Forse per la prima volta, uso due termini non miei per descrivere due categorie di persone,
che da che mondo è mondo spingono il carretto della conoscenza.
I termini derivano dalla stereofilia degli anni ottanta, e furono coniati da una nota rivista di
settore: Suono.
Il misurone, è colui che per arrivare ad un risultato migliore, confronta dati, misura fenomeni,
ed alla fine si ferma e trae una legge universale che applica alla pratica.
Lo smanettone, invece, fidandosi solo della propria soggettività, procede per tentativi e per
esclusione. Egli modifica la realtà per tentativi.
Potremmo dare altre definizioni di queste due tipologie di persone, ad esempio introversi ed estroversi,
scientisti ed empiristi, ma sono tutte denominazioni che rischierebbero di tirarmi addosso la piattola
cavillosa di turno che si ferma sulla parola, senza aver minimamente capito il concetto:
quindi, misuroni ed ascoltoni va benissimo.
L'ascoltone
L'ascoltone, ascolta, e dice "bello sto suono", potrebbe essere migliore però.
Quindi procede a delle sostituzioni nell'impianto, cambia amplificatore, casse, cavi e quant'altro,
al fine di raggiungere un risultato che secondo il suo orecchio sia migliore.
A prima vista, sembrerebbe il processo ottimale, in fondo è il suo orecchio che deve essere soddisfatto.
Il problema dell'ascoltone, è che svegliandosi una mattina, e dimenticandosi la finestra aperta,
dal momento che egli non capisce perchè il suono è migliorato, invece di chiudere la finestra per riportare
l'ambiente alla sua primitiva sonorità, ricomincerà a far cambi, per ritrovare il suono originale.
Stessa cosa succederà se una mattina si sveglia con una mosca addormentata nell'orecchio.
L'ascoltone quindi, adotta delle soluzioni di compromesso, ma non arriva mai a toccare l'origine del fenomeno,
in quanto si ferma solo sul risultato finale, e solo su quello formula valutazioni.
L'ascoltone si diverte molto nel fare cambi, cio lo fa sentire attivo.
Ma è anche vero che più sono i cambi possibili, più sarà difficile ottenere un mix perfetto, anche solo per il tempo
necessario ad effettuare tutte le possibili permutazioni.
L'ascoltone, non arriverà quindi mai ad una modellizzazione del fenomeno, ne alla ideazione di nuovi elementi
che portino ad una misura che si avvicini alla perfezione: ragionando per quanti e logica permutativa, non è in
grado di progettare e quindi creare. L'ascoltone è l'utente finale di un processo, non il suo fautore.
Il Misurone
Il misurone affronta i problemi in modo diverso: se qualcosa non gli piace, cerca dei riscontri oggettivi per capire
il perchè una cosa gli piace piuttosto che un'altra. Questo scindere il fenomeno in variabili, lo porta a scegliere
un componente piuttosto che un altro, in base a caratteristiche oggettive, che egli trova scritte.
L'ascoltone, quindi, in base alle sue conoscenze, prevede l'esito del mix di componenti.
In questo processo, egli proietta un risultato che ancora non esiste nel futuro, e lo realizza in base alle sue previsioni.
Apparentemente si potrebbe dire che è la stessa cosa, l'uno valuta oggetto per oggetto, l'altro valuta gli
oggetti in base a caratteristiche che li suddividono in famiglie omoproprieta.
In realtà, c'è una grossa differenza.
L'ascoltone, per catalogare un oggetto, ha bisogno di provarlo, di viverlo . Mentre al misurone basta leggere
le caratteristiche dell'oggetto per dedurne il comportamento.
Le cose si complicano nel momento in cui le variabili in gioco, diventano una scelta del soggetto:
L'Ascoltone unirà a caso elementi che ritiene vincenti singolarmente, ma non sarà certo del risultato, in quanto non
è in grado di prevedere come questi elementi interagiranno fra di loro, a meno che non abbia gia provato
quella combinazione.
Il misurone, invece, in base alle variabili cartacee si renderà perfettamente conto di come gli elementi interagiranno
fra loro, cosa che gli consente a tavolino di optare una scelta, di esito prevedibile.
Il misurone quindi, manipola la realtà creandola. cosa che non può fare l'ascoltone, che è vittima della realtà.
L'approccio delle due categorie al fenomeno.
Da quanto scritto, appare evidente che le due categorie avranno comportamenti sostanzialmente diversi nell'applicarsi
al reale. Ad esempio, prendiamo un misurone ed un ascoltone, e schiaffiamoli in una discoteca.
L'ascoltone, si butterà in pista a prendo a destra e sinistra, combinando cio che conosce finchè non chiude.
Il misurone si fermerà ad osservare le variabili ambiente-topa-se stesso, cercando le caratteristiche per creare l'approccio
migliore. Il misurone, se non ritiene che ci siano elementi per ottenere il risultato, potrebbe anche non agire, cosa che non farà
mai l'ascoltone: la sua prassi conoscitiva è l'agire, quindi agisce per principio.
