono convinti di non piacere alle donne, che sedurre e rimorchiare non sono robe per loro, che sono degli sfigati, delle nullità, degli inetti, ecc. Quando invece il numero delle donne con cui hanno provato a farsi avanti è talmente piccolo da costituire un campione statistico niente affatto significativo! Cioè, voglio dire, se uno ci prova con 50 o addirittura 100 donne rimediando altrettanti pali, allora può, anzi, deve, prendere atto che così come’è e/o si propone al momento, alle donne non piace e allora deve svolgere su di sé un grosso lavoro di “restyling”, ma in senso lato, non solo estetico. Ma se uno ci ha provato solo con 2 – 3 donne ricevendo altrettanti rifiuti, è una cosa assolutamente normale, quasi ovvia : magari bastasse provarci con 2 o 3 per farsene una, sarebbe una media da Brad Pitt o giù di lì.

Un altro problema che viene frequentemente riscontrato è che altri ci hanno provato con pochissime, ma non per paura di ricevere rifiuti, bensì per il fatto che non riescono a conoscere donne nuove in modo costante, vivendo una vita socio/relazionale assai povera. Pertanto, in questo caso, è lì che si deve lavorare.

Veniamo ora alla paura del rifiuto vera e propria. Il rimedio consiste in un radicale cambio di mentalità riguardo al  rifiuto, che deve essere vissuto non come un’ offesa, una certificazione di inadeguatezza, uno smacco al proprio ego, ma semplicemente come una circostanza inevitabile ed ineliminabile.

Chi si dedica alla seduzione o al più semplice rimorchio, deve mettere in conto un certo, in genere grande, numero di rifiuti ricevuti, non può farci nulla. Sono un fenomeno ineliminabile, come le perdite per un esercito in guerra, che per quanto sia preparato e superiore allo schieramento avverso, vedrà comunque un certo numero di uomini non tornare dal campo di battaglia.

Oppure, per fare un esempio più leggero, i gol subiti nel calcio : non esiste alcuna squadra, anche tra le più forti del mondo, che non subisce gol, l’ importante è segnarne più di quanti se ne subisce.

O ancora, come i costi per un’ attività commerciale, artigianale o industriale : non fa piacere a nessuno tirare fuori i quattrini per pagare merci e manodopera, tuttavia non se ne può fare a meno, l’ importante è che alla fine i ricavi superino i costi e quindi l’ attività sia remunerativa.

Infine, il trading di borsa : non esiste alcun broker, dal piccolo trader  amatoriale al colosso Goldman Sachs, che indovina tutte le operazioni. Alcune guadagnano, altre perdono, l’ importante è che alla fine il saldo tra profitti e perdite sia attivo. Le perdite di borsa sono ineliminabili, così come i rifiuti nella seduzione.

Pertanto, se sei uno che si infastidisce o addirittura sprofonda nella depressione per un rifiuto, o cambi, o sei spacciato. Non esiste NESSUNO che piace a tutte le donne e non viene mai rifiutato.

In tutte le cose che si possono fare nella vita, che comportino di mettersi in gioco, non tutte le ciambelle escono col buco : per cui, o sei disposto a rischiare, altrimenti resti a guardare, relegato al ruolo di semplice comparsa. Che poi, in questo caso, i rischi veri sono modesti : se vieni rifiutato hai comunque davanti una donna, non Alien, e non ho visto mai nessuno finire ko steso da una campionessa di karate che non aveva gradito le sue avances. Cheesy

Oltre a ciò, esiste una ulteriore chiave di lettura positiva per il rifiuto : non un nostro fallimento, ma un semplice feedback negativo, che indica come qualcosa della nostra persona o del nostro approccio sia da migliorare. Analizzare i feedback e lavorarci sopra è forse il modo migliore per crescere. Provare per credere.

S.

« Ultima modifica: 22 Aprile 2015, 11:20:23 da Shark72 »

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #1 del: 22 Aprile 2015, 11:53:39 »

Tutto vero, sono d'accordo. La paura del rifiuto blocca la maggior parte degli uomini.

Io, personalmente, ho risolto in maniera che sembra controintuitiva. Non ci provo mai. Mai. I primi tempi ci provavo, con risultati alterni e una percentuale di successo pari al 30% . Ora non ci provo più. Ma solo nel senso che ci provo con tutte senza provarci.

Spiego meglio. Vedo una tipa. Mi piace. La studio. Cerco di conoscerla senza farle alzare troppo le barriere (sono sempre indiretto).

