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Autore Topic:

Il Needy: una proposta d'analisi

(Letto 18610 volte)

Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #15 del: 16 Marzo 2010, 15:55:34 »

Citato da: Expeausition il 15 Marzo 2010, 18:19:41

A questo punto occorre introdurre una distinzione fondamentale tra il bisogno e il desiderio.

Bisogno: Chi ne è portatore si trova in uno stato di insoddisfazione e mancanza
e individua in un determinato oggetto l'unico elemento che potrà dargli sollievo.
(es: se ho fame, solo il cibo potrà soddisfare il mio bisogno di mangiare, se ho sete solo l'acqua potrà soddisfare il mio bisogno di bere).
La persona bisognosa, dunque, è "schiava" dell'oggetto che riuscirà (o che si suppone riesca) a colmare quella mancanza che è fonte di frustrazione.

Desiderio: Contrariamente al bisogno, il desiderio non si fonda sulla mancanza e quindi sulla necessità di colmare un vuoto ma sulla libera scelta, consapevole e controllata.
(es: desidero avere una bella macchina, non perchè senza quella mi sentirei uno sfigato, ma perchè sono appassionato di belle macchine).
In questo senso la persona desiderosa non è mai "schiava" dell'oggetto che gli desta interesse ma lo sceglie liberamente.

Trovo un po' idealistica la tua distinzione, e soprattutto la caratterizzazione della nozione di desiderio!

Raramente siamo padroni dei nostri desideri, e la maggior parte dei desideri sono frutto di condizionamento!
Renè Girard parla  a proposito di desiderio mimetico, come imitazione, come desiderio non del soggetto desiderante, ma come imitazione del soggetto mediatore: l'uomo è fin troppo spesso di essere autonomo, e finisce con il desiderare quello che desiderano (o crede che questi desideri) gli altri soggetti, che prende come punti di riferimento, come mediatori.
Un desiderio di questo tipo è vanità, è il desiderio secondo l'altro!

si ripropone l'eterna questione quindi (che termy e altri connotano in termini di matrice): quello che desderiamo è davvero quello che  "noi" desideriamo, in maniera autonoma, o siamo spinti a desiderare?

Vogliamo una ragazza perchè non avercela ci pare brutto, ci sminuisce agli occhi degli altri, oppure la vogliamo in quanto realmente troviamo in lei un qualcosa che ci stuzzica e ci induce a volerla conoscere?
Eterno dilemma tra attività e passività, autenticità e conformismo!

Paradossalmente a questo punto risulta piu' autentico un bisogno rispetto al desiderio mimetico, in quanto il bisogno trae origine dalla nostra natura, mentre il desiderio è inautentico! Tra l'altro appagare la vanità,implica che una volta appagato il desiderio, l'oggetto desiderato si trova esautorato di ognifunzione, e ce ne si può sbarazzare

La seconda cosa che volevo far notare , su cui mi trovo d'accordo, è che uno dei problemi tipici che affliggono i maschi della nostra generazione è l'incapacità di essere realmente maschi!
Tu dici:

" fondamentalmente la donna ( con i dovuti distinguo a seconda dell'età) rimane attratta e coinvolta da un uomo che sappia esprime la propria energia libidica maschile."

Penso ci sia un problema di conoscenza e di capacità di controllare la propria aggressività!

secondo me si coglie un punto centrale nell'odierna società femminilizzata: i maschi cresciuti nella bambagia, dalle femmine e non piu' dai maschi,  non imparano a controllare ed utilizzare in modo produttivo quella naturale aggressività che è caratteristica del maschile!
di fatto si apprende fin da piccoli un modo di fare che è femminile, non maschile!

Qualcuno diceva che uomini si nasce, maschi si diventa! E senza dei modelli da imitare, non si impara ad esser maschi!

