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e best off
Il nostro amico ha preso in considerazione una cosa che, per fortuna, qui non sono molti a subire del tutto, altri subiscono un po, altri hanno superato abbastanza da non avvertire la necessità di interiorizzare quanto proposto, beati gli ultimi, quindi 
Ma ci sono le altre due categorie, con un esagerato numero di vie di mezzo dove, diciamolo, sguazza il 75% del genere umano, compreso il sottoscritto.
Sto parlando di direzionare la propria vita per essere migliori, ma soprattutto per sentirsi e percepirsi migliori, che se ci pensate è uno dei sensi della vita, sebbene qualcuno la sprechi a far soldi che poi non si godrà perchè troppo vecchio per farlo.
Ma migliorare se stessi, come espresso dagli altri, ha un suo fine più elevato del semplice guadagnare tanto, o scopare di più, o avere più conoscenze in più CS, o diventare "qualcuno", cioè essere famosi.
Per fare questo occorre non sapere come fare, cosa sbagliata come dice anche kleos, del resto ognuno ha le sue peculiarità, i suoi interessi ed i suoi problemi vari.
Bensì come organizzarsi, perchè per noi tutti genere umano, e cito testualmente una frase che merita di essere incisa nel marmo a lettere d'oro:
L'obiettivo di ognuno di noi, è “migliorare”, raggiungendo lo status del “miglior te stesso possibile”: cioè quello che sei ora, depurato dai difetti, dalle debolezze che non vuoi, dai limiti che non sei disposto ad accettare.
Per dirla in un altro modo, diminuire lo iato tra quello che sono e quello che vorrei essere, raggiungendo un'immagine di come voglio essere.
Questo però dimostra anche il limite dell'obiezione di kleos, perchè io non è detto che voglio diventare come lui intende diventare.
Per dire, io posso voler essere il miglior karateka per me possibile, cosa che sto già facendo da diversi annetti, e che, se permettete, comincia a dare i suoi primi pallidi risultati, ma a lui non glie ne fotte un beneamato del karate.
Lui vuole, per dire, essere il miglior direttore di banca che potrà essere, o il miglior cuoco che potrà mai essere, o il miglior che cazzo ne so io... ma che si adatta a lui, non per questo a tutti.
Quindi il fatto che noi tutti si abbiano interessi ed obiettivi completamente diversi, unificati solo dalla smodata passione per la topa, fa si che non si possano dare regole da seguire del tipo:
1) smetti di camminare guardando per terra.
2) sii sempre sorridente.
3) che cazzo ne so...
Ma quello che propone edward è usabile da tutti, infatti lui dice di cercare e trovare le TUE regole, e di inserirle nelle tre categorie secondo il TUO miglior te stesso possibile.
Questo però, non lo dice ma almenpo a me sembra logico, ti obbliga a prendere tre fogli di carta ed una penna.
Lo scopo? capirti dentro
.
Devi scartabellare il tuo essere più profondo, intimo e nascosto, anche quello che non vuoi vedere per convincerti che non esiste, cosa che io sto facendo da un bel po, ed i cui frutti ora sto capendo come utilizzare grazie a due amici del forum, che sanno la strada e, anche se non sembra loro, mi stanno dando domande più precise a cui debbo rispondere.
Tutto ciò che viene fuori, è bene o male (spero per voi bene) inquadrabile in uno dei tre fogli:
- aspetto di me che mi piace\amo ed intendo conservare\migliorare
- aspetto di me che non mi piace molto, devo quindi capire come tararlo o se è il caso, ridurre fino ad eliminare
- aspetto di me che non mi piace\odio e che mi "mette in crash" a livello vario impedendomi di essere il "miglior me stesso possibile".
Togliere quel che non mi piace, equivale, in semplice percentuale, a migliorare quello che mi piace, cerco di spiegarmi:
-mi piace il 33% di me.
-non mi piace molto e devo quindi ritarare o eliminare il 34% di me.
-non mi piace\odio il 33% di me.
Data questa base di partenza, si intuisce come mi piaccio\amo solo il 33% di me stesso, MA ORA SO, "HO QUANTIFICATO" e con umiltà, comincio a lavorare su di me, ed ecco che, dimensionando, mi rendo conto che alcune cose sono semplici vizi\abitudini sbagliate o non corrette, elimino così il 5% di ciò che dovevo ritarare o che odiavo.
Quindi, per il fatto che adesso:
-non mi piace molto e devo quindi ritarare o eliminare il 31% di me.
-non mi piace\odio il 32% di me.
Se ne desume che, essendo la matematica un'opinione:
-mi piace il 38% di me.
Se poi mi tolgo dei pensieri limitanti reali, ma decisamente stupidi quando non assurdi, del tipo: "sono pelato ed ho solo quarant'anni, quindi sono uno sfigato che non può beccare neanche con le puttane" sembra incredibile, ma mi levo una certa percentuale diu ciò che odio in me, cioè l'assenza di capelli, questo porta ad essere la calvizie poco influente sul mio non amarmi.
Non mi odio per il fatto di essere pelato, mi secca certo, ma anche termy è pelato, eppure becca più topa lui pelato, che zecche un cane in un fienile.
(
che paragone del cazzo, ma non avevo di meglio?
)
Ecco che, di conseguenza, tolgo da due parti ed aggiungo dall'altra, fino ad accettarmi, rispettarmi, stimarmi ed infine amarmi, il che mi avvicina inevitabilmente al mio ideale di "migliore assoluto" il quale, nel tempo, levando la zavorra, potrebbe assumere contorni diversi, anche in relazione alla maturità che nel frattempo arriva.
Ma ciò che odio di me, sarebbe sempre e comunque minore di quando ho cominciato, rendendo il lavoro più facile.
Ecco, la genialità che vi è sfuggita è tutta li, sotto il nostro naso, come quando cerchiamo gli occhiali e non ci accorgiamo che li abbiamo in testa...