Al momento di chiedere l'appuntamento, quando sono sicuro al 90% di avere un feedback positivo (ossia quasi sempre se la tipa non è una bloccata per fatti suoi o una escrementa stratosferica) faccio capire che  è una uscita in amicizia, senza doppi fini. Mi mostro sinceramente interessato a conoscerla COME AMICA...mi spaccio per un mezzo gay o un orsacchiotto del cuore, per intenderci.

Poi, in realtà, quando ci esco o la isolo me la lavoro...TV e contatto fisico molto leggero e casuale, per valutare le reazioni. Cerco di creare empatia, di staccarla dal tempo.

Quando è cotta lo si capisce. Pupille dilatate, sguardo da ebete, senso di sospensione e galleggiamento. Lì scatta la lingua in bocca e, a seconda delle circostanze, mano sul culo. Nel giro di massimo due- tre appuntamenti si arriva al letto.

Così la percentuale di pali si azzera. Infatti 1) investi solo su quelle recettive; 2) "ci provi" solo con quelle che sai che ci staranno; 3) I rifiuti non sono veri rifiuti, perchè se segui una certa scaletta scarterai automaticamente e spontaneamente quelle che non ci stanno senza esserti esposto o si autoelimineranno loro prima di trovarsi di fronte scene imbarazzanti del tipo "siamo solo amici" o "sono confusa".

In parole povere, basta conoscerle con genuina curiosità senza trasmettere interesse sessuale, almeno all'inizio. Poi fate il vostro gioco, in tempi rapidi per non darle il tempo di razionalizzare. Se c'è empatia aprono le gambe in automatico.

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #2 del: 22 Aprile 2015, 12:09:01 »

Citato da: tizzone il 22 Aprile 2015, 11:53:39

...
Così la percentuale di pali si azzera. Infatti 1) investi solo su quelle recettive; 2) "ci provi" solo con quelle che sai che ci staranno; 3) I rifiuti non sono veri rifiuti, perchè se segui una certa scaletta scarterai automaticamente e spontaneamente quelle che non ci stanno senza esserti esposto o si autoelimineranno loro prima di trovarsi di fronte scene imbarazzanti del tipo "siamo solo amici" o "sono confusa".

In parole povere, basta conoscerle con genuina curiosità senza trasmettere interesse sessuale, almeno all'inizio. Poi fate il vostro gioco, in tempi rapidi per non darle il tempo di razionalizzare. Se c'è empatia aprono le gambe in automatico.

+ Thumbs Up
E' esattamente quello che predico da una vita a quelli che invece si mettono in testa che per rimorchiare occorre aver fatto 10.000 aperture. Quando si chiede ad uno uno realmente bravo quale è la sua percentuale di successo, quello risponderà quasi sempre 100%: non perchè seduce qualsiasi donna, bensì perchè ci prova solo con quelle sedotte ed inevitabilmente le chiude.

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #3 del: 22 Aprile 2015, 12:15:29 »

Citato da: tizzone il 22 Aprile 2015, 11:53:39

Tutto vero, sono d'accordo. La paura del rifiuto blocca la maggior parte degli uomini.

Io, personalmente, ho risolto in maniera che sembra controintuitiva. Non ci provo mai. Mai. I primi tempi ci provavo, con risultati alterni e una percentuale di successo pari al 30% . Ora non ci provo più. Ma solo nel senso che ci provo con tutte senza provarci.

Spiego meglio. Vedo una tipa. Mi piace. La studio. Cerco di conoscerla senza farle alzare troppo le barriere (sono sempre indiretto).

Al momento di chiedere l'appuntamento, quando sono sicuro al 90% di avere un feedback positivo (ossia quasi sempre se la tipa non è una bloccata per fatti suoi o una escrementa stratosferica) faccio capire che  è una uscita in amicizia, senza doppi fini. Mi mostro sinceramente interessato a conoscerla COME AMICA...mi spaccio per un mezzo gay o un orsacchiotto del cuore, per intenderci.

Poi, in realtà, quando ci esco o la isolo me la lavoro...TV e contatto fisico molto leggero e casuale, per valutare le reazioni. Cerco di creare empatia, di staccarla dal tempo.

Quando è cotta lo si capisce. Pupille dilatate, sguardo da ebete, senso di sospensione e galleggiamento. Lì scatta la lingua in bocca e, a seconda delle circostanze, mano sul culo. Nel giro di massimo due- tre appuntamenti si arriva al letto.

