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La fabbrica dei Veri Uomini

La fabbrica dei Veri Uomini

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Il TermYpensiero (Full version for ItalianLair)

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L'apertura

« Risposta #15 del: 29 Giugno 2008, 16:16:05 »

L'apertura va costruita con quello che l'ambiente e la nostra esperienza ci offrono.
Ovviamente senza dimenticare la variabile fondamentale: la donna.
Volendo scindere la metodologia che ho  sviluppato in 30 anni di onorata carriera,
in elementi, direi che l'azione iniziale, vada studiata sfruttando tre variabili fisse:
il fattore tempo, il fattore bisogno, il proprio autoconvincimento al cospetto della femina.
Massimo comun denominatore è per tutti il fattore sorpresa: l'approccio non deve essere
immediatamente riconoscibile, dovete comunque fingervi disinteressati, a meno che non stiate
usando quella forma di comunicazione immediata che è l'autoconvincimento interiore.
Il fattore sorpresa è anche una costante dialettica che definisco "teoria dei contrasti", nel
senso che qualsiasi cosa facciate,o mostriate di voi, può essere vantaggiosamente fatta
seguire dall'esatto opposto. Ma svilupperò meglio questo principio nella descrizione
dell'approccio dialettico.
Qualsiasi cosa facciate, dovete sempre destare curiosità. A trattenere la donna con voi prima
che siate riusciti a creare attrazione, è infatti la curiosità.
Il fattore tempo sfrutta il "break" che viene generato quando ci si trova in
una situazione nella quale non si riesce a reagire immediatamente.
Questo breve lasso di tempo abbatte le abituali barriere difensive, e lascia il varco
per inserire una frase, ottenendo una risposta.
Cio che è difficile, è centellinare l'attimo, in modo da farlo durare il più
possibile a lungo, onde agire sublininalmente, facendo vedere alla femina quello
che pensiamo desideri. In questo, aiuta l'esservare attentamene il Bl della donna, e tutti i piccoli gesti
che denotano ansia, paura, o l'imminente volersi allontanare.
Il fattore bisogno, sfrutta qualsiasi situazione nella quale la femina è in evidente difficoltà.
Ci si offre come soluzione al problema, e l'occasione per il dialogo è pressochè assicurata.
La propria sicurezza in quel momento, è il fattore che prediligo, e per questo insisto sul "prepararsi"
psicologicamente onde sentirsi affini alla femina facendo "confidenza i vitro".
Senza citare quella che ritengo l'arma più affilata, mi limiterò a scrivere che una persona
entusiasta, suscita entusiasmo. In poche parole, se capirete di trovarvi di fronte ad
una donna che realmente vi piace, sarete anche contenti di averla trovata. Dovete coltivare
ed amplificare questa gioia, vi si leggerà negli occhi. e questa gioia va comunicata a lei.
Se riuscirete a d entrare in questo stato positivo, anche se direte patatacce, lo farete in modo
simpatico, scevro da quegli stereotipi e condizionamenti che danno una pessima idea della maggior
parte dei maschi a rimorchio. Dovete convincervi che state vivendo un sogno, e trasmettere questa idea:
sarete irresistibili.
Spesso, trascinato da una donna, sono arrivato a viverla così intensamente nella fase di conoscenza,
da stravolgere completamente il mio modo di essere. A prima vista potrebbe essere giudicato come una
perdita di personalità, in realtà la donna e quello che mi comunicava, sono stati lo scenario nel
quale il mio essere ha girato una specie di film, impegnando parti del mio io che altre donne
non avevano sollecitato. Questo è il massimo che si possa ottenere a livello di emozioni, la
droga più forte: la donna come specchio dell'anima, la donna che diventa il teatro di un viaggio
alla scoperta di se stessi. Questo è quello che mi piacerebbe trasmettere a chi legge.
E vi dirò che provo una certa pena per chi limita la propria esperienza seduttiva finalizzandola
ad una scopata: sedurre in questo modo, è infinitamente più gratificante che scopare.
Questo modo di vivere la seduzione libera il maschio dalla più atavica delle schiavitù, ma lo libera
anche dal buttarsi sulla prima donna che capita, considerandola una possibile scopata.
Un piccolo compendio di questa filosofia può essere questo, con qualche esempio tratto dal
mio personale vissuto.

- genericamente, e con donne sconosciute o appena osservate:

a) se pensate di eccellere in qualcosa che anche la donna vuole fare o ritenete sappia
   fare, create la situazione atta ad offrire i vostri "servigi" in modo simpatico, ma
   soprattutto considerando la tipologia della femina alla quale vi state rivolgendo.
   Dare una mano non significa spacciarsi per guru, ne tantomeno essere invadenti o mostrarsi saccenti:
   deve essere solo il modo per farvi conoscere sfruttando una situazione di necessità.
   La sintassi della frase di base è: presentazione-complimento teso a sollecitare la non
   completa disabilità-enucleazione dell'errore commesso dalla donna-soluzione comprensibile,
   ma espressa un po' fumosamente.
   Esempio banale: femina in cima al windsurf in evidente difficoltà.
   "Ciao, è da un po' che ti osservo, poni i piedi sulla tavola come un maestro, ma non
   *sposti il bacino dalla parte giusta*. Se lo facessi, non cadresti più."
   La meccanica degli eventi di questa frase tipo è così riassumibile:
   Si fornisce un primo messaggio che serve a focalizzare la positività dell'azione su di noi,
   creando un break rispetto alla situazione di difficoltà.
   Si protrae il break creando con il complimento, una sensazione positiva nella persona in
   difficoltà: sensazione che viene associata a noi.
   Si riporta la persona al problema, interrompendo il break e creando il primo contrasto.
   si fornisce una soluzione che la preda comprende essere vera, ma non riesce a realizzare
   senza il nostro aiuto. Questo genera dipendenza e quindi rapporto.
   In questo filone, rientrano tutte le attività sportive (windsurf,canoa, etc) e le attività
   in genere, nelle quali di fronte ad una donna imbranata, date una mano.
   Per chi può solo pagare, anche se estremamente banale ed esecrabile, un pestone in
   discoteca e le necessarie scuse, possono essere il preambolo per un drink.

b) La situazione da sfruttare al volo, o il malinteso.
   Donna che esce da un bar, ed io che entro. C'è un attimo nel quale il tempo si ferma
   e c'è spazio per delle scuse, per dimostrarsi galanti, o per una frase che può anche
   essere banale, purchè sembri spontanea. Una frase banale bolla chi la emette se la donna
   pensa che sia una scusa per attaccare bottone. Ma se la frase appare detta per caso, le
   cose cambiano. L'importante è che alla frase banale segua un discorso teso a creare interesse.
   In questa ottica, anche il "vuoi un passaggio prima che qualcuno ti uccida" detto ad
   una passante che si è quasi investita (cfr intervista col vampiro: ovviamente da non
   praticarsi sistematicamente...) diventa funzionale.
   Volendo delineare una sintassi dialettica, si potrebbe procedere così:
   Il break è rappresentato dall'interruzione dell'azione della preda dovuta alla vostra presenza.
   Istintivamente la preda vi guarderà per capire cosa ha davanti. quindi se non siete bellissimi
   evitate lo sguardo diretto, ma soprattutto lo sguardo da pesce fradicio: capirebbe subito
   e fuggirebbe con altrettanta rapidità.
   Create il diversivo che avrete *preventivato* di attuare.
   esempi: mostrarsi stupiti, indicarla con l'indice, ed usare il punto 1 del paragrafo
   successivo, ma senza ultimare la frase, scusatevi di soprassalto dicendo "scusa, ti stò ostacolando"
   e scansatevi liberando il passaggio. Rimarrà un attimo inebetita, e tendenzialmente non riprenderà
   immediatamente l'azione. In questo frangente spezzerete il silenzio continuando a dire quello che
   avevate iniziato. Se poi vedete che è disponibile, invitatela immediatamente a prendere un caffè
   "al volo". In queste situazioni, è fondamentale non abusare del tempo altrui, non è infatti detto
   che la persona che state ostacolando abbia tempo da perdere in quel momento.
   Ma potreste ribeccarla il giorno dopo, e scambiarci due chiacchiere, ormai la conoscete...
   Esempio 2: fingervi interessati a qualcosa di particolare che porti indosso che avete notato durante
   l'osservazione, sostenendo che avete  cercato la stessa cosa invano per vostra sorella o
   per vostra madre.  Immediatamente dopo, dovete però sortire dal cilindro qualcosa che la colpisca,
   ovvero un dettaglio della sua persona che avete intuito nella fase di osservazione, altrimenti scapperà.
   Frase tipo: "bellissimo quel XXX, l'ho cercato invano per mia sorella che é/fa YYY(attività che pensiate
   faccia anche la femina). Anche tu fai YYY, vero?
   La banalità di questa frase sparisce dal momento in cui la vostra deduzione non è evidente, e la
   persona si chiederà come abbiate fatto a capire perchè lei pratica YYY.
   E' evidente invece che se dite una cosa del genere ad una traccagnotta basandovi sul suo borsone
   con sopra scritto "AS Calcio Sgurgola", farete la figura degli imbecilli...
   
c) La condivisione di un fattore ambientale.
   Esempio, vediamo una tipa che fissa un pesce nell'acquario di una discoteca.
   Confidenza in vitro, preparazione dell'aneddoto, e poi si parte.
   Andiamo fianco a fianco alla ragazza (in modo da osservare lo stesso oggetto), e con fare affermativo diciamo   

   "Bello quel pesce". E partiamo con l'aneddoto divertente sul pesce.
   Il tono deve essere quello di un narratore, lo scandire le parole dapprima lento e via via più rapido.
   Il sostanziale vantaggio rispetto ad aperture dirette tipo "vorrei conoscerti" (che senza attrazione pregressa   

  dimostrata con EC fa un po' ridere) stà nel superamente del blocco dialettico che segue l'opener diretto.
   Di fatto, cominciando un dialogo, gettate le basi per delle osservazioni che generano vostre risposte e quindi   
   dialogo.
   Questo tipo di approccio privilegia gli oggetti strani o i fenomeni che esulano dal comune che si prestano   
   maggiormente ad essere osservati.
   La curiosità della donna nei confronti dell'oggetto, viene soddisfatta dal vostro racconto divertente.
   Questo trasferisce la sua curiosità su di voi, e vi rende interessanti.
   In questo tipo di apertura, il Bl è neutro, nel senso che partite da una posizione fianco a fianco, e cominciate
   a girarvi per guardarla solo dopo aver cominciato a suscitare reazioni nella donna (risate, sguardi etc.).
   Quando vi girate, marcate un tempo di ritardo rispetto alla donna, poi riprendete la posizione originale.
   E' importante osservare che questi ritardi evolvono durante l'interazione, nel senso che la loro durata, a mano 
  a mano che la donna risponde agli stimoli che mandate, devono essere via via più brevi, sino a diventare   
  istantanei nel momento in cui sentite insorgere un clima di confidenza.
  Varianti improvvisate sono quelle nelle quali come oggetto condiviso si prende lo stupore di fronte ad un   
  evento.
  In questo caso uso aperture basate su domande retoriche, ovvero che non sono vere domande, in quanto contengono 
  una risposta predeterminata che costitusce l'oggetto su cui costruire il dialogo.
   Esempio:
   Rissa a Piazza Navona davanti al banchetto di un pittore:
   una tipa che osservava viene spintonata dalla folla.
   Le prendo un braccio per scansarla dicendo "Che incivili! Ti sei fatta male?"
   I soggetti presenti nell'ambiente sono un altro bel punto da giocare.
   Se passa un tipo peacoccato in modo ridicolo, e si vedono set che parlano del tipo, è estremamente facile   
   inserirsi condividendo lo scherno per il tizio. Ovviamente, in modo originale, senza mostrare astio, che è una   
   caratteristica di negatività.

d) L'attacco diretto.
   Ciò presuppone che si abbia una buona padronanza del linguaggio, delle allegorie, ed una buona
   cultura. Nell'approccio diretto tendenzialmente uso tre o quattro tipologie comportamentali:
   
   1)Basarmi sulla vanità femminile:
   Il banale "che occhi stupendi che hai", per fortuna sembra non funzioni più.
   Ma si può usare questo stupido canale, affinando la tecnica:
   -sparare una minchiata lavorativa, e immediatamente
   dopo fare un paragone apparentemente lusinghiero alla tipa in campo artistico.
   un esempio banale è il sostenere che si è fatta una ricerca storica sugli assiri e che l'orecchio della
   tipa che abbiamo davanti è esattamente come quello dei dipinti rupestri di alta scuola. Ovviamente è la prima   
   volta che ne vedete uno simile dal vivo. Ne deriva un dialogo.
   -Tu sei... Qualsiasi cosa, ovvero la tipa che è entrata per ultima nel posto X, la gestrice
   della mostra X, il primo violino dell'orchestra X, qualsiasi cosa relativa ad
   una attività della tipa che gli elementi che avete tratto possano portarvi a pensare.
   Ovviamente ad alto livello, perchè di fatto, state facendo un complimento tale è quale al
   banalissimo "che occhi stupendi che hai".
   
   2) Sfruttare l'elemento noia fornendo un diversivo divertente.
   -Ragazza seduta ad un tavolo in un pub con amica, in evidente atteggiamento annoiato:
   passo davanti al tavolo, poso il mio bicchiere di birra sul loro, e proseguo per un
   altro tavolo. Hanno cominciato a parlare fra di loro, chiedendosi chi fossi e cosa stessi facendo.
   Dopo un po' ritorno, le due mi guardano interrogate. chiedo "Posso?"
   indicando vagamente la direzione del boccale. Rispondono "si", così rispondo "grazie"
   e invece di ripartire con il boccale, scanso la sedia che gli stava davanti e mi siedo con loro.
   -La donna sedeva ad un tavolo da disegno spaccandosi le palle ad una festa:
   mi sono seduto dall'altro lato, ed ho cominciato a disegnare pure io nella
   sua direzione.
   -La ragazza che puntavo si aggirava annoiata davanti ad una bancarella dove un
   amico senegalese suonava un djembè(tamburo), mostrando interesse per lo
   strumento: ho preso un altro djembè, ci ho dato due colpetti, e dopo averle
   chiesto se le piaceva il suono del djembè, le ho offerto un minicorso di percussioni.
 
