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Autore Topic:

(In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

(Letto 747 volte)

(In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« del: 18 Luglio 2017, 17:29:42 »

(Per i Mod: avendo scritto un papiro, con la consueta sinteticità feminea, l'ho diviso in queste due parti. Ma se ritenete che sia meglio, accorpate pure il tutto! Grazie)
Abbiamo visto nella prima parte una storia familiare e femminile piuttosto classica.
Ma che ne è stato di me, e delle informazioni che avevo o non avevo ricevuto, una volta approdata al misterioso mondo del sesso? E per le ragazzine e ragazzini di oggi, è più facile o più difficile capirci qualcosa?

La teoria si infrange sulla pratica
Cresciuta con la mia corposa dose di informazioni mediche e biologiche, mi sentivo tecnicamente preparata. Il mio immaginario, volente o nolente, era intriso delle letture rubate nell’angolo ‘segreto’ della libreria di casa (letture, per quanto ‘di qualità’, in cui comunque tutte le femmine erano sempre pronte a un amplesso in ogni situazione o luogo o comitiva, e gli uomini non avevano mai una défaillance) e di ciò che del sesso trapelava dal cinema: anche qui, donne sempre perfette e senza mai un fastidio, atletismi surreali sui mobili della cucina o le lavatrici, amplessi coronati immancabilmente da orgasmi sincroni, mai nessun fraintendimento fra gli amanti, uomini tutti prestanti e di lunga durata, etc etc. Ottimo: mi sentivo una persona di larghe vedute, che si sarebbe goduta il sesso alla grande.
Arrivata alla mia ‘prima volta’... ops!  Razz Si è svelato un abisso tra le informazioni ricevute (che in assenza di esperienza giudicavo utili e anzi più approfondite di quelle che davano gli altri genitori) e la realtà.
Di fondamentale,  mi è mancata l'informazione che il sesso sia qualcosa.... che si impara! Voglio dire che, fino al momento in cui poi mi sono trovata a farlo davvero, pensavo che fosse qualcosa che viene spontaneo, e ‘subito giusto', quindi anche subito piacevole. Mi era passata l’idea che fare sesso fosse come... non so, camminare?... qualcosa che al momento del bisogno *sai fare* semplicemente perché è nella natura umana.

Necessità di informazioni di tipo diverso
Adesso credo che sarebbe importante trasmettere questo concetto quando si parla di sesso a chi ancora non l’ha fatto, cioè che la sintonia e lo stare bene si imparano un po’ per volta, e che il sesso non è fatto (almeno non solo!) di performance e tecnica. In più che ogni coppia, ma anche ogni singola persona, funziona a modo suo, e non si può mai dire che quello che è normale-desiderabile-piacevole a letto per qualcuno non sia l'opposto per qualcun'altro, e che quindi sarebbe bene astenersi dal dare giudizi o fare battutacce di sorta sulle altre persone.
Un altro buon motivo per offrire dei percorsi di educazione sessuale è che non è facile, all’inizio, stabilire se sia ‘normale’ provare (o non provare!) certe sensazioni... e spesso e volentieri non si hanno interlocutori con cui poterlo fare in sicurezza e trovando una risposta competente. La cosa migliora ovviamente con l’età, l’esperienza, le amicizie… ma da ragazzini credo che sarebbe importante avere la possibilità di un confronto con una figura professionale.
Oltre al tema del rapporto sessuale vero e proprio, ci sarebbero poi tantissime altre cose connesse alla sessualità di cui sarebbe utile parlare… a maggior ragione oggi, che siamo circondati da una sovraesposizione di sé come abitudine (con che consapevolezza ragazzine di 11 anni condividono selfie a dir poco provocanti?), e la pornografia è accessibile a chiunque in un click e esercita una fortissima influenza su aspettative e comportamenti.
Idealmente, l’educazione sessuale dovrebbe iniziare addirittura da bambini, e non solo con i bambini stessi, ma prima ancora con i loro genitori. Credo che moltissimi genitori, anche giovani, siano impreparati in questo campo. Per fare un esempio banalissimo, che portavo recentemente a SoS, se cercate su Google ‘il mio bambino/la mia bambina si tocca’, scoprirete reazioni agghiacciate e agghiaccianti di moltissimi genitori alla scoperta che i bambini giocano con i genitali fin da piccolissimi! C’è chi arriva a *legarli* perché non possano strusciarsi contro il seggiolone, o altre amenità simili. Se la nostra relazione col sesso inizia fin da piccini in questo modo…. lasciandoci un’impronta indelebile tramite cose che non possiamo nemmeno ricordare… possiamo immaginare i danni che può fare una educazione realmente repressiva, giudicante e moralista.