Così la percentuale di pali si azzera. Infatti 1) investi solo su quelle recettive; 2) "ci provi" solo con quelle che sai che ci staranno; 3) I rifiuti non sono veri rifiuti, perchè se segui una certa scaletta scarterai automaticamente e spontaneamente quelle che non ci stanno senza esserti esposto o si autoelimineranno loro prima di trovarsi di fronte scene imbarazzanti del tipo "siamo solo amici" o "sono confusa".

In parole povere, basta conoscerle con genuina curiosità senza trasmettere interesse sessuale, almeno all'inizio. Poi fate il vostro gioco, in tempi rapidi per non darle il tempo di razionalizzare. Se c'è empatia aprono le gambe in automatico.

Grazie Tizzone! (Involontariamente è quello che cerco di fare, anche se di sicuro non bene come te  Razz )
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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #4 del: 22 Aprile 2015, 14:51:06 »

Citato da: TermYnator il 22 Aprile 2015, 12:09:01

+ Thumbs Up
E' esattamente quello che predico da una vita a quelli che invece si mettono in testa che per rimorchiare occorre aver fatto 10.000 aperture. Quando si chiede ad uno uno realmente bravo quale è la sua percentuale di successo, quello risponderà quasi sempre 100%: non perchè seduce qualsiasi donna, bensì perchè ci prova solo con quelle sedotte ed inevitabilmente le chiude.

Ovviamente non serve  fare 10.000 aperture, ciononostante, se incontrassi uno che mi dicesse di essersi scopato 100 tipe dopo averne approcciate 10.000, lo guarderei con un certo rispetto perchè comunque avrebbe fatto un qualcosa che non tutti sono capaci di fare.

Ben diverso, come sappiamo, è il caso di chi potrebbe aprirne anche 100.000 senza scoparsene nemmeno una perchè non arriva a quel livello minimo di fondamentali necessari.

In ogni caso, occorre precisare meglio il concetto che hai esposto. Il fenomeno del rifiuto è fisiologico e inevitabile, e non esiste nessuno che non ne subisce, questo è fuori discussione.
Il fatto che poi tu, o uno altrettanto "avanzato", sia più furbo nel ricevere i rifiuti, al che sembra non riceverne, rispetto all' adolescente che va dalla ragazzina chiedendo "ti metti con me?" , è un altro discorso.

Ad esempio, tenti un' apertura non verbale, vedi che non è il verso (come si dice dalle nostre parti), e allora lasci stare. Il palo secco non lo ricevi e quindi non lo conti, ma in realtà il rifiuto c'è stato, eccome. Afro

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #5 del: 22 Aprile 2015, 14:53:38 »

Citato da: tizzone il 22 Aprile 2015, 11:53:39

Tutto vero, sono d'accordo. La paura del rifiuto blocca la maggior parte degli uomini.

Io, personalmente, ho risolto in maniera che sembra controintuitiva. Non ci provo mai. Mai. I primi tempi ci provavo, con risultati alterni e una percentuale di successo pari al 30% . Ora non ci provo più. Ma solo nel senso che ci provo con tutte senza provarci.

.......................
Così la percentuale di pali si azzera. Infatti 1) investi solo su quelle recettive; 2) "ci provi" solo con quelle che sai che ci staranno; 3) I rifiuti non sono veri rifiuti, perchè se segui una certa scaletta scarterai automaticamente e spontaneamente quelle che non ci stanno senza esserti esposto o si autoelimineranno loro prima di trovarsi di fronte scene imbarazzanti del tipo "siamo solo amici" o "sono confusa".

In parole povere, basta conoscerle con genuina curiosità senza trasmettere interesse sessuale, almeno all'inizio. Poi fate il vostro gioco, in tempi rapidi per non darle il tempo di razionalizzare. Se c'è empatia aprono le gambe in automatico.

La percentuale di pali si azzera? Non è esattamente così, come ho risposto a TermY. Te dici di investire solo su una che si dimostra ricettiva, ma se una ricettiva non lo è, il palo lo hai già preso, sia pure non plateale.

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #6 del: 22 Aprile 2015, 15:05:52 »

Citato da: Shark72 il 22 Aprile 2015, 14:53:38

La percentuale di pali si azzera? Non è esattamente così, come ho risposto a TermY. Te dici di investire solo su una che si dimostra ricettiva, ma se una ricettiva non lo è, il palo lo hai già preso, sia pure non plateale.

Ma così l'ego non ne risente, no?

