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Piccole Storie Zen #2 Il Tacchino senza Ali

(Letto 153 volte)

Piccole Storie Zen #2 Il Tacchino senza Ali

« del: 29 Novembre 2017, 23:05:46 »

Seconda Puntata della Mini Rubrica di Leone.
Oggi vi propongo un tema su cui ho riflettuto a lungo: ciò che crediamo è ciò che ci hanno dato.
Spesso sento le persone parlare, agire e affrontare problemi, sfide e difficoltà
in maniera molto determinata e precisa e la loro motivazione è "così mi hanno insegnato".
A volte però, anzi molto spesso, quello che ci viene insegnato (e il corso CSI ne è la prova) non è sufficiente per darci una consapevolezza a 360 gradi, ma è un illusione limitante e che ci porta lontano da quello che invece è il nostro effettivo punto chiave, vale a dire "devo migliorarmi".

Infatti quando agiamo, seguendo un sistema e modello che ci è stato impartito dal mondo esterno, pensiamo di fare sempre la cosa giusta, perchè così abbiamo visto fare prima di noi, ed il fatto che in passato, l'una o l'altra strategia abbiano funzionato, ci permette di garantirci quella sicurezza interiore di chi "procede senza sbagliare".

Ci capiterà quindi di attribuire i nostri insuccessi, alla sfortuna, alle condizioni atmosferiche, al clima.. ma mai a noi stessi. O perlomeno non finchè non ne diventeremo consapevoli e procederemo a cambiare il nostro credo, accogliendo nuove idee e schemi altrimenti sconosciuti.
Per rendere meglio anche questo tema vi narrerò la storia del "Tacchino senza Ali"

Una giovane sposa era entusiasta dall' idea di preparare, con la ricetta della sua tradizione familiare, il tacchino per il marito che sarebbe rincasato al termine di una lunga giornata di lavoro.
Dopo molte ore di preparazione, la cena fu pronta e la donna potè dedicarsi ad abbellire la sala da pranzo, con luci di candele, festoni e tovaglie colorate.
Quando il marito tornò, fu molto colpito da questa accoglienza e dalla cura e dovizia di ogni particolare, che si sedette con il migliore dei sorrisi, ed insieme consumarono un lauto pasto.
Alla fine della cena, la donna chiese "amore, allora, ti è piaciuta questa cenetta?"
lui rispose "si amore moltissimo, posso però solo chiederti una cosa?" Senza attendere risposta riprese,
"Perchè il tacchino lo hai cucinato senza ali?".
La moglie rimase un attimo ferma, poi rispose stizzita "Ma ovviamente, perchè il tacchino si cucina così".
Il Marito per non creare tensione, ringraziò e cambiò discorso.
La sposa era però rimasta colpita dall' affermazione del marito, tanto che questo pensiero non le dava pace.
Nei giorni successivi, mentre lavava i piatti, o cuciva a maglia, o mentre spazzava l'uscio, continuò a pensare e ripensare alla domanda del marito.
Infatti lei non aveva una risposta soddisfacente, ma aveva cucinato il tacchino nell' esatto modo in cui lo faceva sempre sua madre.
Ebbe un' illuminazione, avrebbe dovuto chiamare la madre per chiedere spiegazioni, così la chiamò:
"Pronto mamma, avrei una domanda da farti: perchè il tacchino va cucinato senza ali?"
Dall' altro capo del telefono, la madre rimase a sua volta senza parole e rispose bruscamente "Dai.. ma è ovvio, perchè il tacchino deve essere cucinato senza ali..." Poi cambiò discorso, ma mentre parlava di altre cose, dentro di sè nasceva il seme della curiosità.
Sorpresa di non aver ancora trovato risposta alla fine della telefonata, la madre chiamò a sua volta sua madre, la nonna della sposa.
"Ma, perchè il tacchino va cucinato senza ali?"
La nonna rimase basita, poi rispose "Cara mia, ma il tacchino non va cucinato senza ali"
La madre della sposa ancora non capiva e disse: "Mamma, ma come, tu hai sempre cucinato il tacchino senza le ali ed era buonissimo!".
La nonna capì tutto e sorridendo rispose, "Ma tesoro mio, io facevo il tacchino senza le ali perchè il forno che avevo una volta era piccolo e il tacchino non entrava per intero, per cui ero costretta a tagliarlo."

