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Autore Topic:

Smart networking: costruire da zero

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Smart networking: costruire da zero

« del: 02 Giugno 2013, 16:14:49 »

Si legge sul forum (non abbastanza spesso ahimè) di utenti che, prendendo il coraggio per le palle, decidono di dare un taglio alla loro vita da MdP e di fare "scelte impopolari verso sé stessi", troncando le relazioni col loro vecchio e fatiscente gruppo di conoscenze per costruirsi un network nuovo. Questo porta spesso a delle difficoltà, perché non è facile ricostruire da zero, e rappresenta un altro grande ostacolo da superare. In generale dipende tutto molto dall'ambiente in cui ci si trova (scuola, università o azienda? Grande metropoli o paesino?), ma in questo post vorrei condividere con voi alcuni spunti di riflessione (maturati nell'ultimo anno e mezzo di permanenza sul forum, e in seguito a un trasloco all'estero) che spero possano essere il più generali possibile.

Secondo la mia esperienza i risultati migliori si ottengono agganciandosi a tanti diversi piccoli "nodi" contemporaneamente, in pratica fare il contrario di quello che spesso si è fatto prima, ovvero uscire con un gruppo numeroso ma monolitico. L'ideale secondo me invece è di potersi introdurre in tanti piccoli gruppi contemporanemante. Vi faccio un esempio: uscire il martedì a bere una birra con i tre colleghi dell'ufficio accanto, il mercoledì aperitivo al bar dove va il vicino, il giovedì sera alla locale bocciofila, il venerdì partita a calcetto, il sabato sera nel vostro club preferito, etc. Su come fare nella pratica provo a darvi qualche spunto a breve, ma prima tre considerazioni.

Innanzitutto non importa se all'inizio non vedete figa in questi posti. A meno che voi non abbiate cucito sulla pelle l'aspetto del "forestiero affascinante e misterioso", una donna cercherà sempre in voi la capacità di sapersi muovere bene nella società e di poter contare su un vasto numero di conoscenze. Quindi secondo me ci sono poche speranze di sargiare se non si ha prima un network sociale sulle spalle, perché o siete strabravi e rimorchiate al volo in una notte, oppure una donna, seppure all'inizio vi trovi interessanti, quando comincerà ad accorgersi che non avete praticamente frequentazioni abituali penserà che siete dei mezzi sfigati. Quindi: uscite a bere la birra coi tre colleghi anche se sono tutti maschi, almeno all'inizio per capire che aria tira. Poi va da sé che se si rivelano tre MdP ve la squagliate.

La seconda considerazione riguarda il vantaggio strategico che otterrete seguendo questo modello invece del modello "branco monolitico". Da un lato è estremamente difficile inserirsi "bene" da zero in un gruppo numeroso proprio perché, etologicamente, "il branco" gode già di una struttura e una dimensione tali da non aver "necessità" di nuovi membri. Al contrario, il branco si rivelerà territoriale e sarà molto "selettivo" nell'accogliere nuovi membri, perché dovrà gestire le risorse su un numero considerevole di individui. Per "risorse" pensate al paragone (che nella pratica avviene a livello inconscio) tra femmine, selvaggina, acqua, terreno coltivabile etc. da una parte, e femmine, numero di posti auto disponibili per uscire, dimensione del tavolo da prenotare al ristorante per cenare tutti, possibilità di mettere d'accordo tutti su una certa data o attività da fare (che aumenta esponenzialmente col numero di persone coinvolte), numero di compleanni da ricordare etc. dall'altra. Inoltre, statisticamente, in un grosso gruppo aumentano le probabilità di trovare un maschio "più alfa di voi" in quel contesto. Un gruppo piccolo, al contrario, sarà in genere più ben disposto ad accogliere nuovi membri ("ah, grande, si unisce un altro alla nostra birretta settimanale, così non saremo noi soliti quattro gatti!"). Inserendosi in molti, piccoli gruppi poi, avrete il vantaggio tattico di poter fare da "ambasciatore" tra questi, e poter presentare gente ad altra gente. Non sottovalutate questo aspetto: ha un valore enorme! Matematicamente parlando, voi rappresenterete i "vertici lunghi" del network sociale. Questo significa che se qualcuno del "gruppetto A" ha bisogno di interagire con qualcuno del "gruppetto B", voi vi porrete come soluzione efficiente a questo problema di comunicazione. Esempio:

Collega della birra il martedì sera: "Cavolo, mi si è rotta la frizione, devo portare a far aggiustare la macchina ma il mio meccanico è in ferie."
Voi: "Beh ho conosciuto un vecchietto alla bocciofila del giovedì sera che fa il meccanico, è in pensione ma ha ancora l'officina ed è molto bravo, se vuoi vieni con me dopodomani e ti ci metto una buona parola."

Vostro vicino, all'aperitivo del mercoledì: "Guarda quella là che gnocca, vorrei tanto conoscerla."
Voi: "Ah ma quella è Barbara, la DJ del locale dove vado il sabato sera, aspetta che te la presento."

E così via... Ripeto: non sottovalutate questa cosa, ha un valore enorme non solo agli occhi delle donne, ma di tutte le persone in generale. Fate un paio di volte un game del genere come sopra e la gente si farà rapidamente l'idea che conosciate mezzo mondo.

La terza e ultima considerazione riguarda il modo in cui vi inserite in questi gruppi. Ricordate che, anche se stiamo parlando di gruppi "piccoli", voi arrivate come un ospite, e ci si aspetterà da voi l'educazione che ci si aspetta da un ospite. Sarà del tutto controproducente cercare di prevaricare da subito la "gerarchia" esistente, il successo sociale è una cosa che acquisterete gradualmente solo dopo esservi fatti degli alleati. Quindi: entrate in punta di piedi e siate rispettosi, osservate, siate amichevoli con tutti e state al gioco. Poi piano piano avrete modo di elevare il vostro status.

Come fare nella pratica? Eh, qui serve creatività e dipende molto da che tipo di persona siete e da quale ambienti frequentate. Un ottimo metodo secondo me sono i circoli di hobbisty di "qualcosa". Tipo radioamatori, ma anche, che so, il locale coro, o il gruppo di appassionati di pesca, l'hacklab, il circolo di poesia, il gruppo di softair/paintball o gioco di ruolo, il corso di yoga etc. Anche gli sport sono estremamente validi, anche se la mia personale filosofia è che con lo sport bisogna raggiungere un trade-off: più è efficiente dal punto di vista dello sviluppo del fisico e meno lo è dal punto di vista sociale (e viceversa). Ad esempio, nuoto o corsa fanno miracoli per il fisico ma socialmente così così, mentre andare a fare rock climbing o tiro con l'arco non vi faranno dimagrire ma vi permetteranno di conoscere un sacco di gente. La regola generale è: più tempo passi col fiatone e meno tempo hai per fare conversazione.

Una menzione a parte la meritano i corsi di ballo, specialmente i latinoamericani. Una fi-ga-ta, e ve lo dice uno che li ha scoperti a 29 anni Tongue vi permetteranno anche di frequentare dei posti che a mio avviso sono il santo graal del rimorchio, anche visto che ultimamente la moda si sta facendo largo anche tra le giovani e giovanissime. Ma specialmente se siete nella fase di costruzione del networking, non andateci subito con l'intento di rimorchiare, correreste il rischio di "bruciarvi" degli ambienti molto produttivi: andateci piuttosto con l'idea di imparare a ballare (se non sapete già farlo).

Comunque sia, in qualsiasi "microgruppo" state entrando, la regola generale dovrebbe essere: provateci con una tipa solo se vi sentite in grado di presentarle con sufficiente sicurezza qualcuno di un altro gruppo. In questo modo, se da lei arriverà il fatidico "peccato incontrarsi sempre e solo al gruppo di ballo però, perché non mi porti da qualche parte?" avrete una carta da giocare.