Pornografia portami via
Senza arrivare a questi eccessi, quello che vedo è che anche genitori giovani, informati e apparentemente tolleranti, faticano ad affrontare certi temi, ad esempio la pornografia. Ma si può non parlare ai ragazzini di pornografia, oggi come oggi? Io non credo proprio!
Senza un supporto e delle fonti di informazioni attendibili (che rispondano alle effettive curiosità dei ragazzi, e non a quello che gli adulti vorrebbero inculcare loro), si rischia così di delegare alla pornografia il ruolo di informatore e istruttore esclusivo, con tutti i malintesi che ne possono nascere. Credo sia superfluo che io mi dilunghi in esempi, no…? Partner instancabili, uccelli apparentemente lunghissimi e sempre rigorosamente privi di frenulo, orgasmi a ripetizione, e un sacco di ‘illusioni’ derivanti dalla regia, dal montaggio, dalle luci, dalla ‘recitazione’.
Alcuni di questi malintesi e falsi miti credo danneggino più i maschi, altri forse le femmine.... soprattutto laddove si assorbe l'idea che essere 'brave' e approvate dai maschi significa fornire una determinata prestazione, indipendentemente dal significato emotivo che questa ha per noi.
Paradossalmente, ma forse neanche tanto, un pornoattore come Rocco Siffredi si è fatto portavoce per una campagna di educazione sessuale nelle scuole. Probabilmente ha più informazioni serie e fondate lui da dare, rispetto a tanti professori costretti a occuparsi controvoglia dello scabroso tema…

Insomma: magari non sarà facilissimo che questi discorsi avvengano tra genitori e figli, ma i tempi sono cambiati e dal canto mio credo che cercherò di comunicare anche altri tipi di concetti.... perché il sesso ha un ruolo troppo importante nelle nostre vite per essere relegato a una asettica spiegazione biologico-medica. Su questo mi interessa molto sapere cosa ne pensate voi maschi, e soprattutto quelli più giovani: cosa avreste voluto che vi dicessero in casa? Oppure no, niente, meglio trovare tutte le informazioni all’esterno? Avete degli esempi positivi da riportare, di informazioni che sono state poi utili, ricevute in modo discreto, completo e non impositivo?

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #1 del: 19 Luglio 2017, 21:55:54 »

Citato da: Whiteout il 18 Luglio 2017, 17:29:42

La teoria si infrange sulla pratica
Cresciuta con la mia corposa dose di informazioni mediche e biologiche, mi sentivo tecnicamente preparata. Il mio immaginario, volente o nolente, era intriso delle letture rubate nell’angolo ‘segreto’ della libreria di casa (letture, per quanto ‘di qualità’, in cui comunque tutte le femmine erano sempre pronte a un amplesso in ogni situazione o luogo o comitiva, e gli uomini non avevano mai una défaillance) e di ciò che del sesso trapelava dal cinema: anche qui, donne sempre perfette e senza mai un fastidio, atletismi surreali sui mobili della cucina o le lavatrici, amplessi coronati immancabilmente da orgasmi sincroni, mai nessun fraintendimento fra gli amanti, uomini tutti prestanti e di lunga durata, etc etc. Ottimo: mi sentivo una persona di larghe vedute, che si sarebbe goduta il sesso alla grande.
Arrivata alla mia ‘prima volta’... ops!  Razz Si è svelato un abisso tra le informazioni ricevute (che in assenza di esperienza giudicavo utili e anzi più approfondite di quelle che davano gli altri genitori) e la realtà.
Di fondamentale,  mi è mancata l'informazione che il sesso sia qualcosa.... che si impara! Voglio dire che, fino al momento in cui poi mi sono trovata a farlo davvero, pensavo che fosse qualcosa che viene spontaneo, e ‘subito giusto', quindi anche subito piacevole. Mi era passata l’idea che fare sesso fosse come... non so, camminare?... qualcosa che al momento del bisogno *sai fare* semplicemente perché è nella natura umana.