IL risultato
Se il misurone si muove, è perchè prevede il risultato. Quindi, a meno che non abbia correttamente modellizzato l'ambiente,
otterrà quello che si è immaginato. Cosa che non è vera per l'ascoltone, che non è in grado di prevedere il risultato.
Supponiamo che entrambe vadano in bianco: il misurone saprà esattamente perchè, mentre l'ascoltone riterrà che non ha
trovato gli elementi giusti, o che non ha avuto tempo o fortuna nel trovarre gli elementi a lui noti per effettuare la giusta
combinazione.
Ma di fatto, non ha imparato un gran che: egli impara solo quando ottiene, e memorizza quella precisa combinazione che tenderà
a replicare per ottenere il successo. Il suo gioco tende quindi a diventare statico, e funzionante solo in presenza di determinati requisiti
che devono esistere a priori.
L'espressione del fenomeno nel misurone: l'esigenza della forma.
Un misurone, per misurare, ha bisogno di parametri, ovvero di una resa formale di un fenomeno reale.
Un misurone non può comparare due fenomeni sull'affermazione "questo suona meglio di quest'altro",
perchè questa affermazione non ha nessuna valenza per modificare il risultato.
Un Misurone, per comparare un risultato ha bisogno di scindere i parametri in modo formale: il suono sarà quindi
individuato da parametri come distorsione, frequenza, etc etc.
Un suono sarà migliore di un altro SE avrà meno distorsione, ed un'arco di frequenze più ampio.
Va da se, che se un misurone deve accoppiare una cassa con un ampli che ha troppi acuti, sceglierà una cassa che li attenua.
Ma se è obbligato ad usare quella cassa, userà un ampli con carateristiche opposte.
In questo modo, egli bilancia il risultato sulla carta, ed otterrà l'effetto voluto. Cosa che non farà l'ascoltone, il quale dirà
"quest'impianto non suona bene", ma senza mai capire il vero perchè, finchè non va sul campo e comincia la solita serie
di permutazioni, al fine di ottenere il pacchetto funzionante.
I metodi, i seduttori e la topa.
La topa è indubbiamente un fenomeno. E come tale può essere trattato come qualsiasi altro fenomeno.
Ci si può avvicinare alla topa per tentativi, combinando a caso una apertura con una transizione o un atteggiamento, oppure
si può cercare di estrarre da questi componenti delle caratteristiche "tecniche", che consentano di prevedere il risultato.
Questo tentativo formale di traduzione in variabili al fine di prevedere il risultato, è quello che nella seduzione, ed in qualsiasi
altro campo dell'applicazione dell'uomo chiamiamo "metodo".
I metodi sono scritti da misuroni, e vanno presi come tali. Gli ascoltoni scrivono "prassi", che come descritto, essendo combinazioni
fisse, funzonano solo in ambiti ristretti.
Non ha senso applicare un metodo traducendolo in prassi, così come non ha senso il pensare di seguire un metodo se non
se ne accetta l'interpretazione formale delle variabili. Si può discquisire se questa interpretazione sia corretta, ma questo equivale
a calarsi nella forma mentis dell'estrapolazione di variabili dal contesto, e non più dell'osservazione del contesto come un fenomeno
a se stante. Questa sostanziale differenza è quello che divide il pensiero scientifico dall'empirismo.
TermYnator e le discussioni sulla seduzione.
TermYnator è uno che ragiona da misurone: quindi tenta in ogni modo di dare una rappresentazione formale dell'universo,
al fine di ottenere risultati ripetibili nel tempo. Va da se, che io ritenga questo tipo di approccio fondamentale, altrimenti
sarei rimasto l'empirico che ero a 16 anni, ovvero la prima volta che ha funzionato, ma senza capire perchè.
Conseguentemente, quando discuto con qualcuno, cerco di andare a fondo dei problemi, per eviscerare al massimo la loro
vera natura. Riportare un fatto senza motivarlo con i perchè il fatto è avvenuto, è per me di nessun interesse dialettico:
un fatto è un insieme di eventi, ed ogni fatto è diverso dagli altri perchè cambia l'insieme degli eventi che lo compongono.
Cambiano le variabili.
L'interesse di un forum come questo, è quindi la ricerca e la comprensione di queste variabili, perchè questo è l'unico modo
per rendere l'enunciazione di un field report un'esperienza utile al gruppo, piuttosto che una ricerca di consenso da parte degli
altri per soddisfare la voracità di un ego in crescita.
Conclusione
Sedurre è quindi un processo che per essere costante, necessita di uno sforzo intellettuale non indifferente. Sedurre con costanza,
senza ogni volta lamentare la sfortuna, la mancanza d'occasione, o la volontà di Dio e del destino, significa piegarsi con umiltà al duro
lavoro dello studente, sia per conoscere il mondo, sia per interpretarlo anche in base alle esperienze altrui per capire le variabili che
governano il mondo stesso.
Applicarsi in questo modo è una scelta personale, non farlo significa stare nella propria confortevole indolenza, e prendere il mondo dalla
parte sbagliata: il culo.
TermYnator
Per commentare questo articolo: http://seduzioneitaliana....scoltoni-misuroni-e-topa/