 3) Cose che attirano l'attenzione, ed oggetti inusuali.
   -un tempo  portavo a spasso il mio cane sempre nella stessa
   via ed alla stessa ora.Una ragazza lo notò, ed cercò di toccarlo.
   Lo portai via sostenendo che era molto timoroso. Il giorno dopo, alla stessa ora
   passai senza cane. La ragazza che stava uscendo dall'ufficio mi salutò, ed io
   per pura educazione risposi, non ricordando chi fosse. Solo dopo,ricordando l'episodio, ordii
   la trama dell'inganno...
   La rimorchiai il giorno dopo alla solita ora con il cane. Dopo un paio di giri, vidi che usciva
   dall'ufficio. Quando ero a pochi metri da lei, mi abbassai verso il cane, ed indicandola dissi
   "al cane""hai visto chi c'è"?.
   -Quest'estate al mare, dovendo far asciugare la pelle del djembè, lo portavo tutti i giorni in spiaggia
   (il mio djembè è enorme, e non passa inosservato) senza mai suonarlo.
   Un bel giorno, una tizia (pure bona) mi ferma e mi chiede "scusa, ma perchè porti
   sempre il tamburo in spiaggia se poi non lo suoni mai? io e la mia amica ci chiedevamo se fossi matto".
   L'intenzione della ragazza era ovvia, anche se avendo la donna 20 metri davanti a me, ho dovuto
   tagliare corto...
   
 4) L'improvvisazione, ovvero andare li e dire la prima cosa che ti passa per la testa.
   Sembrerà strano, ma pur essendo la mia metodologia preferita, non ricordo mai quello che
   dico quando improvviso.
   Esiste comunque uno schema mentale, che prende atto dall'ipotesi che una donna provi interesse
   nell'essere notata. L'accortezza è capire cosa la donna vorrebbe fosse notato, e dirle che si è
   visto proprio quello. Sono consentiti funambolismi piuttosto elaborati in questo modo di operare,
   ma si deve sempre considerare il fatto che chi più chi meno, tutte le donne abbiano una vanità
   che va soddisfatta. Anche questo tema verrà trattato in profondità nell'approccio dialettico.
 
-Donne alle quali si è stati gia presentati.
 
  Pur rimanendo valide le linee descritte, con donne che hanno di me un ricordo, cerco sempre un
  contatto diretto e repentino. La filosofia è quella di tipo Blitz Krieg, ovvero extrarapida.
  Il fatto che ci sia gia stato un contatto, rende le cose più semplici, c'è meno diffidenza
  iniziale. Quindi propendo per l'improvvisazione.
  Da notare che se le variabili ambientali non mi fanno ritenere opportuno creare il contatto
  con una donna appena presentata, ho l'abitudine di lasciare di me il minimo indispensabile:
  questo implica che in presenza di una possibile preda che so di non poter conoscere fino in fondo,
  mi limito a qualche battuta simpatica per poi sparire velocemente, e tornare *solo* quando
  ritengo che ci siano le condizioni per scatenare l'attacco.

© 2006 TermYnator

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« Ultima modifica: 29 Giugno 2008, 16:23:07 da SunBeam »

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Diagrammi

« Risposta #16 del: 29 Giugno 2008, 16:21:53 »

Per coloro che amano le schematizzazioni, posto questo diagramma comparato fra tecniche in voga e TermYnator's Method.
Penso sia utile per capire molti errori dell'interazione, visti dall'altra sponda, ovvero quella delle Femine.

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« Ultima modifica: 29 Giugno 2008, 16:32:45 da SunBeam »

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Esempio di TermYpensiero applicato

« Risposta #17 del: 29 Giugno 2008, 16:26:03 »

Questo post è la versione integrale di un report che feci su un altro forum un paio d'anni fa.
Lo posto in modo da fornire un esempio pratico che renda comprensibili le teorizzazioni delle
varie fasi della seduzione che posterò.
E' lunghissimo, quindi prendetevi un po' di tempo... 

Recatomi al mare, ho iniziato la consueta prassi che compio ogni volta che mi reco in un posto
dove ho deciso di passare qualche giorno: l'avvistamento.

Per far questo, percorro un tratto di spiaggia ad orari fissi, oltre che frequentare sempre gli
stessi posti.
In questa prima fase, mi guardo bene dal cercare di attaccare discorso, mi limito ad osservare
se ci sono presenze costanti, e nel caso avvisti qualcosa, cerco di osservarla a distanza per
capire con chi avrò a che fare.
Considero fondamentale l'evitare di farsi notare prima di aver determinato la strategia con la
quale attaccare: lasciare che una donna si faccia una impressione di me senza che io possa
pilotare le sue impressioni, è uno svantaggio enorme.

Non c'era un gran che in quel momento, tranne una HB7 facente parte di un piccolo set misto,
composto da 5/6 persone.
Essendo gia 2 giorni che mi ustionavo i piedi, tormentato da continui alzabandiera mattutini,
ho deciso di colpire l'HB7.

La ragazza era una mora, ben tornita, sui 25: il mio tipo.
Per prima cosa, ho osservato il set.
L'alpha del gruppo, un maschio dal bel fisico (e si, perchè ci sono anche alpha femine nei
set...) sulla trentina, aveva particolare confidenza con hb7, tanto che in principio ho pensato
fosse l'uomo.

I gregari dell'alpha, non sembravano interessati ad HB7, cosa che in principio mi sembrò una
conferma del fatto che stesse insieme all'alpha.
Poi ho notato che l'Alpha,faceva battute su una femina distante, e sembrava quasi chiedere le
impressioni di HB7 sulla sconosciuta.
Ne ho dedotto che probabilmente avevano avuto una storia, ma attualmente non stavano più
insieme.
Oltre a questo, ho cercato di capire, dal modo di vestire, dalla mimica, e da cosa portassero
in spiaggia, sia lo status sociale della Hb, sia quello delle persone che aveva scelto come
gruppo per andare in vacanza.

Ritengo questo tipo di osservazione fondamentale per evitare di "strafare" o di apparire
"sboroni", con argomenti o proposte di luoghi che potrebbero non risultare graditi.

La ragazza era evidentemente tranquilla, senza grossi problemi.
Dalla sinergia con l'alpha, era probabilmente una Femina Realizzata nel Montone, che aveva
chiuso la storia tramutandola in amicizia.
Sicuramente apprezzava i piaceri della vita:
un cadavere di ceres alle 5 del pomeriggio vicino all'asciugamani ne era l'evidente
dimostrazione.
Di evidenti ideali politici legati al post '68, classe media, vestiva pratico più che bello.
Al passaggio del figaccione di turno, ho notato che ridacchiava con l'amica, ammiccando al
fisico del tipo, segno che aveva una certa predisposizione per i "fusti".
L'ora delle sue apparizioni in spiaggia, e la facies da assonnata, tradivano il fatto che le
piaceva fare tardi, quindi, per conoscerla bastava capire dove andasse la sera evitando
l'approccio diurno: finchè il metabolismo non è "a palla", anche il Picasso del rimorchio
rischia di apparire uno scassapalle indesiderato.
Era altrettanto evidente, che era aperta a nuovi contatti, essendo il gruppo privo di elementi
per i quali dimostrasse interesse sessuale.

Finita questa fase di apprendimento, ho elaborato le cose da fare e quelle da evitare.
Evitare di dar l'idea che consideravo importante la ricchezza in tutte le sue forme materiali.
Dare quindi importanza a tutte le forme di ricchezza che non si basano sul denaro,
come l'arte ed il sociale.
Rispolverare il frasario fasbinderiano - "omo un po' perso", tutto buttato sulle sensazioni
della vita e sul metafisico.
Creare curiosità tramite il contrasto fra l'impatto fisico ed un argomentare profondo.
Vista la grande differenza di età (ne avevo gia 41, anche se non li dimostro), un ulteriore
problema era rappresentato dalla probabile reticenza ad essere abbordata da una persona in una
diversa fase della vita, che per luoghi comuni tende a fregarti.
Era necessario quindi, che in qualche modo, apparissi ai suoi occhi diverso dal classico
marpione quarantenne.
Qui termina la fase osservativa, in questo caso lunga, visto che volevo riprendermi ed essere
in perfetta forma prima di agire.

L'idea che volevo si facesse di me, era quella di un bell'uomo, estremamente pieno di se, ma
completamente stupido: il classico pavone, magari anche un po gay.
Un soggetto da prendere in giro, ma che piace far vedere ti sia attorno a farti la corte.
In pratica, un soggetto che non rappresenta alcun pericolo e che si pensa di padroneggiare a
piacimento sculettando, per annullare la paura del "quarantenne marpione".

Finita l'elaborazione strategica, e creato il personaggio, sono passato all'azione.
Per ben due giorni le sono passato davanti un paio di volte al giorno, curando ogni passo per
farle notare la possenza fisica, ma badando bene di sembrare il più scemo possibile. 

Notato che mi aveva osservato, e che mi fissava nei miei passeggi, mi sono guardato bene dal
rispondere allo sguardo, fingendo di non accorgermi di nulla.
Questo perchè ritengo sostanzialmente sbagliato lasciare alla preda qualsiasi potere
decisionale nello stabilire il contatto: le da modo di valutarti e di costruirsi delle difese.

Ho fatto finta di nulla, ma avevo gia in tasca la mia prima sicurezza: non ero più uno
"sconosciuto", sicuramente si era fatta una idea di me, ed in qualche modo si era posta degli
interrogativi su che strana bestia fossi.
Il contatto è avvenuto verso la mezzanotte del secondo giorno di "passeggiate".
Avevo saputo (a questo servono gli amici) che si fermava per qualche ora al bar del campeggio
dopo cena. Ovviamente ho accuratamente evitato di metterci piede prima di entrare in azione.
Non sapevo esattamente come aprirla, ma mi fido molto dello studio che faccio dell'ambiente.

Ho quindi usato uno stratagemma classico, che sfrutta l'effetto sorpresa per disorientare la
preda e piazzare due parole per incuriosirla.
Ho aspettato che entrasse nel bar, ed appena ho capito che stava per uscire, sono entrato in
modo da trovarci entrambe nella porta bloccandoci a vicenda.

Entrando, ho abbassato la testa, fingendo distrazione nell'entrare. Questo ha fatto si, che non
appena ho visto i suoi piedi bloccarsi, io abbia alzato la testa per far sembrare completamente
casuale l'evento.

Faccia a faccia, l'ho guardata per qualche istante tenendo con la coda dell'occhio il resto del
corpo.
Per aprire il discorso, avevo bisogno di farle il più a lungo possibile credere che stessi
cercando nella mia mente qualcosa, ma dovevo anche bloccarla con una risposta prima che
tentasse di aggirarmi come un birillo per uscire dal bar.

Dovevo quindi intercettare quei piccoli movimenti che precedono un movimento più ampio (andare
via) per evitare che scappasse prima che fossi riuscito nel mio intento.

Ho sfruttato spesso questo meccanismo: se si pone una persona in una situazione paradossale
come quella di trovarsi bloccata da una persona apparentemente "assente" ma conscia del fatto
di bloccarti, questa si chiederà la natura del comportamento.

Questa muta richiesta di "spiegazioni" la porta ad accettare positivamente una "risposta" che è
il primo scambio dialettico.
Ho arretrato la testa, come fanno i presbiti per focalizzare meglio, ed allargando le narici
l'ho guardata fissa negli occhi.
T: "Ma tu sei..."
Hb7:"Eh?"

Prima che la fine di quel temporaneo stupore potesse riportarla a pensare, bruscamente, come se
mi risvegliassi da una trance, mi sono fatto da parte allargando le braccia e riabbassando la
testa come per farle strada dicendole:
"Scusa, ti stò impedendo di uscire".
Questo ha prolungato l'attimo di stupore, e l'ha portata ad uscire in direzione della mia mano,
che era tesa verso un tavolino nel gesto di farle strada.
E' uscita lentamente, con la sua birretta tenuta a braccia piegate all'altezza del plesso
solare, guardandomi interrogata.

Qui finisce la fase del primo contatto: la preda è incuriosita, si è fatta un'idea di te sulla
quale puoi giocare con i contrasti, e piena di tarli, ed è disposta a risolverli ascoltando
quello che dici.

Il gesto di farla passare mettendomi da parte serviva ad eliminare eventuali residui di timore
dovuto al mio fisico: un uomo che non mostra di essere minaccioso è accettato molto più
facilmente da una donna.

A quel punto, il primo passo era già realizzato: incuriosita, era predisposta a ricevere i
primi imput verbali, quello che voi definite "fluff-talking".
Ma anche qui, in ogni frase c'è un tarlo. Dall'accento era evidentemente fiorentina, quindi ho
buttato li una frase che riunisse le cose che secondo me le piacevano con un elemento personale
sicuramente vero.

T:"Tu non hai fatto quel vernissage a Firenze il mese scorso?"
Hb7:"Sono di Firenze, ma non ho mai fatto un vernissage..." ha risposto lentamente e sorridendo.
Hb7:"Sei di firenze? Dall'accento non si direbbe."

Qui ho iniziato un piccolo dialogo sul perchè ero stato a Firenze, che ho prontamente
interrotto dicendo:"sediamoci, così bevo una birra anch'io" e ci siamo seduti.

Notare che non ho chiesto se voleva sedersi con me, ma ho compiuto il gesto con naturalezza.