Spesso siamo noi maschi che partiamo convinti che il sesso sia qualcosa dove dobbiamo necessariamente essere come Rocco Siffredi, poi ci scontriamo con una realtà che riteniamo non soddisfacente (quando invece potrebbe esserlo se ci facessimo meno illusioni).
E' la prima volta però che sento la stessa cosa da una voce femminile.  Smile

+1

Citato da: Whiteout il 18 Luglio 2017, 17:29:42

Su questo mi interessa molto sapere cosa ne pensate voi maschi, e soprattutto quelli più giovani: cosa avreste voluto che vi dicessero in casa? Oppure no, niente, meglio trovare tutte le informazioni all’esterno? Avete degli esempi positivi da riportare, di informazioni che sono state poi utili, ricevute in modo discreto, completo e non impositivo?

Da me in famiglia non si è mai parlato di sesso, personalmente per un certo periodo non gli ho nemmeno dato un'importanza particolare, per me era un qualcosa che "come viene, viene" senza preoccuparmi minimamente della qualità. Addirittura mi sembrava strano che i miei coetanei facessero discorsi su quale preservativo fosse meglio o altre cose simili  Grin

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #2 del: 01 Agosto 2017, 10:16:59 »

Gran be post, +1 Thumbs Up

Per quanto riguarda la pornografia, posso dire che gli effetti speciali ci sono anche li, e sono relativamente difficili da vedere nei filmati, ma ci sono.
Inoltre occorre specificare che, quei maschi, sono selezionati in maniera rigorosa, il 90% di chi bazzica questo forum sarebbe scartato per due motivi basilari.

- l'attrezzo, deve essere un attrezzo di misure superiori alla media, almeno di un po.
Un normale pisello da una dozzina di centimetri o poco più, con diametro in proporzione alla lunghezza, non è il meglio a scopo pornografico, li occorre essere nella parte alta della media, con minimo 14 o 15 centimetri di bastone e che sia grosso.
- la testa di chi lo usa, perchè scopare una come vuole il regista, davanti a diverse persone non è facile.
E si ragazzi, il set non è fatto da due che trombano ed uno con la videocamera, a meno che non siano gli home made video, nel qual caso però di solito la cosa fa un po schifetto come risultato finale.
Mettete in conto, due tecnici luci, minimo un operatore video, il regista e l'aiuto regista, il produttore, il fotografo, minimo due attrezzisti e la costumista, ma potrebbero esserci anche altre 4 persone.
Ora, voi avete davanti la tipa, ma dovete scoparvela come vuole il regista, con il video operatore sempre a meno dui un metro e mezzo da voi, tipo guardone sfacciato, e sempre in favore di camera, perchè voi siete li per fare il video, non per divertirvi.