Una tale mancanza, una tale incapacità, si riversa totalmente nel rapporto con le donne, che, in mancanza di questa capacità, ti avvertono, come dire, meno uomo!
Cito una risposta di claudio risè, uno dei massimi studiosi di queste problematiche:

" penso che lei abbia ragione nel  non voler accettare il suo blocco nei confronti di qualsiasi manifestazione di aggressività. Questa spinta, che è poi quella che ti spinge verso l’altro, nella ricerca di un incontro (che può anche rivelarsi uno scontro), è molto importante nella psiche dell’uomo, la sua mancanza lo rende infelice. La sua lettera racconta come le radici di questo deficit di aggressività affondino nella biografia infantile e adolescenziale.
Un’infanzia, la sua come quella  di tanti altri uomini, troppo “riparata”, sotto l’attenzione vigile di una madre ansiosa e iperprotettiva, preoccupata  di tenerla il più possibile lontano dai “cattivi ragazzi”, quelli che appunto giocavano e si scaxxottavano nella sua via. Allora si sviluppò la prima separazione dal collettivo maschile, e dal mondo dei pari, dei coetanei, all’ombra della quale è cresciuta quell’altra, che le dà fastidio oggi, nel mondo del lavoro e della vita quotidiana, dove dobbiamo essere pronti a mettere in campo l’aggressività necessaria, per rispondere a quella degli altri. 
Lei, come quasi tutti oggi, non è stato allenato da un padre a misurarsi con l’aggressività non solo degli altri, ma anche delle cose (degli elementi naturali, ad esempio, con i quali anche occorre saper lottare). Da qui è nata la sua  tendenza a fermarsi di fronte all’attacco, immobilizzato dalla paura.  Una situazione che minaccia di erodere la sua autostima: per questo lei rimugina sull’inadeguatezza delle sue risposte agli attacchi. Il suo senso di sé ha fame di risposte adeguate, proporzionate e non vili"

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #16 del: 16 Marzo 2010, 18:28:05 »

Citato da: nad84 il 16 Marzo 2010, 15:55:34

Trovo un po' idealistica la tua distinzione, e soprattutto la caratterizzazione della nozione di desiderio!

Raramente siamo padroni dei nostri desideri, e la maggior parte dei desideri sono frutto di condizionamento!
Renè Girard parla  a proposito di desiderio mimetico, come imitazione, come desiderio non del soggetto desiderante, ma come imitazione del soggetto mediatore: l'uomo è fin troppo spesso di essere autonomo, e finisce con il desiderare quello che desiderano (o crede che questi desideri) gli altri soggetti, che prende come punti di riferimento, come mediatori.

Nad, la tua obiezione è validissima e pertinente.
Conosco bene il pensiero di Girard a proposito del "desiderio mimetico" ma personalmente, come ho messo in rilievo nel topic, sono su una posizione diversa. Diciamo che ho cercato - con un' abominevole semplicità -  di parafrasare ciò che Deleuze-Guattari affermano nell'Anti-edipo: e cioè la concezione di un desiderio che si "costruisca" su un "piano di composizione" singolare e che non dipenda mai dalla necessità di un oggetto (o da un'esigenza mimetica) . Il desiderio, dunque è plurale, non oggettuale.
In una famosa intervista Deleuze disse: "Non si desidera "qualcosa", si desidera un "insieme". O per meglio dire, in un insieme". Ecco, trovo che il desiderio sia la capacità di ciascuno di creare le proprie coordinate, quale che sia il territorio di vita (la politica, le donne, l'amore ecc). Il desiderio è costruttivista.

Citato da: nad84 il 16 Marzo 2010, 15:55:34

La seconda cosa che volevo far notare , su cui mi trovo d'accordo, è che uno dei problemi tipici che affliggono i maschi della nostra generazione è l'incapacità di essere realmente maschi!
Tu dici:

" fondamentalmente la donna ( con i dovuti distinguo a seconda dell'età) rimane attratta e coinvolta da un uomo che sappia esprime la propria energia libidica maschile."

Penso ci sia un problema di conoscenza e di capacità di controllare la propria aggressività!

secondo me si coglie un punto centrale nell'odierna società femminilizzata: i maschi cresciuti nella bambagia, dalle femmine e non piu' dai maschi,  non imparano a controllare ed utilizzare in modo produttivo quella naturale aggressività che è caratteristica del maschile!

Il riferimento al pensiero di Risè è opportuno.