Questo è il primo contatto, gestito unicamente sulla curiosità. Non c'è attrazione!
Una volta seduti, ho recitato un clichet. Prendendo spunto da dettagli presenti nella sala, le
ho raccontato dei piccoli aneddoti relativi alla mia vita, aneddoti divertenti nei quali
apparivo impacciato ed in situazioni spesso paradossali, evitando in qualsiasi modo (compresa
una mimica un po' effeminata) di apparire "Macho". Ha cominciato a ridere e divertirsi, non
sentendosi minimamente minacciata. La scelta degli aneddoti è caduta su cose divertenti, ma
orientate all'arte o al mondo del culturale in modo da stupirla con una verve dialettica che
non si sarebbe aspettata dal pavone idiota, inoffensivo e un po finocchio che le avevo fatto
pensare di essere.
Questo perchè volevo che mi rivelasse questa contraddizione. Cosa che ha
fatto puntualmente con un bel "Sai, pensavo tu fossi completamente diverso da quello che vedo".

Qui, avendola completamente riassata e "estratta" dal contesto che ci circondava, ho creato il
"Territorio Virtuale".
Ho quindi cominciato a parlare di me, argomento che conosco perfettamente, stupendola con altri
episodi relativi alla mia vita, in parte fasulli. Ma a quel punto, completamente confusa dal
constatare che l'essere che aveva davanti era la dimostrazione della falsità di tutte le idee
che si era fatta, avrei potuto dirle qualsiasi cosa e ci avrebbe creduto.

In questa fase, le donne perdono i loro riferimenti e non riescono più a catalogarvi in modo
netto nella loro scala dei valori. Si sentono a loro agio con voi, le fate stare bene,
sopperite alle loro necessità di sicurezza, perchè non pensano che siate li per mero sesso.

E la fase di "Riprogrammazione dei valori", nella quale la donna, che è in uno stato di totale
dipendenza, comincia a chiedersi se le piacete, se siete il Montone (il maschio ideale).
In questa fase, la donna è praticamente gia sedotta, ma non necessariamente è pronta al
contatto fisico. Questo perchè in realtà pure provando "trasporto" non necessariamente prova
attrazione. Si viaggia sul confine fra friendly zone e qualcosa di più.
Volevo comunque qualche conferma, ed ho attuato un vecchio cerimoniale che osservo da una
ventina d'anni.

(http://groups.google.it/g...ismo/msg/7e3faaee1ab685ff )
(http://groups.google.it/g...ismo/msg/e69e829e3da2de89)

ho espresso apprezzamento per un suo anello. Lei mi ha teso la mano, che con delicatezza ho
preso e lentamente rigirato, come se volessi leggergliela, (senza il banalissimo atto di
chiedergliela) seguendo le linee in modo sensuale. Lei ha chiesto se fossi in grado di
leggergli la mano. Le ho risposto che non lo facevo più da quando diagnosticai un cancro al
seno ad una ragazza ( cheppoi, e pure vero...) per creare pathos.

Breve incupimento della tipa che non ha però ritratto la mano. Ho finto espressione rammaricata
e triste per suscitare un primo trasporto emotivo a mio vantaggio.
Il primo contatto fisico era avvenuto senza problemi, ma avevo bisogno di una ulteriore
conferma del fatto che fosse "riprogrammata", ma meno pilotata.
A quel punto le guardo interessato un piede, senza proferire parola.
Divertita da quell'insolito atteggiamento, mi chiede perchè le guardo un piede.
Le spiego che dal tipo di piede si possono rivelare cose molto più interessanti rispetto a
quelle che si vedono in una mano.
Prima che potesse commentare in alcun modo la mia affermazione, ho allungato una gamba a 20
centimetri dal suo piede, e mostrando il mio, le ho detto: "che piede piccolo che hai, quanto
porti?"
Questo è un test principe per capire se la topa è disponibile al contatto.
Ha attaccato il suo piede al mio, dicendo che numero aveva.
A questo punto ero sicuro di essere il suo Montone, ma occorreva generare abbastanza attrazione
da farmi desiderare sessualmente.

Bastava solo portarla in un posto che conciliasse un prosieguo... degno, visto che se l'avessi
fatto al bar, si sarebbe sicuramente bloccata.
Ricominciando a parlare, le ho fatto notare che in spiaggia stavano suonando i Jambe (Tamburi
africani ndr), manifestando contemporaneamente quanto fosse vuoto il bar a quell'ora.
Ha quindi dato qualche cenno di irrequietezza: fino ad allora avevo condotto io con entusiasmo,
vedendomi annoiato, ha recepito la cosa come una perdita d'interesse.
In pratica ho spezzato il trend della serata per farle desiderare che riprendesse: le fasi
consentite da un bar erano ormai esaurite, e necessitavo di uno sforzo da parte sua per
portarla da un'altra parte. Questo è quello che definisco creare una fase di rivoluzione, ovvero
allentare completamente la pressione psicologica dovuta alla riprogrammazione dei valori.

Manifestando di nuovo una botta d'entusiasmo, le ho detto:"Senti che musica... Prendo due
birre, due asciugamani e andiamo a sentire i senegalesi che suonano in spiaggia, ti va?"
Ha accettato...
In questo modo ho risolto la pressione psicologica che la teneva in bilico,proponendomi come
alternativa per sfuggire alla pressione stessa. E la fase di rivoluzione.
Il resto è pura routine.

In spiaggia, ho fatto crescere il climax, con il mare di sottofondo ho abbassato il tono,
aumentando i bassi. Vengono recepiti non solo con le orecchie, ma anche con la pelle. poi le ho
fatto un massaggino per non farle sentire freddo, ma senza chiederlo, spontaneamente e sempre
parlandole di luoghi ed eventi "strani" legati alla mia persona.
trovo fondamentale in questo tipo di approccio, il non calcare l'evento con una domanda, che
potrebbe generare rifiuto. Se si è certi di provocare sensazioni piacevoli, anche una iniziale
repressa reticenza sparisce in un attimo.

Ho iniziato a concentrarmi per sentire quel "fremito" emotivo che so essere il colpo di grazia.
Poi l'ho baciata. Lungamente, era cotta, e non c'era più bisogno di tatticismi.
La cosa è andata avanti, finchè, varcando il limite dei suoi jeans con una mano, non mi ha
bloccato.

"Che succede, le ho chiesto dolcemente".
"Sai, è la prima sera che ci conosciamo, ci conosciamo troppo poco, non vorrei andare oltre un
certo limite, ed in questi casi metto il freno a mano".

Tradotto in un linguaggio comprensibile ai maschi, significa "te la darei a bestia, ma farmi
suonare la prima sera ti potrebbe farti pensare che sono una porcella".

Ma se sei il Montone, questa frase assume un'altra valenza: "se te la do subito, altrettanto velocemente scappi:
quindi non te la do, e tu rimani con me."
Servivano quindi segnali che la tranquillizzassero sulla mia "costante presenza", e sulla mia
affidabilità.
Staccandomi,le ho detto molto dolcemente carezzandole il viso, che non l'avevo costretta a
venire in spiaggia, che non era minimamente obbligata a far nulla di cui non avesse voglia, e
che in qualsiasi momento era libera di andarsene, non per questo me la sarei presa.
In pratica, un'altra fase di rivoluzione.

Fatto sta che abbiamo continuato.
Per smuovere il blocco e spingerla a fidarsi di più, mi serviva un imput dall'esterno. Input
fornito da una coppietta che passò in spiaggia. Mi fermai bruscamente, alzando la testa con
fare guardingomentre rapidamente le richiudo la camicetta e la stringo a me, quasi a
nasconderla. Lei, allarmata, mi chiede "che succede?".
"nulla, mi sembravano due ragazzi che venissero verso di noi".
Questo ha fatto si che mi sentisse protettivo e si fidasse di più.

Dopo un po' visto che detesto gli effetti abrasivi della sabbia sul mio Igor, e che la
situazione rischiava di concludersi con del petting pesante causa ambiente inadatto, ho
cominciato a tremolare per finta.

Quando ha chiesto "tremi?" , ho confessato di avere freddo, e le ho
detto:
T : "che ne pensi se ci spostiamo in un luogo meno esposto, caldo e con una abbondante riserva di
biscotti al cioccolato?"
Hb7 :"Tipo?"
T :"la mia strepitosa casba in questo luogo, la mia tenda".
Ha ritirato fuori la storia del freno a mano, che eravamo andati gia troppo oltre quello che
lei si aspetta dalla prima sera etc etc.
Sono stato più determinato, anche in virtù del mio nuovo punto guadagnato:
"In tenda staremo solo più caldi, e ti prometto che se mi rendo conto di fare qualsiasi cosa ti
sia sgradita, mi fermerò prima ancora che tu me lo chieda. Penso tu abbia capito che non sono
una persona disposta a farti del male, cosa che farei se non rispettassi la tua volontà."
Gli è piaciuto, e siamo andati in tenda.

Se avessi ricominciato il petting, sarei andato in bianco, si aspettava che lo facessi. In
realtà, venire in tenda era una specie di Test per mettere alla prova la mia determinazione nel
rispettare l'impegno di non trombarla. Seee....
Quindi ho usato un ulteriore diversivo per creare una ulteriore fase di rivoluzione:
Le ho detto " ora ti mostro un segreto".

Così, con naturalezza, ho tirato via il lenzuolino che copriva la mia tastiera (me la porto sempre dietro
in ferie) appoggiata su una valigia e le ho fatto sentire un pezzo stra-romantico in cuffia.

Notare che con una sola cuffia, bisognava stare guancia a guancia.
il ritorno al petting è stato veloce, ma stavolta senza vestiti,
e con il completo contatto di pelle, non ha tirato fuori "il freno a mano".

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« Ultima modifica: 29 Giugno 2008, 16:28:03 da SunBeam »

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Il Principe azzurro

« Risposta #18 del: 29 Giugno 2008, 16:31:12 »

Torniamo per un attimo alla teoria del montone. La femina è attratta dal maschio più potente, che è
quindi quello che sceglie le femine migliori, mangia per primo, e nessuno osa sfidare.
La femina, contrariamente al maschio, aspira e si prepara ad un rapporto duraturo: essendo quello
il miglior maschio, tenderà a conservarlo sia per alimentare se stessa e la sua prole, sia perchè
*non ce ne sono altri migliori*.
Il maschio brutale, deve quindi anche dimostrare di essere capace di prendersi cura di lei nel
tempo.
Negli umani, dominati dal dualismo Cultura/istinto, queste massime si ritrovano pari pari.
Un esempio tipico è il divismo delle adolescenti.
Il divo di cui l'adolescente istintiva si innamora, è il prototipo dell'apha: possiede beni
materiali, molte donne, molto potere. Il divo è generalmente considerato "bello", ma ci sono divi
che belli non erano, pur alimentando comunque lo stesso fenomeno.
La donna è quindi attratta da uomini famosi, e tende a proseguire il piacere che prova
dall'esserne attratta, interessandosi alla vita privata di questi uomini.
La letteratura "gossip" non è altro che la dimostrazione questo teorema.
L'immaginario erotico collettivo feminile, quindi, desidera si l'uomo potente, ma lo vuole anche
nel tempo. Se non esprimiamo questa variabile, l'attrazione sminuisce e non si concretizza nella
seduzione.
Questo spiega il perchè donne apparentemente sedotte con maestria, si ritraggono per sparire nel
nulla il giorno dopo la conquista: rendendosi conto di non avere alcun potere nell'inibire il
maschio che le ha sedotte molto prima di quanto loro non volessero dar a credere, si rendono
conto di essere vulnerabili, e di rischiare di perdere la testa per uno che non ne vale la pena.
Se non le abbiamo dato i segnali istintivi che le fanno sentire sicure che il giorno dopo
le abbracceremo con la stessa dolcezza, temono di essere abbandonate, e chiudono i ponti, pur
essendo effettivamente sedotte.
Molte aperture "spavalde" contengono gia lo scacco della resistenza dell'ultimo minuto per lo stesso
motivo. Apparentemente funzionano, consentono di ottenere un telefono, sembrano conquiste. Ma hanno
dato alla donna l'idea di essere impotente nel trattenervi, e questo la farà ritrarre.
Comunemente si ritiene che tali donne si siano ritratte per paura di essere giudicate "troie",
ma se così fosse, nei giorni successivi dimostrerebbero interesse, pur evitando situazioni
che portano al sesso.
Il veto ad incontrare il seduttore, invece, dimostra la paura di esso, e l'insicurezza nei
confronti dell'opportunità di instaurare una relazione, che etologicamente parlando, si chiama
gravidanza.
Il Primo comandamento per non inibire l'attrazione, è quindi  il dare di se l'idea di essere
interessati all'integrità fisica della persona, ed alle sue necessità.
Pomiciare una persona in luoghi troppo aperti, pur se ella acconsente, non è una dimostrazione di
potere, quanto il preambolo ad un rifiuto netto il giorno dopo: sentirà che non vi siete preoccupati
di mantenere integra la sua immagine, che avete ostentato una vostra vittoria, e penserà che
vogliate solo godere di quell'attimo per sparire piè pari.

Questo ideale di uomo, leale e attento, è espresso dall'allegoria del Principe Azzurro.
Tra le decine di donne a cui ho fatto il test del cubo per creare contatto, solo pochissime 
descrivendo'immagine del cavallo (allegoria che rappresenta il sesso), lo descrivevano come scuro.
Il 90% descrive un cavallo bianco, che è il cavallo del principe azzurro che sotto sotto, tutte
sperano di incontrare un giorno.