Questo è quanto, spero di esservi stato utile. Per i ringraziamenti accetto carta di credito, bonifico, paypal, Karma o una menzione per spostare il thread in "Best of" Cheesy

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mutante

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #1 del: 02 Giugno 2013, 22:32:22 »

Questo è uno dei post migliori per iniziare un nuovo percorso, è utile e da le giuste indicazioni a chi si sente socialmente poco inserito e viaggia troppo spesso da solo.
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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #2 del: 03 Giugno 2013, 09:54:07 »

Molti dei concetti che presenti sono stati, negli anni, già affrontati in varie occasioni, dal sottoscritto e da altri. Comunque è sempre utile richiamarli, in più trovo degna di menzione l' idea di svolgere il ruolo di "polo aggregante", che tu hai definito "vertice lungo" della rete. Apprezzabili anche i contenuti sulle dinamiche di gruppo, con particolare riguardo alla convenienza ad inserirsi in più gruppetti, rispetto che a un gruppone.

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #3 del: 03 Giugno 2013, 15:59:13 »

Ottimo post Thumbs Up
Però non sono molto d'accordo su un concetto: che non dev'esserci figa in questi posti.
Dunque, questi posti esistono da molto prima che noi li scoprissimo: se nel frattempo la figa non è permeata in questi posti, se quando entriamo in contatto con questi posti non c'è l'ombra di figa, dovrei chiedermi perchè: probabilmente perchè non ne attirano, perchè non sono adatti ad essa. E di certo, non inizierà a comparirne solo grazie a noi. Di conseguenza, ci andremo ad impelagare in circoli che non fruttano nulla in questi termini. In particolare, mi riferisco a questi in neretto che hai elencato:

Citato da: mutante il 02 Giugno 2013, 16:14:49

Tipo radioamatori, ma anche, che so, il locale coro, o il gruppo di appassionati di pesca, l'hacklab, il circolo di poesia, il gruppo di softair/paintball o gioco di ruolo, il corso di yoga etc.

Ecco, questi rappresentano delle nicchie a bassissimo tasso di figa perchè sono propriamente maschili.
Per carità, ho compreso il senso del tuo discorso, ma a mio avviso bisognerebbe concentrarsi su circoli meno specializzati e più "unisex". Un niubbo che vuole imparare a rimorchiare, lo troverà quasi impossibile nelle nicchie, perchè essendo basso il tasso di figa, si ridurranno drasticamente le possibilità, non dico di rimorchiare, ma di avere a che fare con le donne... differenza sottile ma evidente. E ti sto parlando da niubbo.
Secondo me conviene entrare in micro circoli più neutri: conoscerai ugualmente tante persone in modo da apparire l'uomo di mondo di cui parli nel post, ma almeno ti manterrai meno sui generis, e far circolare figa sarà più facile un domani.
Prendi i radioamatori: ammesso che tu diventi il più stimato là dentro, quanta figa pensi che riuscirai a far circolare lì dentro? Molto poca. E alle donne non importerà molto che tu sia il "capo dei radioamatori", perchè non è un hobby che le interessa. Tiro con l'arco invece... eh sticazzi, vuoi mettere? Grin appena ho disponibilità economica e un po' di fisico, quello è il mio prossimo obiettivo.
Naturalmente, IMHO.

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #4 del: 03 Giugno 2013, 17:38:05 »

Per me è da best of, è assolutamente centrato e corretto.

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Edward Bloom

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #5 del: 03 Giugno 2013, 18:19:54 »

Lupo, non condivido molto la tua obiezione , per i seguenti motivi :

- Gli esempi proposti vanno presi come tali, l' importante è il concetto, in quanto le iniziative che puoi intraprendere sono tente ;
- Lo scopo, nella prima fase, non è direttamente il rimorchio, ma la costruzione di un network, lavorare per tessere la rete. E quindi, anche curare i rapporti con soggetti maschi, a tale scopo, è utile. Io che ho praticato questo gioco per anni, posso confermare.