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #7 del: 22 Aprile 2015, 15:12:46 »

Vedi, il messaggio che voglio tramettere con il post iniziale è proprio il fatto che l' effetto sull' ego deve essere del tutto irrilevante, in quanto il prendersi qualche palo, secco o "umido" (come quelli descritti da Tizzone e TermY), è un fenomeno ineliminabile che fa parte del gioco. Gli allenatori di Real Madrid, Juventus e Bayern dovrebbero sentirsi feriti nell' ego ogni volta che gli capita di subire un gol? Nemmeno per idea, fa parte del gioco prendere dei gol, i conti si fanno a fine partita, anzi, a fine stagione. Spero di aver reso l' idea...

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #8 del: 22 Aprile 2015, 15:30:41 »

Citato da: Shark72 il 22 Aprile 2015, 14:53:38

La percentuale di pali si azzera? Non è esattamente così, come ho risposto a TermY. Te dici di investire solo su una che si dimostra ricettiva, ma se una ricettiva non lo è, il palo lo hai già preso, sia pure non plateale.

No, scusa...dipende cosa intendi per palo. Per palo io intendo che ci provo o per lo meno inizio il gioco seduttivo e lei mi risponde "siamo solo amici" "sono confusa" "voglio stare sola" "sei una persona fantastica ma..." o rifiuta platealmente un approccio fisico o un invito o per qualsiasi ragione interrompe una interazione che sta andando bene.

Perchè dovrei perdere tempo con una che non è recettiva?

Do per scontato che non siano tutte rimorchiabili/che io non possa piacere a tutte.

Se una ti rifiuta , addirittura prima che tu palesi qualsiasi interesse vero e proprio, significa che si è sbagliata l'analisi dell'obbiettivo o dell'ambiente. La differenza tra un morto di figa che in un locale si butta a caxxo di cane e un seduttore è questa. Il seduttore sa dove è il terreno fertile. Il morto di figa ci prova a prescindere perchè vede un bel paio di chiappe e non capisce più nulla, facendo un "tentativo" sulla base del detto "ogni lasciata è persa". Cosa molto controproducente in ambienti e circoli sociali ristretti, perchè si passa per Don Giovanni. Per carità, questione di carattere e di gusti. Tuttavia con un approccio così secondo me è inevitabile prendersi pali su pali.

D'altra parte, tutti i natural che conosco, a conti fatti, investono solo su quelle recettive. Una strafiga che non ti caga non è un palo. E' semplicemente una che non ti caga e che non è recettiva. Azzerare il proprio ego sta proprio nel non vedere il non cagamento come un palo. D'altra parte, mi capita innumerevoli volte di essere "aperto" o comunque stuzzicato da donne attraenti durante la giornata. Magari , in quel momento, ho in mente la cartella esattoriale di Equitalia, la riunione col cliente, il meccanico che mi spilla 500 euro per la revisione o l'ennesima femmina che cerca di distruggermi la vita...e non sono recettivo, non raccolgo la provocazione. Non sto dando un palo, sto semplicemente subcomunicando a chi ho di fronte che in quel momento e in quel contesto non mi va di giocare.

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #9 del: 22 Aprile 2015, 15:35:37 »

Citato da: Shark72 il 22 Aprile 2015, 15:12:46

Vedi, il messaggio che voglio tramettere con il post iniziale è proprio il fatto che l' effetto sull' ego deve essere del tutto irrilevante, in quanto il prendersi qualche palo, secco o "umido" (come quelli descritti da Tizzone e TermY), è un fenomeno ineliminabile che fa parte del gioco. Gli allenatori di Real Madrid, Juventus e Bayern dovrebbero sentirsi feriti nell' ego ogni volta che gli capita di subire un gol? Nemmeno per idea, fa parte del gioco prendere dei gol, i conti si fanno a fine partita, anzi, a fine stagione. Spero di aver reso l' idea...

Ora è più chiaro. E ho capito come in un certo senso la vediamo diversamente. Esempio: Sono invitato a una festa. Ci sono 5 ragazze. Le studio e cerco (senza scoprirmi) di capire chi è recettiva. Diciamo che a prima vista mi piace ragazzamora. Tuttavia, durante le prime interazioni, qualcosa mi raffredda e mi fa capire che è un obbiettivo ostico. Ripiego su ragazzabionda, che ci sta. Ora, io non riesco a leggere o cogliere un palo da parte di ragazzamora. Tutto qui. In questo caso, l'ego non lo metto proprio in gioco (diciamo che l'ego mi frega molto di più dopo il sesso, ma questa è un'altra storia...)