Ma chi è il principe azzurro? Un guerriero ovvero un omicida, che con la donna è però dolce ed
attento, ed è disposto al sacrificio: è un eroe.
Un pazzo animato da nobili ideali. Un pazzo che da sicurezza, un contrasto vivente.
Con questi ulteriori elementi, si capisce meglio la valenza erotica della teoria dei contrasti,
ovvero alla valenza erotica che rappresentato una fisicità (o una vita) forti, contrapposte a
dei modi gentili, o qualsiasi cosa esprima questo dualismo che in realtà è il dualismo espresso
dalla convivenza in un uomo alpha delle componenti maschile e feminile.
Un alpha vero, quello che definisco Vero Uomo, quindi è a momenti uomo ed a
momenti donna, nell'apoteosi della perfezione.
E' uomo nell'affrontare il pericolo e nel difendere la donna, è donna nella capacità di amare
sacrificandosi.
La donna sarà attratta dalla parte maschile, e sarà rassicurata dal vedere anche se stessa in
quest'uomo, e sarà questa visione totale a farle perdere i freni.
Il principe Azzurro, non è quindi un coglionazzo che tratta male le donne non degnandole di
considerazione. E una persona che non considera i normali limiti che le donne pongono, differenziandosi
così dalla massa dei gregari, ma che nel farlo da continuamente segnali rassicuranti.
Osare e dare sicurezza è il motto del principe Azzurro.
Se quindi volete veramente sedurre una donna, non abbiate timore di darle sicurezza, di farla
sentire unica, di farla sentire come nessun uomo l'ha mai fatta sentire.
Non vi fidate dei supereroi di cartone che trattano le donne a stracci in faccia e vengono a dirvi
che sono tutte ai loro piedi: le uniche donne attratte da questi uomini sono le bambine inesperte
attratte dal gossip che non hanno ancora capito cosa sia un uomo.
Crescendo, cercheranno anche loro il Principe Azzurro, lasciando i supereroi di cartone soli a
raccontare cio che sono convinti di fare, ma che la realtà gli impedirà sempre di fare...

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L'aspetto del Marpione: il Look

« Risposta #19 del: 20 Ottobre 2009, 17:39:28 »

Chi passa ore della propria vita nel leggere testi di ipnosi e seduzione, dovrebbe dedicare lo stesso tempo
alla cura del proprio fisico, "mens sana in corpore sana". Un Vero uomo, che vuole realmente avere la
possibilità di prendere il treno quando passa, senza doverlo aspettare, deve avere armi sempre
perfette, e che siano il massimo che egli può ottenere da se stesso. Molte sono le tendenze, le teorie,
ma a mio avviso esiste un modello funzionale unico. Non sto dicendo che chi non lo possiede non rimorchi,
ma sicuramente rimorchia con più difficoltà. Esistono delle parti del corpo che consentono di avere un fisico
più piacente, di cambiare le proprie proporzioni, di sembrare più slanciati.
Queste parti possono essere reali, o simulate con l'abbigliamento. Coloro che hanno apprezzato la mia immagine giovanile, vi troveranno un esempio pratico di questo tipo di sviluppo. Se prendiamo invece un classico culturista, non riscuoterà grande successo: i trapezi troppo grandi, i bicipiti enormi, le gambe tozze, lo fanno assomigliare ad un gorilla. Ma alle donne, queste persone difficilmente piacciono.
Un fisico armonico e slanciato parte da deltoidi ampi, dorsali ben sviluppati, collo in evidenza per uno scarso
sviluppo dei trapezi, e tricipiti sviluppati. Il gluteo deve essere prominente, le mani bene in vista.
Amarsi con una indecente panza, è sicuramente una bella cosa. Ma senza panza si aprono universi prima
sconosciuti, come vedersi l'uccello la mattina.
Anche se alcuni, dopo averlo visto, si fanno ricrescere la panza per non vederlo più.
L'immagine citata può essere replicata con l'abbigliamento. Scegliere una camicia stretta sulle braccia, specialmente se queste sono magre, metterà in evidenza questa carenza. Una camicia ben tagliata, poggerà sul bicipite, e sarà ampia sul tricipite. Il colletto è fondamentale, deve dare l'idea  che abbiate un collo lungo, ma attenzione alla proporzione fra collo e larghezza delle spalle: un collo molto lungo, tende ad accentuare delle spalle strette.
In presenza di disarmonie di taglia fra fianchi e torace, usate i colori: i colori scuri tendono a snellire, mentre
i chiari a rendere più evidente cio che coprono.
Un pantalone scuro, sormontato da una camicia chiara, metterà in evidenza le vostre spalle, e renderà meno evidenteun bacino largo. Anche il taglio dei calzoni, contribuirà a rendere le vostre gambe più slanciate, se avete un fisico stile birillo. Evitate calzoni troppo larghi, così come quelli troppo stretti. Un taglio "alla carrettiera", ovvero con la gamba perfettamente conica, è perfetto, mentre un pantalone a tubo, per forza di cose svolazzerà nella parte bassa.
L'abbigliamnto non serve solo a valorizzarsi ed a coprirsi: serve anche ad inserire tarli e contrasti.
Oltre a poter contenere elementi della vostra storia che saranno argomenti di dialogo. Piccoli dettagli, come i gemelli di una camicia, la fibbia di una cintura, o i calzini di colore diverso, possono essere argomento di racconti ed aneddoti atti a creare TV. Per molte persone, ciò di cui vi coprite è cio che siete: stupitele. Se vi coprite di anonimi capi firmati, siete uno dei tanti. I capi vanno scelti in funzione del fatto che vi valorizzano, vi rendono più belli: sono dei plus estetici.
Se invece vi coprite di capi solo perchè costano, ma non avete il lessico della persona ricca, farete una pessima figura.
Ci vuole coerenza anche nell'abbigliamento quindi. In questo modo, proietterete l'IV di primo acchitto.
Lo specchio è come al solito fondamentale. Le donne, che sono maestre nell'attarre, passano ore davanti allo specchio nell'abbinare i capi. Spesso hanno tre quattrro capi molto simili fra loro, ma passano comunque ore nello sceglierne uno piuttosto che un altro. Muovetevi davanti allo specchio con il vostro abbigliamento, perfezionate la mimica: devete sentire quello che portate come se fosse una seconda pelle. Vi ci dovete sentire a vostro agio, e dovete essere sicuri del vostro aspetto. Se non lo siete, cambiate qualcosa finchè non trovate la soluzione giusta.
Non guardate il capo, ma guardate l'insieme: è quello che noteranno!

Le scarpe.
Le scarpe sono spesso trascurate, ma sono indice di una personalità. Una scarpa particolare, rara, può essere anche "vissuta".
Ma una comunissima "duilio" no. Se usate un abbigliamento "borghese" (L'abito borghese è la classica giacca con camicia e cravatta), dovete sempre considerare che è un abbigliamento "lavorativo", e quindi formale. Una scarpa vecchia, in un simile contesto, vi farà fare la figura del morto di fame, del "vorrei ma non posso".
Le scarpe, devono essere sempre pulite, e se lo consentono, lucide. Una scarpa non deve inificiare il vostro modo di camminare, e non deve essere troppo rumorosa, a meno che non cerchiate di creare tarli con le scarpe.
Un ballerino, ad esempio, potrà far montare sotto punte e tacchi dei ferretti da tip tap. Il solo rumore delle scarpe, potrà portare a dom ande spontanee da parte delle donne, e conseguenti TV sul ballo, anche se non ballate il Tip Tap...

I capelli.
Sebbene i capelli facciano parte dell'individuo, essi possono anche variare con l'abito.
Ad esempio, se io mi tiro a lucido, lucido anche la coccia con del grasso di narvalo Gnuk, mentre chi possiede capelli, potrà variare la pettinatura, usare del gel, farsi la coda, la banana, o quant'altro richieda il look scelto.
Fare tentativi, e "provarvi" davanti allo specchio, vi aiuterà ad essere diversi per una sera, a provare nuove
soluzioni, e spesso, ad uscire da situazioni di impasse momentanee dovute a qualche insuccesso.

I profumi.
I profumi sono importanti. Ogni uomo ha un suo profumo, che va cercato fra tanti. Il profumo migliore, è secondo me quello
che voi sentite di meno, segno che potenzia l'odore al quale siete abituati, ma non vi snatura.
POtete anche scegliere più di un profumo, ed adattarlo all'abbigliamento della serata, creando dei mini personaggi coerenti.
La sera, prima di uscire, sfoglierete il vostro guardaroba e sceglierete l'abbigliamento che più si addice al vostro umore, ed al personaggio che andrete a portare in scena: sarete sempre perfetti così.

Gli accessori.
Come scritto, gli accesori sono pezzi della vostra storia. Ogni accessorio deve averne una. Siano essi cinte, fibbie, orecchini o anelli, dovete incollare ad ognuno di essi un racconto che porti in se un pezzo del vostro vissuto.
Questo allargherà enormemente gli argomenti dialettici in caso di buchi, e vi consentirà di esprimere la vostra personalità in modo elegante.

L'abito non fa il monaco.
Ma il monaco può farsi l'abito, dico io. Quindi, tagliatevi più di un look fatto su misura per voi. L'unico parametro è l'estetica, e l'umore che rappresenterà per voi quel look. Cambiate spesso, così come cambierete locali e genti. Un Vero Uomo frequenta il mondo e gode della sua diversità.
Perchè tarparsi le ali vestendosi sempre fendi gucci valentino, quando ci sono migliaia di stati d'animo che potete incarnare cambiando abbigliamento?

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« Ultima modifica: 20 Ottobre 2009, 17:41:24 da TermYnator »

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L'obbiettivo del TM: il Fascino.

« Risposta #20 del: 20 Ottobre 2009, 19:12:30 »

Quale è il fine ultimo del tortuoso percorso del TM?
Alcuni potrebbero pensare che sia il saper rendere agevole e fluida l'azione del sedurre, altri hanno intuito che in realtà è tutt'altro, ovvero il perfezionare la propria natura, fino a farle acquisire quello che ritengo lo stato dell'arte del comportamento maschile: il fascino.
In questa dissertazione, parlerò esclusivamente del fascino maschile.

Imporre, sedurre, e affascinare.
Spesso, il seguito che una persona possiede, viene attribuito all'effetto del fascino.
La realtà dimostra che esistano molte persone che hanno seguito, ma non dispongono di fascino.
Il seguito è infatti dovuto a fattori spesso legati alla competenza in specifici settori, come l'abilità nello svolgere particolari prassi, o nel gestire le relazioni umane (che è comunque una prassi).
Il seguito, è quindi dovuto ad una peculiarità del soggetto, comunemente definita carisma.
Il carisma, è quindi una peculiarità che essendo legata a particolari doti, non necessariamente ha valenza universale, ma è strettamente legata a determinati ambienti operativi.
Il bulletto di periferia con il suo piccolo seguito di scagnozzi, è sicuramente un leader carismatico: ma nulla ha a che vedere con il fascino. Nell'esercizio del carisma, inoltre, c'è sempre una componente di aggressività da parte del leader, che tende a far si che egli si imponga sul suo seguito. Questa componente può manifestarsi al livello più elementare come ordine, ed ai livelli più sofisticati come consiglio. Ma di fatto, è sempre la volontà del capo che va eseguita, non fosse altro perchè la si ritiene migliore della propria.
Nel fascino, questa componente è totalmente assente, ed è sostituita dal provare una sorta di desiderio di prolungare il momento condiviso con la persona affascinante, spesso unito alla totale condivisione delle idee dell'affascinante, sino al desiderare di far parte del suo mondo.  L'affascinante, quindi, non si riconosce per il seguito che possiede, ma per l'effetto che genera qualora ci si trovi al suo cospetto. Effetto che parte da un forte senso di attrazione mentale (o anche fisica), che sfocia in una sorta di necessità.
Quando un affascinante racconta le sue storie, siamo completamente proiettati in un mondo parallelo creato dalle sue parole, perdiamo il senso del tempo e si affievolisce il potere critico. Le arcate sopraccigliari si abbassano verso l'esterno, e la bocca tende a rimanere leggermente socchiusa.
E' l'espressione inebetita della persona che subisce la fascinazione. La fascinazione ha un effetto secondario piuttosto potente, che è l'attrazione verso la persona che esercita il fascino, e la conseguente volontà di stabilire una relazione che ci garantisca di nuovo questo "stato di grazia".

Gli elementi del fascino
Ho analizzato e comparato per mesi le persone che avevano esercitato su di me il loro fascino, arrivando in qualche caso a pormi dei dubbi sulla mia reale sessualità. Il potere attrattivo del fascino, è in effetti di natura piuttosto ambigua.
Il desiderio di prolungare la permanenza con l'affascinante, in prima istanza può indurre qualche dubbio in una persona di aperte vedute. Ma andando in profondità in questa analisi, mi sono reso conto che questo desiderio è in realtà del tutto scisso dal desiderio sessuale, essendo un desiderio di natura puramente emotiva. E' infatti un misto di voler essere come lui, di voler in qualche modo aver avuto/vissuto le stesse esperienze, è un desiderio di compenetrazione per completarsi.
Quando l'essere che esercita il fascino è di sesso opposto, scatta la massima espressione del legame emotivo: l'amore.
L'affascinante, quindi, genera un forte legame nelle interazioni fra pari sesso, ed amore in quelle eterosessuali. La sensazione più immediata che si prova confrontandosi con una persona affascinante, è l'impressione che essa risieda in un altro pianeta, come se facesse parte di un mondo parallelo. Alcuni autori, hanno cercato di riassumere questa sensazione con il concetto terra terra di inottenibilità.
In realtà, il termine giusto è inafferrabilità.

L'inafferrabilità degli affascinanti
L'affascinante non appare inafferrabile perchè si muove in modo da sembrare tale, ovvero omette dettagli atti a catalogarlo in modo sistematico. L'impressione di inafferrabilità è invece dovuta al fatto che ogni sua espressione è una sintesi di contrasti. Sintetizzando i contrasti l'affascinante è una espressione di completezza, che non consente di ridurlo ad un sottotipo noto. Da qui, l'impressione di non riuscire a catalogarlo in modo preciso.
Un esempio di questo, sono le donne androgine, o gli uomini effeminati.
Essi sono a tratti uomo, a tratti donna. Ma anche uomini dotati di aspetto prettamente maschile, se dotati di un forte contrasto che convive armonicamente, assumono sembianze affascinanti.
Si osservi ad esempio il volto fortemente maschile di George Clooney, in contrapposizione al suo sguardo dolce e feminile.
O la bontà degli occhi di Sean Connery, contrapposta ai lineamenti rudi del viso.
A volte, un viso affascinante rivela espressioni divssonanti per i due occhi, o addirittura per le due parti della bocca rispetto alla linea di simmetria.
Ma in sintesi, l'aspetto misterioso (proprio anche della Gioconda, esempio magistrale di resa bidimensionale di uno sguardo affascinante) delle espressioni degli affascinanti, è sempre dovuto al fatto che esse non sono espressioni pure, ma composte da più elementi espressivi elementari.
Di fatto, a seconda dell' stato d'animo di chi le legge, dell'angolazione o di quello che è il messaggio verbale, tali espressioni appaiono e scompaiono agendo sul nostro inconscio, e generando la sensazione di inafferrabilità descritta. Il messaggio verbale, segue lo stesso iter.
L'affascinante tramite il linguaggio, solletica l'immaginazione dell'ascoltatore, e lo porta lontano dalla realtà, in un mondo che gli appartiene completamente e nel quale egli è il reggente assoluto: il Territorio Virtuale. Tutti gli affascinanti, sono infatti grandi affabulatori.
E grazie a questo potere di rendere credibili le favole che raccontano, gli uomini di grande fascino sono riusciti a muovere enormi masse di persone fino a fargli sacrificare per la loro favola il bene più prezioso: vita.