Impara a guardare più ad ampio raggio, altrimenti fai come un calciatore che in mezzo al campo, più in là del compagno a 10-15 metri cui destinare il passaggio, non vede .

S.

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #6 del: 04 Giugno 2013, 01:34:21 »

Citato da: Shark72 il 03 Giugno 2013, 18:19:54

- Lo scopo, nella prima fase, non è direttamente il rimorchio, ma la costruzione di un network, lavorare per tessere la rete. E quindi, anche curare i rapporti con soggetti maschi, a tale scopo, è utile. Io che ho praticato questo gioco per anni, posso confermare

Abbiamo detto la stessa cosa: quel che io dico, è di curare rapporti con soggetti maschi più funzionali in ambienti altrettanto più funzionali, e mi riferisco a tutti gli esempi di colonizzazione che hai fornito da un po' di tempo a questa parte. Ok che in un primo momento la patata va messa da parte, ma prima o poi questi ambienti dovranno pur fruttare qualcosa, altrimenti toccherà cambiarli nuovamente e ricominciare daccapo.

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #7 del: 05 Giugno 2013, 00:34:56 »

Grazie a tutti per le osservazioni Smile allora, il post l'ho scritto di fretta e forse avrei dovuto citare altri post da cui sicuramente ho tratto spunto. Quello che volevo sottolineare e che mi pare non sia stato già fatto era proprio il punto dell'inserirsi contemporaneamente in molti piccoli gruppi piuttosto che uno grosso, specialmente nel caso-tipo in cui si voglia (o si debba) cominciare da zero a costruirsi un network sociale. La considerazione è nata proprio dal caso di un utente che ha recentemente chiesto consiglio in materia di "reiniziare da zero" qui nel forum.

Per quanto riguarda la tua osservazione, Lupo, concordo solo in parte. Ovvero, chiaro che, potendo scegliere, sarà sempre meglio inserirsi in gruppetti che abbiano contatti diretti o indiretti con la sgnappola. Ma il mio punto di vista è che, in uno scenario come quello presentato, questa non è una priorità. Mettiti nei panni del neofita che decide di troncare col suo gruppone "storico" di segaioli e si ritrova "solo", o nei panni di chi si trova a trasferirsi in una città lontana, magari all'estero, dove non conosce nessuno (e magari neanche la lingua). Non pensi che in questi casi sia meglio non essere troppo "schizzinosi"?

Il punto è: hai perfettamente ragione a dire che in questi gruppetti, se la figa non c'era prima che arrivassimo noi, difficilmente ci sarà dopo. Ma in questo caso secondo me non bisogna ragionare in maniera "greedy": la figa sarà piuttosto una conseguenza dell'avere raggiunto uno status sociale e un "benessere" che dipendono non solo dalla figa stessa, ma da tutta una serie di relazioni umane. Come scriveva qualcuno (mi pare, Termynator?) "scopa più il capo dei nerd che il gregario della squadra di calcio". Riguardo agli esempi "nerd" che ho portato tipo circolo radioamatori, gioco di ruolo, etc, credo sia fondamentale liberarsi dello stereotipo "posti da sfigati" così inflazionato. In questi posti ci si può divertire, si può conoscere un sacco di gente, e si può risultare pure intriganti se (ovviamente dopo aver fatto colpo in altri modi), si stuzzica la curiosità dell'HB di turno invitandola a una serata "alternativa" (o meglio ancora fino al punto che è lei che si autoinvita). Ma a parte l'utilità sargistica di per sé, come già spiegato tutto fa brodo per ampliare il network. La cosa DELETERIA, che causa i vari stereotipi sfigati etc, è il dedicarsi SOLO a questo tipo di gruppi. Quello sì che è da morti di pippe, e va evitato. Ma, riassumendo, secondo me tra una serata al bar, una in disco, una al corso di ballo etc, una serata dai radioamatori ogni tanto non può che fare bene (se ti piace la radioamatoria ovviamente, a me per dire fa cagare Cheesy ).