E' vero, nella socièta post-moderna sono progressivamente andati a scemare quei riti collettivi (benchè non tribali) che ogni società precedente presentava. Soprattutto per quanto riguarda l'aspetto di iniziazione alla "maschilità". E' uno dei motivi per cui ritengo questo forum estremamente valido. Oggigiorno non è facile riscontrare una "solidarietà" maschile entro cui poter riflettere - nel rispetto della singolarità di ciascuno - sui problemi e le esperienze che storicamente hanno caratterizzato il rapporto degli uomini con le donne. Anche se - e questo lo dico come provocazione a tutti noi - se Risè frequentasse un po' questo sito, ci sparerebbe volentieri il pistolotto sugli eterni adolescenti, narcisisti e deresponsabilizzati nei rapporti sentimentali con l'altro sesso (avrebbe tutti i torti?  Rolling Eyes)

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Expeausition

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #17 del: 16 Marzo 2010, 19:08:23 »

ma è clamoroso! conosci girard, conosci deleuze e guattari, citi risè!  Cheesy Mi sembra quasi di specchiarmi intellettualmente!

ma quando parli dell'intervista di deleuze, ti riferisci all'abecedario?

messa così, come nella risposta che mi hai dato, è tutta un'altra cosa! così non posso che concordare!
lo stesso deleuze dice che noi quando desideriamo un oggetto, o una persona, in realtà stiamo immaginando un orizzonte, una prospettiva che ci sarà aperta in virtu' di quella cosa!

è come la donna che si ferma di fronte ad una vetrina, e vede un bellissimo abito da sera!
quando lei lo vuole, in realtà immagina se stessa con quell'abito in una particolare situazione magari di gala, accompagnata chissà da quale fantastico uomo!  Smile

Chissà poi che direbbe risè di siti come questo! e chissà che già non li conosca! sono perfettamente inquadrabili nelle sue disamine sulla problematicità dell'esser maschio nella società attuale!

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #18 del: 16 Marzo 2010, 20:54:49 »

Citato da: Expeausition il 15 Marzo 2010, 18:19:41

Dal mio punto di vista, ogni tipologia di needy è accomunata da un disorientamento nella vita pratica e dall'incapacità di agire con scioltezza nel quotidiano.

Per questo motivo esistono degli obiettvi attraverso cui un needy può, secondo me, intraprendere i primi passi verso la "liberazione":

Generale:

1- Cura del proprio aspetto personale, con conseguente miglioramento dell'autostima.
2- Uscire più spesso di casa e allargare il proprio circolo sociale
3- Abituarsi gradualmente ad interagire con persone qualunque
4- Osservare con attenzione le persone che ci circondano.
5- Ricerca di una "guida": ovvero di una persona di cui abbiamo fiducia e stima e studiarne i comportamenti, il "modo di stare al mondo" (con gli altri, con le donne ecc)

Verso le donne:

1- Osservare le donne in situazioni del tutto comuni e banali (mentre mangiano, mentre bevono ecc)
2- Osservare le donne nella loro interezza e non nei particolari che maggiormente ci attraggono o ci interessano. Trovare difetti ed elementi che ci appaiono sgradevoli.
3- Eliminare la spinta idealistica.
4- Immaginare il proprio target in situazioni "terrene e concrete", tipiche della vita quotidiana (mentre sono al cesso, mentre si puliscono i denti, mentre ruttano, mentre sudano).
5- Riprogammare gradualmente la propria percezione delle donne.

Il mondo esiste per come noi lo percepiamo.
Cambia la tua percezione, e cambierà il mondo che hai di fronte.

Bella analisi, corredata di ottimi consigli pratici.

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #19 del: 16 Marzo 2010, 22:44:32 »

Citato da: nad84 il 16 Marzo 2010, 19:08:23

ma quando parli dell'intervista di deleuze, ti riferisci all'abecedario?

 Thumbs Up 6 ore della propria vita ben impiegate!

Oltretutto G.D - e soprattutto le sue lezioni - dovrebbe essere studiato anche qui sul forum.
Non certo in una prospettiva filosofica, ma per notare come quell'uomo fosse in grado di catturare l'attenzione di tutti gli astanti, trattando concetti di difficoltà estrema.
Un notevole esempio di carisma.
(Menzione d'obbligo alla bella Claire Parnet.)

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #20 del: 16 Marzo 2010, 22:46:54 »

Citato da: Acqua il 16 Marzo 2010, 20:54:49

Bella analisi, corredata di ottimi consigli pratici.

+1 e Best Of

Il tuo parere è sempre fondamentale.
Grazie.

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #21 del: 03 Aprile 2010, 01:15:58 »

Via al televoto ehm... al SONDAGGIO!

