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2 CASI A CONFRONTO e anche CONSIGLI UTILI

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2 CASI A CONFRONTO e anche CONSIGLI UTILI

« del: 13 Luglio 2017, 17:56:35 »

2 CASI A CONFRONTO
Cosa è utile leggere? Il racconto di uno che ce l’ha fatta?
Quello dove si analizzano i propri errori?
Poco tempo fa sono stato nominato il primo istruttore di CSI dal buon TermYnator  da allora l’idea di scrivere qualcosa che valga la pena leggere su questo forum è diventata ancora più pressante.
Già da un po’ di tempo, sotto la doccia fantasticavo su un nuovo tipo di olive ascolane ma anche sulla possibilità di provare dei piccoli esperimenti controllati.

Cose tipo: riuscire a fare una determinata cosa con successo per 5 appuntamenti e scrivere cosa funziona e cosa ho capito le volte che non è andata.
È più divertente e motivante rispetto a  classico:  “aprite tutto e cercate di prendere il contatto entro 5 minuti” perché c’è un compito più specifico e soprattutto un numero più limitato da raggiungere, così vedi il tuo obiettivo.

NON FRAINTENDETEMI!
C'è una fase in cui fare questo è la condizione essenziale, soprattutto nel periodo più fatico del corso:
L'inizio, il durante e i primi mesi successivi.

Negli ultimi tempi, anche io ho dovuto riprendere a farlo, dopo una battuta d'arresto, con Leone (ne ho scritto nel post precedente) anche se in maniera "un tantinello più rigida e più severa", visto che gli scopi erano diversi da quelli dei primi tempi.
Va beh, mi sono perso in chiacchiere, volevo dire che superata la fase di gavetta da un bel pezzo e con risultati dignitosi, avendo l'allenamento Pre-Gallipoli ancora in corso, sto cercando di aggiungere anche un pezzo in più per poter diventare un bravo insegnante: una serie di tanti piccoli esperimenti personali, che siano limitati e controllati ma ben studiati, in modo da poterli condividere al meglio.

Fatto sta che 2 settimane fa ho tentato un esperimento con due ragazze estremamente simili.
Due appuntamenti quasi identici nel arco di pochi giorni. Uno conclusosi a casa della signora, l’altro con lei che il giorno dopo doveva lavorare e chiede di andare a dormire.
Gli appuntamenti si sono svolti nel locale di V.  (se avete notato io ho sempre scritto di chiusure con ragazze viste da altri ademmers o addirittura dal Termy stesso con cui siamo usciti. Ogni buon cecchino sa che gli abbattimenti vanno confermati).

Le tipe:

1 BIONDA:
Minuta, un anno più piccola di me, viso molto carino ma fisico poco sportivo per i miei standard (cmq buono). Carattere tosto, intelligente  e molto, molto, dolce, sta facendo un master di secondo livello presso l’UNICEF, non dico di più ma prendevano davvero poche persone per quel ruolo (e potreste risalire ed è contro le ovvie regole del forum).
Me l’aveva presentata un’amica diverso tempo fa.

10 giorni (circa) prima di chiederle di uscire, comincio a scribacchiare qualcosa su fb, ma giusto a tempo perso, e così fa lei.
Ad un certo punto pubblico non mi ricordo che cosa sulle donne e lei mi scrive in chat:
“Bhe l’ultimo haiku però non mi piace tanto eh” (con faccetta che ride)
Due rapidi scambi di battute e poi le dico:

“ah ma c’è una soluzione comoda ma soprattutto divertente, sai?”
- Sarebbe?
“Esci con me”
“C’è un locale che sembra uscito da un film di Wes Anderson fighissimo che ha appena aperto”
- ahahahah ma che dici? (occhi a cuore) ma dove?
“Se te lo dicessi, poi dovrei ucciderti” (occhiali da sole)
- ufffff aaaahahahahh
- va beh era per capire se era raggiungibile 
“Certo che lo è”
“Basta che mi dai un indirizzo e ti passo a prendere”
- ma stasera dici?
- comunque via xxx 1
“Oggi un filo più sul tardi perché devo fare dei giri obbligatori”
- eh non lo so… magari ti faccio sapere oggi pome
“aspetta che non trovo la posizione!
mandami la posizione su whatsapp : 33xxxx”
È bastato ignorare i ripensamenti che stavano iniziando e tirare dritto, parlandole al telefono.

Tutto questo per non ricadere nel solito errore di tirare per le lunghe e tenere la conversazione sulla superficie, una volta deciso di uscire, glielo chiedo e basta (anche se la mia frase non aveva molto senso).

sono rilassato, allegro, e molto sicuro.
Le risposte che mi dava per mex facevano ben sperare ma gli amici comuni mi raccontavano di una che tiene parecchio le distanze.

