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Autore Topic:

Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

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Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

« del: 21 Giugno 2016, 21:10:18 »

L'altro giorno ero al parco ad allenarmi agli attrezzi e, come spesso capita, c'erano altri ragazzi a fare la stessa cosa. E mi ha colpito una cosa; c'era questo ragazzo di colore, che spesso vedo ad allenarsi, che aveva veramente un gran fisico; proprio come sogno di averlo io, muscoloso e superdefinito, come deve essere un fisico maschile; e questo è uno che vedo spesso ad allenarsi al parco.

La prima cosa che ho pensato, allora, è stata: diamine, hai già un grandissimo fisico, ma cosa te ne viene a stare ancora qui ad allenarti così tanto? Ma vai a casa a studiare, o dedicati alla musica, boh qualsiasi altraa cosa.

Certo, voi direte magari fa le gare, o chissà che. Però negli anni ho notato una cosa: le persone, in linea generale, tendono a insistere sulle cose che già sanno fare bene; e quindi quelli palestrati continuano a fisicarsi sempre di più; e, ceteris paribus, quelli molto forti intellettualmente continuano a forzare e a incrementare la propria componente mentale e intellettiva e culturale in senso lato. Niente di male; ognuno fa come crede, ovvio

Proviamo però a calare questa osservazione nell'ambito che a noi interessa. E partiamo da un assunto: chi rimorchia poco, chi rimorchia nulla, in genere ha qualcosa di  fortemente squilibrato (lo spiega molto bene il termolo): magari è molto forte in qualcosa, in genere è molto scarso in qualcos'altro; e questo scompenso, creando una generale mancanza di armonia e di equilibrio crea grossi problemi. E' come uno che avesse solo i bicipiti grossissimi, o solo le gambe, e il resto pochissimo; c'ha una cosa forte, ma globalmente fa un po' schifo; mentre molto meglio risulta uno che non spicca un granchè, ma è un minimo sviluppato lungo tutta l'ampiezza del corpo

Volendo dare una indicazione numerica: se voi avete una vostra parte sviluppata a livello 8, e una a livello 3, il ritorno che vi porterà innalzare quella debole di 1 sarà di gran lunga maggiore di quello che vi darà il portare a 9 quella da 8. L'impatto sarà molto più evidente, il ritorno marginale di gran lunga superiore

Conclusione: bisogna in primo luogo capire dove siamo carenti; un volta appurato questo, iniziare a lavorare sulle debolezza, e lasciar perdere il voler ulteriormente potenziare quello che è già sovrasviluppato; è difficile, quasi contronatura; perchè se non ci viene qualcosa tendiamo istintivamente a svalutarlo. E chi ha grosse componenti fiisiche si convincerà che quelle mentali contano poco, e chi ha grosse componenti mentali si convincerà che quelle fisiche non contino. Naturalmente questi sono solo due dei tanti punti su cui si può lavorare, il discorso è tagliato volutamente con l'accetta

Ma il punto è, ripeto, capire dove sono le vostre voragini: la capacità di esser sociali? il look? il lavoro? i soldi?
Magari non sarete mai forti in quelle aree,ma provate a portarle a un livello superiore, auspicabilmente di sufficienza, e vedrete che ne avrete dei grossissimi ritorni in quanto persone, globalmente intese.
Basta fisicarvi se avete già un fisico eccelso: basterà solo un minimo per mantenerlo a ottimi livelli; puntate su altro

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Re: Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

« Risposta #1 del: 21 Giugno 2016, 23:41:51 »

Giustissima osservazione. Ti rispondo sul primo pezzo.
Perchè la gente lavora o fa finta di lavorare su aree che sono già potenziate invece di dedicarsi a quelle che costituiscono un handicap?

Perchè questo è l'unico modo che hanno la maggior parte delle persone (compreso l'atleta di colore che descrivi) per spiccare ed emergere. Se quell'atleta fosse chiuso in una biblioteca coperto con camicia e calzoni, non lo noterebbe nessuno. Ma in un ambiente che giustifica la sua parziale nudità, il suo pregio diventa evidente e ne fa un vincente. L'atleta continuerà quindi a far finta di allenarsi anche se non ne avesse più bisogno, perchè la sua presenza sul campo non è legata all'allenamento quanto all'apparire.

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Re: Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

« Risposta #2 del: 22 Giugno 2016, 09:08:45 »

Ottimo spunto e provo ad approfondire l'argomento.
Ho notato che la stragrande maggioranza tende a rendere prezioso ciò che gli altri trovano in lui/lei prezioso, senza rendere prezioso ciò che suggerisce la propria sensibilità.
Mi spiego meglio, se fin da bambino io a ginnastica sono fortissimo e tutti mi ammirano e apprezzano per le mie capovolte, ma non so parlare bene, difficilmente mi metterò a leggere *così tanto* per avere una dialettica fluida e una cultura vasta, è un sacrificio troppo grande!!
I miei vantaggi sono dati dal fare capovolte, e se non alleno quella abilità tutti i giorni crolla tutta la terra sotto i miei piedi.
Non so fare altro, e sono completamente perso.
Con il passare del tempo, spesso troppo tardi, ed in qualche modo si sopperisce alla mancanza con grandi fatiche.
Se invece oltre a fare capovolte, quel ragazzo viene spronato ad insegnare, migliorerà sicuramente le sue abilità oratorie per trasmettere agli altri il suo fare.
Ma che venga spronato o abbia idee sue, è comunque qualcosa che nasce dalla propria volontà che gli farà apprendere altri valori.
E così dirà WOW, nuova vita! Smile

Un esempio minimo questo chiaramente, che si può estendere a tantissimi altri campi.
Conosco persone che suonano pezzi difficilissimi al violino, a memoria, con molto automatismo del gesto.
MA che poi non riescono a cambiare ritmo al pezzo, velocità e intonazione come essi lo vorrebbero sentire.
Mi chiedo, è un abilità? Non è forse meglio lavorare sui canali che servono per sapersi adattare ? Così da saper suonare anche altri strumenti, toccare altre corde?