Votate, votate, votate.

Non cambiate canale, torniamo dopo la pubblicità.. ora un messaggio promozionale per le nostre amiche a casa!  Idiot

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #22 del: 03 Aprile 2010, 01:17:55 »

Citato da: Kierkegaard il 03 Aprile 2010, 01:15:58

Via al televoto ehm... al SONDAGGIO!

Votate, votate, votate.

Non cambiate canale, torniamo dopo la pubblicità.. ora un messaggio promozionale per le nostre amiche a casa!  Idiot

15 minutes of fame!
 Laughing

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #23 del: 03 Aprile 2010, 17:16:52 »

Citato da: Expeausition il 03 Aprile 2010, 01:17:55

15 minutes of fame!

mangia Exclamation

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #24 del: 05 Aprile 2010, 17:45:53 »

Citato da: Expeausition il 15 Marzo 2010, 18:19:41

Per questo motivo esistono degli obiettvi attraverso cui un needy può, secondo me, intraprendere i primi passi verso la "liberazione":

Generale:

1- Cura del proprio aspetto personale, con conseguente miglioramento dell'autostima.
2- Uscire più spesso di casa e allargare il proprio circolo sociale
3- Abituarsi gradualmente ad interagire con persone qualunque
4- Osservare con attenzione le persone che ci circondano.
5- Ricerca di una "guida": ovvero di una persona di cui abbiamo fiducia e stima e studiarne i comportamenti, il "modo di stare al mondo" (con gli altri, con le donne ecc)

Note obbligatorie di lettura e comprensione per sfigati forti
1- punto importante, spesso non sapevo che mi vestivo da cane, pensavo, sbagliando, che fosse per colpa della marca.
NO, non è la marca ne i soldi che costa, è come ti vesti, come lo accosti al resto, occorre capire soprattutto questo, io ho svuotato un armadio stramaledicendo la mia ottusità, SOPRATTUTTO occhio alle scarpe, sono la differenza tra un figo e lo sfigato, non scherzo.
2- giusto, uscire di casa vuol dire uscire dalla tana, smettere di interagire per interposta tecnologia* (cellulare, computer, TV, radio o altro) e cominciare a vivere davvero, con tutti i "rischi" che questo implica, compreso il dover vedere quelli che ci stanno in culo.
3- facile ma difficile, i negozianti  sono un ottimo inizio, specie se femmina e bbbona, del resto non dovete chiederle la topa, solo maggiori info sull'articolo che cercate, lei è pagata per stare al vostro servizio, quindi non abusate. Wink
4-Si ma non tutti, solo quelli che voi giudicate fighi, quelli che conoscono un sacco di donne.
Cosa dovete osservare? TUTTO! Come si muovono, come si porgono, cosa dicono, come si vestono, non la marca, ma gli accostamenti di capi e colori, che sono più importanti della marca, off course le scarpe. Wink
SOLO DOPO, guardate gli sfigati, quelli che gli dicono di no pure le prostitute, guardate come si muovono, come si porgono, cosa dicono, come si vestono, inteso come accostamenti e colori, e soprattutto le scarpe.
Noterete un abisso tra l'abbigliamento E le scarpe dei fighi in paragone, noterete che la scarpa è il naturale completamento di ciò che sta sopra, non un semplice complemento per non camminare scomodi.
Imparerete cosa attira e cosa repelle.
5-questo è davvero duro, devi prima entrargli in amicizia, dirgli che stimi il suo essere sempre al posto giusto, il suo saper vestire e parlare, ma non devi mai e poi mai essere uno zerbino o cagnolino, MAI.
Il meglio è frequentare, dopo aver corretto il tuo abbigliamento, un locale per fighi.

Oppure fai il suicida, dopo aver acceso un pesante cero davanti all'altare di S.Giuseppe, patrono dei falegnami, quindi anche dei segaioli. Laughing hemm.. coff coff, scusa. Cheesy
Ti presenti come sei, e dopo aver tirato su il tuo frame come se tu fossi un George Clooney qualunque, ti metti ad interagire con un gruppetto dove ci sia almeno uno che conosci almeno di vista.
Forse ti chiederanno chi caxxo sei e che caxxo vuoi, alla prima domanda digli il tuo nome (non il cognome) alla seconda gli dici che ti piace il loro modo di vestire e vuoi (non chiedere, esigi, se non hai palle sei già fottuto) capire il loro criterio, ho detto capire, non imparare.