La sintesi contrapposta alla ridondanza
Gli uomini affascinanti, non sono mai ridondanti nel loro modo di essere. Il loro fare appare semplice, pur rappresentando un grado di complessità elevatissimo. Essi forniscono lo stretto necessario, senza mai ripetersi o calcare su un aspetto in particolare. Essi hanno classe.
Il minimalismo degli uomini affascinanti nel comunicare, fa si che il desiderio di ascoltarli non sia mai pago. Essi nutrono di se stessi senza saziare. Un uomo privo di fascino, ripeterà in infinite salse un unico contenuto, che è ciò in cui crede di eccellere. Un uomo di fascino invece, elaborerà all'istante una versione personalizzata dell'universo.
Cio che rende speciale il racconto di un uomo affascinante, non è il rimanere estasiati dal rendersi conto che egli è bravo in qualcosa (teoria del DHV), quanto il rimanere ammaliati dalla sua capacità di fornire una visione del mondo che sino ad allora non si era mai avuta, e dalla sua capacità di trascinarci nel suo mondo che ci appare fantastico.
A questo è dovuto l'effimero fascino del diverso. Effimero, perchè se tale fascino è semplicemente dovuto al non conoscere una realtà che possiamo conoscere, nel momento nel quale la conosceremo, non troveremo più interessante chi ce la ha riportata. E' la storia di tante donne che si innamorano di uomini che appartengono a realtà diverse, e che dopo uno o due anni di matrimonio, perdono qualsiasi interesse per il marito. Casi di abbaglio più che di fascino quindi...

L'indipendenza del fascino dal valore sociale
Nel TermYdelirio (Cfr. TermYdelirio 1) Il Superuomo. Paragrafo: "il bene e il male"), ho evidenziato come le notazioni buono/cattivo, rappresentino in realtà dei criteri di comodo, che hanno una valenza sociale mutevole nel tempo.
Questo concetto, si ritrova nel fascino, unito al concetto di sintesi degli estremi: appare infatti affascinante chi sintetizza in un solo essere il bene ed il male. Ne scaturisce la figura del Principe Azzurro, che è l'affascinante per antonomasia (cfr. TermYpensiero 17) Il Principe Azzurro).
L'affascinante è quindi una figura che può trascendere completamente i valori positivi della società.
Arsene Lupen è una figura affascinante nonostante sia un ladro, ovvero una persona socialmente negativa. Ma Arsene Lupin, risponde per antonomasia alla sintesi dei contrasti: è il ladro gentiluomo.
E così altre figure letterarie come Robin Hood, o figure reali come Hitler, che decretava vere e proprie scene di isteria collettiva nelle donne.Un affascinante, può quindi essere utile o perfettamente inutile alla società. Perfino uomini dannosi mantengono il loro fascino. Il fascino è quindi la negazione della necessarietà della riprova sociale in ambito seduttivo.
Alla luce di quanto detto, la riprova sociale (SP), è quindi un plus-valore necessario alle persone fortemente incomplete.

Il fascino del lupo Solitario
La figura del lupo solitario, tenebroso e dalle misteriosa storia, esercita un indubbio fascino.
Il perchè, è insito nella storia dell'uomo affascinante, che di fatto è l'apice del percorso di realizzazione del maschio.riporto una riflessione elaborata da un passo tratto dal mio the Well, che ritengo significativo al riguardo:

Quando l'uomo nasce, e non ha ne fascino, ne carisma, ne territorio.
L'uomo evolve, e istintivamente comincia a porsi il problema di come imporsi sui suoi simili per avere più vantaggi. In questa fase, è interessato al potere sui maschi, quindi elabora strategie che gli consentono di raggiungerlo. Elabora il carisma, e diventa un leader fra maschi.
L'uomo evolve ulteriormente, e con la pubertà l'istinto gli dice "riproduciti".
L'uomo sviluppa quindi strategie comunicative che lo portano a piacere alle donne.
Ma c'è una grossa differenza fra il piacere agli uomini e piacere alle donne:
alle donne devi piacere nell'one-to-one per sedurle, perchè puoi scoparne una per volta.
Mentre puoi sedurre gli uomini in massa e continuare a gestirli a centinaia con un unico grido: l'ordine.
Il rapporto duale (tu/altro) che nel carisma sui maschi non ha bisogno di scendere troppo nel dettaglio,
con le donne assume una nuova valenza e diventa indispensabile, trasformandosi in: io/tu.
Ma il rapporto io/tu, necessita di isolamento, nasce quindi l'esigenza di un territorio nel quale esercitare l'azione seduttiva in assenza di competitors, che a loro volta tenterebbero di sedurre la donna.
Il carismatico si dota quindi nella comunicazione di un bagaglio assimilabile a territorio (il TV) e diventa quindi seducente, ovvero affascinante.
Va da se, che il branco non sia più necessario in questa evoluzione, quindi l'uomo evolve in un lupo solitario che si porta sempre dietro il proprio territorio: il Territorio Virtuale

Il fascino dell'artista
E' fuori discussione che la categoria degli artisti, sia quella che conta il maggior numero di persone affascinanti. E' però abbastanza semplice notare, che un artista è per definizione il portatore di un universo proprio. Universo da cui estrae le immagini che materializza nelle sue opere d'arte. L'artista è quindi una persona che vive in un Territorio Virtale, e che è per abitudine è portato a rappresentarlo.
L'artista non è quindi affascinante in quanto tale: sono gli affascinannti che tendono a diventare artisti.
Una volta di più, quindi, si riscontra che creatività e seduzione siano strettamente legate, come scrissi nel TermYpensiero 19.

Il fascino del poeta maledetto
Analoghe alle considerazioni per l'artista, sono quelle relative ai poeti maledetti, ovvero ad una determinata categoria di trasgressivi. Non è tanto la trasgressione in se a renderli affascinanti, quanto la rappresentazione tramite TV delle motivazioni che li portano ad essere tali. L'affascinante, nella sua sintesi dei contrasti, rappresenta l'apice di un percorso di ricerca estetica ed edonistica, che ha come ovvio limite la trasgressione, ovvero la conoscenza del proibito.
Va da se, che le persone affascinanti tendano ad essere trasgressive, e non, che i trasgressivi siano affascinanti.

Concludendo
L'uomo affascinante, è quindi colui che tramite il potere di affabulazione, espresso tramite tutte le forme di comunicazione naturali, riesce a dimostrare le proprie capacità in qualsiasi luogo tramite la comunicazione. La dimostrazione pratica delle ataviche capacità, viene sostituita da dimostrazioni molto più "portabili", come l'atteggiamento ed il linguaggio del corpo, che usati in sincronia con il racconto, sono comunque in grado di dimostrare la capacità di attuare le cose narrate.
Il fascino è per me, il vertice di un percorso di ricerca estetica, che porta a sintetizzare i contrasti in una forma priva di orpelli, che rappresenta la massima funzionalità.
Questo concetto, è comunemente definito "classe".
Cio che si vede e si percepisce di un uomo affascinante, non è la sua immagine reale, ma una rielaborazione che operiamo con la nostra mente in base a ciò che ci comunica: l'Immagine Virtuale.
Il TM, ha come finalità quella di dotare l'apprendista degli strumenti atti a perfezionare l'Immagine Virtuale per renderla visibile in tempi brevissimi. Il TM, ha quindi come obiettivo il rendere affascinante chi lo pratica.

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Fondamenti evolutivi del TM

« Risposta #21 del: 20 Ottobre 2009, 19:18:12 »

Recentemente, ho assisitito ad una intervista ad uno degli autori di superquark.
L'intervista verteva su alcuni aspetti della sessualità, in p articolare su eventuali
legami fra genetica ed omosessualità, e sul corteggiamento umano in generale.
Parlando di evoluzione, l'intervistato ha fatto una sorta di storia dell'evoluzione umana,
partendo dal primate per arrivare all'uomo.
E qui, ha fatto una considerazione che mi ha fatto venire i brividi.
Vi siete mai chiesti a cosa serva l'enorme volume cranico dell'uomo?
Se analizzate un po' la nostra storia evolutiva, noterete che un Cro-Magnon,
uomo cavernicolo (e quindi non industrializzato) aveva un volume cerebrale pari
(se non leggermente superiore) al nostro.
Nelle normali attività di un branco di scimmie, o di primati terricoli, non c'è
assolutamente bisogno di un volume cerebrale così elevato.
Neanche le attuali tecnologie di indagine (tac etc.) riescono a giustificare
la sproporzione esistente fra volume cerebrale, e funzioni da esso svolte.
Un'altra considerazione: l'uomo, diventa poetico, tende ad assolutizzare quando si innamora,
ovvero nella fase che tende a fargli focalizzare un solo bersaglio per concentrare le sue
energie su di esso.
Ha anche fatto notare la colossale mole di opere d'arte che ruotano attorno al tema amore,
per arrivare alla valenza seduttiva di un'opera d'arte.
In realtà, tranne poche eccezioni percentuali, l'arte è un derivato dell'amore.
I creativi, le persone quindi che riescono a concretizzare la loro originalità,
sono quelli che tendenzialmente rimorchieranno di più.
L'enorme sviluppo del cervello, secondo queste moderne teorie, sarebbe quindi una caratteristica legata al corteggiamento, inutile come la coda del pavone da un punto di vista logistico, ma tremendamente
efficace nel produrre situazioni surreali.
La creatività è quindi una caratteristica selettiva per l'accoppiamento:
più dimostrate di essere creativi, più sarete selezionati.
La creatività, quindi, è un segnale di altissimo valore selettivo, forse pari ai valori forza
e bellezza genetici.

Al di la di questa teoria, però, è semplice dimostrare come la cvreatività sia una alternativa
a valori genetici che consentono la sopravvivenza e la riproduzione di un individuo:
come può infatti sopravvivere un omuncolo mingherlino e meno muscoloso di un altro,
arrivando a riprodursi più di lui?
Semplice: intortandolo, ed inventando armi che gli consentano di sopraffarlo.
E questa è la storia evolutiva dell'uomo.

Questa teoria dimostra un principio a me caro, che ho sempre usato nel mio modo di giocare,
e che è alla base del TV, e di tutto il TermYpensiero:
la creatività è il più grande DHV che si possa dare, e tutto cio che funziona con le donne
ne è una espressione diretta.
Chi è maestro nel C&F? Chi riesce ad intrattenere le èpersone meglio degli altri?
chi è originale? Il peacock stesso, perchè genera curiosità?
Perchè sono tutte manifestazioni di creatività, sono dimostrazioni di una persona che
mostra un valore evolutivamente vincente, al pari della forza fisica o della resistenza.
Persino il social proof degli idoli si spiega così, in particolare dei musicisti, che sono
creativi per antonomasia.

Le tecniche del TM, assumono quindi una valenza scientifica oltre che derivante dalla pratica:
Il TV, l'ambiente nel quale si muove l'alpha relativo per diventare alpha assoluto, è
l'ambito nel quale il seduttore dimostra la propria creatività, così come il combattimento fra
montoni è l'ambito nel quale il maschio legato a valori genetici dimostra la propria forza.

Le stesse routines di altri metodi, che destano stupore per la loro originalità, funzionano
sullo stesso principio: ma con il terribile difetto di emulare la creatività di chi le ha create,
non di esprimere la vostra.
La strada maestra della seduzione, è quindi lo sviluppo della propria creatività.
Assumono valenza assoluta quindi tecniche come la Tecnica delle Corrispondenze, i Tarli, e
i giochi di ruolo improntati su ambienti inventati: sono la dimostrazione della vostra capacità
di sopravvivere ad un uomo molto più dotato di voi geneticamente.

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« Ultima modifica: 20 Ottobre 2009, 19:20:55 da TermYnator »

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Rudimenti di pratica

« Risposta #22 del: 20 Ottobre 2009, 19:23:52 »

I post che seguono, sono tesi a dare a chi intende praticare il TM qualche regola pratica per esercitarsi.
Ricordate sempre che se riuscite ad uscire da soli, sarete usciti due volte... Smile

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Apertura e transizione

« Risposta #23 del: 20 Ottobre 2009, 19:26:30 »

L'uomo è una macchina imperfetta, e limitata. Soprattutto nel tempo. Questo limite genera il suo più grosso difetto, che è la fretta.
E' buffo come la fretta di fare qualcosa, spesso porti a non farla per niente. Prendiamo ad esempio uno studente che deve fare un esame, ma che ritiene di non aver tempo di apprendere tutto.
Si legge un bignami, magari riproponendosi di riprendere l'argomento dopo l'esame, per gli esami successivi. Prende un voto misero, ed all'esame successivo si troverà con delle lacune.
La sua conoscenza parziale, in realtà gli impedisce di studiare correttamente: salta intere pagine che pensa di conoscere, ed alla fine rimane sempre allo stesso punto di prima.
Prima o poi, le ore risparmiate con il bignami diventeranno mesi per superare un esame che non si riesce a passare.
In realtà, quindi, ha perso tempo pensando di guadagnarne.