Il posto è molto bello e l’atmosfera da sola fa tantissimo.
Un luogo così tanto “diverso” dal solito è raro a Roma, se avete bisogno, i ragazzi che hanno cominciato un corso CSI o che ne hanno già finito uno (una volta si chiamava ADM) posso informarvi di alcuni locali in grado di farvi restare impressi senza spendere cifre drammatiche.
Le faccio fare un giro come se fossi una guida e mi invento un paio di cazzatine che aggiungono mistero sul posto.
La porto subito a vedere quella che potremmo chiamare “la sala giochi”, lì punto a ridere. Man mano che giochiamo a biliardo facciamo battute su quanto siamo goffi .

Poi andiamo a bere e ci mettiamo seduti.
Parliamo del più e del meno, classico di due persone che vogliono conoscersi.
Soprattutto del nostro lavoro.
Lì la faccio parlare molto (seriamente interessato).
Visto che abbiamo molte cose in comune le faccio vedere alcune foto della mia esperienza in Africa, dopo un po’ comincia a incupirsi e comincio e decido di cambiare e spostare verso le nostre passioni comuni.

Ci spostiamo in una sala dove c’è musica e divanetti,
Lì le mostro dei vinili e poi con una scusa la faccio sedere in braccio a me.
Comincio man mano ad accarezzarle la schiena mentre parliamo delle nostre esperienze passate.
Per chi mi conosce ovviamente di cosa mi può parlare ?

Ma ovviamente del tipo con cui si frequenta!
Quello che lei non sa è che alla vacanza di Gallipoli con Termy e gli altri seduttori, sono stato ribattezzato “campione in salto del fidanzato” (era periodo di olimpiadi che ci volete fare?) e un motivo ci sarà.
 Evil

Ho fatto orecchie da mercante.
Ho continuato a strofinarci con delicatezza e mentre parlavamo di cosa vorremmo nella vita e di uomini veri.

La musica però a quel punto si fa più alta e la cosa mi da fastidio.
Decidiamo di andare a bere un secondo bicchiere.
Quindi ci sediamo di nuovo in giardino.

Dopo poco, le cose che ho studiato sul linguaggio del corpo e soprattutto l’esperienza acquisita mi hanno detto che potevo accelerare un po’ ma non ero sicuro di quanto.
Sempre per esperienza sul campo, ho capito che se devi accelerare, tanto vale farlo per bene.
Così quando mi dice una cosa tipo “ma cosa ne sai?” o “ma come riesci a…?” insomma una domanda, le dico <<ah è semplicissimo, ti mostro un trucchetto interessante? Vuoi?>>
Ovviamente dice di sì al nuovo gioco.
La faccio avvicinare ancora un po’ e poi la bacio.

Grandi pomiciate.
La riaccompagno in auto e lei comincia a tergiversare.
Allora faccio l’errore peggiore possibile e proprio sotto casa sua: provo a razionalizzare.
Le provo a dire che stiamo bene, che tra un poco sarebbe partita ecc.
Sentivo che la cosa stava andando dal male al malissimo. Per grazia divina mi sono ricordato degli insegnamenti del vecchio TermYnator: ho smesso di parlare e ricominciato a pomiciare, con più vigore. Po l’ho presa in braccio e senza chiedere niente l’ho portata al guscio continuando a far muovere lingua e mani.
A quel punto mi ha fatto entrare.

Pochi giorni dopo scrivo alla mora.

2 MORA
Alta e slanciata, due anni in più di me. Non un gran viso ma un ottimo corpo. Carattere molto spiccio e sicuro di sé ma ammorbidito dalla battuta pronta. Sta prendendo un dottorato di ricerca con borsa (e sapete quanto è tosto farsi finanziare per la ricerca scientifica da noi).
L’avevo aperta con Leone tempo addietro e da allora ci eravamo scritti saltuariamente.
Insomma le due tipe ero, passatemi il termine, complementari nelle loro diversità e per il resto molto simili.
Con lei ho in comune soprattutto l’amore per lo sport.

Quel giorno le scrivo più per vedere che succede che per altro, quando vedo che risponde bene le chiedo di uscire.
In realtà ero combattuto se sperare che rispondesse affermativamente o no.
Il fatto è che quel giorno non mi andava per niente di uscire. Stanco e scazzato, preferivo riposarmi ma ero anche motivato dall’idea di fare la combo.
In ogni caso, la dama conferma.

Quando la passo a prendere è vestita coi tacchi, una grossa novità (per sua stessa ammissione) il resto era ancora molto sobrio, ma immaginavo cmq ci avesse messo un certo impegno.
Il viaggio non è perfetto, facciamo una tappa perché deve comprarsi il tabacco e poi ci perdiamo per bene.

Arrivati provo a fare lo stesso percorso eppure qualcosa non va.
Non vuole bere, non è molto allegra. Proviamo a giocare a biliardo ma non è che si rida granché, però lì riesco a convincerla ad andare a bere.
Ho poche energie per riuscire a farla ridere, non ne avevo molta voglia neanche io e quindi provo a puntare a discorsi più profondi ma mi incaglio sulla superficie de “il più e il meno" .[/b]
Subentra un ulteriore problema: quel dannato cellulare non le smette di tintinnare e sta continuamente col naso sullo schermo. Quando esagera, comincio a farlo pure io.
Provo a tentare un secondo giro d’alcol ma lei mi dice una cosa che non mi aspettavo:
vuole andare a bere in un altro luogo.

