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Autore Topic:

La vostra prima volta

(Letto 150 volte)

La vostra prima volta

« del: 01 Novembre 2016, 19:47:16 »

A che età e com'è andata?

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Samuel31862

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Re: La vostra prima volta

« Risposta #1 del: 02 Novembre 2016, 01:17:57 »

Citato da: Samuel31862 il 01 Novembre 2016, 19:47:16

A che età e com'è andata?

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Re: La vostra prima volta

« Risposta #2 del: 02 Novembre 2016, 11:42:04 »

Era una fredda notte di febbraio di... diversi anni fa, ero fuori dal locale pubblico più in dell'epoca e mi scazzavo dato che quando gioca quella fottuta juve, i miei ex amici non capiscono altro.
Di la della strada vidi il fratello di un amico e lanciai un cenno di saluto, cui rispose, ma era con gente che non mi piaceva, quindi non lo ragiunsi, proseguii deciso a farmi un paio di vasche.
Venni fermato da una tipa secondo me appena maggiorenne che mi chiese se avevo da fumare, risposi sorridendo ed estrassi il pacchetto di diana rosse morbide, uno studiatissimo colpo rovescio di medio da sotto, feci uscire una sola sigaretta che le porsi.
(i dialoghi che seguono non sono precisi, ma verosimili dell'accaduto)
Lei sorrise dicendo, "non fumi altro"?
"Di solito non fumo altro, ne cercavi?"
"si, ma non so chi ne ha, sono qui dalla zia, non sono del posto".
In effetti sentivo che era del ferrarese, ma non zona mare, più ad ovest, nell'entroterra verace.
" dimmi quanto ne vuoi e speta qua, che sento".
"mah, mi basta fumarne un po, con 5 mila ci vado bene".
Andai dal fratello dell'amico e chiesi, un suo amico mi diede dell'albanese "quello bon, no quelo pocià" ed andai dalla tipa.
Lei annusò e fu molto contenta della qualità, mi chiese se sapevo dove consumarla, le risposi di si ma che non era li comodissimo, ovviamente, quindi le proposi di portarcela.
"ok, andiamo con la tua auto? Io ho quella di papà, che non fuma"
Risi pensando al papà incuriosito dagli effluvi stagnanti in auto ed andammo con la mia.
Arrivammo, eravamo in mezzo a quella nebbia che solo chi vive nella zona da Venezia a Ravenna può capire, ma solo chi abita tra i rami del Po vede spesso, eravamo avvolti nella nebbia vera, fuori era solo lattiginoso nulla, mentre il fumo della canna vi si confondeva dentro, si che tutto era fumo, che aumentava quando mi passava qualche tiro, quando ebbe finito disse che avrebbe volentieri abbassato il sedile, e mi chiese come fare.
Qui necessita sapere che al tempo, avevo una ritmo di terza mano, in cui si abbassava i sedili mediante una rotella, posta tra la portiera ed il sedile, un po scomodi in effetti, le spiegai come fare ma non riusciva.
"Aspetta che ti aiuto".
E mi trovai in una posizione un po curiosa, dovendo allungare il braccio infatti, mi trovavo col visiso vicino ad un bel seno, che spuntava da una camicetta aperta di due bottoni, ben visibile attraverso il giaccone aperto, dato che avevo lasciato l'auto in moto per avere il riscaldamento.
Abbassai mentre dicevo, "posizione un po scomoda la mia, ma con un bel panorama", lo dissi scherzando, poi alzai lo sguardo che, con il senno di poi, potrei definire da micino curioso.
Lei sorrise "mettiti più comodo" e mi abbracciò portandomi a se, sicché mi  trovai col mento tra i suoi turgidi seni.
"questo è davvero il posto più morbido dove mettere il naso", (in quei tempi, la frase era il tormentone pubblicitario dei fazzoletti tempo) lei rise, mentre io mi accolavo col naso tra il collo ed i seni, cingendole il fianco.
Lei sorridendo mi accarezzò i fitti capelli che avevo al tempo, mentre un brivido di piacere mi scorreva lungo la schiena, "hai un tocco molto dolce, sembrano le dita di un angelo", lo dissi ruotando la testa verso i suoi occhi, lei mi prese il mentro tra le dita, mi portò a se e mi baciò, un bacio morbido e delicato, come ali di farfalla, io scivolai con la mano sotto la sua schiena  e la baciai ancora, ed ancora, ed ancora, fino a che la sua testa scivolò indietro, a cercare il poggiatesta.
Così io scesi a baciare il suo bellissimo collo d'avorio, e li indugiai, scendendo lentamente verso l'attaccatura delle clavicole, sentii le sue mani stringermi più forte, così scesi ancora con dolcezza, con calma, come quando aspetti che il gelato si sciolga quel tantinello prima di assaporarlo.
E si sciolse si, sentii il suo respiro farsi più intenso, le sue mani stringermi di più, il suo petto sporgersi verso di me, e l'istinto mi guidòlungo il dolce canion dei suoi seni, risalendo con calma, un bacetto dopo l'altro, a cercare la vetta, mentre due dirta, caute, prudenti ma risolute come commandos, aprivano i bottoni della camicetta, poi risalii con la mano ad accarezzarle la clavicola, e la spallina del reggiseno "si impigliò" nelle mie dita, pemettendomi di ammirare una splendida collina, i cui contorni seguii con dita timide e frementi.
Il suo respiro era ancora più intenso, mentre con uno sforzo muscolare non indifferente, tenevo sollevato il busto e, con le mani, le feci scivolare giù la camicietta ed il reggiseno, per poi  tuffarmi voluttuosamente, in tutto quel ben di Dio, cosa che lei a questo punto, chiaramente voleva.
"No aspetta, devo guardare".. mi staccai da lei, con la stessa felicità con cui un bambino si stacca dal giocattolo nuovo, la guardai tra lo stupito ed il piangente, come avrebbe fatto il bambino di prima..
"che c'è? Non ti piace più?" "Mi piace anche troppo... ah eccoli"
Estrasse un astuccio metallico, dentro c'èerano gli assorbenti, sotto due profilattici.
"mica vorremo pentircene?" "assolutamente no"
A quel punto, avuto il consenso esplicito a smutandarla, le mie mani cominciarono a vagare sul suo corpo, fino a che mi prese una mano, e se la portò sulle grandi labbra, premendomi poi le nocche del medio ed anulare dentro di se, capii e, con calma eseguii, si aprirono le chiuse del grande lago del desiderio, così la spogliai e fu mia, mentre io ero suo.