Ecco perché sviluppare tante abilità, tante esperienze, avere tante storie, sperimentare e vivere sulla propria pelle di tutto. Lasciare perdere quella voce che dice 'IO' sono così.
Essere armoniosi ed equilibrati non è cosa affatto scontata o semplice, comporta rinunce intuito e intelligenza.
Ecco perché spesso serve un terzo occhio, guardarsi dall'esterno e concentrare gli sforzi in base ad altri feedback

« Ultima modifica: 22 Giugno 2016, 09:11:26 da Bosem »

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Bosem

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Re: Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

« Risposta #3 del: 22 Giugno 2016, 16:02:57 »

Ritengo pertinente il ragionamento di TermY : viene più spontaneo e naturale puntare a valorizzare ciò che si ha di forte,  che cercare di incrementare aree in cui non siamo e non saremo mai competitivi.

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Re: Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

« Risposta #4 del: 22 Giugno 2016, 22:55:31 »

E oltre a quello, probabilmente facciamo quelle cose perché quelle cose che ci vengono bene o sono già intrinsecamente le nostre passioni o sono passioni che abbiamo acquisito appunto perché in quel campo andiamo bene... È più facile puntare i piedi a terra e stare fermi piuttosto che provare a fare dei passi avanti verso le cose che ci vengono difficili.
È come se una persona vivesse costantemente in difesa e mai in attacco, certo, magari pari maggior rigori, ma prima o poi qualcosa entra, ma è mentalmente meno dispendioso rimanere fermi e non agire, cercare di mantenere l'omeostasi nella nostra vita è la cosa che fa la maggior parte delle persone, è diffusissima la mentalità da vittima, che si lamenta delle cose che non gli piacciono della propria vita, ma che poi nella realtà dei fatti non agisce mai per risolvere quei problemi, molte volte lo fa senza manco sapere il motivo, molte volte solo per ricevere l'approvazione degli altri e sentirsi confortato... Questa mentalità è davvero stupida in un mondo ad alta entropia in continuo mutamento, è illogico e impensabile che le cose non cambino, cambieranno per forza e molte volte se non si agisce proattivamente verso ciò che si vuole, le cose cambieranno in negativo o saremo semplicemente anime vaganti trascinate qua e là dalla corrente o da eventi esterni.

Questo modo di pensare deriva da una debolezza percepita, come se si avesse solamente la forza di difendersi, ma non  per attaccare.
Questo comporta in una persona il non sapere cosa si vuole essere, cosa si vuole diventare, non si capisce ciò che si vuole fare davvero dalla propria vita.
Detto ciò, è impensabile aspettarsi di fare passi avanti se  una persona si limita  a respingere le forze contrarie.

Il problema è che un ragionamento come questo, della mancanza di controllo e di risolutezza è una profezia auto avverante, innesca un circolo vizioso.
Le persone più si sentono impotenti, più esigono che gli altri soddisfino i loro bisogni e li proteggano, diventandone via via sempre più dipendenti.

Ne derivano anche un sacco di lagnanze e piagnistei che sono di per sé un chiaro indice di pensiero da vittima.
Un vero uomo  non si lagna con gli altri dei suoi problemi e di come il mondo è ingiusto.
La vita è ingiusta? Bello? Brutto? È così e basta.
Molte persone con la mentalità da vittima si lagnano che la vita non gli ha dato quello che meritavano o credevano di meritare.
Alla vita non gliene frega niente di quello che pensi di meritare.
Un vero uomo  capisce che o sarà in grado di affrontare le cose come esse vengono o non sarà in grado di fare nulla.
Sperare che le cose vengano diversamente è stupido e inutile.
Eppure la maggioranza della popolazione vive sperando o pregando.
Vivere in quel modo è idiota quanto vivere cercando di ottenere livelli eccessivi di sicurezza, e facendo solo ciò che è conosciuto e privo di rischi.
Un vero uomo  non sa che affronterà qualunque cosa la vita gli getti per strada al suo meglio perché è estremamente sicuro di se stesso, ma semplicemente perché non abbiamo altra scelta che farlo.
Detto questo...

Pensa al tuo sviluppo personale, concentrati su di te e non sulle vittime . Se sarai selvaggiamente proattivo, che è il contrario di reattivo, nel seguire le tue passioni e desideri... Ci sono molte probabilità che un giorno tu abbia tanto successo da poter fare davvero la differenza.

La vittime sono in balia del mondo e i veri uomini sono Master dello stesso.
Impara ad ottenere quello che ti piace o sarai forzato a farti piacere quello che ottieni.

Saluto

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Re: Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

« Risposta #5 del: 19 Agosto 2016, 13:38:03 »

Citato da: Naddolo il 21 Giugno 2016, 21:10:18

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Re: Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

« Risposta #6 del: 19 Agosto 2016, 14:07:04 »

Citato da: Nero il 19 Agosto 2016, 13:38:03

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Re: Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

« Risposta #7 del: 19 Agosto 2016, 14:52:01 »

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Re: Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

« Risposta #8 del: 19 Agosto 2016, 22:20:53 »

Citato da: Nero il 19 Agosto 2016, 14:52:01

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Re: Rendimenti marginali decrescenti (o dove ha senso concentrare gli sforzi)

« Risposta #9 del: 20 Agosto 2016, 11:45:27 »

Citato da: TermYnator il 19 Agosto 2016, 22:20:53

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