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Autore Topic:

DALLA PARTE DEI BAMBINI: 1) la Salute

(Letto 314 volte)

DALLA PARTE DEI BAMBINI: 1) la Salute

« del: 18 Marzo 2017, 16:05:05 »

DALLA PARTE DEI BAMBINI PRIMA PARTE:
SALUTE

Una cosa che mi ha sempre colpito, e che ai movimenti, giustissimi, di difesa della dignità della donna (che è un concetto molto più sottile che non "difesa della donna") non è mai corrisposto una difesa della dignità del maschio, in quanto maschio. Della sua grazia e bellezza in quanto uomo.
Ora, non voglio confondere i piani.
È chiaro che non sono gli stessi identici tipi di disparità, come quella economica o sociale, nonché alcuni arcaici retaggi di un passato pesante. Le donne devono faticare molto più degli uomini in determinati aspetti (e parlo solo del mondo occidentale democratico).
È chiaro.

Tuttavia in questo strano mondo in rapido cambiamento, l'uomo sta subendo diverse sconfitte che definisco impropriamente "darwiniane", perché dovute alla difficoltà ad adattarsi rapidamente ad un ambiente diverso (e spesso più ostile) rispetto a quello affrontato dai loro padri.

Non è una chiacchiera.
Oggi non parliamo nemmeno di scienze sociali, ma di medicina e salute.

Vi segnalo un servizio dal sapore di un film horror: i maschi, per come li conosciamo, stanno sparendo.

http://www.raiplay.it/vid...72-9c08-16b9bbc9745b.html

Si tratta di notizie conosciute già da qualche anno all'interno della comunità scientifica. Come spesso accade. È difficile proporre una soluzione di ampio respiro se un problema non viene percepito come un urgenza dalla società civile.
Una domanda interessante è: perché questo non viene percepito come un problema di tutti?
la risposta questa domanda è seconda solo a: come lo risolviamo? Ma poca attenzione si è posta in merito a come faccia a non essere percepito come un problema erga omnes.

Il maschio è in via di estinzione? L'inchiesta cerca di fornire spiegazioni al calo delle nascite in Italia nel 2016 e, in generale, nell'ultimo decennio.

Il numero degli spermatozoi è crollato, il testosterone di un uomo di 60 anni oggi è molto più basso rispetto a quello di suo padre quando aveva la stessa età, in Italia un ragazzo su 3 è a rischio infertilità e la sterilità maschile è raddoppiata in 20 anni. Nel nostro paese ormai una coppia su 5 non riesce ad avere figli e ricorre alla fecondazione in vitro, tecnica complessa e molto costosa. Non solo, anche il pene dei giovani d’oggi è più corto di quasi un centimetro rispetto al passato. Poi ci sono casi più estremi, ma in fondo non così rari, di uomini che sviluppano il seno. Il fenomeno è da diversi anni oggetto di ricerca in tutto il mondo.

Non è un problema "da ridere" ma che riguarda la nostra salute col passare dell'età, nonché la possibilità di continuare ad esistere come razza.

Un breve approfondimento della trasmissione, su fb, presenta ulteriori dati preoccupanti in merito al mutamento.
I ragazzi di oggi sono più alti, ma lo sono perché hanno le gambe più lunghe, le braccia più lunghe… Stanno salutando tutte quelle che sono le normali, e sane, proporzioni:

https://www.facebook.com/...videos/10158443296390523/

Vedeteli entrambi, anche solo a spezzoni e a rate (il primo è lungo e interrotto da altri servizi che non c'entrano) ma vedeteli.
È la nostra salute.
Ci riguarda seriamente.

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TeoMat

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Re: DALLA PARTE DEI BAMBINI: 1) la Salute

« Risposta #1 del: 18 Marzo 2017, 16:31:54 »

+1 è poco, ma intanto +1  Thumbs Up
aspetto di avere tempo di vedere tutto prima di un commento nel merito.
mi piace anche il richiamo del titolo a una celebra opera (che non ha perso la sua importanza), e soprattutto che ci sia una parte 1)... quindi auspico interessanti seguiti.

« Ultima modifica: 18 Marzo 2017, 16:33:58 da Whiteout »

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Re: DALLA PARTE DEI BAMBINI: 1) la Salute

« Risposta #2 del: 18 Marzo 2017, 17:52:43 »

+1 Thumbs Up

 Razz

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JeanCloud

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Re: DALLA PARTE DEI BAMBINI: 1) la Salute

« Risposta #3 del: 19 Marzo 2017, 19:44:07 »

Ecco, ho guardato tutto.
Sì, il quadro generale è sconfortante e preoccupante. Mi riferisco soprattutto alla scarsa consapevolezza da parte del cittadino medio sulle conseguenze a lungo termine delle sue scelte (di consumo principalmente, ma non solo).
Ho alcuni commenti sul servizio, in ordine sparso:

- 'Il fallimento riproduttivo della società' credo andrebbe meglio contestualizzato e guardato con occhio critico. Il focus della trasmissione è la denatalità italiana/europea, anche se viene fatto un accenno ad altri Paesi in cui il problema è sentito. Si tratta comunque di paesi industrializzati, 'sviluppati'. Ora, più l'obiettivo con cui osserviamo si allarga, più cambia la prospettiva. Se prendessi la sola Italia, credo che nella riduzione di natalità siano assolutamente preponderanti problemi di ordine socioeconomico rispetto a quelli strettamente legati alla ipo/in-fertilità da contaminanti chimici. Se guardo al mondo nel suo complesso, la natalità in certe aree è elevata: nella classifica dei paesi a maggior tasso di natalità, nove dei primi dieci sono paesi africani.
Ma qui si apre un argomento spinosissimo, ovvero: quanti vogliamo essere al mondo? Non siamo già ampiamente e anzi eccessivamente popolati, rispetto alle risorse naturali disponibili? Ma allora chi vogliamo far riprodurre? E' meglio che si riproducano i ricchi fortunati ipofertili rispetto ai poveri prolifici? Suona brutto dirlo e pure scriverlo, ma stringi stringi il servizio solleva proprio questa domanda implicita.
Tanto per riferirsi alla cronaca attuale, c'è chi invita i cittadini turchi in Europa a riprodursi più degli europei, per ricolonizzare il futuro... (da che pulpito comunque, visto che PresaDiretta elenca anche la Turchia fra i paesi con ipofertilità diffusa, ma vabbè).

-  Il servizio mette sotto i riflettori i pericoli per il maschio, ma si parla in realtà di rischi trasversali, che inficiano la fertilità sia delle donne che degli uomini. Secondo una delle ricercatrici intervistate, alla nascita il bambino è stato già esposto (durante la gravidanza) a oltre 120 sostanze chimiche....! Basterebbe questo per dire che è un problema di tutta la società, per non parlare degli aborti legati alla contaminazione da PFAS. Ma la fertilità di uomini e donne non sembra essere seriamente presa in considerazione come un problema del nostro paese... il massimo che il Ministero della Salute ha partorito ultimamente è stata la campagna del 'Fertility Day' (Laughing), di cui a questo punto risalta ancora più grottescamente la scelta di concentrarsi sulla scadenza biologica delle ovaie, con tanto di manifesti di donna con clessidra, come se questo fosse il punto focale del calo delle nascite: un posticipo egoista e privo di fondamenti del proprio intatto potenziale riproduttivo. Ma per favore...

- Parlare di ipofertilità maschile è sempre un po' tabu', e questo certo non aiuta i giovani uomini nel prendersi cura di se stessi. Nel servizio si cita un dato allarmante, e cioè che a 18 anni i casi di fertilità ridotta sarebbero già presenti e frequentissimi. Almeno una volta c'erano i tre giorni, e credo non fosse così raro neanche negli ultimi anni della leva obbligatoria che i medici rilevassero casi di criptorchidismo o altre anomalie dell'apparato urogenitale che altrimenti sarebbero state trascurate per chissà quanto altro tempo ancora. Ora io capisco il pudore, gli aspetti delicati psicologici e bla bla bla, ma l'educazione sessuale servirebbe anche a questo: avere consapevolezza di come si è fatti, di come si funziona, di cosa ci fa bene e di cosa ci danneggia (anche irreversibilmente). Quindi un serio programma di educazione sessuale nelle scuole, e anche prima dell'età scolare per i genitori, non potrebbe che far bene alla salute della collettività. Già mandare un uomo dal dottore è difficile in generale, ma se si parla di andrologi, o sessuologi o urologi.... apriti cielo! C'è del lavoro serio di informazione da fare.

- Sulla domanda di Teomat 'perché questo non viene percepito come un problema di tutti?'.... beh, questo lo accomuna con altri problemi di ogni genere che dovrebbero essere percepiti e presi in carico da tutti, e non lo sono lontanamente. Nel complesso, questo non è un paese per bambini, maschi o femmine che siano, né per donne gravide (testimonianza di prima mano). In generale, come consumatori, spesso non si è disposti a rinunciare a nulla pur di mantenere certe obsolete comodità (o presunte tali) ad un prezzo che non abbiamo consapevolezza di star pagando. Questi famigerati interferenti endocrini stanno ovunque o quasi, e chi vuole rinunciare alla giacca nuova ipertecnica per la montagna, alla crema idratante opacizzante ringiovanente, alla tovaglia antimacchia antistiro antipioggia...

- Ultima nota sugli interferenti endocrini, visto che secondo me la trasmissione non ha dato poi chissà che dritte pratiche per  informarsi e ridurre un po' l'esposizione. Sul sito del MinAmbiente c'è un decalogo con qualche approfondimento (http://www.minambiente.it...nterf_endocr_13032014.pdf ). In rete, o con delle app (anche in italiano), è poi possibile controllare gli ingredienti presenti nei cosmetici o altri prodotti per la casa che usiamo, e vedere l'associato indice di pericolosità. Si possono avere delle (brutte) sorprese....!

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