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #8 del: 05 Giugno 2013, 00:48:09 »

Citato da: mutante il 05 Giugno 2013, 00:34:56

La cosa DELETERIA, che causa i vari stereotipi sfigati etc, è il dedicarsi SOLO a questo tipo di gruppi. Quello sì che è da morti di pippe, e va evitato.

Ok, ora ci siamo Thumbs Up uno o due vanno bene, il resto degli ambienti dev'essere tutta industria potenziale di gnocca che un giorno può dare i suoi frutti. Se uno si allontana dagli amici MdP e finisce col cullarsi su queste nicchie, è fottuto: faceva prima a restare con i MdP. Cioè, per non mettere un minimo filtro, si rischia di restare impantanati in un networking che in termini di figa non ha un avvenire.
Diciamo, l'importante è non essere fanatici... solo semplici curiosoni.

« Ultima modifica: 05 Giugno 2013, 00:51:35 da Lupo »

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #9 del: 05 Giugno 2013, 20:09:48 »

Giustissimo Thumbs Up

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #10 del: 06 Giugno 2013, 12:22:36 »

Davvero un ottimo post, ottimo per chi vuole ricominciare da zero un nuovo circolo sociale.
Merita sicuramente di essere spostato in Best of.   Thumbs Up

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #11 del: 02 Agosto 2013, 19:25:30 »

Un gran post!  Smile
Hai articolato in modo perfetto quello che nella mia testa era solo un nebuloso pensiero. Le logiche del branco monolitico purtroppo le conosco molto bene. Nell'ultimo anno sto percependo la mia compagnia come un peso. Ma è anche l'unica compagnia che ho, in pratica un vicolo cieco. Differenziare, differenziare, differenziare. Quando ho provato a esporre l'idea a qualche mio amico sono stato guardato storto  Tongue, credo che per alcuni di loro abbia ancora un fattore rassicurante che per me non ha più.

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #12 del: 08 Novembre 2013, 16:26:30 »

ma praticamente in un gruppo bisogna sempre mostarsi alle donne come leader cioe un timido o cambia ruolo o viene sopraffatto

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #13 del: 11 Novembre 2013, 10:29:51 »

Citato da: vik88 il 08 Novembre 2013, 16:26:30

ma praticamente in un gruppo bisogna sempre mostarsi alle donne come leader cioe un timido o cambia ruolo o viene sopraffatto

La leadership è l' ambizione naturale di ciascuno all' interno del suo contesto di riferimento, tuttavia, ai fini della seduzione, non è indispensabile. In un grosso gruppo, i leader sono pochi, ma ci sono anche altri che riescono a rimorchiare. Certo, se uno a causa della sua timidezza è praticamente "invisibile" , e quindi non ottiene nulla.

Ecco, io non sono un esperto in dinamiche psicologiche di gruppo, però ho acquisito quanto basta come esperienza di gioco nei circoli sociali, e ho riscontrato che per rimorchiare, più che la leadership serve la visibilità, nel senso di esserci, partecipare in modo attivo, farsi vedere, farsi conoscere, ma il tutto con la dovuta classe e discrezione, altrimenti diventi il giullare di corte.

Di sicuro, se te ne stai in disparte in un angolo a braccia conserte, non conoscerai nessuna e non tromberai .  Cheesy

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Re: Smart networking: costruire da zero

« Risposta #14 del: 12 Novembre 2013, 15:39:36 »

io soffro la competizione con gli altrui uomini ni capita di vedere nei gruppi la gran parte degli uomini chevcerca lattenzione femmin7ile,e io vedendomi che non riesco ad emergere mi innervosisco...creare empatia mi viene difficile,anche oggi in piscina quando saluto un coetaneo a stento mi rispone con un ciao freddo,come si ampliano le conoscenze se la gente e sempre fredda nei miei confronti,e io poi divento scontroso...

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