Pensate che l'attrezzo stia su da solo in quelle condizioni? Se non siete professionisti e non avete una certa vocazione al mettervi in mostra, non si alza di certo, vi serviranno pastigliaggi tipo viagra o cialis, o altre cose che, comunque, lavorano sul cuore e sulla pressione sanguigna, cose quindi potenzialmente dannose per la vostra salute.
Inoltre la pornografia è il regno di ferro delle donne, sono loro che hanno la parte del leone e che tirano i giochi, le donne non puoi stabilire che vengono o se fingono, quindi se il regista dice vieni, loro vengono.
Possono pensare che devono ancora fare la spesa e che quel rumorino alla lavastoviglie forse è un possibile danno, ma tu che vedi il suo orgasmo, mentre inarca la schiena e strabuzza gli occhi a bocca spalancata, non lo sai che è falso come una banconota da 34.65€
Te vedi il video e raspi il palo, ma il tutto è davvero irreale, tranne l'orgasmo maschile, quello non puoi fingerlo, ecco perchè i porno attori sono strapagati, in mezzo a quella ressa, loro vengono davvero e vengono anche 5 volte in un giorno di lavoro, il tutto per 15 minuti di filmato ed un solo orgasmo sul prodotto finito.

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #3 del: 10 Settembre 2017, 09:43:38 »

Citato da: AlterEgo il 19 Luglio 2017, 21:55:54

Spesso siamo noi maschi che partiamo convinti che il sesso sia qualcosa dove dobbiamo necessariamente essere come Rocco Siffredi, poi ci scontriamo con una realtà che riteniamo non soddisfacente (quando invece potrebbe esserlo se ci facessimo meno illusioni).
E' la prima volta però che sento la stessa cosa da una voce femminile.  Smile

Mi sa che le donne non dicono tutto, allora  Rolling Eyes

Citato da: Micione il 01 Agosto 2017, 10:16:59

Per quanto riguarda la pornografia (...)
(...) sempre in favore di camera, perchè voi siete li per fare il video, non per divertirvi.

Esatto. Io ho trovato molto istruttivo leggere alcuni blog o interviste di 'sex workers' (ovviamente vanno selezionati quelli che dimostrano piena consapevolezza e spiegano le cose in modo onesto), perché raccontando del loro lavoro ne rendono i meccanismi riconoscibili togliendo una certa 'mitizzazione' della performance. Più o meno quello che hai riassunto in questo post!

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #4 del: 14 Settembre 2017, 12:09:04 »

Citato da: Micione il 01 Agosto 2017, 10:16:59

...
- l'attrezzo, deve essere un attrezzo di misure superiori alla media, almeno di un po.
Un normale pisello da una dozzina di centimetri o poco più, con diametro in proporzione alla lunghezza...

Normale se hai 8 anni...  Exclamation

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #5 del: 14 Settembre 2017, 16:00:45 »

Ok, a memoria ho sbagliato di 1.12 centimetri. Smile

http://www.focus.it/scien...ze/le-dimensioni-del-pene

   < 1/11 > In base a un articolo pubblicato sul British Journal of Urology International nel 2015, le dimensioni medie dell'organo genitale maschile sono di 9,16 cm "a riposo" e 13,12 cm in erezione.
Al di là delle facili ironie, la ricerca ha lo scopo di fornire dati scientifici precisi per placare le insicurezze degli uomini in materia, che possono dare origine a problemi psicologici seri.

   < 2/11 > Piccola torcia.

David Veale, psichiatra del South London and Maudsley NHS Foundation Trust, ha passato in rassegna con i colleghi 17 studi scientifici condotti su un totale di 15.521 uomini da tutto il mondo, con misurazioni effettuate dai clinici secondo procedure standardizzate. Uno dei problemi in questo campo è che molti studi si basano su autovalutazioni - spesso troppo "generose" - delle proprie dimensioni.

Dal vasto campione emerge che la lunghezza media del pene maschile è - come accennato - di 9,16 cm di lunghezza, e 9,13 di circonferenza, quando l'organo è flaccido, e 13,12 cm di lunghezza, per 11,66 di circonferenza, in erezione. Le eccezioni alla media sono piuttosto rare: solo 5 uomini su 100 hanno genitali più lunghi di 16 cm, e solo 5 su 100 hanno un pene più corto di 10 cm. La lunghezza considerata va dall'osso pubico alla punta del glande, ed esclude pieghe cutanee o centimetri di grasso.