E voi quante volte avete cucinato il vostro tacchino senza ali, senza sapere perchè?

Leone

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Leone

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Re: Piccole Storie Zen #2 Il Tacchino senza Ali

« Risposta #1 del: 30 Novembre 2017, 09:30:22 »

mi ha fatto ridere, carina. dove l'hai presa?

riguardo alle persone che dicono che "sono fatte così", quindi non si mettono neanche in gioco per cambarsi, anche quando i loro comportamenti non sono dei migliori... io non riesco a capirle. e non lo dico con punte di superbia. proprio non riesco a capirle, perchè credo che fondamentalmente noi esseri umani saremo mossi tutti dalle stesse leggi di vita che ci spingono a godere il più possibile e ricercare la soddisfazione e felicità, ma certe persone sembra che abbiano trovato più soddisfacente arroccarsi in una situazione appena vivibile piuttosto che uscire dall'uscio e cercare una ricchezza molto maggiore.
ringrazio di essere fra quelli che hanno imparato a sfidare e osare

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JeanCloud

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Re: Piccole Storie Zen #2 Il Tacchino senza Ali

« Risposta #2 del: 30 Novembre 2017, 14:25:20 »

L'ho presa da mia madre che l'ha presa da sua madre...
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Re: Piccole Storie Zen #2 Il Tacchino senza Ali

« Risposta #3 del: 30 Novembre 2017, 14:27:04 »

Bellissima novella.
Ed è proprio vero: non so quante volte ho faticato per rimuovere convinzioni limitanti da ragazzi che facevano qualcosa senza però sapere perchè lo facevano. Lo sradicare consuetudini date per scontate è infatti la parte più difficile e faticosa del mio lavoro. ognuno di noi dovrebbe interrogarsi sul perchè fa o non fa qualcosa.
Perchè tanta gente non apre a freddo? Non lo sanno neanche loro, ma non vanno comunque ad aprire...

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Re: Piccole Storie Zen #2 Il Tacchino senza Ali

« Risposta #4 del: 30 Novembre 2017, 16:11:53 »

una parabola colma di verità +  Thumbs Up

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Re: Piccole Storie Zen #2 Il Tacchino senza Ali

« Risposta #5 del: 01 Dicembre 2017, 00:04:33 »

 Grin Grin Grin

Citato da: Leone il 29 Novembre 2017, 23:05:46

E voi quante volte avete cucinato il vostro tacchino senza ali, senza sapere perchè?

In passato è capitato, ma per mia fortuna sono sempre stato uno che si chiedeva il perchè di una certa cosa e se non si poteva fare diversamente.

Bellissima storia, +1  Wink

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Re: Piccole Storie Zen #2 Il Tacchino senza Ali

« Risposta #6 del: 09 Gennaio 2018, 13:54:00 »

Ciao Leò,
apprezzo anche questa storia zen perchè di mio mi sono sempre fatto tante domande sul perchè le cose si fanno in un determinato modo e quando qualcuno mi risponde "perchè si fa così" o peggio ancora "perchè io sono così", mi rendo conto di avere di fronte qualcuno che quelle cose le subisce o le vive in modo passivo.

Un'esperienza che mi ha fatto chiedere tante cose è stato il mio primo viaggio all'estero, che tra le altre cose coincideva nell'approdare in un altro continente dopo una vita passata in un piccolo paese di campagna.
Ci sono stato più volte e per più settimane consecutive, ma la prima volta è stata la più illuminante: mentre atterravo in Italia, mi è salita un poco di ansia e mi sono chiesto "chi sono io davvero?", "sono sicuro che le mie scelte sono consapevoli?".

Il tuo credo religioso è una scelta tua oppure i tuoi genitori hanno scelto per te?
Ami il calcio oppure lo segui perchè sport nazionale?
e altre domande a ruota.

+1  Thumbs Up Heart

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