Ancora oggi non so interpretare questo gesto.

Il posto è carino, ci prendiamo una birra con le patatine fritte e lei mi racconta i suoi progetti futuri.
È divertente. Una bella conversazione finché non mi dice che è troppo tardi.
La riaccompagno a casa e nel corso dei giorni successivi ci siamo scritti qualche volta.

CONSIGLI UTILI

Ora, la morale potrebbe essere semplicemente:
- Non ha molto sensO fare la stesse cosE anche se con persone molto simili.

ma siamo sicuri sia davvero così?

La peculiarità di un corso come quello di seduzione (ma di molti altri) non è tanto ripetere un percorso prestabilito ma capire cosa funziona e cosa no, per tanto questi elementi devono diventare scomponibili e ripetibili.

Avevo provato a fare un percorso, in base a quanto studiato in uno dei moduli di CSI e a rafforzarlo con dei luoghi specifici.

Perché una ero riuscito a divertirla (facendomi aiutare dalla stanza dove si gioca), poi a farla sciogliere (con l’aiuto del alcol), poi ad affascinarla (con l’aiuto del luogo) e in fine ad eccitarla (con l’aiuto delle sera), mentre nell’altra nulla o quasi di tutto questo?

Quello che era cambiato non erano gli elementi tra parentesi.

Erano cambiate le mie azioni.
Oltre alle ovvie conclusioni:
I Non può andare sempre bene. Gli imprevisti capitano.
II Se sei poco motivato, sarà come andare a lavoro.
III A volte rischi di concentrarti sulle cose meno essenziali, perdendo tempo ed energie pur convinto di fare la stessa cosa.
ma soprattutto:
IV Avere l’impressione di fare la stessa cosa non vuol dire starla facendo davvero.

Partendo da questo punto finale, c’è una riflessione più importante su un’altra cosa che era cambiata:
Era cambiata la ragazza.

Sembra una banalità ma a volte cadiamo nella trappola e restiamo intrappolati nelle nostre prime impressioni, che non sono frutto di un’analisi razionale ma di un auto convincimento. Gli elementi che dovrebbero convincerci del contrario ci sembrano prove che confermano l’idea originale.
Dopo un po’ adattiamo la realtà all’idea che ci siamo creati e non il contrario.
(Sherlock Holmes diceva una cosa molto simile).

Ebbene, io avevo incasellato due persone molto complesse e argute in una rigida categoria.
Ora, attenzione, questo è importante e utile eh!. Non si può sempre faticare tanto ed è normale cercare di trovare degli elementi in comune: loro sicuramente non sono delle ignorantone, non sono caratteri semplici, non abbiamo pochi interessi comuni, e loro si assomigliano per molti aspetti.
Ma basta?

Pensavo di sì, evidentemente no.
Il carattere, il tipo di esperienze affettive precedenti, il loro modo di reagire alle gentilezze è molto diverso.

Ci sono altre riflessioni che si possono estrarre dal mio racconto ma preferirei leggerle nei vostri commenti piuttosto che esplicitare tutto. È più utile così, per voi in primis ma anche per me.

Un'altra cosa che voglio chiedervi:
sto pensando a nuovi esperimenti, un po’ più precisi, pragmatici e limitati.
Cosa vi interesserebbe vedermi fare (battute idiote a parte)?  Grin

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Pierre-Ambroise de Laclos, ^Le relazioni pericolose^

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Re: 2 CASI A CONFRONTO e anche CONSIGLI UTILI

« Risposta #1 del: 13 Luglio 2017, 19:00:23 »

Molto molto interessante,ricordo che una volta razionalizzai e andò a puttane. Dunque un esperimento potrebbe essere il seguente,se sussistono le condizioni.Primo incontro con una tipa:ti poni goffo,occhi bassi,voce acuta,poca intraprendenza nel discutere. Seconda volta:fai l'esatto opposto:che reazioni ottieni? Più avanti proverò a pensare a cose più controllabili e standardizzate,giustamente contano tanto esperienze pregresse,condizionamenti ambientali (forse la cosa che può essere più generalizzabile) e codice genetico. Utile sarebbe un parere di Sos sull'argomento (d'altronde le interazioni sociali le studiano anche in laboratorio)

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Re: 2 CASI A CONFRONTO e anche CONSIGLI UTILI

« Risposta #2 del: 13 Luglio 2017, 20:18:11 »

Citato da: ruggi32 il 13 Luglio 2017, 19:00:23

Dunque un esperimento potrebbe essere il seguente,se sussistono le condizioni.Primo incontro con una tipa:ti poni goffo,occhi bassi,voce acuta,poca intraprendenza nel discutere. Seconda volta...

Non ci sarà una seconda volta...  Exclamation

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Re: 2 CASI A CONFRONTO e anche CONSIGLI UTILI

« Risposta #3 del: 16 Luglio 2017, 07:18:55 »

Sisi,infatti ponevo il caso in cui per circostanze ci si rivedesse in ogni caso

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