Lo studio risponde anche ad alcuni dei più comuni stereotipi su misure, altezza e provenienza geografica. Non sono state trovate correlazioni significative tra misure del pene ed etnia anche perché - sottolinea Veale - la maggior parte degli uomini del campione è di origine caucasica. Due studi su 17 hanno sottolineato una debole correlazione tra lunghezza del pene e numero di scarpa, ma tutti gli altri no, così come non sono state dimostrati legami tra dimensioni dei genitali, altezza e indice di massa corporea

Fonte: "Focus on line"

« Ultima modifica: 14 Settembre 2017, 16:02:59 da Micione »

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #6 del: 14 Settembre 2017, 17:43:22 »

Citato da: Micione il 14 Settembre 2017, 16:00:45

...David Veale, psichiatra del South London and Maudsley NHS Foundation Trust, ha passato in rassegna con i colleghi 17 studi scientifici condotti su un totale di 15.521 uomini da tutto il mondo, con misurazioni effettuate dai clinici secondo procedure standardizzate. Uno dei problemi in questo campo è che molti studi si basano su autovalutazioni - spesso troppo "generose" - delle proprie dimensioni.

Dal vasto campione emerge che la lunghezza media del pene maschile è - come accennato - di 9,16 cm di lunghezza, e 9,13 di circonferenza, quando l'organo è flaccido, e 13,12 cm di lunghezza, per 11,66 di circonferenza, in erezione. Le eccezioni alla media sono piuttosto rare: solo 5 uomini su 100 hanno genitali più lunghi di 16 cm, e solo 5 su 100 hanno un pene più corto di 10 cm. La lunghezza considerata va dall'osso pubico alla punta del glande, ed esclude pieghe cutanee o centimetri di grasso.

Ma neanche per idea. Normale significa nella norma. Ma la norma per una specie a differenziazione geografica come la nostra non equivale a fare la misura media dei piselli, senza dire come viene scelto il campione, quanti cinesi e quanti congolesi... Un cinese ha un gingillino di 10 cm di media. Un congolese sfiora i 18.
LA media degli italiani pare si attesti intorno ai 15  ( ed a me sembrava pure poco).
E' evidente che se uno prende 5 cinesi, un congolese un italiano e fa la media, venga fuori un dato che non rispecchia la realtà: avremmo infatti 10,375 di media.
Ma a quel punto un microdotato italiano con il suo 12 cm potrebbe ritenersi superdotato... Finchè non va a fare pipì con l'amico che sta realmente nella media, o con il venditore di parei senegalese che li straccia tutti e due messi assieme...

CMQ, fine Off Topic.

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« Ultima modifica: 14 Settembre 2017, 17:44:57 da TermYnator »

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #7 del: 15 Settembre 2017, 14:46:47 »

Oh, uno cerca di fare un discorso serio sul sesso, e arrivano gli uomini a discutere di lunghezza.... un classico!  Laughing

Notizia trovata oggi in rete, che cade a fagiuolo col mio discorso.... (e da chi doveva provenire un'idea al passo coi tempi, se non proprio dal mondo del porno...?!  Cheesy).
Un progetto di Erika Lust, per aiutare i genitori ad avere una 'porn talk' coi figli, visto che evitare l'inevitabile argomento porterebbe solo a far sì che i figli lo guardino comunque, ma senza avere nessuno cui esprimere dubbi e perplessità.
Un breve estratto dal sito:

"Il porno rischia di confondere le idee dei ragazzi su come il sesso sia correlato alla sensualità ed alle relazioni affettive, perché spesso separa il sesso dalla sfera emotiva. Inoltre, fornisce loro dei modelli irrealistici ed irraggiungibili quanto ad aspetto fisico, abbigliamento ed atteggiamenti. È necessario insegnare ai ragazzi che il sesso reale è molto più complesso di ciò che si vede nel porno online.
Vogliamo incoraggiarti ad educare, anzichè proibire.
È fondamentale, quando parli di porno con i tuoi ragazzi, incoraggiarli a capire anzichè semplicemente dire loro che non bisogna guardarli: altrimenti, non vorranno affrontare il discorso con te"

http://thepornconversation.org/it/

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #8 del: 18 Settembre 2017, 22:51:38 »

Questo secondo capitolo mi piace anche più del primo, forse perchè lo trovo più sintonizzato ai miei attuali interessi e studi; comunque complimenti per il post!

