M.O.P., capisco cosa intendi: non credere che da un punto di vista razionale io non veda i vantaggi che mi verrebbero dati dall'impostazione mentale che tu mi suggerisci. Ma non ci sto dentro. Se ho cominciato a frequentare forum come questo non è perchè ho deciso di diventare uno sciupafemmine, ma per poter acquisire quel minimo di abilità pratica da gestire una situazione del genere (il tipo di situazione che contraddice quasi completamente la filosofia dei PUA, ma a cui io probabilmente non imparerò mai a rinunciare). Non ce l'ho ancora fatta, sono il primo a riconoscerlo. Probabilmente ho conosciuto troppo presto questa ragazza.
Io ho già deciso di cambiare, e sono cambiato tantissimo, da quattro mesi a questa parte. Forse non sono ancora cambiato abbastanza, non lo escludo. Uno può acquisire tutta la freddezza del mondo, martellarsi mille ragazze, ma poi arriva la tizia particolare che lo riporta alla casella di partenza.
La tua critica è pienamente fondata. La mia giustificazione morale, già in parte espressa, è la seguente. Io con questa tizia ho già perso un sacco di punti, e vabbé. Me ne sono fregato, nel frattempo mi sono pure limonato pubblicamente un'altra ragazza (non so se lei ne sia a conoscenza), non mi sono fatto sentire per un sacco. Non sembra aver funzionato.
Ora, se il mio obiettivo fosse portarmi a letto una qualsiasi signora più figa di un certo livello minimo, mi comporterei come dici. Ma il mio obiettivo è fare breccia nel cuoricino di questa particolare signora. Avendo fallito la tecnica del distacco mistico, dell'uomo valente che sa di essere il premio, etc; mi chiedo cos'ho da perdere tentando il tutto per tutto. E' umiliante, lo ammetto. E' quasi sicuramente inutile, anche. Riduce a zero il mio valore sociale, direbbe qualcuno.
Che ci posso fare? Negare quello che sento e comportarmi come niente fosse? L'ho fatto, sicuramente troppo tardi, e forse non abbastanza a lungo.
Sinceramente, pensi che se mi comportassi come dici, la tizia si prenderebbe di nuovo bene? E' solo questa la mia preoccupazione. So che non puoi darmi una risposta vera e propria (al massimo una in negativo: "non comportandoti come dico, sei SICURO che lei NON si prenda bene", il che sarebbe già una risposta piena di informazioni), in ogni caso ti pregherei di provarci.
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Finita la sviolinata da ragazzina delle medie, voglio dire altre due parole sul problema specifico. Mi interesserebbe sapere se davvero pensi che sia così controproducente andarmene a vedere quel dannato spettacolo.
Chiaramente, tu hai parlato in termini di "inner game", in termini di danni che il mio modo di vedere le cose causa a me stesso. Ma escludendo questa componente (la cui importanza ho imparato a rinonoscere), non mi sembra una cosa così da AFC, andarsene a vedere una gnocca paurosa su un palco.
Spesso, quando si parla di questioni relative alla coscienza, la domanda "tu cosa faresti?" perde di senso: la risposta di chi è più illuminato tende sempre a diventare "io non ti so rispondere, perchè la mia impostazione spirituale (il mio inner game) fa in modo che le condizioni siano diverse, per cui io, in partenza, non mi troverei nemmeno nella situazione tale per cui questa domanda abbia senso".
In altre parole, se tu fossi nella mia condizione, è probabile che avresti i miei stessi problemi. Se non li hai, è perchè la tua ottica ti impedisce di trovarti in certe situazioni.
Insomma, ho appena mostrato che la domanda è inutile. Però te la faccio. Tu cosa faresti? Non darmi, per favore, una risposta di tipo attitudinale ("io cambierei il mio punto di vista, smetterei di fare l'AFC" etc... tutte cose su cui ho già espresso la mia approvazione), ma schifosamente pratica e contingente ("io (non) andrei per questo motivo").
So che mi dirai che sto di nuovo mancando il bersaglio, che sto tirando testate contro una porta blindata, quando basterebbe pigiare il bottone di apertura. Ti chiedo solo in che modo tu sbatteresti la testa.
Grazie.