[Sono ancora viva. Avevo iniziato questo articoletto due mesi fa, con l'intenzione di inserirlo nel giro di due o tre giorni, invece son stata investita da una miriade di situazioni più o meno negative. Ma ne sto uscendo, anche se non assicuro una presenza costante come quella dei primi mesi. Spero che l'articoletto concluso ad un'ora barbara (le 6.30), vi sia di gradimento.]
 
Per un attimo scordiamoci di quelle pubblicità di profumi e deodoranti “for men” dove tizi dall’addominale scolpito vengono inseguiti da un nugolo di donne, che come segugi impazziti annusano l’aria inebriate. Diciamo che i feromoni (o ferormoni) hanno un ruolo rilevante anche nella specie umana, ma ovviamente non sono alla base di quel genere di esagerazioni da marketing, che spesso e volentieri siamo costretti a vedere.
La parola FEROMONI deriva da due parole greche “pheran” e “horman” che significano “portante eccitazione”. Da qui è facile comprendere la funzione di tali ormoni, che difatti rivestono un ruolo molto importante sia in natura, che nella specie umana, proprio nell’ambito sessuale (e non solo…ma lo vedremo fra un po’).
Gli esseri umani in tempi passati erano sicuramente in grado di produrre ed emettere feromoni, ma con l’evoluzione l’uomo ha iniziato ad emetterli solo quando suda. Ovviamente lavandosi, si detergono via sudore e feromoni, che son prodotti in quantità differenti da persona a persona. Ovviamente se si suda a fare schifo, non significa che quell’odorino acre e disgustoso riesca ad attirare femmine, perché tali ormoni utili all’eccitazione non hanno odore. Inoltre i feromoni tendono ad essere prodotti in minor misura con il passare del tempo.

Il problema principale sorge proprio dal campo dell’evoluzione, difatti nell’uomo è difficile comprendere quali siano i feromoni perché -a differenza di un animale- tende ad essere meno influenzato dai fattori chimici, ad esempio basandosi su contesto, educazione, morale, ecc.
Quindi ancora oggi non si sa con chiarezza quali siano i feromoni umani, ma ci sono pochi esempi di cambiamenti comportamentali, indotti dagli ormoni, che lasciano presagire l’esistenza di un mondo ben poco facile da prendere in analisi, mar pur sempre presente.
Ad esempio il ciclo mestruale si sincronizza con quello di altre donne -se a stretto contatto per un periodo variabile- attraverso la scesa in campo di una secrezione ascellare.
Oppure alcune secrezioni ascellari maschili che rilasciano cortisolo (ormone dello stress), influenzando il rilascio di ormone luteinizzante nella donna, che altro non è che l’ormone che regola alcune fasi importanti del ciclo; diciamo che è un incentivo alla fertilità, vista la scesa in campo di progesterone, ecc…e come già ho detto in un’altra occasione: l’uomo è inconsciamente attratto da una donna che in quel momento è nel suo periodo fertile (fase luteale).
Un altro esempio è la reazione dei neonati esposti alle secrezioni delle ghiandole di Montgomery (i puntini in prossimità di capezzolo e areola) delle donne in stato di allattamento, difatti i bambini esposti anche se addormentati aprivano la bocca ed iniziavano a succhiare, dando così dimostrazione dell’effettiva reazione inconscia in presenza di secrezioni ormonali.

Nonostante siano passati 50anni dalle prime scoperte riguardo i feromoni, ancora oggi non si è riusciti ad identificare le sostanze, né comprendere appieno come agiscano, seppur recentemente siano stati eseguiti svariati studi che hanno dimostrato ulteriormente come quel tipo di ormoni siano in grado di influenzare il comportamento umano, nelle più svariate occasioni. Si parla di stress, aggressività, ambito sessuale, rapporto madre-figlio (ci son donne che riconoscono il proprio neonato esclusivamente dall’odore), ed è chiaro quindi che questi ormoni siano parte integrante del vivere umano.
Probabilmente anni di evoluzione ci hanno messi in condizione di “dimenticare” l’uso massiccio di feromoni, come spesso invece succede nel mondo animale dove svolgono ruoli chiave persino nella coordinazione dei membri della stessa specie o fungono da allarme per quelli di altre specie, come nel caso del marcamento del territorio.

E’ possibile comunque classificare in quattro classi i feromoni, in base all’effetto che scaturiscono:
- feromoni traccianti (trace): come nel caso delle api, servono a membri della stessa specie per l’organizzazione di spostamenti, per la ricerca di cibo, ecc;
- feromoni di allarme (alarm): emessi in situazioni di pericolo;
- feromoni scatenanti (primer):  che inducono in chi è esposto, modifiche comportamentali e/o fisiologiche;
- feromoni di segnalazione (releaser): che stimolano comportamenti aggressivi o di accoppiamento in chi viene esposto.

In base alla classificazione ed in base ai pochi esempi legati all’universo umano, è possibile dire astrattamente che alcune situazioni della vita di tutti i giorni potrebbero essere inconsciamente regolate dalla presenza di questi ormoni. Avete presente quando dite di avere una sensazione negativa verso quel ragazzo che sentite possa crearvi problemi con la vostra donna? Oppure quando sentite di essere attratti verso qualcuno, inspiegabilmente o quando “sentite” che chi vi sta accanto è sessualmente attratto da voi? Oppure quando a pelle qualcuno vi porta ad una reazione aggressiva o di simpatia?

Penso proprio che in una misura ancora da rilevare anche nell'uomo gli ormoni influenzino la sfera del comportamento, forse anche più di quanto sospettiamo.

Con questo articoletto -partorito in due step dopo mesi di assenza per problemi personali - volevo dare una infarinatura generale sull'ambito dei feromoni, per comprendere cosa siano, cosa possano essere e cosa NON possano essere, visto che su internet è pieno di siti che -ricamando sulla ingenuità di uomini e donne- tentano di vendere “feromoni umani” per essere irresistibili…quando ancora oggi, nemmeno il massimo esperto in questo campo conosce le sostanze chimiche umane che possano influenzare chiaramente il comportamento umano.