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #10 del: 22 Aprile 2015, 15:58:56 »

La puoi interpretare come vuoi, ma la realtà è che comunque te volevi trombare la mora, ma non ti ci è stata. Ne esci da signore, ma non puoi dire di non aver ricevuto il rifiuto.

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #11 del: 22 Aprile 2015, 16:07:15 »

Molto interessante questo thread Smile
Per come la vedo io, prendersi milioni di pali non fa certo bene perché logora e sfinisce.  Per questo penso che quel tipo di gioco basato su mille aperture  lanciate caso e su un vasto numero di donne faccia più danni di una granata.
Però c'è anche il rischio opposto: cioè quello di pensare "io quella non la apro perché non saprei che dirle" oppure "non la apro perché non mi manda segnali di consenso", "Devo trovare qualcosa di più originale.."  e alla fine si è sempre lì. I segnali di consenso dobbiamo essere noi a farglieli generare per poi ricambiare. Logico che se la tipa non la apro e non ci provo, quella non me li manderà mai. Io penso che alla base di questa paura ci sia il giudizio degli altri: la paura di essere considerato stupido, poco originale, squallido ecc. Per questo il percorso verso il VU è un percorso graduale, fatto dalla costante riscoperta del valore di se stessi. Questo percorso porterà un uomo a battersi per ciò che vuole e a ottenerlo fregandosene ampiamente della paura di essere giudicato ( attenzione..ho scritto giudicato..non valutato Wink )

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #12 del: 22 Aprile 2015, 16:26:01 »

Tra i due eccessi, Arm, è di gran lunga peggio, e anche più diffuso, quello che sta sempre seduto a far nulla, rispetto all' iperattivo che prende un palo dietro l' altro. Chi si butta, salvo "casi umani", prima o poi qualcosa tira su sempre. Nel mio 3d io parlo di quelli che hanno una paura fottuta di restare feriti per un rifiuto, è ben circoscritto l' argomento.

perfino il TermY in raduni e uscite AdM, a quelli che vede particolarmente inerti, ordina di andare ad aprire random. Ho visto io, e mi è pure capitato di ricevere quell' ordine.

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #13 del: 22 Aprile 2015, 16:28:53 »

Citato da: Shark72 il 22 Aprile 2015, 15:58:56

La puoi interpretare come vuoi, ma la realtà è che comunque te volevi trombare la mora, ma non ti ci è stata. Ne esci da signore, ma non puoi dire di non aver ricevuto il rifiuto.

Non la vedo così. A questo punto sono stato rifiutato pure da Sabrina Ferilli. Ci ho parlato una volta e me la farei a sangue e me la sarei voluta fare pure quella volta...ma la conversazione è rimasta sul superficiale.
Con HB mora non ci provo perchè so a prescindere che non ci starebbe. Dove è il palo se non ci provo? o pensi che siano tutte in potenza seducibili? Cioè, se una che mifarei non mi casca ai piedi è un palo?

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Re: Sulla paura del rifiuto

« Risposta #14 del: 22 Aprile 2015, 16:32:47 »

Citato da: Armwrestle il 22 Aprile 2015, 16:07:15

Molto interessante questo thread Smile
Per come la vedo io, prendersi milioni di pali non fa certo bene perché logora e sfinisce.  Per questo penso che quel tipo di gioco basato su mille aperture  lanciate caso e su un vasto numero di donne faccia più danni di una granata.
Però c'è anche il rischio opposto: cioè quello di pensare "io quella non la apro perché non saprei che dirle" oppure "non la apro perché non mi manda segnali di consenso", "Devo trovare qualcosa di più originale.."  e alla fine si è sempre lì. I segnali di consenso dobbiamo essere noi a farglieli generare per poi ricambiare. Logico che se la tipa non la apro e non ci provo, quella non me li manderà mai. Io penso che alla base di questa paura ci sia il giudizio degli altri: la paura di essere considerato stupido, poco originale, squallido ecc. Per questo il percorso verso il VU è un percorso graduale, fatto dalla costante riscoperta del valore di se stessi. Questo percorso porterà un uomo a battersi per ciò che vuole e a ottenerlo fregandosene ampiamente della paura di essere giudicato ( attenzione..ho scritto giudicato..non valutato Wink )

Queste sono seghe mentali. Che non risolvi certo aprendo 100 fighe a settimana, anzi...ti complesserai solo di più. Quando pensi al sesso come a solo una delle tante possibili conseguenze di una conoscenza e ti abitui a frequentare donne come amiche, conoscenti o amanti, stè pippe non te le fai e riconosci subito chi ci sta e chi no, già prima di andare a presentarti.

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tizzone

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