Il rimorchio è la stessa cosa.
Parliamo ad esempio di apertura, che per molti è un ostacolo insormontabile.
Qualcuno pensa realmente che basta farsi passare la paura di andare a dire "ciao" ad una donna per rimorchiarla?
Ovviamente no. Perchè dopo averle detto "Ciao", se non abbiamo qualcos'altro, non sappiamo più cosa dire.
E anche sapendo che possiamo andare a dirle "ciao", se non abbiamo questo "qualcos'altro", rimarremo con la paura di non saper cosa dire dopo, se non "eject".
Se invece fossimo sicuri di cosa dire dopo, apriremmo senza alcuna ansia, perchè non andiamo li "ad aprire" ma a dire qualcosa che conosciamo perfettamente.
Ha quindi senso allenarsi a dire "ciao" a tutte quelle che vediamo?
Ovviamente no: stiamo perdendo tempo. Perchè nel momento nel quale decideremo di non ejectare, ci ritroveremo comunque senza argomenti.
Non è quindi il saper aprire che ci consente di essere più rimorchianti: questo è un retaggio del rimorchio statistico, nel quale più apri e più sono alte le possibilità di trovare una a cui piaci che prenda in mano il discorso.
Quello che ci rende rimorchianti SEMPRE, è il sapere esattamente dove andremo a parare, ovvero la SICUREZZA che non ci impantaneremo subito dopo l'apertura.

Prendi il toro per le corna.
SE hai paura di aprire, quindi, non è tanto per la paura dell'atto in se, quanto per il fatto che non sai se il bagaglio che esporrai dopo il "ciao" sarà accettato.
E' quindi questo il punto sul quale devi lavorare.
Se hai la certezza che quello che dirai funziona, aprirai le donne con la stessa facilità con la quale chiedi un pacchetto di sigarette ad un tabaccaio.
Pensaci, che differenza c'è? Al tabaccaio chiedi le sigarette, sicuro del fatto che accetterà il tuo denaro, e non hai esitazioni... Il "denaro" nel rimorchio, sono le tue argomentazioni, i discorsi che farai.
Le sigarette sono la risposta che ti darà la ragazza, il tabaccaio è lei.

IL rifiuto.
Se vai da un tabaccaio e gli chiedi delle sigarette, non ti guarderà male. Ma se vai da un tabaccaio e chiedi tre etti di ricotta, o gli dici "dammi le sigarette che non ho una lira" ti manderà affanculo.
L'apertura è quindi calibrata sulla persona, e su chi la fa. Se vuoi che l'apertura si trasformi in interazione, devi chiedere un qualcosa che lei possa darti, e devi far si che la tua domanda sia coerente con il tuo personaggio.
Per affrontare il problema correttamente, devi quindi proporre alla persona con la quale vuoi discorrere, un qualcosa che ti consenta di avere subito degli argomenti, anche se banali, cercando il più possibile di dare spazio
alla persona, in modo da farla esprimere in base a quello che può offrire. Questo ti renderà credibile, e darà modo a lei di interagire.
Questa è un'apertura al dialogo. Ovvero la prima mossa di un gioco che si chiama rimorchio.

Ed ora, passiamo ai fatti...
La prima cosa che devi fare, è abituarti a dialogare con persone che non hanno nulla in comune con te, creando un clima amichevole, ovvero portandole naturalmente a parlare delle loro opinioni ed alla fine di se stesse.
Questo ti consentirà di rispondere parlando di te, e sfoderando il tuo valore con discrezione.
Questo assunto significa che se sei valido in qualcosa, aprirai con una frase che induce a parlare la persona che hai davanti di quel qualcosa.
Tu saprai perfettamente come ribattere, perchè conosci bene quel qualcosa!
Per cominciare, quindi, devi farti dei discorsi da solo, raccontandoti o descrivendo cose che conosci bene, finchè non riesci a parlare in modo fluido e per almeno 5 minuti.
Quando sarai abbastanza allenato, passerai sul campo per l'allenamento. Niente discorsi pesanti, o prettamente lavorativi: la chiave è sempre essere piacevoli e possibilmente divertenti.

L'allenamento
Finchè il tuo bagaglio di argomenti è scarso, sarai costretto a scegliere soggetti facili per allenarti, ovvero persone che in qualche modo, reputi possano condividere i tuoi argomenti, o che mostrino una personalità o degli oggetti in modo evidente. 
Più amplierai i tuoi argomenti e più acuirai la tua capacità di osservare, più sarà ampio il numero di persone con le quali riuscirai a creare dialogo con successo.
Quando avrai una sufficiente pratica, comincerai ad aprire di getto, sapendo gia dove andrà a finire la conversazione, indipendentemente da argomenti chiave.
Devi quindi lavorare con la testa, prima che con le gambe: un seduttore si forma dentro la casa, e si perfeziona sul campo. Non il contrario!
Se hai fretta, e ti dai esclusivamente al campo, ci metterai secoli, e forse mollerai tutto appena conosciuta la prima che te la da...

Le cavie elettive per l'allenamento.
Per imparare ed interiorizzare questo metodo, che ha per base l'osservazione, si usano soggetti semplici. Ovvero persone che ostentano in modo evidente alcuni dettagli, compresa la personalità.

Missioni
Una missione non è una uscita di rimorchio, ma una uscita di studio. Durante lo studio, potreste anche rimorchiare, ma è un incidente di percorso, non il vostro scopo.
Finchè uscirete con l'intento di rimorchiare nella fase di studio, difficilmente rimorchierete: state imparando e sperimentando.

Missione di primo livello
Per un buon periodo, applicate questa prassi:
Step 1::Osservate tutte le donne che vedete, e cercate di notare le cose che ostentano: quelle sono cose che loro
stesse vogliono siano notate.
Step 2 : Fatto questo, cercate di farvi un quadro della persona, ponendovi queste domande:
a) Perchè sta qui.
b) Che stato d'animo ha.
c) Cosa le piace di cio che ostenta.
Step 3: Fatto questo brevissimo quadro, mettetevi in testa che state facendo un esperimento scientifico, e che dovete verificare
i dati che avete estrapolato. Strizzatevi le palle ed andate da lei con questa routine (che mi tocca fare...   ):

"Ciao, ho notato che sei molto fiera di (cosa o comportamento che ostenta), sto facendo una ricerca su chi espone questo tipo di valori, e volevo farti qualche domanda, se non ti dispiace. (se esita, partite direttamente, se dice si,
aspettate 2 secondi, dite OK, annuendo con il capo, e partite con la seconda parte della routine).
"La prima cosa che vorrei TU (indicandola con movenze finocchie con l'ìindice, ma mantenendolo piuttosto verticale) mi dicessi, è cosa ti piace di (oggetto/comportamento).
Lei: bla bla bla...

A questo punto, cercate di capire se le vostre osservazioni sono esatte, eventualmente facendo altre domande riguardo a quello che avete intuito di lei. La vostra missione è gia compiuta:
e per ogni donna che incontrerete, accorcerete i tempi d'osservazione sino a pochi secondi, e vi abituerete a non aver più ansia da approccio.

MIssione di secondo livello
UNa volta che non avrete più ansia da approccio, e che avrete notato che le vostre osservazioni corrispondono a verità, potete usare questa seconda prassi, stavolta in luogo favorevole al rimorchio.
Step A: Osservate la preda, e evidenziate comportamenti o oggetti ostentati, o molto evidenti.
Step B: create mentalmente una collocazione al dettaglio, come cio che rappresenta, chi può averlo creato da dove possa venire.
Step 3: Poi Andate dalla tipa e ditele chiaramente e senza esitare a seconda di ciò che avete osservato:

"Scusa, voglio chiederti una cosa."
(Seguono diverse tipologie di intervento)
-Mi hanno regalato un XXX come il tuo (hanno regalato a mia sorella se è un oggetto femminile),
mi hanno detto che proviene da YYY e che è ZZZ, puoi dirmi se è vero?

-Ho notato che porti un XXX, ed ho notato che è eguale a quello di YYY (noto personaggio).
Lo porti perchè hai un carattere dominante, o semplicemente perchè ti piace?

-Studio psicologia e vorrei farti una domanda indiscreta... (Open Loop)
(risposta)
Sono rimasto colpito dal fatto che fai spesso (comportamento), statisticamente
è una caratteristica dei (termine leggermente negativo) ma tu sembri smentire questa tesi.
Che ne pensi?

- (ha le lenti a contatto colorate) Vorrei comprare delle lenti come le tue, ma mi hanno detto che arrossano gli
occhi. Tu come ti trovi?

O altre varianti (ce ne sono infinite sullo stesso schema)

Piano piano, vi renderete conto che siete in grado di percepire infiniti dettagli di una persona in un batter di ciglio, e capirete quanto possa esser breve l'Osservazione per chi è allenato a farla.
Chi vi vedrà partire decisi, penserà che non avete avuto il tempo di osservare, ma non sa che in quel batter di ciglio, voi avete cumulato giorni di esperimenti: è la vostra esperienza che vi muove.
Ma non avrete solo imparato ad "aprire", saprete gia fare transizioni eccellenti.

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Come ci si comporta in un Club?

« Risposta #24 del: 20 Ottobre 2009, 19:31:45 »

Le variabili dell'ambiente Disco

Prima di uscire
Prima di uscire dovrete verificare una serie di cose, in modo da non esser colti alla sprovvista.

A) Piacervi e valorizzarvi al massimo. Il vostro abbigliamento dovrà valorizzare al massimo i vostri pregi, e ridurre i vostri difetti, visto che in disco l'aspetto conta.

b) Verificare di avere le carte in regola se chiudete con una ONS: luogo adatto (o preparazione dello stesso), profilattici, fazzolettini, musica in macchina, luogo dove trombare con la macchina se non avete altro. Considerate a tal fine, che per quanto siate stati bravi, siete comunque degli sconosciuti. Quindi, la donna avrà un certo timore nell'appartarsi con voi. Se volete evitare LMR, pensateci prima.

c) Se non siete da soli, accordatevi prima per l'uso dei mezzi di trasporto nel caso dobbiate trombare in macchina, o allontanarvi con una preda verso un pied a terre: troppe volte ho letto di MdP che non hanno trombato per problemi di disorganizzazione di questo tipo.

L'ambiente Disco
L'ambiente club è caratterizzato da luci disorientanti, rumore di sottofondo alto, presenza di
molte persone. L'ambiente disco, però, spesso non è omogeneo, nel senso che esistono zone "d'ombra", ovvero piccole aree dove queste variabili disorientanti vengono attenuate. In genere sono aree prospicenti il bar, i privè, la zona antecesso, i corridoi.
I clubs, sono pieni di anfratti: occorre conoscerli bene, per portarci le donne.
Inoltre, sui dettagli dell'arredamento di un club, si posssono costruire storie e racconti da utilizzare dopo l'apertura, per creare filoni di dialogo sui quali costruire la fase 3 del TV.
E' quindi opportuno fare un giro di ispezione per individuare questi dettagli, ed elaborare i propri racconti.
Questo va fatto prima di comnciare a guardare le donne.
Se ci sono soggetti strani, vanno osservati, ed anche su di loro vanno costruite storie.
Alcuni clubs, replicano il concetto di "passeggio", nel senso che al loro interno ci sono delle soluzioni architettoniche,  che consentono di passeggiare in cerchio(ad esempio girando attorno alla pista).
In questo modo, ad ogni giro si reincontrano le stesse persone e si scambiano occhiate per conoscersi.
Sebbene questa soluzione sia molto natural per creare EC e farsi vedere, sconsiglio il praticarla: lo fanno tutti i MdP, ed è un sostanziale errore amalgamarsi alla massa.

L'uomo "Disco"
l'uomo disco presenta delle caratteristiche particolari:la presenza massiccia di competirors tende a renderlo più aggressivo, quindi a difendere gli spazi in modo più marcato. Sguardi fissi, qualche gomitata, o il fatto di essere fronteggiati direttamente sono all'ordine del giorno. Per avere vita tranquilla in disco, è bene individuare subito i set che presentano elementi gregari che manifestino eccessiva aggressività: inutile infilarsi in situazioni fastidiose quando si può evitare.
Ad esempio, i tipi che ruotano attorno ai buttafuori, sono generalmente persone con il mito della violenza, che non vedono l'ora di dimostrare quanto sono maschi.
Si può anche tentare di familiarizzare con questi se hanno set particolarmente interessanti, ma raramente le donne escono con questo tipo di soggetto.
I maschi più interessanti sono i PR, per il semplice fatto che conoscono le più fighe del locale. Familiarizzare con un PR, e farsi un giretto a "braccetto" con lui, porta sempre all'esser presentati a qualche figa di grosso calibro, da ribeccare in un secondo momento.
Altra categoria interessante sono i barman: in genere conoscono perfettamente la storia degli abituè, e sono una fonte di informazioni preziosa. Con i barman,vale la regola che chiunque lavori, se si trova una piattola attaccata si infastidisce: quindi, il dialogo deve rispettare i loro tempi, senza cercare di monopolizzarli, otterreste come unico effetto quello di essere ignorati, e di essere descritti ( a chi chiedesse di voi) come dei rompicoglioni. Anche i barman possono presentarvi delle donne, quindi aver un buon rapporto con loro, è una garanzia.

La donna "Disco"
Le donne in disco, vanno per due sostanziali motivi: ballare per divertirsi, e socializzare.
Le femine appartenenti alla seconda categoria, si rendono spesso molto visibili.
Si sono lungamente preparate per l'evento, e generalmente si sentono al massimo.
Nella loro mente, quindi, pretendono il massimo.
Le donne non vanno in disco da sole: spesso fanno parte di gruppi che comprendono più
elementi, fra i quali possono essere presenti maschi.
Se il gruppo d'appartenenza è composto di maschi troppo aggressivi, come quelli che ho descritto,
e bene non avvicinarsi troppo: per una sola donna, non vale la pena di rovinarsi una serata.
Le femine visibili, vanno individuate subito in fase di osservazione: sono le prede elettive.