Dopo la prima con me sopra, restammo ancora abbracciati, la coccolavo, la baciavo e l'accarezzavo, passarono forse dei minuti, forse delle ore, non lo so, ma poi la guardai in fondo ai suoi bellissimi occhi neri, "ti voglio di nuovo".
Sorrise ed andò per aprire le gambe, ma facendo leva e rischiando una spalla, me la caricai in braccio mentre scivolavo sotto di lei "ti piace cavalcare?", lei rise, mi mise il secondo profilattico e mi cavalcò per bene, feci molto lo sborone "puoi cavalcarmi fino all'alba, se vuoi", lei spalancò gli occhi "davvero ce la fai?" "beh, il bello è provarci, no?"
E mi prese come meglio gradiva, finchè un PTONNGG non giunse da sotto il sedile, mentre il mio culo sprofondava, ed ancora STANNG... e cazzo... saltate due vecchie molle sotto il sedile, che presumibilmente aveva già partecipato ad altre dure battaglie, prima di questa.
MA GUAI CHE LEI SI FERMI, aprii le spalle, contrassi i glutei e risalii, mi disse "cos'è questo rumore?", "Bah, nulla, macchia un po vecchia, cigola" e proseguì nell'opera, mentre quei semi spettacolari e sodi come mermo mi dsi stagliavano davvanti agli occhi, quando la sua lingua non affondava volitiva nella mia bocca.
La portai indietro dopo un bel po, scoprii che in totale erano passate quasi quattro ore, che più belle e veloci della mia vita, le chiesi di rivederci, mi disse "meglio di no, sono impegnata".
Ripartii e vidi i miei amici, mi fermai a salutarli, chiesero dove fossi stato, risposi "un pò in giro, ma ora sono stanco, vado a letto", due mi guardarono strano, mentre risalivo in macchina, gli altri tre parlavano della juve.

Da quella notte, quella dopo cui si decreteva il vincitore di Sanremo, quando sento parlare degli ormai dimenticati Jalisse, l'unico che sorride, sono io, tornano con il pensiero a quella notte, a quella nebbia, a quei seni, a quel turbine di emozioni travolgente ed infinito.

« Ultima modifica: 02 Novembre 2016, 12:06:11 da Micione »

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Re: La vostra prima volta

« Risposta #3 del: 03 Novembre 2016, 15:50:10 »

Citato da: Samuel31862 il 01 Novembre 2016, 19:47:16

A che età e com'è andata?