Citazione

Il post era già buono, ma per i supersfigati occorre un mezzo gradino per ogni punto, dato che di solito, come me, non hanno autostima.
Verso le donne:

1- Osservare le donne in situazioni del tutto comuni e banali (mentre mangiano, mentre bevono ecc)
2- Osservare le donne nella loro interezza e non nei particolari che maggiormente ci attraggono o ci interessano. Trovare difetti ed elementi che ci appaiono sgradevoli.
3- Eliminare la spinta idealistica.
4- Immaginare il proprio target in situazioni "terrene e concrete", tipiche della vita quotidiana (mentre sono al cesso, mentre si puliscono i denti, mentre ruttano, mentre sudano).
5- Riprogammare gradualmente la propria percezione delle donne.
 

1-Questo si fa in due modo, mettendosi vicino e guardando insistentemente, fino a che qualcuno ti porta via pensandoti un maniaco, oppure come faccio io.
Devi andare un giorno ed identificare il luogo meno interessante di tutto il locale, cioè quello vicino agli angoli, dove c'è meno luce, comunque dove passi inosservato, poi se vuoi ti siedi subito e cominci, sennò ripassi.
mi raccomando, vestiti anonimi, meglio il grigio o un colore simile a quello del muro, meno ti notano, più sarai in vantaggio, è importantissimo che non ci sia troppo casino, le orecchie servono moltissimo.
2- usa lo stesso sistema di prima, una settimana ad osservare il punto 1 ed una il punto due, non mescolare, non è ancora il momento.
3- non so che caxxo intenda dire, quindi non parlo.
4- sono in panico, non riesco a capire. Razz Razz Razz Razz Razz

Citazione

Il mondo esiste per come noi lo percepiamo.
Cambia la tua percezione, e cambierà il mondo che hai di fronte.

i due punti in fondo, per favore...

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per la forza di volontà che ci metti nel superarti sempre©beeblebrox
Sono convinto che ce la farai©^X^
Bello come descrivi il sesso, dovrebbe essere sempre così©Acqua
Sei una splendida persona, dentro, fuori e ricoperto@Amica
Ottimo osservatore@Termynetor
Si vede che stai diventando forte. Continua così e tra poco ce l' avrai fatta@Shark
mi piaci, uno che dice le cose dirette come stanno, fanculo il politically correct @Kleos
Sfigatto è uno che ci prova incessamente a differenza di moltissimi altri @ SunBeam

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #25 del: 05 Aprile 2010, 17:52:34 »

Ma che è, apologia della scarpa?

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #26 del: 05 Aprile 2010, 17:55:12 »

No, ma ho imparato molto, sulle scarpe, che mi mangerei i piedi...
Se tu mi avessi conosciuto l'anno scorso e mi rivedessi oggi, capiresti molto.

Dimenticavo +1 Thumbs Up al topic

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #27 del: 05 Aprile 2010, 18:05:14 »

Citato da: sfigatto il 05 Aprile 2010, 17:55:12

No, ma ho imparato molto, sulle scarpe, che mi mangerei i piedi...

e faresti male perchè non potresti applicare quanto hai imparato Exclamation

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #28 del: 05 Aprile 2010, 18:19:20 »

Sfigatto: Grazie per le glosse e per l'apprezzamento. Intervento dettagliato e utile.  Thumbs Up

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Expeausition

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #29 del: 05 Aprile 2010, 23:43:21 »

 
Il needy prega le donne di stare con lui poichè, siccome ha una bassa autostima, necessita di una dose di validazione maggiore da queste (o ne palesa maggiormente il bisogno), rispetto ad una persona che ha una stima di sè più elevata e quindi una credenza di sè più forte e stabile.
Tutti abbiamo bisogno di validazione, è il primo feedback con il quale costruiamo la nostra autostima. E' ovvio che il needy ne necessita di più (o ne palesa il bisogno impellente) perchè ne avuta meno.
Concordo sul fatto che il needy ha primariamente bisogno dell'idea di donna (che lo validi come uomo) prima che di una donna in particolare.

