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Autore Topic:

La timidezza

(Letto 750 volte)

La timidezza

« del: 26 Aprile 2016, 09:49:30 »

Buongiorno a tutti utenti del forum!
Scrivo dal cellulare quindi non posso dilungarmi troppo in argomentazioni.

Sono una persona timida e che in genere fatica molto a entrare in empatia con persone nuove.
Quello che mi chiedo è : in generale come viene valutata la timidezza?
È necessariamente una cosa negativa o può essere vista in modo diverso?
In caso di risposta positiva all'ultima domanda, come può essere sfruttata a proprio vantaggio nel rimorchio?
Grazie a chi risponderà!!
R.F.

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Ralph Fiennes 90

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Re: La timidezza

« Risposta #1 del: 26 Aprile 2016, 13:51:12 »

Sarò breve e forse duro.
La timidezza può anche essere paura di se o di rapportarsi con gli altri, in pratica mancanza di palle.
Io per anni sono stato timido, per paura di rapportarmi con gente che, forse, mi avrebbe giudicato negativamente, questo anche per via delle mie precedenti esperienze.
Ora sono meno timido, ho imparato a sfruttare l'osservazione (vedi post del TM) in molteplici campi della mia vita, con buoni risultati.
T'invito a fare altrettanto, quando capirai che alla peggio ti mandano a fanculo ma non ti uccidono, avrai fatto un greande passo avanti.

Sappi però che devi essere pronto a farti violenza da solo, la tua "zona comfort" dovrà essere spaccata e in parte o del tutto smantellata, ti serve grande forza interiore per farlo ed ancora di più per mantenere il nuovo stato di cose, ma se ci sono tiuscito io puoi farcela benissimo anche tu, che essendo più giovane,hai una mente più elastica e pronta ad accettare certi cambiamenti.

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Si vede che stai diventando forte. Continua così e tra poco ce l' avrai fatta@Shark
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Re: La timidezza

« Risposta #2 del: 26 Aprile 2016, 14:08:15 »

Citato da: sfigatto il 26 Aprile 2016, 13:51:12

Sarò breve e forse duro.
La timidezza può anche essere paura di se o di rapportarsi con gli altri, in pratica mancanza di palle.
Io per anni sono stato timido, per paura di rapportarmi con gente che, forse, mi avrebbe giudicato negativamente, questo anche per via delle mie precedenti esperienze.
Ora sono meno timido, ho imparato a sfruttare l'osservazione (vedi post del TM) in molteplici campi della mia vita, con buoni risultati.
T'invito a fare altrettanto, quando capirai che alla peggio ti mandano a fanculo ma non ti uccidono, avrai fatto un greande passo avanti.

Sappi però che devi essere pronto a farti violenza da solo, la tua "zona comfort" dovrà essere spaccata e in parte o del tutto smantellata, ti serve grande forza interiore per farlo ed ancora di più per mantenere il nuovo stato di cose, ma se ci sono tiuscito io puoi farcela benissimo anche tu, che essendo più giovane,hai una mente più elastica e pronta ad accettare certi cambiamenti.

Grazie Sfigatto per la risposta!
Prima non ho dato molti elementi. Quello che provo è una cosa. Ho fatto passi da gigante nell'ultimo periodo nel contrastare l'ansia da approccio e in quello posso dire di essere migliorato.
Nel caso di conoscere gente nuova però pur non avendo paura o sentendomi inferiore a loro, non riesco a creare empatia come vorrei, come se non riuscissi ad aprirmi appieno. Forse in tal caso bisogna parlare di riservatezza o non so.

Comunque ripeto la domanda iniziale :la timidezza può avere risvolti positivi nel rimorchio?

Un saluto!

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Re: La timidezza

« Risposta #3 del: 26 Aprile 2016, 14:43:42 »

IMHO, la timidezza proprio no, la riservatezza invece si, quella è una gran dote, soprattutto sapendola dosare.
Del resto, a chi piace uno che appena lo hai conosciuto, ti mette i cazzi suoi in piazza, usandoti come una sorta di confidente/psicologo?
A ME NO!
A meno che non sia una che sto cercando di rimorchiare, nel qual caso ho una miniera di info. Exclamation

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Re: La timidezza

« Risposta #4 del: 26 Aprile 2016, 14:52:07 »

Specifico ancora meglio.
Non sto parlando di chi non riesce neanche a dire una parola quando si trova con persone nuove. Ma nel caso di una persona che fatica ad aprirsi con gli altri, e quindi timido, per risultare coerente con  il proprio essere, in che modo si può valorizzare tale aspetto caratteriale? (sempre se sia possibile).
Un timido che si atteggia da amicone di tutti alla fine risulta incoerente, e comunque si vedrebbe fin troppo facilmente che sta fingendo.

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Re: La timidezza

« Risposta #5 del: 26 Aprile 2016, 16:31:34 »

Citato da: Ralph Fiennes 90 il 26 Aprile 2016, 14:52:07

Ma nel caso di una persona che fatica ad aprirsi con gli altri, e quindi timido, per risultare coerente con  il proprio essere, in che modo si può valorizzare tale aspetto caratteriale? (sempre se sia possibile).

l'essere timidi non è un vantaggio. addirittura valorizzare tale aspetto mi sembra esagerato.
 