Il comportamento in Disco

La fase iniziale
Come ho espresso nei precedenti capitoli, dal momento nel quale ci si schiera per entrare a quando si esce, si entra nel ruolo del seduttore. Non ci sono pause, se fate una cazzata, potreste essere visti dalla donna che andrete ad aprire o da una sua amica che inevitabilmente riferirà.
Quindi, atteggiamento costante dall'inizio alla fine. in linea di massima, attenetevi al TermYpensiero 13
http://seduzioneitaliana....-13-pillole-prerimorchio/
Se andate in compagnia, guardatevi bene dal presentarvi con MdP cronici o con persone che ci provano con tutte: anche questo andrà a vostro discapito, e vi si ritorcerà contro. Meglio stare da soli.
L'ideale è un complice ben educato che vi accompagna, vi mollate per aprire la caccia, ed ogni tanto vi incontrate per un breefing onde scambiare informazioni. La vostra spalla deve essere come voi, non è uno che portate a rimorchiare, ne uno che porta a rimorchiare voi.
Entrando nella disco, prodederete alla perlustrazione, saluterete i vostri amici in modo caloroso, ma senza assumere atteggiamenti da MdP (Pacche, abbracci violenti etc). Salutando, manterrete una posizione eretta(senza pendere), scambierete due chiacchiere e vi congederete: voi avete un sacco di persone da salutare.
Nel camminare, abituatevi ad usare il cono laterale dell'occhio: non lanciate EC a destra e sinistra, siate discreti: un seduttore che attraversa una discoteca, lo fa come se camminasse nel deserto: deve dare l'impressione che nulla lo colpisce, come se non ci fosse nulla intorno a lui.
Se notate donne che vi osservano, non osservatele: ci tornerete dopo, quando meno se lo aspettano.
Questo atteggiamento è una simulazione di disinteresse per creare curiosità: le donne devono porsi l'interrogativo:
"Che tipo starno, chissà che tipo è?" Questo vi concederà un piccolo vantaggio nel creare aspettativa nel
momento in cui farete il vostro approccio dialettico.
Le movenze saranno regali: preparatevi allo specchio. Camminerete con le braccia accanto ai fianchi, senza allargarle a mo' di gorilla, i piedi seguono una line retta, dovete essere eleganti e differenziarvi dalla massa dei babbuini che marcano il territorio sbraitando ed aggrovigliandosi.
Finito il giro di perlustrazione, andrete in una delle zone d'ombra, e comincerete ad
osservare. Se avete voglia di ballare, fatelo, ma ricordando che siete andati a ballare perchè vi piace farlo, non per rimorchiare. Quindi ballerete con la solita indifferenza per l'ambiente. Se vi mandano EC, ignorateli, ed aspettate il momento propizio.

La media serata
Dopo un'oretta o anche meno, avrete tutto pronto per cominciare a rimorchiare: storie, conoscenza dell'ambiente, magari sarete anche stati presentati a qualche topa. Vi sarete resi conto delle donne che stanno in gruppo, e di quelle single. E' il momento di agire.
Avrete gia fatto Confidenza in Vitro con più di un soggetto, si tratta solo di beccarlo in una zona d'ombra, ed aprirla. Per le aperture, rimando al TermYpensiero 15
http://seduzioneitaliana....rmypensiero-15-lapertura/
Se non riuscite ad individuare Target, passate ad utilizzare il vostro tempo per ampliare il vostro SP.
Quindi, andate dai soggetti individuati nei paragrafi precedenti, ed agite secondo il post che ho fatto sul carisma:
http://seduzioneitaliana....risma-questo-sconosciuto/
Se aprite, considerando che siamo gia in orario inoltrato, cercate di puntare al massimo risultato: non andate li per prendere un telefono. Non  siete un impiegato che deve redigere un elenco telefonico.
All'apertura, fate seguire una transizione veloce agganciando le storielle che avete elaborato nella fase di ispezione del locale, come scrissi in "E dopo l'apertura?"
http://seduzioneitaliana....enerale/e-dopo-lapertura/
La massima discrezione è d'obbligo, soprattutto se la ragazza fa parte di un set numeroso.
Se non aprite, fate passare un po' di tempo, rilassatevi, fate due chiacchiere con qualcuno, e cambiate target.
Non ripartite subito: potrebbero avervi visto, e rischiate lo shit test "ma tu ci provi con tutte?".
Non vi resta che trombarla, ma questo dovreste saperlo fare da soli... 

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Problemi

« Risposta #25 del: 20 Ottobre 2009, 19:41:06 »

I post che seguono, sono un breve compendio di problemi legati all'applicazione del metodo, ed al rimorchio in generale.

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Teoria del GAP

« Risposta #26 del: 20 Ottobre 2009, 19:46:47 »

Durante il TermYraduno, ho brevemente enunciato la toria del GAP.
Completo l'opera, elencando le principali cause di GAP, e le relative soluzioni per uscirne vincenti.

Il "GAP"
Si può esprimere come GAP (Gradiente Anti Patata), qualsiasi fattore che faccia si che la donna che vogliamo
conquistare, non rientri nel novero delle nostre conquiste abituali. Il coefficiente di GAP, determina la difficoltà
di un rimorchio, ma soprattutto il ritmo che deve assumere l'interazione per essere condotta a termine.
Il GAP, determina in modo diretto l'atteggiamento che la femina avrà nei vostri confronti.
Supponiamo di avere 35 anni, e di voler rimorchiare una ventenne:
avvicinandoci a lei, potrebbe darci del "Lei", o avere un atteggiamento distaccato, come se si trovasse al cospetto di uno "zio". Difatto, questo atteggiamento rivela il fatto che nella sua ottica, noi non siamo un potenziale corteggiatore, e che qualsiasi atteggiamento di questo tipo, sarebbe accolto come un lato viscido della nostra personalità.
Se ci troviamo in presenza di un GAP nullo, l'interazione sarà liscia, perchè la ragazza non avrà grossi freni al
parlare o al lasciarsi conquistare: il contrario avviene in caso di GAP elevati.
I tipi di GAP si possono suddividere in tre gruppi principali:
Il GAP Permanente, il GAP Temporaneo, ed il GAP Endogeno.

Il GAP di tipo Permanente (GAP-P)
Un Gap permanente, è un'ostacolo all'essere visti nella mentalità della ragazza come potenziale corteggiatore, che non si può risolvere in alcun modo. L'esempio più comune, è la differenza di età. Seguono le differenze di status sociale, la differenza di status estetico,  e marginalmente le  differenze culturali.

Il GAP di tipo Temporaneo (GAP-T)
Il Gap Temporaneo, è una difficoltà sormontabile con un aggiustamento personale, o con un cambio di luogo.
Tra i GAP risolvibili con aggiustamenti personali, troviamo le differenze di look, le differenze di pensiero
politico, le donne fidanzate, e quelle non raggiungibili (esempio, femina che balla in un privè al quale non avete
accesso), oppure non rimorchiabili per difficoltà ambientali: esempio tipico, le femine che stanno 4 file di banchi
avanti a voi all'università, o quelle che si trovano in un gruppo misto ostico.

Il GAP Endogeno (GAP-E)
Il GAP Endogeno, è un finto GAP: ovvero una bassa autostima che porta il Marpione a considerarsi meno di quello che è, assumendo un atteggiamento poco penetrante, che gli conferisce una impronta di insicurezza.
In presenza di portatori di GAP-E, le interazioni diventeranno lunghissime, statiche, e sfoceranno in zona amicizia nella maggioranza dei casi.
Il motivo di questo iter predestinato, è dovuto al fatto che temendo di non poter gestire la situazione, ogni volta
che pensano di fare un passo in avanti nell'interazione, si pongono come a ricevere il "permesso" di agire.
I portatori di GAP-E, soffrono di un altro sintomo: conquistano solo donne che non li soddisfano.
Questo perchè ritenendosi molto meno di quello che possono essere, adottano i giusti ritmi solo in presenza di donne di basso livello relativo. Il GAP-E può manifestarsi anche in Marpioni di una certa esperienza, qualora si spostino in ambienti a loro poco familiari, o in presenza di livelli medi di figa molto alti.

I sintomi della presenza di GAP
Il GAP può essere evidente analizzando la situazione in base all'esperienza del seduttore, o manifestarsi sotto forma di ansia da prestazione. In tal caso, ci si sente bloccati, si ha paura (di che, non si sa) di aprire, o ci si  arrovella in mirabolanti elucubrazioni sul cosa dire come prima frase per paura di non apparire sufficientemente  interessanti.

L'utilità del valutare il GAP, e l'uso dello stesso
Qualora si riscontri l'esistenza di un GAP, bisogna procedere con molta calma.
Prima di tutto, occorre escludere che si tratti di un GAP endogeno, ripensando alle proprie conquiste precedenti.
Se il livello della ragazza è paragonabile ad altre che abbiamo posseduto, non c'è motivo di temere: siamo gia
preparati, e sappiamo perfettamente come comportarci. Cambia solo il nome (qualche volta neanche quello...   ).
Buttarsi è l'unica soluzione. Non appena partirà l'interazione, ci si renderà conto che il GAP prospettato, era in realtà una sega mentale.
In secondo luogo, bisogna cercare di capire se la sensazione di GAP sia assimilabile a GAP-T.
Nella stragrande maggioranza dei casi nei quali il GAP è di tipo T, basta osservare attentamente i movimenti della femina, ed attuare l'apertura nel momento propizio. Non bisogna temere di aspettare, prima o poi, l'occasione si crea sempre. Ed è in quel preciso momento che dovrete scatenare l'attacco: ne prima, ne dopo.
E' la vecchia strategia dell'aspetto: si aspetta la preda al varco, sapendo che prima o poi, di li dovrà passare.
Se il GAP-T è dovuto a differenze socioculturali, è invece opportuno stabilire una strategia di tarli che annullino
la differenza generando curiosità, o addirittura l'apertura.
Se il disagio è dovuto a fattori di look, come il trovarsi in giacca e cravatta in un locale di fricchettoni, o  viceversa, provando la classica sensazione del "pesce fuor d'acqua", si deve generare un dialogo che porti a poter  affermare che il look è del tutto casuale, portando a conclusioni tipo:
Tipa:"ti facevo un tipo diverso".
Tu:"Normalmente non vado in giro così, ma ero a (congresso, o comunque evento formale), e non ho avuto il tempo di cambiarmi".
Un modello di apertura è quello sui "colori del Bramaputra" che cito in questo post,
http://seduzioneitaliana....y-ed-usa-school/msg32936/
che denota attenzione a cose spirituali in netto contrasto con l'abito formale che si porta.
Analoga logica deve sostenere il comportamento da tenersi in casi opposti.
Il trucco è come al solito l'esulare dagli schemi della Matrice (leggi TermYdelirio 6) La Matrice), in modo da risolvere il GAP inducendo la preda a pensare di aver dato una valutazione affrettata.
In caso di GAP-P, le cose si complicano leggermente.
L'errore fondamentale, è come al solito la fretta nel trasmettere messaggi sessuali, che in caso di GAP-P devono essere assolutamente posticipati ad una fase molto avanzata del TV.
In assenza di GAP, infatti, mandare un messaggio sessuale prematuramente non ha conseguenze devastanti, se non la possibilità di ricevere qualche ST.
Ma in presenza di GAP-P, il segnale sessuale viene immediatamente individuato come il tentativo da parte di una persona viscida di ottenere un qualcosa che l'educazione della preda dipinge come brutto ed innaturale.
Le interazioni che partono con GAP-P, dovranno quindi avere delle fasi 1 e 2 molto più lunghe ed accurate.
In fase 1 (nella nuova stesura del TM, il termine "fase" è sostituito da "momento"), bisognerà entrare in punta di piedi, quasi non rivolgendosi alla donna. La penetrazione dovrà essere minima, lanciando messaggi che portino la donna ad interessarsi attivamente a noi. Assolutamente da evitare è il citare prematuramente esperienze che portino a formulare ipotesi verbali sulla nostra data di nascita: deve rimanere un sottinteso. Noto ad entrambi, ma non dichiarato formalmente.
Errore comune è invece l'ironizzare eccessivamente sul motivo di GAP, rendendolo ancora più evidente.
In sintesi, il motivo del GAP, va bellamente ignorato...
In fase 3, quando la donna comincerà a manifestare i primi segnali di seduzione, si dovrà avere ulteriore accortezza:
anche qui, bisogna stare molto attenti a non dare segnali sessuali prematuri, neanche in risposta a precise azioni della donna.

Nessuno menziona infatti che talvolta il contatto portato dalle donne è in realtà uno ST, per vedere come ci comportiamo. Ci sono donne che ritualmente (o occasionalmente) creano contatto fisico per tastare la nostra risposta.
Se rispondiamo al contatto, si ritraggono e cambiano repentinamente atteggiamento.
Hanno avuto la conferma che siamo li pronti a saltarle addosso, e scappano.
Quando l'intimità sarà completa, e si percepirà un'atmosfera rilassata (soprattutto dopo il cambio di posto tipico fra fase 3 e 4), solo allora si potrà cominciare a rispondere al contatto fisico.
Con estrema dolcezza, senza fretta, quasi come farebbero due bambini.
E fatta.

Riassumendo.
il GAP è il vero metro di giudizio per capire la difficoltà di una interazione.
Alla presenza di GAP, un seduttore TM-Style, risponde con l'esperienza, e la gestione dei tempi e dei ritmi, che saranno inevitabilmente molto più lenti e calibrati.
Occorre imparare ad entrare in punta di piedi, pur mantenendo integre tutte le proprie capacità maschili, come ad esempio la fermezza e la capacità di gestione del set.
Un errore grave è il mostrarsi deboli e bisognosi, dando l'impressione di essere subdoli e viscidi.
Entrare in punta di piedi, non significa quindi perdere la propria solarità, ma semplicemente evitare di essere pressanti su un soggetto.

TermYnator

Ps: per commentare questo post: http://seduzioneitaliana....nsiero-22-teoria-del-gap/

« Ultima modifica: 22 Marzo 2017, 17:17:31 da TermYnator »

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Eccessiva selettività

« Risposta #27 del: 20 Ottobre 2009, 19:52:08 »

Spesso sento ragazzi che interrompono una interazione, o non la cominciano per nulla, portando come giustificazione la loro selettività. Frasi tipiche sono: "E' troppo stupida... E' una 6,5..."
Alla fine, pur parlando come dei gran marpioni, non concludono nulla.
E' evidente che spesso queste giustificazioni siano solo scuse per giustificare l'abbandono del set, avendo percepito un imminente C&B, ma non è sempre così: molti provano realmente un qualcosa che gli fa pensare che non sia la donna giusta, nonostante le premesse ci fossero tutte. Ed è a queste persone che si rivolge questo post.