Citato da: Expeausition il 15 Marzo 2010, 18:19:41

Esiste purtroppo nel nostro immaginario collettivo la credenza, tanto diffusa quanto devastante, che il genere femminile rimanga affascinato, ammaliato, attratto dall' uomo galante e dall'uomo romantico.
Niente di più falso!

Qua non sono d'accordo.
Niente di più falso è questa frase presa così per come è scritta.
E tutto quello che è scritto sotto. L'essere galanti e romantici sono due valori aggiunti fondamentali per diventare un ottimo seduttore.
Stai facendo confusione con l'idea d'essere zerbino e sempre accondiscendente, debosciato e incapace di prendersi responsabilità e di imporsi.

Citato da: Expeausition il 15 Marzo 2010, 18:19:41

Romanticismo e galanteria, salvo rarissimi casi in cui l'uomo li utilizza con assoluta padronanza e sicurezza, sono, al massimo, dei "lussi" che ci si può concedere dopo - e sottolineo dopo - aver sedotto una donna.

Io penso invece che "il seduttore ideale" ne faccia due armi durante la seduzione , non dopo. E che siano dei lussi solo perchè è un lusso essere un seduttore. E' un lusso essere un uomo di classe, è un lusso avere fascino. Galanteria, educazione, romanticismo sono caratteristiche fondamentali dell'uomo che ha classe, quindi dell'uomo che ha fascino, quindi del seduttore.
Sono dei lussi, poichè è un lusso essere un seduttore. Ma poichè qua dobbiamo tendere a quello, ovvero all'ideale, dobbiamo tendere al lusso.

Citato da: Expeausition il 15 Marzo 2010, 18:19:41

Se vogliamo stimolare in una donna il suo istinto femminile, dobbiamo prima di tutto mostrarci carismatici.

Se vogliamo stimolare in una donna il suo istinto materno, allora possiamo benissimo comportarci come "il bravo ragazzo", "il cavaliere", "il sognatore romantico", "il timido" ecc..

Vero. Ma ne parli come se fossero due cose distinte,  non facenti parte dello stesso processo. Invece sono due componenti necessarie alla seduzione. Complementari.

Citato da: Expeausition il 15 Marzo 2010, 18:19:41

Causa individuale-psicologica

Per noi uomini la madre è necessariamente la prima donna della nostra vita.
E in quanto prima donna, ricopre un ruolo fondamentale nello sviluppo della nostra sessualità e del nostro rapporto con le altre donne.

Penso che qua il discorso si faccia un po complicato e meno schematico. Posso dirti solo che "sento" che la figura materna sia importantissima nella scelta del partner ma non penso affatto che un mammone non possa essere un non-needy e quindi un seduttore, o che uno che ha un rapporto conflittuale con la madre sia needy.
Anche perchè ho visto più di un mammone essere un buon seduttore, non certo needy.
A renderti needy influirà anche l'educazione e il rapporto con la madre, ma non saprei dire in che modo precisamente e inoltre influisce tutta la tua vita e educazione.

Citato da: Expeausition il 15 Marzo 2010, 18:19:41

Il needy cerca, in ogni donna, sua madre.

Freud direbbe che tutti cercano in qualche modo, nella figura femminile, la propria madre; non solo il needy. E penso proprio che abbia ragione.

Citato da: Expeausition il 15 Marzo 2010, 18:19:41

Più seriamente, il romantico che idealizza, palesa un'evidente scollamento con la realtà effettiva, sia interpretando malamente i gesti del suo "target", sia elevando il "target" stesso in un mondo parallelo.
E' come se il romantico proiettasse nel mondo reale tutto il suo universo onirico-masturbatorio: in poche parole, trasforma la realtà in una grandissima fantasia sessuale.

E cosa c'è di più bello.....

Io non penso affatto che in un percorso di crescita come questo si debba reprimere questa "poesia" come l'hai definita. Sono altre le cause del fallimento, non queste. Anzi queste secondo me sono le premesse per la vittoria.
Mi sembra cioè che il taglio del post sia un pò depersonalizzante e sterotipizzante. Immagino che non sia questo il tuo primo intento però mi pare che sia facile vedere in questo 3d un invito a desensibilizzarsi in qualche modo.
E credo che sia un messaggio totalmente erroneo.

« Ultima modifica: 05 Aprile 2010, 23:46:25 da kant »

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Kant

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