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Re: La timidezza

« Risposta #6 del: 26 Aprile 2016, 17:54:39 »

Citato da: Ralph Fiennes 90 il 26 Aprile 2016, 14:08:15

...
Nel caso di conoscere gente nuova però pur non avendo paura o sentendomi inferiore a loro, non riesco a creare empatia come vorrei, come se non riuscissi ad aprirmi appieno. Forse in tal caso bisogna parlare di riservatezza o non so.

La timidezza, la chiusura etc, sono comportamenti che sopraggiungono per adattamento ad un contesto nel quale un atteggiamento diverso sarebbe stato probabilmente più dannoso.
Se per anni hai mantenuto questo modo di fare, non è in due giorni che lo eliminerai: per farlo devi vivere la tua apertura in modo positivo e percepirla come una cosa che ti fa star bene. Se questo non avviene, a poco servono (IMHO) forzature di vario genere: non ne esci.

Citazione

Comunque ripeto la domanda iniziale :la timidezza può avere risvolti positivi nel rimorchio?

A meno che non trovi una con l'istinto materno che si scioglie vedendo in te il suo cucciolo perduto, direi di no.
In modo assoluto...

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Re: La timidezza

« Risposta #7 del: 26 Aprile 2016, 21:24:26 »

Citato da: TermYnator il 26 Aprile 2016, 17:54:39

La timidezza, la chiusura etc, sono comportamenti che sopraggiungono per adattamento ad un contesto nel quale un atteggiamento diverso sarebbe stato probabilmente più dannoso.
Se per anni hai mantenuto questo modo di fare, non è in due giorni che lo eliminerai: per farlo devi vivere la tua apertura in modo positivo e percepirla come una cosa che ti fa star bene. Se questo non avviene, a poco servono (IMHO) forzature di vario genere: non ne esci.A meno che non trovi una con l'istinto materno che si scioglie vedendo in te il suo cucciolo perduto, direi di no.
In modo assoluto...

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concordo con quanto da te scritto.
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Re: La timidezza

« Risposta #8 del: 26 Aprile 2016, 23:09:38 »

Citato da: TermYnator il 26 Aprile 2016, 17:54:39

La timidezza, la chiusura etc, sono comportamenti che sopraggiungono per adattamento ad un contesto nel quale un atteggiamento diverso sarebbe stato probabilmente più dannoso.
Se per anni hai mantenuto questo modo di fare, non è in due giorni che lo eliminerai: per farlo devi vivere la tua apertura in modo positivo e percepirla come una cosa che ti fa star bene. Se questo non avviene, a poco servono (IMHO) forzature di vario genere: non ne esci.A meno che non trovi una con l'istinto materno che si scioglie vedendo in te il suo cucciolo perduto, direi di no.
In modo assoluto...

 Heart

Illuminante come sempre Terminator!
Avevo letto un post sul BL da cucciolo un po' di tempo fa, che nel mio caso se collegato al carattere un po' chiuso,può rendere questo mio difetto meno precludente, e come dici te far sorgere nella ragazza spirito materno.

Poi come per l'ansia da approccio esistono diversi gradi di timidezza, diciamo che io fatico ad approfondire le conoscenze in quanto non riuscendo ad aprirmi come voglio, non creo empatia e connessione.

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Re: La timidezza

« Risposta #9 del: 27 Aprile 2016, 02:54:23 »

La timidezza affonda le sue radici nella paura: paura di essere giudicato, paura di essere malmenato, di venire mal percepito da altre persone. la timidezza è una risposta cronicizzata a uno stimolo esterno...se tu fossi vissuto tutta la tua vita in una zona di guerra o vivi o muori,quindi probabilmente saresti un guerriero che accorcia il cazzo a tutti quelli che provano ad avvicinarsi a lui con cattive intenzioni...invece ti trovi a vivere in un altro scenario.  Non bisogna confondere timidezza e riservatezza che sono due cose completamente diverse: io posso scegliere di essere riservato no a seconda dell'interlocutore, del grado di confidenza ecc. ma non provo disagio, al massimo la riservatezza mi può far acquisire dei punti di vantaggio. Il timido invece prova una situazione di disagio perché spesso pensa " ok vado lì e dico questo"...oppure " se avessi detto così invece..." cioè non è mai in grado di creare empatia e connessione, riesce sempre a sentirsi inadeguato: è rigido. Pensa sempre che a x corrisponda y. Devi quindi essere un po' meno severo con te stesso quando analizzi il tuo comportamento, non esistono schemi o parole vincenti...esiste l'uomo che c'è in te a renderti vincente che è diverso Wink. Osserva le persone,noterai che sono esseri umani come te, non vengono da un altra galassia, non sono migliori di te, vedrai che anche dietro a ogni persona più brillante o che tu pensi sia tale c'è in realtà un essere umano normalissimo. Per sconfiggere la timidezza occorre giocare un po' la vita...fregandosene ampiamente di ciò che gli altri possono pensare. Mii vengono in mente gli artisti: hai mai sentito di un pittore che dipinge ciò che gli altri vogliono o credono sia meglio? no. Essere creativi vuol dire esprimere te stesso e la visione che hai del mondo...per cui dedicati ad attività creative dando libero sfogo alla tua creatività...fregandotene ampiamente di ciò che gli altri possono pensare.  Lo stesso esercizio va fatto sul campo buttandosi un pelo non tanto per aprire o rimorchiare, quanto per sciogliersi.

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