Citazione

Per fare un esempio banalissimo, che portavo recentemente a SoS, se cercate su Google ‘il mio bambino/la mia bambina si tocca’, scoprirete reazioni agghiacciate e agghiaccianti di moltissimi genitori alla scoperta che i bambini giocano con i genitali fin da piccolissimi! C’è chi arriva a *legarli* perché non possano strusciarsi contro il seggiolone, o altre amenità simili. Se la nostra relazione col sesso inizia fin da piccini in questo modo…. lasciandoci un’impronta indelebile tramite cose che non possiamo nemmeno ricordare… possiamo immaginare i danni che può fare una educazione realmente repressiva, giudicante e moralista.

Chissà che faccia farebbero se sapessero che i feti maschili iniziano ad avere erezioni durante l'ultimo mese di gestazione Grin

La necessità di un' educazione o comunque di una figura a cui riferirsi liberamente in caso di dubbi è fondamentale per dare prima di tutti informazioni adeguate e realistiche combattendo l'egemonia del porno e in seguito per fornire una visione della sessualità più estesa e comprensiva che tenga conto del ruolo dei sentimenti, del ruolo del piacere e del ruolo del'intimità.

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #9 del: 19 Settembre 2017, 14:49:11 »

Citato da: SoS il 18 Settembre 2017, 22:51:38

Questo secondo capitolo mi piace anche più del primo, forse perchè lo trovo più sintonizzato ai miei attuali interessi e studi

Grazie, mi fa proprio piacere!

Citato da: SoS il 18 Settembre 2017, 22:51:38

Chissà che faccia farebbero se sapessero che i feti maschili iniziano ad avere erezioni durante l'ultimo mese di gestazione Grin

Dai!? Ahahahaha, negherebbero l'evidenza e sgranerebbero un rosario ad ogni buon conto.
Che poi tutta la questione gravidanza-parto-prima infanzia è tutta 'desessualizzata', in buona misura probabilmente per esorcizzare fantasmi di abusi e dare all'insieme un'aura un po' mistica, ma tutto è invece molto 'carnale', fisico e pieno di connotazioni sensuali. Vabbè.... ot!

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #10 del: 28 Settembre 2017, 12:29:07 »

Citato da: Whiteout il 18 Luglio 2017, 17:29:42

La teoria si infrange sulla pratica
Cresciuta con la mia corposa dose di informazioni mediche e biologiche, mi sentivo tecnicamente preparata. Il mio immaginario, volente o nolente, era intriso delle letture rubate nell’angolo ‘segreto’ della libreria di casa (letture, per quanto ‘di qualità’, in cui comunque tutte le femmine erano sempre pronte a un amplesso in ogni situazione o luogo o comitiva, e gli uomini non avevano mai una défaillance) e di ciò che del sesso trapelava dal cinema: anche qui, donne sempre perfette e senza mai un fastidio, atletismi surreali sui mobili della cucina o le lavatrici, amplessi coronati immancabilmente da orgasmi sincroni, mai nessun fraintendimento fra gli amanti, uomini tutti prestanti e di lunga durata, etc etc. Ottimo: mi sentivo una persona di larghe vedute, che si sarebbe goduta il sesso alla grande.
Arrivata alla mia ‘prima volta’... ops!  Razz Si è svelato un abisso tra le informazioni ricevute (che in assenza di esperienza giudicavo utili e anzi più approfondite di quelle che davano gli altri genitori) e la realtà.
Di fondamentale,  mi è mancata l'informazione che il sesso sia qualcosa.... che si impara! Voglio dire che, fino al momento in cui poi mi sono trovata a farlo davvero, pensavo che fosse qualcosa che viene spontaneo, e ‘subito giusto', quindi anche subito piacevole. Mi era passata l’idea che fare sesso fosse come... non so, camminare?... qualcosa che al momento del bisogno *sai fare* semplicemente perché è nella natura umana.