La selettività: ovvero la punta dell'iceberg.
Una delle motivazioni più frequenti sull'abbandono del set, è il "valore" in punti della ragazza. Il più delle volte, è una cazzata evidente: a meno che la pioggia non abbia fatto colare il trucco, la tipa non è certo cambiata in 5 minuti.
Poi si scopre che le poche donne che questi ragazzi rimorchiano e descrivono come 8, in realtà sono 6... O che la tipa in questione era tutt'altro che scema, se la giustificazione all'abbandono è stata l'intelligenza della tipa.
Non erano quindi motivazioni reali, ma tentativi razionali di motivare un abbandono che ha radici molto più profonde.
In realtà, dietro a questi abbandoni, è onnipresente un complesso, spesso temporaneo.
Per qualche periodo della mia vita, ho personalmente accusato queste forme di abbandono. Ma essendo un hiperrazionale, non accetto facilmente che qualcosa di cui non conosco l'origine, limiti la mia libertà d'azione. Ho quindi sottoposto me stesso ad un'accurata analisi per capire cosa mi stesse succedendo.
La chiave per capire questo meccanismo è venuta dalle frequenti discussioni che ho avuto negli anni che hanno preceduto il mio ingresso in questo forum, con le decine di MdP che ho conosciuto in real life.
Con molti di questi ho raggiunto un certo livello di intimità, che alla fine li ha portati a sbottonarsi (dopo diverse birre), consentendomi di catalogare questi complessi in modo empirico. L'insieme dei complessi, è il corpo dell'iceberg del quale la selettività è solo il sintomo rivelatore.
Ho diviso questi complessi in due grandi gruppi:
I complessi da senso di colpa.
I complessi da senso di inadeguatezza.

I complessi da senso di colpa.
Questi complessi derivano principalmente da retaggi paleocattolici, o da un amore sviscerato per la figura materna. Molti ragazzi (in particolar modo i figli di maschi adulteri o violenti), vedendo soffrire la madre a causa del padre, tendono a limitarsi nei rapporti con le donne per una sorta di paura di far del male.
Paura motivata non tanto dalla propria indole, ma dal solo appartenere al sesso maschile,
come se tutti i maschi fossero cattivi. La ricerca di donne evidentemente disponibili è per i maggiormente afflitti un cruccio. Talmente forte da far considerare ai più colpiti le prostitute l'unica possibilità di sesso "autorizzato": stanno li per quello, quindi non si fa male a nessuno.
Parallelamente, la paura che una donna si innamori di noi, quando desideriamo solo sesso.
Alla base di questi complessi, è evidente una concezione distorta degli stereotipi sessuali,
che colloca la donna come una vittima innocente, ed il maschio come un feroce approfittatore.
L'atteggiamento protettivo circa le ragazze molto più giovani, rientra in questo gruppo di complessi, ed è generalmente proprio di persone che hanno sorelle più piccole.
Se questi complessi fossero razionalizzati, le cose sarebbero semplici.
Il problema è che non lo sono.
Il complessato, quindi, non agisce su base logica, ma su base irrazionale: in pratica percepisce un senso di fastidio nei riguardi di quello che fa durante l'interazione, che lo porta ad interrompere la stessa. Egli realmente percepisce un fastidio al proseguimento dell'azione, ma non riuscendo a darsi un perchè, motiva l'abbandono con tesi razionali usualmente considerate motivo di abbandono.
A tutti coloro che provano sensi di eccessiva protettività nei confronti delle donne, consiglio quindi di meditare accuratamente sulle loro sensazioni.

I complessi da senso di inadeguatezza.
L'origine di questi complessi è legata a fattori per i quali l'attore si ritiene inferiore alle aspettative delle donne.
Il principale fattore, riguarda il sesso e la capacità di esercitare la propria maschilità.
Ho conosciuto ragazzi che erano dei veri treni nell'aprire e nell'intavolare discussioni produttive, ma al momento di chiudere cambiavano improvvisamente, quasi a farsi dire di no.
No che puntualmente arriva, non appena la donna si accorge che l'attore diventa incongruente con quello che ha fatto sino a quel momento.
Raramente l'origine di questi sensi di inadeguatezza è reale, o quantomeno dimostrabile:
nel senso che spesso, o non esiste un parere medico, o nonostante il parere medico che attesta una funzionalità (o delle dimensioni) corretta, l'attore continua a ritenersi inadeguato.
Ho personalmente attraversato un triste periodo di "uccello morto".
Alla base di questi complessi, molto spesso ci sono confronti con donne che apparendo indifferenti al sesso, rivelano di aver avuto storie precedenti con uomini con cazzi enormi.
Il povero marpione, comincia a sentirsi inadeguato, ma non somatizza subito.
Somatizza appena cambia donna, cominciando a chiedersi se il suo pisello sarà all'altezza di soddisfare la nuova preda. Più la preda si concede facilmente, più inconsciamente egli "penserà" che è richiesto un caxxo enorme.
L'esito, è che i troppi pensieri, influiranno negativamente sull'erezione, confermando all'attore di essere inadeguato.
Esiste una unica soluzione al problema: fare sesso solo quando se ne ha veramente voglia.
Spesso, in un rimorchio lampo (2/3 ore) non si ha il tempo di "familiarizzare" sessualmente:
si arriva a letto senza aver avuto un reale desiderio sessuale. E se si è paghi, l'uccello non si muove più di tanto.
Occorre quindi fermarsi a del petting pesante, senza andare oltre, perchè il trovarsi a caxxo moscio, peggiorerebbe le cose, facendo si che si ancori alla nuova donna il senso di inadeguatezza.
PIano piano, con il succedersi degli incontri, aumenterà il desiderio, e l'erezione tornerà ad essere normale. Il constatare che ci si eccita, darà sicurezza, e finalmente si potrà procedere all'amplesso (come me fate parlà scYentifico...)

Della stessa matrice sono spesso i sensi di inadeguatezza dovuti al non ritenersi coinvolgenti o sufficientemente interessanti, malgrado si possegga un livello di conoscenza tecnica adeguato. Non sto parlando quindi di persone che di questo mondo non sanno nulla, che rimando ad un sano studio di come si rimorchia.
La soluzione è nettamente più facile, non essendo implicati fenomeni non direttamente controllabili.
Anche qui, la soluzione è semplice, e perfettamente in linea con il vecchio detto "il pisello non vuole pensieri": basta sostituire a "pisello" la parola "cervello", ed il gioco è fatto.
Se vi sentite inadeguati, invece di pensare a cosa dire, sparate la prima cosa che vi passa per la testa, e liberatevi.
Fottetevene del fatto che interessi o meno: in questi casi è meglio far qualcosa, piuttosto che incrementare il livello di autocommiserazione, che è la vera fonte del risultare poco attraenti. Se avrete feedbacks positivi, acquisirete l'entusiasmo necessario ad andare avanti profiquamente. Se non succede al primo tentativo, insistete.

L'ultimo grande filone, è il sentirsi inadeguati fisicamente, attitudine responsabile della maggioranza dei set che si decide di abbandonare ancor prima di aprire.
Anche qui, a meno che non siate dei cessi senza tavoletta, si tratta di pippe mentali che nascondono uno dei complessi precedenti.
Se invece siete cessi senza tavoletta, dovete affrontare il vostro problema, e vincere una volta per tutte.
Non è ammissibile che una persona sia vittima del proprio aspetto fisico, a meno che non sia affetta da mali senza cura.
E persino persone di 340 kili sono riuscite a dimagrire, o rimorchiare prima ancora di dimagrire. La realtà, e che anche pesando 340 kili, ci sono persone che si accettano, e riescono a dimostrare positività che genera attrazione.
L'aspetto fisico è una scusa per non ammettere che non si accetta se stessi per quello che si è, e spesso, l'eccessiva grassezza è un sintomo di lassismo dovuto ad una personalità eccessivamente remissiva nei confronti delle proprie debolezze. In questi casi, posso dare un'unica dritta: riprendete contatto con voi stessi, trovatevi delle passioni che vi consentano di apprezzare quanto siete in grado di fare, date una mano agli altri, e cercate in ogni modo di farvi amare.
L'amore degli altri, inevitabilmente vi porterà ad amare voi stessi.

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Appendice: Acronimi del TM.

« Risposta #28 del: 20 Ottobre 2009, 20:03:16 »

Dal momento che spesso sorgono malintesi circa la mia terminologia, ho pensato di postare una breve descrizione dei termini che uso, con i relativi acronimi.

Teoria del Montone (TDM) : Schema allegorico che dimostra la tendenziale poligamia del maschio, la fedeltà della femina se innamorata, e che consente di catalologare le femine in due tipologie fisse. Oltre a questo, introduce i concetti di Montone Culturale e Montone Genetico, oltre ad essere la base della teoria del Territorio Virtuale.

Montone Genetico (MG): Maschio ideale dal punto di vista riproduttivo.

Montone Culturale (MC): Ideale di uomo perpetrato dal contesto sociale d'appartenenza della femina.

Montone : genericamente indica l'ideale di uomo di una particolare femina.

Femina alla ricerca del Montone Perduto (RMP) :Femina che ha avuto un grande amore che l'ha portata a soffrire e staccarsi dall'uomo che ne è stato la causa. L'uomo viene idealizzato e diventa un mito irraggiungibile.

Femina Realizzata nel Montone (FRM): Femina che è innamorata del suo uomo, e lo considera il massimo.

Vero Uomo (VU): E' il principe azzurro, l'uomo perfetto sia eticamente che dal punto di vista della realizzazione interiore, è il seduttore perfetto.

Facchino della Figa (FdF) : Maschio ancora poco definito, più preoccupato del numero di femine che conquista che della loro qualità.

Morto di Pippe (MdP): Uomo che per vari motivi non riesce a sedurre, e trasferisce la passione sessuale in altre cose, accontentandosi di quello che capita nel migliore dei casi.

Territorio Virtuale (TV): Territorio dove un Vero uomo esprime la propria immagine virtuale, e dove è il Montone per antonomasia.

Confidenza in Vitro (CV): Fase nella quale il Vero Uomo si relaziona con la femina prima ancora di conoscerla.

Disorientamento Spazio Temporale (DST): fase dialettica nella quale il Vero Uomo inizia a riprogrammare i valori della femina.

Fase dell'Osservazione o Fase zero (F0):E il periodo nel quale il Vero Uomo osserva l'ambiente e studia le femine presenti attuando la tecnica della Confidenza in Vitro.

Il TM non è un metodo strutturato in vere e proprie fasi. La mia concezione dell'interazione è piuttosto quella di un'azione continua con dei momenti salienti. In passato, per compatibilità con il linguggio della community, ho usato il termine fase per indicare questi momenti. Ma "Momento" è il termine più corretto.

Primo momento: fase dell'apertura, nella quale si predispongono le basi del Territorio Virtuale

Secondo Momento: Fase del Disorientamento Spazio Temporale.

Terzo Momento: Fase della Sfera Personale, nella quale il Vero Uomo costruisce un rapporto intimo ed emotivo.

Quarto Momento: Fase della Riprogrammazione dei Valori, nella quale la femina riconosce nel Vero Uomo il suo Montone.

Tecnica delle Corrispondenze (TDC):   Tecnica mediante la quale si agganciano concatenano discorsi usando un concetto estrapolato dagli stessi.

Tecnica del Calo di Interesse Simulato (CIS): calo di interesse simulato con il BL.

Filtro anti porcellina (FAZ): Sorta di autodifesa del Vero uomo che interrompe l'azione in presenza di femine di basso valore, o con pecche gravi o presunte tali.

Ovviamente continuerò ad usare le definizioni per esteso con riportato accanto l'acronimo, finchè questi acronimi non saranno formalmente accettati e divenuti di uso corrente...

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Per commentare questo post: http://seduzioneitaliana....ermypensiero-18-acronimi/

« Ultima modifica: 20 Ottobre 2009, 20:05:01 da TermYnator »

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Appendice e conclusioni

« Risposta #29 del: 13 Gennaio 2010, 04:18:54 »

Questo lungo estratto del TM, (62 pagine, se stampato) contiene i principi di base del metodo e del modello dell'interazione che sottende a questo sistema seduttivo.
E' stato scritto per consentire una visione d'insieme dell'intero sistema, e dar modo a chi non si rispecchia in
modelli che impongono una personalità imposta, di realizzare le proprie aspirazioni seduttive in base a cio che si è.
Lo strumento seduttivo usato come esempio in questo compendio, è il linguaggio verbale:
il sistema comunicativo più facilmente controllabile con la razionalità di cui disponiamo.
Il TM, nella sua versione integrale, tratta allo stesso modo tutti i sistemi di comunicazione, applicando ad essi il
concetto di TV. Il linguaggio del corpo, a differenza di altre metodologie, viene trattato come il prodotto di tre componenti separate:
la componente linguistica dovuta alla gestualità, le espressioni facciali, e la postura.
La creazione di tarli e di contrasti è applicata anche a queste forme, sia riguardo al messaggio veicolato
verbalmente, sia tra i messaggi veicolati da queste tre componenti del linguaggio cinestetico.
Stessa cosa avviene per le immagini mentali create tramite la sinestesia dovuta ai messaggi, che in questo estratto viene trattata marginalmente data la complessità della materia, e l'enorme numero di pagine e di illustrazioni necessario a sviluppare in modo avanzato il modello.
Trattandosi di un metodo, nella versione integrale sto aggiungendo una sostanziosa parte dedicata al come sviluppare le capacità necessarie all'esercizio del modello TM che ho tratto e che continuo a trarre, dall'esperienza fatta con i corsi. Spero presto di rendere pubblico il tutto.

Ringrazio chi ha avuto la pazienza di seguirmi fino a questo punto, augurandogli il miglior successo nella vita.

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