Quasi un mese fa, a 24 anni. Lei non sa che per me è stata la prima volta, e non so se glielo dirò mai.
Comunque, ho fatto cilecca il primo giorno, il secondo no. Ma lei è stata tanto dolce e comprensiva.
E ti dirò anche che la cosa più bella che ricordo di quel weekend, non è tanto di quando scopavamo o facevamo i porci a letto, ma di quando una notte eravamo nudi nel letto, al buio, a baciarci e guardarci negli occhi con la sola illuminazione della luna che filtrava dalla finestra. Un momento magico.
Anche dormire insieme, specie nudi, è bello.
Il sesso alla fine, è poca roba. Me lo dicevano in molti qui e io non ci volevo credere, invece avevano ragione: non che non sia bello o importante (anzi, se non scopi fai una vita di merda), ma alla fine ciò che ti ricordi di quando stai con una donna non è la sua figa o come ti fa i pompini, bensì quello che ti fa provare il semplice fatto di stare con lei. Perchè ti fa sentire libero.
Qui c'è tutta la storia: http://seduzioneitaliana....de-a-provocare/msg127963/

« Ultima modifica: 03 Novembre 2016, 15:57:29 da Lupo »

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Re: La vostra prima volta

« Risposta #4 del: 04 Novembre 2016, 00:00:23 »

La mia è stata nell'estate della fine della 4° superiore, all'epoca ero un totale imbranato e avendo avuto un passato in cui ero decisamente in sovrappeso, avevo sia poca stima in me stesso, che nessuna dimestichezza con il gentil sesso. Conobbi una ragazza del mio paese, per l'età che aveva, ad esperienze e praticità stava ben sopra a molte ragazze che ho conosciuto nel tempo... Ma tornando a noi, in quel periodo da MdP mostruoso, in qualche maniera riuscì a tenerle testa, sebbene lei con me giocava senza problemi. Decidemmo di incontrarci, era un tardo pomeriggio di un sabato di agosto, io ero decisamente alla mia prima esperienza e per quanto fossi decisamente più possente di lei, mi sentivo un agnellino.
Manco il tempo di chiederci come andava, e cominciammo a baciarci, continuando nell'atto, iniziai a toccarla, le toccai la sua parte più prosperosa e fu una sensazione incredibile. Ma da verginello qual'ero non avevo il coraggio di toccare quella parte, perciò lei decise di farmi fare il passo che non avevo il coraggio di fare e mi mise la mano dentro i pantaloni...Era una cosa nuova, ma era una situazione bellissima, non credevo a me che stessi, finalmente facendo qualcosa di "spinto" con una ragazza.
Sapevo che la cosa non sarebbe finita qui e sapevo dove voleva (volevamo arrivare); perciò essendo gli unici umani dentro quel parco, decidemmo di trovare una zona appartata; ad ogni passo che facevo cresceva una sensazione ansia misto eccitazione che non avevo mai provato, ma che mi piaceva; guardavo la stronzetta e ne ero compiaciuto, perché ora toccava a me e avevo tra le mani una bella figliola.
Arrivati al punto, non sapevo più come muovermi; mi fece capire cosa voleva fare e mi slacciai i jeans mentre lei si inginocchiava davanti a me. Ora andrò controcorrente, il primo pompino che ricevetti non mi piacque per nulla, ma non per motivi della ragazza, ma per miei motivi di totale inesperienza; l'importante è che fece il suo lavoro ovvero preparami alla portata principale.
S'era portata dietro pure un asciugamano, c'aveva visto oltre a me, io m'ero portato dietro solo i profilattici appena acquistati, fatto sta che voleva sdraiarsi sul parco, ma capimmo subito che se mi fossi messo io sopra, con la pratica che c'avevo, saremmo andati avanti fino all'anno dopo senza fare nulla. Perciò mi distesi io, lei mi si mise sopra e mi disse "Sei pronto?", io con una faccia da ebete (sono certo che ebbi quella faccia) le dissi di si, nulla più...Lei fu la regista di tutto ciò che avvenne dopo, io in preda a varie emozioni contrastanti cercavo di godermi ogni attimo senza pensare ad altro se non a toccare quel candido corpo ed aggrapparmi ad esso. Ero molto teso, ad ogni attimo, non credevo a ciò che stava succedendo ed ero diviso. Una parte di me non voleva che finisse mai, l'altra parte di me voleva che finisse subito in quanto si sentiva in un certo modo "inferiore". L'atto in sé non fu questo gran che, anzi a posteriori potrei dire che fui una mezza ciofeca; però sentii che ci fu un specie di trapasso. Ovvero finalmente provai ciò che tanto desideravo ardentemente, ma dal desiderio alla realtà, mi resi conto che erano due cose diverse.
Nel giro di 7 giorni la vidi nuovamente, ed avemmo un secondo rapporto, a casa sua. Io non fui tanto diverso dalla prima volta, e provando qualcosa in più, si videro i miei limiti e la sua impazienza. La cosa non andò molto oltre, e lei si divertì a prendermi in giro per la poca esperienza; paradossalmente la cosa non mi toccò più di tanto, ne ci rimasi male per averla persa. Sapevo che il nostro incontro aveva uno scopo puramente sessuale e che non sarebbe stata lei la ragazza con cui avrei fatto l'amore. La rividi insieme a qualche buzzurro del  paesello, gente incapace di mettere due parole in croce. L'unico pensiero che mi venne in mente fu a quanto grosse e belle erano le sue poppe, per il resto nient'altro, non mi aveva lasciato un segno indelebile.

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