Secondo me l'educazione sessuale dovrebbe essere un po' più semplice e meno complicata,  volta più a mettere in guardia senza per questo spaventare nessuno....bene informare i giovani su i rischi, sulle malattie su ciò che può impedire loro di vivere il sesso per quello che è(complessi): qualcosa di naturale, dove ognuno di noi scopre il mondo che ha dentro di sé. Un educazione che non sia una serie di "tecniche"...che lasciano il tempo che trovano perché come hai specificato tu, un conto è studiarlo, altra cosa è farlo! chi dice che il sesso vada insegnato dice una escrementata perché il sesso non si insegna...si vive e basta, infatti ho parlato di educazione sessuale che è un altra cosa.

Citato da: Whiteout il 18 Luglio 2017, 17:29:42

Un altro buon motivo per offrire dei percorsi di educazione sessuale è che non è facile, all’inizio, stabilire se sia ‘normale’ provare (o non provare!) certe sensazioni... e spesso e volentieri non si hanno interlocutori con cui poterlo fare in sicurezza e trovando una risposta competente. La cosa migliora ovviamente con l’età, l’esperienza, le amicizie… ma da ragazzini credo che sarebbe importante avere la possibilità di un confronto con una figura professionale.

Questo dipende dalla serietà e dalla sensibilità con cui si affronta il tema....il fatto che ci siano persone che fanno osservazioni, battute e che non prendono la cosa sul serio è semplicemente il sintomo di un certo individualismo, in cui ascoltare gli altri diventa noioso e inutile....non ci si mette nei panni dell'altro, non si pensa " è un essere umano come me, vive sullo stesso pianeta e per quanto possiamo essere diversi abbiamo cose che ci accomunano". Quando si incontrano  è bene evitarle.

 L'educazione moralista a cui fai riferimento è il retaggio di un periodo in cui il sesso veniva visto come un castigo di dio( aggiungici poi che spesso il sesso non è altro che una scusa per esercitare un controllo).Quello che oggi manca secondo me....è proprio la morale. Non fraintendermi non intendo la morale severa e bigotta ma un "equilibrio responsabile" scevro da giudizi e secondi fini. Dopo il periodo clericale è arrivato il 68 a raccontare la favola che il sesso doveva essere libero e aperto....ma in realtà oggi non siamo né così liberi né così aperti. Il progresso tecnologico ha rivoluzionato la nostra vita...pensa quanto era difficile negli anni 60 procurarsi un giornaletto e come oggi puoi andare  su un sito con un clic. I canali di comunicazione propongono modelli da prendere a esempio con maggiore visibilità...a mio avviso bisognerebbe uscire da questa "anarchia sessuale" e insegnare invece l'educazione sessuale come volta a vivere il sesso in serenità e nel pieno rispetto e ascolto dell'altro, rifuggendo da quegli assurdi luoghi comuni che invece non fanno altro che allontanare sempre di più donne e uomini.

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #11 del: 05 Ottobre 2017, 13:09:45 »

Citato da: Pintahouse il 28 Settembre 2017, 12:29:07

a mio avviso bisognerebbe uscire da questa "anarchia sessuale" e insegnare invece l'educazione sessuale come volta a vivere il sesso in serenità e nel pieno rispetto e ascolto dell'altro, rifuggendo da quegli assurdi luoghi comuni che invece non fanno altro che allontanare sempre di più donne e uomini.

Esattamente. Grazie Pinta del contributo  Wink

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Re: (In)educazione sessuale. Parte 2) E adesso…?

« Risposta #12 del: 05 Ottobre 2017, 18:48:16 »

Citato da: Whiteout il 05 Ottobre 2017, 13:09:45

Esattamente. Grazie Pinta del contributo  Wink

ma figurati! è un piacere Smile

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